AlberiStagioniStriscia.gif

Un bimbo al mattino andava sulla spiaggia a ributtare le stelle marine che erano portate in secca dalle onde.

Quando qualcuno lo vide, gli disse che tale lavoro era completamente inutile, perchè egli non sarebbe mai riuscito a ributtare in mare tutte le migliaia di stelle, che si trovavano sul bagnasciuga.

Il bambino con calma guardò la stella che aveva ancora in mano, la buttò in acqua e poi rispose: "per questa stella sicuramente non è stato inutile".

Chiunque abbia voglia di aiutarci in questo intento, fosse anche per salvare una sola stella... non sarà stato invano. Grazie.

Nadia Monari - Infermiera volontaria


Leggi "Chi siamo", "La storia dell'Associazione" e "Le nostre Missioni"

Lettera del Superiore Generale, Fr. Giuseppe Meneghini


martedì 30 novembre 2010

Josphine Kawira

Anche lei e' molto felice che la scuola sia finita. E' passata in ospedale a salutarci prima di recarsi a Kathwene dove si fermera' per un mese nella casa di sua sorella. A gennaio iniziera' la quarta elementare.
Josphine si sta impegnando molto, ed i suoi voti sono veramente buoni. La sua pecora nera e' l'Inglese dove i Professori le hanno chiesto un maggior sforzo per l'anno prossimo.
Ma, considerando il suo passato e la sua tremenda situazione familiare, possiamo davvero fare i complimenti a Josphine per i tangibili miglioramenti che si registrano anno dopo anno.
Josphine poi e' una bravissima ragazza, umile, laboriosa ed impegnata in tutto. La sosteniamo e le auguriamo ogni bene

Fr Beppe Gaido

Irene... un caso veramente particolare

Irene e’ stata ricoverata circa una settimana fa; ha 28 anni ed e’ incinta di 35 settimane. E’ completamente paralizzata dalla vita in giu’.
Abbiamo fatto una ecografia, ed il feto e’ vitale.
La malata riferisce che la paralisi si e’ instaurata circa 7 mesi fa, all’inizio della gravidanza.
Questa vicinanza di tempo ha portato Irene a credere che sia stata il suo “stato interessante” a causare la malattia. Infatti, a suo giudizio, subito dopo il concepimento essa avrebbe incominciato ad avvertire perdita di sensazione tattile e di potenza motoria agli arti inferiori.
Come spesso accade, Irene ha iniziato il suo peregrinare in molti dispensari rurali in cui ha ricevuto varie terapie... normalmente per la malaria che tende ad essere considerata il capro espiatorio di un po’ tutte le condizioni morbose.
Quando e’ giunta da noi abbiamo notato non solo la paraparesi, ma anche il fatto che gli arti inferiori presentano frequenti movimenti involontari di tipo clonico. Inoltre, alla totale perdita motoria, faceva da contraltare il fatto che la sensibilita’ tattile sembrava ritornata normale.
L’ecografia ostetrica ha escluso delle malformazioni fetali... e la cosa e’ gia’ positiva in se’, visto che questa mamma ha assunto molte medicine prima di rendersi conto di essere gravida.
Abbiamo dovuto inserirle un catetere vescicale a permanenza, dal momento che l’incontinenza urinaria potrebbe causarle delle piaghe da decubito.
Durante gli esami di routine abbiamo purtroppo scoperto che Irene e’ HIV positiva. Abbiamo fatto il counseling ed abbiamo dato la terribile notizia ad una paziente del tutto ignara ed ora ancor piu’ indifesa e piena di angoscia.
Ma la positivita’ al test per l’immunodeficienza acquisita mi ha quasi immediatamente portato a pensare ad un’altra patologia che falcidia la popolazione portatrice del virus.
