domenica 31 ottobre 2010
Chaaria: non solo ospedale
I Volontari sardi al Samburu Park
sabato 30 ottobre 2010
Pet therapy
venerdì 29 ottobre 2010
I bambini malati ringraziano, insieme alle loro mamme
giovedì 28 ottobre 2010
Premio "Scuola Medica Salernitana" come Medico dell'anno
Non so neanche come iniziare, perche' sono commosso e un po' confuso dalla notizia che ho ricevuto, e cioe' che la prestigiosa ed antica scuola medica salernitana ha voluto scegliere me per l'attribuzione del premio "medico dell'anno".
Le vie del Signore sono davvero infinite. E' stata una volontaria di Chaaria, l'infermiera Daniela Zinetti, a mettermi in contatto con la facolta' di Salerno. Prima di tutto e' a Daniela che devo questo premio, perche' il riconoscimento naturalmente parte dalla conoscenza reciproca, ed e' grazie a Daniela che i Chiarissimi Professori della Facolta' di Medicina di Salerno hanno saputo dell'opera svolta dalla Piccola Casa a Chaaria.
Ringrazio quindi Daniela di vero cuore.
Ringrazio poi il dott Bruno Ravera, Presidente dell'Ordine dei Medici di Salerno, il dott Paolo Morretta e tutti i Professori, che hanno voluto dare credito al lavoro da me portato avanti tra i malati del Kenya.
Questo premio non e' per me occasione di vanagloria, ma di umile presa di coscienza che le opere di Dio parlano da sole; che l'impegno e la dedizione vengono riconosciuti ed apprezzati.
Il premio verra' consegnato il 5 novembre, coincidenza molto speciale per il sottoscritto, visto che e' anche l'anniversario della mia laurea.
Inoltre la cerimonia avverra' in occasione del "giuramento di Ippocrate" che io rinnovero' con tutto il cuore, insieme ai nuovi laureati di Salerno, ripetendo nuovamente a me stesso che sempre ed a qualunque costo difendero' e proteggero' la vita.
Spero che questo premio possa essere incoraggiamento anche per i giovani colleghi di Salerno a credere in una Medicina che e' dono di se', servizio incondizionato fino al sacrificio della propria vita, missione nel vero senso della parola. Ed in questo mi sento ispirato ed illuminato dalla figura di un grande medico e santo della Campania, un medico che ho sempre ammirato, ed ho cercato e cerco di imitare: il Santo dottor Giuseppe Moscati.
Ringrazio Dio di cuore e tutte le persone che hanno espresso simpatia e apprezzamento per il mio lavoro, nella attribuzione di questo prestigioso riconoscimento.
Me lo merito? non lo so... ma onestamente ne sono estremamente felice e commosso.
Fr Beppe Gaido
Ancora partenze
Letterina del Dr. Ugo Montanari di Roma, per Colline e la piccola Sandra Mwendwa
Se la mamma ora ha finito,
Mentre aspetta di trovare
Baba Beppe mi può dire
mercoledì 27 ottobre 2010
Mi chiamo Sandra Mwendwa...
Fortunatamente c'era Antonello
martedì 26 ottobre 2010
David Mbaabu e la moglie Purity
Benvenuti, nuovi volontari
lunedì 25 ottobre 2010
Un grazie infinito agli amici sardi
La giornata missionaria mondiale
domenica 24 ottobre 2010
Il gruppo di volontari della Sicilia, in partenza per Chaaria a fine ottobre... Lettera del Dott. Vincenzo Scala
Nadia
Antropologia da dilettante
E' arrivata la pioggia
sabato 23 ottobre 2010
Cultura, corpo e salute
Il nostro centro di gravità
venerdì 22 ottobre 2010
Il baobab: una costante nel nostro immaginario africano
giovedì 21 ottobre 2010
Lettera da Lourdes
Chaaria: un pezzo della mia vita
mercoledì 20 ottobre 2010
Laudato sii, o mi Signore, per sora acqua
Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.
Fratel Beppe Gaido






