AlberiStagioniStriscia.gif

Un bimbo al mattino andava sulla spiaggia a ributtare le stelle marine che erano portate in secca dalle onde.

Quando qualcuno lo vide, gli disse che tale lavoro era completamente inutile, perchè egli non sarebbe mai riuscito a ributtare in mare tutte le migliaia di stelle, che si trovavano sul bagnasciuga.

Il bambino con calma guardò la stella che aveva ancora in mano, la buttò in acqua e poi rispose: "per questa stella sicuramente non è stato inutile".

Chiunque abbia voglia di aiutarci in questo intento, fosse anche per salvare una sola stella... non sarà stato invano. Grazie.

Nadia Monari - Infermiera volontaria


Leggi "Chi siamo", "La storia dell'Associazione" e "Le nostre Missioni"

Lettera del Superiore Generale, Fr. Giuseppe Meneghini


sabato 31 ottobre 2009

Ahmed

… ha circa 20 anni e viene da Marsabit, nel Nord. I suoi genitori, per ragioni a me ancora sconosciute, hanno pensato che Chaaria fosse l’unico posto dove il loro figlioletto avrebbe potuto essere aiutato.
Ha una storia di attacchi ripetuti di malaria che non sono mai completamente guariti, nonostante le terapie ricevute in vari dispensari.
Lo abbiamo ricoverato in uno stato di semi-incoscienza. Inoltre si presenta sempre decisamente agitato. Abbiamo rifatto il test per la malaria che e’ risultato ancora positivo e ci siamo affidati nuovamente al nostro vecchio chinino, che di solito continua a lavorare benissimo ed a stupirci per i risultati incredibili che spesso otteniamo.
E’ della settimana scorsa per esempio il caso di una infermiera di una struttura governativa, che ci e’ stata portata di notte dal marito affranto. Era stata bene fino alla cena, e poi l’avevano trovata in coma nel gabinetto... Alla terza flebo di chinino quella donna era seduta nel letto e chiedeva di andare a casa.
Ahmed pero’ non ha avuto un decorso del genere. Dopo cinque giorni di chinino le sue condizioni non sono apparse diverse dal momento del ricovero: sempre in coma parziale, sempre molto agitato ed incapace di nutrirsi o di ingerire farmaci per bocca.
Abbiamo quindi tentato di capire qualcosa di piu’ tramite la puntura lombare, anche se il giovane non presentava segni clinici di meningite, a parte delle febbri che andavano su e giu’.
Il risultato e’ stato pero’ ancora negativo e ci ha lasciati a brancolare nel buio.
Poi ieri mi ha chiamato la sua mamma: una donna altissima e completamente coperta da un lungo vestito nero. Anche il volto ed il capo sono nascosti, e posso intravvedere solo le sue tristi pupille attraverso la stretta striscia che il chador mi permettere di cogliere con lo sguardo. Le donne musulmane, quando sono cosi’ coperte, mi mettono a disagio e preferisco parlarle, con lo sguardo rivolto al pavimento.
“Dottore, fai qualcosa per mio bambino. Non lasciarlo morire. E’ il mio unico figlio maschio, ed e’ il primogenito”.
Non so cosa risponderle, e sinceramente non che pesci pigliare. Sarei tentato di iniziare una terapia antitubercolare “ex juvantibus”, ma l’esame del liquido spinale completamente normale mi frena.
Le propongo la TAC, forse piu’ per prendere tempo, che per la reale convinzione che questo esame possa condurci da qualche parte.
Non e’ stato facile portare Ahmed a fare l’esame: sull’ambulanza era molto agitato ed ha dovuto essere contenuto con delle cinghie, perche’ non si lanciasse giu’ dalla barella. Arrivato al centro di radiologia ha dovuto essere sedato, in quanto spaventatissimo  e poco collaborante. Tra me pensavo che forse era stato uno sbaglio sottoporre il paziente ad un viaggio del genere nella stagione delle piogge... ma ormai il dato era tratto.
Poi il responso. Non era negtivo come mi sarei aspettato, ma sibillino e poco illuminante: c’era un idrocefalo e dei segni di ipertensione endocranica con edema cerebrale. L’ipotesi della radiologa spaziava da una possibile meningite ad una encefalite.
Al ritorno da Meru, dopo un viaggio terribile nel fango e ai limiti della viabilita’, mi sono trovato con il dilemma di cosa fare.
“E’ molto improbabile che si tratti di meningite perche’ la lombare e’ negativa, ma il Rocefin non glielo possiamo negare! Abbiamo dei cortisonici e dei diuretici che possono in qualche modo ridurre un po’ l’edema cerebrale l’ipertensione nella scatola cranica. Ma cosa possiamo fare se davvero fosse una encefalite? Si potrebbe trattare di herpes, ma non ho l’acyclovir in vena. Ho solo le compresse e Ahmed fa fatica a deglutire. Se poi siamo di fronte ad altri virus, come il citomegalo o la febbre gialla, allora potremmo solo stringerci nelle spalle”.
Decido per le pastiglie di Zovirax che schiacceremo e gli somministreremo con un po’ di latte attraverso il sondino nasogastrico.
Lo guardo nel letto, mentre fissa il vuoto e continua ad arrotolarsi attorno al deflussore della flebo. Osservo anche la sua mamma, che e’ in piedi vicino a lui, dritta coma una candela... non capisco se mi sta guardando attraverso la feritoia del chador, o se sta fissando lui.
“Cosa le dico? Che suo figlio morira’? Che non so di cosa si tratta anche dopo la TAC? Che non abbiamo test diagnostici per capire con quale virus stiamo lottando? Che la maggior parte dei virus non risponde alla terapia? Che suo figlio potrebbe sopravvivere, ma diventare un handicappato mentale per tutta la vita?”
Non credo di avere il coraggio di parlare con lei. Lo so che sono un codardo. Ora pero’ devo andare a pregare un momento... poi, quando torno dalla cappella, spero di poter raffazzonare qualche parola sensata per il suo cuore in attesa. Non voglio distruggerla, ma non voglio neppure illuderla. “Signore, aiutami Tu!”.