L’ho fatta girare sul fianco, ed ho notato un gibbo ad angolo acuto a livello delle vertebre toraciche:
“Questo sembrerebbe il morbo di Pott. Ma come fare a dimostrarlo? Una lastra in gravidanza sarebbe meglio evitarla!”.
Ho quindi provato a parlare con Irene e le ho chiesto se non si fosse mai sottoposta a radiografie della colonnna vertebrale.
A questo punto lei si e’ ricordata di averne fatte in effetti proprio all’inizio della sintomatologia, quando era stata riferita all’ospedale distrettuale per un consulto.
“Puoi chiedere ai tuoi familiari di portare le lastre? Mi servirebbe molto vederle!”
Quando piu’ tardi ho avuto modo di visionare i radiogrammi, mi sono reso conto del disastro: distruzione di un corpo vertebrale, con collasso anteriore della vertebra a livello toracico.
La lastra era evidentemente la prova di una tubercolosi della colonna esistente gia’ sette mesi prima.
“Ti hanno spiegato il referto di queste lastre? Ti hanno detto che avresti dovuto assumere la terapia per sei mesi senza interruzione?”
“Si’, hanno parlato di qualcosa che non ho capito. Mi hanno anche prescritto delle medicine da assumere per due settimane, raccomandandomi di ritornare al termine delle medicine stesse per una nuova prescrizione”.
“E perche’ non hai seguito le istruzioni ricevute?”
“Tutte quelle pastiglie mi facevano star male, e non vedevo alcun miglioramento. E poi l’ospedale distrettuale era lontano, ed io non avevo soldi per pagare il matatu (mezzo di trasporto)”.
Una cupa nube di tristezza ha quindi invaso la mia mente. Ancora una volta sono state l’ignoranza e la poverta’ a causare questo disastro.
Dobbiamo insistere molto sul counseling, perche’, se il malato non comprende la necessita’ delle medicine, puo’ essere lui stesso la causa di complicazioni terribili e forse irreversibili.
Siccome Irene ha iniziato e poi sospeso i farmaci antitubercolari, ci sono rischi aumentati di resistenza alla terapia, e bisogna instaurare il regime proprio della ricaduta... ma non possiamo impiegare la streptomicina, che potrebbe causare la nascita di un neonato sordo.
Inoltre Irene va messa anche in terapia antiretrovirale per HIV, sia per se stessa che per la prevenzione della trasmissione materno-infantile del virus.
Il fisioterapista e’ molto pessimista sulle possibilita’ di recupero di questa donna. Da una parte non si possono fare terapie fisiche aggressive per paura di indurre il travaglio, e dall’altra forse ci vorrebbe un intervento chirurgico di stabilizzazione vertebrale, improponibile date le condizioni sociali ed economiche di Irene.
Per ora abbiamo deciso di tenerla in ospedale e di fare per lei una fisioterapia passiva , finalizzata al mantenimento della massa muscolare,  ed alla prevenzione delle ulcere da decubito e dell’embolia polmonare.
Faremo un cesareo fra due settimane circa, sia per il fatto che Irene e’ HIV positiva, sia perche’ non ha il coscienza della parte inferiore del suo corpo, e quindi non puo’ controllare le spinte e non riesce ad aiutarsi con la muscolatura volontaria.
Quando avra’ recuperato bene dai postumi dell’intervento, il fisioterapista spera di poter fare qualcosa di piu’ per lei, magari con le trazioni sulla colonna vertebrale.
La mia paura e’ comunque che quel bimbo (che speriamo nasca HIV negativo) avra’ una mamma paraplegica per sempre.

