Chaaria Mission Hospital (Kenya) - Hogar di Tachina (Ecuador) - Missioni di Kerala, Tamilnadu e Karnataka (India)
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Un bimbo al mattino andava sulla spiaggia a ributtare le stelle marine che erano portate in secca dalle onde.
Quando qualcuno lo vide, gli disse che tale lavoro era completamente inutile, perchè egli non sarebbe mai riuscito a ributtare in mare tutte le migliaia di stelle, che si trovavano sul bagnasciuga.
Il bambino con calma guardò la stella che aveva ancora in mano, la buttò in acqua e poi rispose: "per questa stella sicuramente non è stato inutile".
Chiunque abbia voglia di aiutarci in questo intento, fosse anche per salvare una sola stella... non sarà stato invano. Grazie.
Nadia Monari - Infermiera volontaria
Leggi "Chi siamo", "La storia dell'Associazione" e "Le nostre Missioni"
Lettera del Superiore Generale, Fr. Giuseppe Meneghini
martedì 31 agosto 2010
Il ringraziamento di Harriet Kanuya
lunedì 30 agosto 2010
Tu quoque, brute, filii mihi?!
domenica 29 agosto 2010
Messaggio da Fr. Lorenzo
desidero porgere ad ognuno di voi a nome mio e della mia famiglia, i nostri più “sentiti” ringraziamenti per la vostra vicinanza in occasione della morte della nostra mamma.
Tanti sono stati i messaggi ricevuti sia dall’Italia che dall’estero che esprimevano condoglianze e dolore in un momento così particolare.
Un particolare “ Deo Gratias” a tutti coloro che hanno partecipato al funerale e che in diversi modi hanno hanno fatto sentire il loro calore esprimendolo sia nella preghiera e nel canto ravvivando la liturgia funebre.
A tutti voi non mi rimane che augurare ogni bene nel Signore con un ricordo particolare nella preghiera.
Fr. Lorenzo e Famiglia
Thank you...from Ken Mwenda
sabato 28 agosto 2010
C'era una volta...
venerdì 27 agosto 2010
Home... sweet home
giovedì 26 agosto 2010
Alejandro: carte in regola!!
Con gioia riaccogliamo a Tachina fratel Pietro dopo le meritate ferie italiane. Ci siamo uniti a lui per il lutto in famiglia per la morte della sorella Silvia, sicuri che abbiamo un angelo in più in cielo.
Di cuore ringraziamo William ed Edoardo per il bel periodo di volontariato passato qui all’Asilo. Inutile dire quanto siete stati utili e amati dai nostri ospiti che certamente non vi dimenticheranno. Ora…conoscete la strada!!
Non è una novità che da queste parti telefono e internet non funzionino. Però ora la cosa sembra alquanto seria perchè il 5 agosto un fulmine s’è abbattuto sulla centrale di Tachine fulminando anche tutte le linee telefoniche, inclusa la nostra. Dicono che devono venire da Quito per rimpiazzare una nuova centrale. Quando? Chi vivrà, se non muore prima, vedrà!! Questa è la ragione del perchè molti di voi non hanno ancora ricevuto una mia risposta: pian piano con la mia lenta usb (che funziona solo dalle 22 alle 5) cercherò di rispondere a tutti.
Certamente tutti quelli che sono passati a Tachina hanno conosciuto la volontaria Marzia che da ben 21 anni viene dal martedì al venerdì occupandosi principalmente della sartoria, ma non solo. Per problema familiari (la mamma anziana necessita assistenza continua) con grande rammarico di tutti Marzia ha dovuto lasciare il suo prezioso servizio all’Asilo. L’abbiamo salutata venerdì 13 agosto tutti assieme, operai volontari ed ospiti, con un momento di festa tra canti, rigraziamenti, qualche regalo e un momento di preghiera.
Abigail Nkatha
mercoledì 25 agosto 2010
La bellezza del mobile clinic
martedì 24 agosto 2010
Il mobile Clinic
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lunedì 23 agosto 2010
Josphine è morta... una notizia sconcertante

Era stata ricoverata nuovamente alcuni giorni fa per scompenso glicemico e per edema generalizzato. Nonostante i nostri sforzi non riuscivamo pero’a riportare la glicemia a livelli accettabili. Alla faccia delle dosi massicce di diuretici, la quantita’ di urina non e’ mai tornata a livelli soddisfacenti.
Comunque ieri Josphine stava benissimo anche se la vedevo ancora assai gonfia. Mi ha confidato di sentirsi in forma smagliante.
Si e’ fatta fotografare con le volontarie, come avete visto sul blog.