Fr Beppe

Diarrhoea


Treatment: The priority in treatment is correcting dehydration. Mild and moderate dehydration can be corrected with ORS (50-100 ml/kg 4 hourly) taken in frequent small drinks. Severe dehydration requires intravenous fluids. If hypotension, resuscitate with saline. In adults regulate fluids according to pulse, BP and urine output. See paediatric section for amount and assessment of hydration.

Gastroenteritis: watery diarrhea often with vomiting and low grade fever. Hydration is the only treatment. Antibiotics should not be used.

Giardia: May cause a more chronic malabsorption. Treat with metronidazole 2g OD for 3 days or 400mg TDS for 5-7 days, or tinidazole 2 gm stat

Cholera: Profuse, watery diarrhoea, often litres per day. The main priority is to maintain hydration, keeping up with stool losses by ORS or IV fluids. When vomiting subsides, give doxycycline 300mg single dose, or cotrimoxazole 2 tabs BD for 3 days.

Amoebiasis: Bloody diarrhea, no fever, Entamoeba histolitica trophozoites in stool microscopy. Treat with metronidazole 600-800mg (15mg/kg) TDS for 10 days. Cysts can be present in asymptomatic individuals and are not sensitive to metronidazole. Amoebic liver abscess presents with a tender hepatic mass.


Bacterial Dysentery: Small amounts of frequent, bloody stool, pain and tenesmus, often fever. Stool microscopy will show RBC’s and WBC’s in mild cases treatment with antibiotics is not indicated and may complicate cases of salmonella or E.coli. In severe cases, treat with ciprofloxacin 500mg BD for 5 days as first line. Alternatives are nalidixic acid 1g (15mg/kg) QDS for 5 days, or gentamicin 240mg IV OD if vomiting. In adults (not children) loperamide 2mg QID can be added to decrease duration and severity of symptoms.

Chronic diarrhoea: Often a presentation of HIV. Other possibilities are giardia for which a trial of treatment may be given. Consider also non-infectious causes, like Crohn’s disease or ulcerative colitis.

GLOSSARY
BD= TWICE A DAY
TDS= 3 TIMES A DAY
QID= 4 TIMES A DAY

Br Beppe


Ricordando il Dott. Armando Bruno

Domenica 15 Novembre 2009 
presso la Maison Musique di Rivoli (To)

Gran Ballo Folk

Commemorazione, per proseguire i progetti di solidarietà in campo sanitario sostenuti dal Dott. Armando Bruno insieme alle Associazioni:
- C.C.M. di Torino...per un ospedale in Sudan
- Camminare Insieme... Associazione volontaria assistenza socio-sanitaria di Torino
- Associazione volontari Missioni Cottolengo...per un ospedale in Kenya

Immagine 1.jpg

Per Informazioni contattare:


- Dario Tel. 340-4140918
- Franco Tel. 335-457794

venerdì 30 ottobre 2009

Il nuovo Blogger... Alessandro Barberis: un ringraziamento per la sua collaborazione




Poichè tra pochi giorni, mi assenterò per un breve periodo, vorrei informare i lettori che verrà in mio aiuto il Dr. Alessandro Barberis di Cuneo, che pubblicherà il blog durante la mia assenza e successivamente, proseguirà nel darmi una mano con l'intensa attività che si è sviluppata negli ultimi mesi...anche grazie al numero crescente di lettori partecipativi e di volontari impegnati quotidianamente nelle nostre missioni.
Colgo l'occasione per ringraziare l'amico e collega Alessandro e per salutare tutti i lettori...a presto!
Nadia Monari



 Il pensiero del Superiore Generale

Il nostro amico dentista dr. Alessandro Barberis, volontario a Chaaria si è reso disponibile a dare una mano a Nadia la creatrice del blog, perchè ora è in felice attesa della "cicogna". 
Ad Alex auguriamo un buon lavoro missionario e carismaticamente cottolenghino, e a Nadia di diventare una brava mamma però non la liberiamo dalla sua prima creatura telematica anche se giustamente passerà in.. seconda linea. Salutissimi.
Fr. Giuseppe Meneghini



Anatomia patologica e radiologia

Come potrete immaginare non siamo in grado di fare un esame istologico in sede, quando sospettiamo un tumore. C’e’ in progamma una futura colllaborazione con dei centri di eccellenza in Italia, che dovrebbero esaminare i reperti che noi manderemo utilizzando un microscopio digitale ed un sistema di comunicazione internet via satellite. Il microscopio e la rete di OspedaliItalianiMondo.jpgconnessione dovrebbe esserci donata tramite la ALLEANZA DEGLI OSPEDALI ITALIANI NEL MONDO, del ministero per la salute.
Per ora lavoriamo appoggiandoci all’ospedale universitario Aga Khan di Nairobi. La collaborazione e’ andata affinandosi con il tempo, ed ora operiamo abbastanza celermente e senza problemi di smarrimento di campioni.
In pratica noi eseguiamo la biopsia e la mettiamo sotto formalina. Poi inviamo il campione a Nairobi servendoci di un corriere locale (Securicor). Anche i risultati degli esami vengono poi trasportati a Meru in busta chiusa, a cura della stessa azienda di trasporto.
La Securicor ha gli uffici a Meru, per cui a noi e’ sufficiente portare un cartone con i campioni ben imballati il giorno in cui si fanno le compere.
I tempi di attesa per il risultato sono di circa 3-4 settimane, ma possiamo anche avere comunicazioni piu’ celeri. Infatti dopo tre giorni lavorativi gli anatomopatologi dell’Aga Khan sono in grado di mandarci il risultato via email, su nostra richiesta.
Per la citologia su fluidi sospetti (cisti tiroidee, liquido pleurico, ecc), eseguiamo noi il fissaggio in laboratorio e mandiamo gli strisci gia’ essiccati su dei vetrini.

Anche la radiologia non e’ presente nel nostro ospedale, e credo che non saremo in grado di attivarne una nel prossimo futuro. Cio’ e’ sicuramente un grande limite, soprattutto nel campo della traumatologia ed ortopedia in genere.
Abbiamo comunque attivato una collaborazione efficiente con il Meru DIC (Diagnostic Imaging Centre), una struttura privata dove portiamo i nostri pazienti con l’ambulanza ed otteniamo lastre di buona qualita’, e soprattutto un referto di uno specialista. Il grosso problema che riscontravamo nel mandare i pazienti per una lastra in altri ospedali, era rappresentato dal fatto che non ricevevano alcun rapporto, e dovevamo guardarci le lastre da soli... cosa non sempre troppo facile per chi non e’ radiologo.
Le radiografie di cui abbiamo bisogno piu’ frequentemente sono certamente quelle del torace, soprattutto per la diagnosi di TBC quando non siamo in grado di ottenere un escreato dal malato. I nostri fisioterapisti spesso richiedono il supporto radiologico per problemi legati alla colonna vertebrale o al bacino. Di tanto in tanto mandiamo le pazienti che non riescono a concepire, a fare una isterosalpingografia, per verificare la pervieta’ delle tube di Falloppio. La collaborazione e’ buona e i nostri pazienti, di definizione gravi perche’ tutti ricoverati, vengono fatti passare con procedura d’urgenza. Naturalmente rimane il disagio della Ecografo.JPGstrada, a volte molto difficile, soprattutto durante le piogge. L’ambulanza ci permette di trasportare nello stesso tempo anche due malati alettati.
Come sapete abbiamo un servizio ecografico, per cui non mandiamo i pazienti per tale esame. Raramente ci affidiamo a quel centro per un ecodoppler, di cui noi siamo sprovvisti.
L’avvento della gastro e della colonscopia ha praticamente azzerato i nostri bisogni di lastre del tubo digerente con bario (sia pasto baritato che clisma opaco).
Nello stesso centro e’ possibile anche eseguire TAC, pur trattandosi di un esame che richiediamo raramente a causa dei prezzi molto elevati.
Per la risonanza magnetica dobbiamo invece rivolgerci a Nairobi, ma normalmente questa e’ una evenienza del tutto eccezionale, perche’ improponibile dal punto di vista economico.

Fr Beppe

VisitaBimbo.JPG

giovedì 29 ottobre 2009

Il grazie di Chaaria

Carissimi amici,
desidero scrivervi poche righe che possano servire a continuare il nostro cammino di comunione ed il nostro comune ideale di far crescere il servizio per i poveri di questo angolo di Africa.