Alla Messa domenicale con gli altri pazienti ha cantato il salmo da solista, mentre sua sorella Millicent ha fatto la prima lettura. Ha passato una giornata direi ‘super’, pur assomigliando ad un “pallone gonfiato” a causa dei reni malfunzionanti. Non avrei mai creduto che le sue brillanti condizioni psicofisiche fossero in realta’ il suo ‘canto del cigno’: l’ho vista per l’ultima volta alle ore 22.30 in reparto. E’ venuta lei a cercarmi. Camminava bene e non sembrava particolarmente sofferente. Si e’ avvicinata a me e mi ha detto che si sentiva gonfiare di piu’.
Ne ho parlato con Antonio, e ci siamo sentiti impotenti. Infatti, nonostante il follow up insulinico, anche oggi la sua glicemia era cosi’ elevata da essere indosabile per la nostra macchinetta; la quantita’ di urina nell’arbarella vicino al suo letto cosi’ minima da indurci a credere che i diuretici funzionassero per lei piu’ o meno come acqua fresca. Inoltre il suo potassio stava salendo in modo lento ma costante da alcuni giorni (ieri era giunto a 7).
Ho messo una mano sulla spalla di Josphine, e le ho detto che avremmo modificato la sua terapia... Questo e’ bastato per tranquillizarla. Abbiamo prescritto dell’insulina pronta in infusione continua, insieme a del lasix endovena. Non avrei mai creduto che quella fosse l’ultima volta in ci ci parlavamo.
Josphine e’ trapassata durante la notte alle 2 , e la notizia mi ha raggiunto questa mattina subito dopo la Messa: James Tharamba, l’infermiere della notte, mi ha confidato che il cambiamento delle sue condizioni generali e’ stato cosi’ repentino che non ha avuto il tempo di chiamarmi.
Sua sorella Millicent era al lavoro oggi, e, con una compostezza che e’ propria solo delle donne africane, mi ha chiesto il permesso di andare a casa per preparare tutto quello che sara’ necessario per il funerale.
La dipartita di Josphine mi lascia un enorme vuoto interiore ed una profonda depressione. La conosco e la seguo da anni. Il nostro rapporto era cosi’ confidenziale che lei mi chiamava ‘daddy’ (in inglese papalino). Sono stato per lei non solo un medico, ma anche un amico. A volte ho avuto pure un ruolo da quasi-genitore adottivo, tutte le volte in cui lei si sentiva di peso per la famiglia a motivo dell’aggravio economico rilevante che la sua malattia comportava per i suoi cari... i quali spesso e volentieri glielo facevano pesare.
Quante volte Josphine mi ha chiesto un lavoro, perche’ voleva staccarsi completamente dai suoi, per non sentire piu’ quelle parole che tanto la facevano soffrire: “costi troppo... abbiamo anche i nostri figli a cui pensare; come facciamo a comprarti le medicine ed a pagarti l’ospedale?” Trovarle un lavoro per me non e’ stato possibile; era infatti troppo fragile e malaticcia. Ma le ho trovato degli angeli custodi a Roma, i quali con forte partecipazione emotiva, hanno compreso il suo problema e se ne sono fatti carico. Josphine non ha piu’ dovuto pagare i farmaci grazie al gruppo di Roma; e questo ha portato ad un miglioramento anche nel suo nucleo familiare. Ricordo la gioia da lei provata quando le consegnai il regalino degli amici romani! Lo sapevo che la vita di Josphine sarebbe stata breve e che forse non sarebbe mai riuscita a sposarsi e ad avere dei figli... anche se questo era il suo sogno piu’ importante. Ma non mi sarei mai immaginato che ci avrebbe lasciato cosi’ presto, e soprattutto cosi’ repentinamente!
E’ la seconda volta che vedo morire all’improvviso una bambina che mi chiama papa’. Prima di lei era stata la volta di Stella. Pure lei era passata a miglior vita mentre io ero impegnato, e non avevo potuto essere presente al suo trapasso, nonostante abbia chiamato il mio nome fino all’ultimo minuto.
La morte di Josphine mi fa star male. Avrei voluto salutarla; avrei voluto starle piu’ vicino e darle piu’ tempo... ma la vita e’ cosi’.
Aveva 20 anni, ed ora e’ gia’ in Paradiso. Quanto e’ strana e quanto e’ ingiusta a volte la vita! Se fosse nata in Italia, certamente oggi sarebbe viva, anche se sarebbe probabilmente condannata a portare un microinfusore di insulina sotto la maglietta... un microinfusore per altro ‘passato’ gratuitamente dal sistema sanitario nazionale. Ma Josphine e’ nata a Chaaria; a casa non aveva un frigo dove conservare l’insulina, e qualche volta stava pure senza farmaco per problemi economici. Il diritto alla salute e’ ancora estremamente frammisto ad elementi legati all’economia ed alla latitudine.
Fr Beppe