Prima di tutto sento doveroso e giusto ringraziare tutti i membri dell’associazione “Volontari Mission Cottolengo” ed in particolare i membri del Consiglio direttivo della associazione stessa che continuamente si impegnano per il miglioramento della Missione e per il bene dei meno fortunati.
E’ infatti attraverso lo sforzo congiunto di  chi viene ad aiutarci e di chi lavora dietro le quinte per noi in Italia, che il nostro “sogno per Chaaria” si materializza ogni giorno.
Insieme all’associazione, il nostro grazie va ora a tutti i volontari che sono venuti a dare il loro contributo personale di servizio qui a Chaaria. Nel 2009 sono stati veramente tanti, dall’Italia ma anche dall’estero.
Ci sono stati medici ed infermieri, semplici operai e specializzati in qualche settore (elettricisti, ecc.); tutti hanno portato una grande ventata di rinnovamento e di stimolo a fare le cose sempre meglio. Tutti si sono distinti per encomiabile impegno e dedizione.
Il volontariato a Chaaria, pur con difficolta’ sempre presenti in tutte le realta’ umane, certo è un fenomeno positivo che porta tanto bene alla Missione ed al servizio.
Se mi è concessa un’unica osservazione, vorrei dire che i volontari a Chaaria faranno sempre una bella esperienza nella misura in cui, pur cercando di dare del loro meglio, non vorranno imporre se stessi o il loro giudizio; nella misura in cui, pur apportando il proprio personale contributo al miglioramento della nostra struttura, sapranno apprezzare anche quanto sino ad ora abbiamo realizzato.
I volontari che si sono trovati meglio sono certamente stati quelli con grande spirito di adattamento, con grande voglia di aiutarci a migliorare, e con tanta umiltà.
Alcuni volontari hanno espresso il desiderio di fare esperienze a domicilio. Vorrei rispondere nel modo seguente: Chaaria è al momento una struttura soprattutto sanitaria ed assistenziale; i volontari sono per lo più impegnati nell’ospedale o nella cura dei Buoni Figli. Tali attività assorbono le nostre giornate a ritmi veramente pieni e vertiginosi, per cui ci rimane ben poco tempo da dedicare ad altre attività. Pur riconoscendo l’importanza di servizi sociali sul territorio (come visite domiciliari, per esempio), dobbiamo constatare che il tempo a disposizione per questo è poco, ed è saltuario… I volontari che fossero interessati primariamente a tale tipo di esperienza sociale potrebbero sentirsi frustrati nel constatare quanto poco tempo sarà concesso alle uscite per visite alla gente nella propria magione. La nostra azione sociale si realizza soprattutto attraverso l’aiuto sanitario offerto a tutti i poveri che bussano alla nostra porta, attraverso la presa in carico totale degli handicappati mentali da noi ospitati, e attraverso l’aiuto economico alle famiglie in difficoltà…. C’è chi dice che in tal modo si fa una esperienza separata dalla vita reale della gente, e che si rischia di stare in Africa senza prendere veramente coscienza della cultura locale; non so se queste critiche sono vere oppure no: so però che la popolazione ha bisogno di aiuto e che l’ospedale di Chaaria è qualcosa di veramente significativo che ha cambiato la vita di molti. So che una mamma con un bambino morente per anemia ha bisogno di sapere che c’è una struttura attrezzata per le trasfusioni, e questo è ciò che cerchiamo di fare per lei in ospedale. Il servizio domiciliare potrà essere organizzato in futuro se il Signore ci manderà un numero sufficiente di vocazioni che ci permettano di iniziare e di portare avanti con continuità tale nuova area di impegno. Infine posso dire che anche ora in ospedale, attraverso il nostro lavoro tra i sofferenti, noi possiamo diventare loro amici, condividere tante esperienze che altrimenti ci sfuggirebbero, e giungere a comprendere le loro problematiche più intime.

Concludo ora questa lettera con un ringraziamento a Lino, Stefania, fr Giuseppe, Bruno, G. Farnese, Sr Anna Maria, Gianni e tutti gli altri, che dall’Italia continuano a lavorare per tessere la fitta rete di connessioni e di aiuti, e per organizzare nel migliore dei modi gli arrivi dei volontari.. Un altro grazie va pure a tutti coloro che ci aiutano a raccogliere fondi tramite varie iniziative di solidarieta’. È inutile ripetere quanto denaro si spende per mantenere un ospedale con un buon livello di prestazioni e di personale.
L’ultimo pensiero vorrebbe essere spirituale: penso che Chaaria sia un sogno gradito al Signore, in cui ci sforziamo di servire i più poveri tra i poveri.
A Chaaria desideriamo assicurare umanità e professionalità a tutti coloro che non si possono permettere altre strutture. E siccome Gesù ci ha detto di essere presente nel più piccolo e nel più diseredato, noi crediamo fortemente che il nostro lavoro quotidiano sia un continuo servizio reso a Gesù stesso. Crediamo anche che S. Giuseppe Benedetto Cottolengo sia contento di Chaaria, dove ci sforziamo di fare dei poveri i nostri padroni e dove vorremmo che nessuno se ne andasse senza avere ricevuto le nostre attenzioni e il nostro lavoro.
Grazie a tutti per il vostro sostegno!


Fratel Beppe


PS: qui di seguito riporto il testo che avevo scritto nel primo volume delle “lettere da Chaaria” e che ha rappresentato come una filigrana o un filo conduttore che ci ha guidato sin dai primi giorni, e che ancora non abbiamo realizzato appieno:


Chaaria è per noi un sogno da realizzare giorno per giorno, un posto in cui vorremmo che tutte le persone più povere e sofferenti potessero essere accolte con competenza e con carità.
Vorremmo essere capaci a fare di più per questa gente che non ha davvero nulla e che soffre per malattie terribili e spesso facilmente curabili … se solo ci fossero mezzi diagnostici e terapeutici, come in Italia.
Sarebbe bello che tutti i poveri potessero essere accolti e curati, e che a nessuno si dovesse dire: “Vai altrove, perché non possiamo risolvere il tuo problema”.
Andare altrove cosa significa per persone che hanno già camminato per 12 – 14 ore?
Andare altrove … sì, ma dove?
Ecco perché ostinatamente pensiamo che il Signore sia contento di Chaaria. Osiamo sperare che anche il Cottolengo sia orgoglioso di un ospedaletto per molti versi simile alla Volta Rossa, dove forse non c’era tutto, ma dove l’anelito della carità  era verso tutti i poveri.
“…crediamo fortemente che da soli
non possiamo fare nulla
ma, con l’aiuto del Signore,
tutto è possibile a chi ha fede!”


Blog Award 2009

Lo scorso anno, il nostro Blog è stato il vincitore del Blog Award 2008 per la categoria "unicità".
Anche quest'anno siamo iscritti al Blog Award... e se lo ritenete,
votatelo cliccando qui sopra, cercando il banner con il nome dell'Associazione Volontari Missioni Cottolengo (onlus) ...che per ora è già tra i primi posti!



Blog Awards 2009


mercoledì 28 ottobre 2009

Un enorme arcobaleno

La giornata di oggi e' iniziata con il solleone, e nessuno si sarebbe aspettato pioggia prima della notte. I pazienti quindi sono venuti in molti.
Tra l'altro, la persona investita ieri da Joseph ha chiesto il trasferimento a Chaaria.
Siamo andati a prenderlo con l'ambulanza... quella stessa che lo aveva colpito ieri. E' stato commovente per me che abbia voluto farsi curare da noi. Contrariamente a quanto ci era stato detto all'inizio, il giovane spilungone (circa 2 metri di statura), non aveva riportato fratture, e, con mia sorpresa, l'ho visto  entrare in ospedale con le sue gambe.
Il problema piu' grosso era un enorme taglio sul labbro superiore, che si estendeva a tutto spessore, creando una comunicazione sia con la cavita' orale, che con le narici.
Dopo esserci assicurati che non ci fossero fratture del palato, e che nessuno dei denti si muovesse, abbiamo prodeduto alla sutura per strati. Siamo riusciti a chiudere tutte le comunicazioni, e a cucire in modo del tutto estetico, usando un filo sottilissimo.
Vedere le sue condizioni generali e' stato occasione di un bel sospirone di sollievo per me e per Joseph . Domani lo dimetteremo.
Stavamo ancora lavorando a questo ricamo, quando, a ciel sereno e con il sole splendente, si e' messo a diluviare... sembrava la classica nuvoletta di Fracchia. Ma ha continuato a piovere a dirotto per alcune ore, creando, tra l'altro, problemi al nostro autista, ancora fuori per le spese. Abbiamo dovuto accorere in suo aiuto con il trattore!
Ma poi il sole ha rifatto capolino mezz'ora prima del tramonto, ed un arcobaleno stupendo e completo e' comparso in un cielo ora nuovamente blu, anche se ormai cangiante al rosso del tramonto.
I pazienti che erano stati intrappolati sotto la nostra tettoia, hanno quindi ripreso pian piano a camminare verso casa, districandosi in un fango che si attaca alle scarpe e le rende pesantissime... e la vita riprende con quel senso di rinnovata freschezza che nel mio cuore ricorda "la quiete dopo la tempesta" di Leopardiana memoria.
L'arcobaleno si dossolve rapidamente, ma la gioia di averlo visto rimane... ed io provo ad andare a pregare con i Fratelli, visto che, stranamente, non c'e' nessun cesareo in vista.

Fr Beppe

Pinuccia


Desideriamo ringraziare il Signore ed i Superiori della Piccola Casa di Torino per aver concesso a Pinuccia di tornare a Chaaria. Sarà con noi a tempo indefinito... almeno lo speriamo moltissimo.
Pinuccia è qui con noi ormai da un mese, ed ha preso servizio nel reparto di medicina generale. Inoltre, come ha sempre fatto, è disponibile per le chiamate notturne, e tutte le volte che ho bisogno di lei in sala operatoria. In questo mese in cui Jesse è in ferie, per esempio, è lei che segue gli operandi dopo che a loro è stata praticata l'anestesia spinale.

Pinuccia si è poi resa disponibile ad aiutare per il magazzino farmaci, dove abbiamo evidenti difficoltà, non solo per il carico-scarico delle medicine, ma anche per i nuovi ordini: spesso ci sono delle specialità medicinali che finiscono completamente senza che il nostro staff se ne renda conto. Pinuccia, con la sua formazione professionale, aiuterà anche a trovare dei metodi per accorgersi in tempo che una medicina sta per essere esaurita.

Pinuccia è una presenza anche molto importante per il gruppo dei volontari, con cui condivide non solo il lavoro ma anche i pasti: è un elemento stabilizzante ed una accompagnatrice essenziale, soprattutto nei primi giorni di esperienza, quando tutti sono un po' disorientati.
Ringraziamo Dio per questo dono, ed accogliamo con gioia Pinuccia.


La comunità di Chaaria


martedì 27 ottobre 2009

In bocca al lupo Gianni!



Sappiamo che il nostro volontario "recidivo" Gianni Derossi e' oggi stato ricoverato per un intervento di ortopedia alla spalla.

Vogliamo solo dirgli che facciamo il tifo per lui e che lo ricordiamo nella nostra povera preghiera.

Il Signore ti benedica, caro Gianni, e ti ricompensi per tutto il bene che hai fatto a noi ed ai poveri di Chaaria. Quando sei stato con noi, sei davvero riuscito a metter in pratica quello che leggiamo sulla tua magletta: hai portato un sorriso a tutti. Un abbraccio da tutti noi.



La gente di Chaaria

Momenti difficili

“Finalmente a Nairobi”, tra sè penseranno i volontari, che per giungere alla Capitale hanno dovuto trasbordare su tre veicoli differenti.E’ stata una giornata sfortunata!
Al mattino verso le dieci ci siamo salutati su un tratto di strada sterrata, in quanto io tornavo dalla banca a Meru, mentre loro partivano con l’ambulanza insieme a Joseph. L’ambulanza era il mezzo migliore in quanto il vecchio macchinone ha una perdita di olio al cambio e non e’ sicuro per lunghe percorrenze. Ci siamo abbracciati in mezzo ad un campo; abbiamo scattato l’ultima foto insieme, e poi ci siamo lasciati, con una lacrimuccia agli occhi: io verso la sala operatoria dove gia’ mi attendevano per l’ennesimo cesareo urgente, e loro verso l’aeroporto prima e l’Italia poi.
Mi sono cosi’ tanto immerso nelle molte emergenze, che quasi non mi ricordavo piu’ che i nostri amici stavano viaggiando.
Ma alle 12.30 Judith mi ha detto di telefonare a Mukindu, perche’ era successo qualcosa a Joseph. “Che strano telefonare a Mukindu! Lui è a Nkubu per i CD4, mentre Joseph e’ sulla via di Nairobi”.
Ma poi al telefono ho compreso quello che era successo. Un incidente stradale proprio nei pressi dell’ ospedale... Mukindu era sopraggiunto poco dopo il passaggio dell’ambulanza che trasportava i volontari a Nairobi, ed ha visto l’accaduto.
Quello che e’ successo e’ che un uomo ha tentato di attraversare la strada all’ultimo momento, e Joseph non e’ riuscito a frenare o a evitarlo. Lo ha colpito e lo ha scaraventato sull’asfalto. Avrebbe voluto soccorrerlo subito, ma una folla violenta si e’ diretta verso la vettura tentando un linciaggio.
Saggiamente il nostro autista ha pensato di chiudere le porta a chiave, di fare retromarcia e di ritirarsi nel cortile della polizia, poco lontano dalla scena dell’incidente. Ha così dato l’allarme immediatamente e gli agenti hanno provveduto al trasporto in ospedale del malcapitato. Ha spiegato l’accaduto ed ha lasciato la vettura alle forze dell’ordine per i controlli del caso.
Tutti erano sconvolti, ma allo stesso tempo c’era il problema dell’aereo che parte e non aspetta nessuno.
La decisione e’ stata presa rapidamente.
Mukindu si sarebbe fermato al posto di polizia finche’ l’ambulanza sarebbe stata rilasciata, mentre Joseph avrebbe continuato il viaggio verso la Capitale con i volontari. Nel frattempo, Fr Lorenzo, che è già a Nairobi, avrebbe chiesto un’auto a Don Giusto e sarebbe venuto incontro a Joseph, che avrebbe dovuto ripresentarsi alla polizia l’indomani mattina presto.
Io ho seguito queste vicende con pochi messaggi, tra un paziente e l’altro e tra un’operazione e l’altra... e ciò mi ha creato tanta ansia.
Ho rivisto Mukindu verso le 18.30: l’ambulanza e’ stata rilasciata ed e’ stata trovata in ordine.
Joseph invece e’ arrivato alle 21. Ero ancora in sala a causa di un colpo di machete che aveva spaccato il polso di un uomo. Mi ha aspettato. Era molto triste: “Non ho avuto il coraggio di andare a trovare quell’uomo in ospedale. Avevo paura delle reazioni dei parenti. Ma la polizia mi ha detto che e’ vivo e cosciente. Ha una frattura della gamba ed e’ stato suturato in varie parti del corpo... Mi dispiace tanto!”
“Sono cose della vita. A me capita che mi muoia un malato in sala... con il lavoro che fai tu è più che naturale che cose del genere succedano. Ringraziamo Dio che nessuno dei volontari si è fatto male, e poi staremo vicino anche a quel malcapitato e gli pagheremo le spese dell’ospedale”
“Gli amici italiani sono arrivati in tempo all’aeroporto?”
“Sì, Fr Lorenzo mi ha comunicato che sono tutti e tre sereni e che ce l’hanno fatta con largo anticipo; infatti, sono arrivati in aeroporto quanto il check in era apena iniziato”.




Fr Beppe

lunedì 26 ottobre 2009

Lorena, Milena e Michele

Abbiamo oggi salutato questi tre carissimi volontari che si sono distinti per encomiabile donazione, e per una travolgente carica umana.
Sono rimasti tre settimane, ma a noi e’ sembrato un lampo. E’ triste vederli partire, e speriamo che possano presto ritornare a stare un po’ con noi e con le persone che cerchiamo di assistere.
Lorena e Michele hanno offerto il loro servizio dai Buoni Figli, e si sono sentiti parte della loro grande famiglia.
Milena ha lavorato in ospedale, dedicandosi particolarmente alla cura dei piu’ gravi e non-autosufficienti.
E’ stato bello vivere queste tre settimane intense con loro. E’ stato bello parlare e condividere gioie e dolori. Ci fa sempre bene quendo qualcuno ritorna piu’ volte, come hanno fatto Lorena e Milena. Speriamo che anche per Michele non sia una esperienza isolata.
Oggi tra l’altro hanno organizzato un party di addio presso il centro dei Buoni Figli, rendendoli veramente felici.
Grazie di tutto quanto ci avete donato. Tornate ancora. Dio vi benedica.

La comunita’ di Chaaria



LorenaMilenaMichele.jpg

La fame nel mondo

Oggi la FAO ha reso pubblici alcuni dati veramente inquietanti secondo cui un miliardo di persone soffrono la fame. Di queste, 250 milioni vivono in Africa Subsahariana.
Anche il Kenya non e’ esente da problemi di insicurezza alimentare, e secondo dati molto recenti, sono circa 3.8 milioni i cittadini che non hanno da mangiare e possono sopravvivere solo grazie agli aiuti alimentari.
Credo che pensare a queste cose ci aiuti a ringraziare Dio ogni giorno per quanto abbiamo, e ci renda piu’ sensibili ai bisogni degli altri.

domenica 25 ottobre 2009

Malattia psichiatrica a Chaaria

Il numero di malati con disturbi gravi del comportamento è certamente elevato. Non sono in grado di fare dei paragoni e di sostenere che siano più numerosi qui che in Europa.
Dalla tabella seguente si evince che praticamente ogni giorno siamo di fronte a qualche caso del genere. Il numero delle ammissioni potrebbe essere anche più elevato, ma a volte cerchiamo di resistere alle richieste di ricovero da parte dei parenti, perchè non ci sentiamo una struttura sufficientemente attrezzata. A volte questi malati sono violenti nei confronti degli altri. Altre volte richiedono un totale isolamento che non possiamo offrire. Spesso poi distruggono le strutture, anche murarie, dell’ospedale, o magari scappano di notte quando il personale e’ ridotto. Per loro ci vorrebbe un numero di infermieri ben superiore a quanto possiamo offrire.
Altro rischio che corriamo quando ammettiamo in reparto questi malati è di dover ricorrere a sedazioni eccessive che in pratica servono più a noi per calmarli ed evitare la violenza, che non a loro stessi, per guarire. Onestamente, poi, il fatto di non avere uno psichiatra nel nostro staff limita enormemente le nostre capacità diagnostiche. 



PERCENTUALE MALATI
PSICHIATRICI IN AMBULATORIO
20-30%
PERCENTUALE MALATI PSICHIATRICI NEI REPARTI
25-40%


Nella maggior parte dei casi si tratta di malattie psichiatriche gravi. Mi manca una vera classificazione, ma nella tabella seguente ho cercato di indicare i problemi più frequentemente rilevati. Non ho incluso nella tavola la demenza senile, che comunque è comune nei nostri reparti: ricoveriamo infatti molti anziani dopo ictus, a motivo di fisioterapia o per la cura di ulcere da decubito.
Un paziente con una situazione organica grave normalmente presenta una triade abbastanza tipica di sintomi:
Perdita di autostima (esempio: ‘son buono a nulla’)
Visione negativa della vita presente (esempio: ‘la mia vita non ha significato’)
Mancanza di speranza per il futuro (esempio: ‘non c’è più niente per me in futuro’)

DISTURBI ORGANICI PIU’ FREQUENTEMENTE RILEVATI

Delirio
Il più delle volte secondario a malaria cerebrale. Quasi sempre regredisce con la terapia.
In rari casi il delirio persiste, fino a stati di demenza
Abuso di sostanze
Non abbiamo quasi mai notato disturbi mentali secondari all’assunzione di miraa. Invece il fumare bamgh (un oppiaceo) o l’assunzione di bevande alcooliche che lo contengono porta spesso a disturbi allucinatori gravi, e a turbe del comportamento di tipo aggressivo.
Schizofrenia e disturbi psicotici
Sono comuni, e spesso hanno un andamento familiare. Frequenti sono i casi di psicosi post partum che poi non regrediscono. Questi pazienti hanno sovente deliri a sfondo religioso (vedere il diavolo) o con allucinazioni visive o uditive di tipo violento (qualcuno mi vuol uccidere).
Disordini del tono dell’umore
Comune è lo stato depressivo. Ma non mancano i malati con disturbi bipolari (ciclotimia o psicosi maniaco-depressiva)




Oltre ai problemi organici sono anche comuni le nevrosi con sintomi psicosomatici, che il paziente riferisce come dolore generalizzato e poco definibile (la classica panalgia dell’ipocondriaco).
Il cliente psicosomatico è il più difficile da aiutare perchè richiederà farmaci in continuazione e non migliorerà mai. Spesso avrà già assunto così tante medicine che e’ lui stesso a dire al medico: “questo no. L’ho già preso e non mi ha fatto niente”. Si tratta di persone che dopo un po’ di tempo cambieranno medico, magari con l’idea che in quell’ospedale non sono stati capaci di comprenderlo.
Esempi dei sintomi psicosomatici più frequenti a Chaaria:
Dolore (mal di schiena, dolore toracico, mal di pancia e cefalea)
Stato di perenne affaticamento
Vertigini
‘Attacchi epilettici’, che però non sono tali ad un occhio esperto; sentirsi debole fino a svenire.
Sindrome del colon irritabile; sintomi che simulano un’ulcera peptica.
Esagerato dolore premestruale e dolore pelvico cronico
 
PROBLEMI LEGATI ALLA TERAPIA
In fatto di medicine siamo abbastanza mal messi, in quanto i farmaci a disposizione sono pochi:


Stabilizzatori dell’umore
Alloperidolo (Serenase) in compresse e fiale.
Lo abbiamo anche in forma depot da iniettare una volta al mese

Lo usiamo in caso di ciclotimia e delirio
Carbamazepina (Tegretol)
Oltre che come farmaco antiepilettico lo usiamo come stabilizzatore dell’umore in sindromi maniaco depressive
Sodio valproate (Depakin)
Come profilassi della ciclotimia oltre che come farmaco anticomiziale
Ansiolitici
Benzodiazepine in compresse e fiale
Disturbi ansiosi insonnia
Syndrome da astinenza da alcoolici
Antidepressivi
Amitriptilina compresse
Stati di depressione
Neurolettici
Clorpromazina (Largactil) in compresse e fiale.
Prometazina in compresse e fiale
Nei casi di delirio grave e di violenza verso gli altri




Si tratta comunque sempre di pazienti difficili, e spesso scoraggianti soprattutto perchè spesso smetteranno la terapia dopo la dimissione ed i casi di recidiva saranno moltissimi.


Fr Beppe



PS: La comunità di Chaaria ringrazia gli organizzatori della iniziativa MUSIC 4 KENYA, per essersi ricordati di Chaaria anche quest’anno.

sabato 24 ottobre 2009

Il sole brilla… ed i malati fioccano da ogni parte

Il Signore ci ha concesso due giorni di sole splendente, dopo le piogge torrenziali dell’inizio settimana.
Il cielo e’ di un blu terso, ed il caldo e’ torrido e piacevole: non c’e’ un filo di vento, ma non e’ afoso. Sembra di essere in Sicilia, nella valle dei templi.
Queste condizioni climatiche hanno incoraggiato molti ad avventurarsi sulle nostre strade ormai gravemente rovinate dalle piogge, ma oggi completamente asciutte.
Dopo due giorni di calma relativa, oggi l’ambulatorio pullula nuovamente. Ci sono grida da ogni parte, e naturalmente gente che litiga perche’ vuol passare prima degli altri.
In fondo la natura umana e’ la stessa a tutte le latitudini: quelli che chiamiamo i nostri pazienti diventano ogni giorno meno pazienti, e si lamentano sempre; dicono di venir da lontano, di non avere mezzi di trasporto per ritornare a casa, di essere stanchi di attendere, ecc.
Anche oggi, pur avendo lavorato non-stop fino alle ore 22.30, ho dovuto a sentire questa canzone a partire dal mattino, e tra me pensavo che davvero l’essere umano rischia di essere incontentabile.
Offriamo a tutti un servizio di eccellenza; eseguiamo in una sola giornata degli esami che anche in Italia vanno prenotati in precedenza con liste di attesa di vari mesi; siamo l’ospedale piu’ a buon prezzo di tutto il distretto... Eppure quel che sentiamo sono sempre lamentele (siamo lenti, si aspetta per troppe ore per essere visitati, e cosi’ via).
Nessuno poi si rende conto che, se tardiamo a prenderci cura di lui, e’ perche’ ci sono altri problemi o emergenze da qualche altra parte dell’ospedale.
Oggi per esempio ci sono stati quattro cesarei urgenti, un’ ernia con un principio di strozzamento e tre raschiamenti uterini per emorragie molto serie. Ho fatto ambulatorio, con il sudore sulla fronte, tra un intervento chirurgico e l’altro: normalmente, dopo un’operazione si sentirebbe il bisogno di rilassarsi un po’, di sorseggiare un buon caffe’ espresso e di attendere di essere chiamati in sala nuovamente. Invece noi, dopo l’operazione apriamo la porta e iniziamo ecografie, gastroscopie, ecc. Quando pero’ un paziente, invece di dirmi i suoi problemi di salute, senza nemmeno salutare prende ad apostrofarmi: “ma lo sai che ho aspettato per piu’ di 5 ore e che vengo da molto lontano...”, allora veramente devo fare uno sforzo per mantenermi calmo e per resistere alla tentazione di rispondergli in modo sgarbato.
Quando ci sono momenti del genere, sto zitto; invito il malato a sedersi un momento; vado a fare due passi nella shamba e poi torno per continuare la visita, senza fare alcun riferimento a quanto poco prima mi ha irritato. So che molti lo fanno per ignoranza; sono cosciente del fatto che non si rendono conto del nostro carico di lavoro (per esempio ora quasi mai riusciamo ad andare a pranzo; non parliamo poi della siesta!); ed allo stesso tempo comprendo che una mia parola detta male ad un malato puo’ diventare un boomerang, perche’ poi lui andra’ a spargere la “buona novella” di quanto siamo scortesi.
Per questo mi sforzo di perdonarli sempre, e di considerare ogni paziente come un dono di Dio, perche’, se continuano a venire nonostante i nostri limiti ed i tempi di attesa a volte snervanti, e’ perche’ sono ancora contenti di noi... immaginate che cosa sarebbe Chaaria se i malati smettessero di venire! Io mi sentirei morire se l’ambulatorio fosse vuoto! Cio’ sarebbe un segno chiaro che il Signore non ci benedice piu’... mentre, quando vediamo i nostri reparti pieni ed il pronto soccorso invaso dagli ammalati, il nostro cuore gioisce perche’ indirettamente sappiamo che Dio e’ ancora contento di noi, nonostante tutti i nostri limiti.

Fr Beppe



PS: la comunita’ di Chaaria ringrazia Rosalba per la generosa offerta che e’ stata subito spesa per ridurre il nostro debito con le medicine