Fr Beppe Gaido


PS: ABBIAMO IL DENTISTA

Inaspettatamente il dentista di Nairobi e’ arrivato stamattina, cosa che mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo, ed ha alleggerito il carico di lavoro fino all’arrivo dei prossimi volontari.


lunedì 29 novembre 2010

Abigail e sua mamma Faith

Sono passate da Chaaria ed abbiamo speso un po’ di tempo insieme. Anche per Abigail e’ arrivata la fine dell’anno scolastico. E’ ormai una bella signorina.
Faith Kawira, sua madre, esprime nuovamente la sua riconoscenza a chi con tanto amore continua a sostenerla nella sua dura vita di “single mother”.
Assicuriamo la nostra povera preghiera per tutti i benefattori.

Fr Beppe, Abigail e Faith


Nuovamente tempo di circoncisioni maschili

Da piu’ di due settimane, alle normali attivita’ del nostro ospedale si aggiunge quella delle circoncisioni tradizionali maschili.
Questa pratica e’ obbligatoria prima dell’inizio della vita adulta per tutti i ragazzi di etnia bantu. Nessun ragazzo puo’ essere ammesso alla scuola superiore senza circoncisione, e nessuno potrebbe mai sposarsi senza di essa.
Sin dall’inizio della nostra attivita’ sanitaria abbiamo cercato di eseguire questa pratica in ospedale, al fine di offrire ai clienti una buona tecnica chirurgica e soprattutto dei livelli di asepsi e sterilita’ adeguati a prevenire infezioni quali epatite B o C... e soprattutto HIV.
Infatti la circoncisione nei villaggi viene normalmente praticata senza anestesia e senza le minime regole di igiene e profilassi. Lo stesso coltello viene usato per piu’ candidati senza essere sterilizzato tra un paziente e l’altro.
La nostra attivita’ e’ stata via via sempre piu’ accettata dalla popolazione, sia a motivo della crescente paura dell’AIDS, sia per i prezzi molto bassi, sia anche per il fatto che noi offriamo ai ragazzi di essere ricoverati in una stanza completamente riservata per loro (tradizionalmente infatti i neocirconcisi non devono essere frammisti ad altri pazienti).
I ragazzi rimangono generalmente in ospedale per 5 giorni e tornano alle loro abitazioni quando ormai la ferita chirurgica e’ asciutta e quasi del tutto guarita: questo al fine di prevenire le molte complicazioni sia settiche che emorragiche registrate con la pratica tribale.
Da quest’anno abbiamo realizzato un lavoro di rete con il parroco, grazie soprattutto all’impegno di Bro Joseph Muchiri: ai ragazzi ricoverati per la circoncisione si offrono delle lezioni quotidiane di etica sessuale e coniugale, di moralita’ in ogni settore della vita adulta, ed anche di catechismo. Si parla loro ampiamente circa i rischi dell’alcoolismo da bevande locali, e si cerca di prevenire in loro l’abuso di droga (soprattutto miraa e bangh).
Qui infatti avviene spesso quanto a volte capita in Italia dopo la Cresima: i ragazzi, ottenuta la circoncisione, si sentono adulti, e quindi esonerati da ogni pratica cristiana... il rischio e’ che la vita matura venga da loro scambiata per “licenza”, in cui si pratica il sesso irresponsabile e ci si dedica a sostanze stupefacenti, ammazzando il tempo e facendo di tutto tranne che prendere la vita sul serio.
Ecco quindi l’importanza di questo momento di pausa in cui non solo ottengono l’agognato “taglio” che li fa sentire tanto “grandi”, ma anche hanno la possibilita’ di una specie di “ritiro” in cui pensare seriamente a come impostare il loro futuro.
Come sapete, studi pubblicati quest’anno dall’OMS confermano che la circoncisione maschile puo’ collaborare a ridurre l’infezione da HIV: questo e’ certamente un altro dato che ci incoragga a continnuare in questo sforzo.
Mediamente abbiamo 6-7 circoncisioni ogni giorno. Domani sara’ una giornata campale con 30 ragazzi da “tagliare”: essi comunque non dormiranno in ospedale. E’ una collaborazione con la parrocchia di Kagaene. Saranno accompagnati dal parroco di quel villaggio che poi ricoverera’ i ragazzi nei locali del suo pastoral center e impostera’ lo stesso tipo di formazione da noi gia’ avviato, con la collaborazione di un infermiere che si prendera’ cura della terapia e delle medicazioni.
PS: anche se puo’ sembrare inutile ripeterlo, noi non facciamo circoncisioni femminili che sono illegali pure in Kenya

Fr Beppe Gaido




IL DENTISTA “A GETTONE” SI E’ DATO ALLA MACCHIA

Lo aspettavamo oggi. C’erano moltissimi clienti ad attenderlo. Lo abbiamo chiamato varie volte, e sempre la risposta e’ stata: “sto arrivando”.
Purtroppo non lo abbiamo visto, ed oggi ho dovuto sobbarcarmi anche 25 pazienti odontoiatrici oltre tutto il resto, tipico di un lunedi’ di Chaaria senza Ogembo.
Temo che non si fara’ vedere e che io debba continuare cosi’ fino all’arrivo di Giuseppe.

Fr Beppe

domenica 28 novembre 2010

Pamela e Sharon

Sono tenerissime, della tenerezza innocente che e’ di tutti i bimbi non ancora rovinati da pensieri e preoccupazioni adulte.
Hanno deciso di venire a trovarmi dopo la Messa dell’ospedale. Non si puo’ proprio dire che siano vestite in abiti domenicali, ma ho parlato con la mamma e le ho detto che le bambine devono lavarsi e cambiarsi, visto che ora hanno uno sponsor.
I vestiti li abbiamo comprati, ma chissa’ dove sono andati a finire in quella casa disordinata come come il cervello della madre.
Come ho detto in precedenza, io seguo questa famiglia tramite il nostro watchman, che si e’ reso disponibile ad aiutarmi nelle visite domiciliari.
Adesso Joseph Mwarania e’ in ferie, e per me e’ un po’ piu’ difficile star vicino alle bambine senza di lui. Ma con dicembre Joseph tornera’, e sicuramente avro’ dei contatti piu’ frequenti con la famiglia.
La cosa positiva e’ comunque che entrambe hanno finito la scuola e non hanno fatto grandi assenze.
Il cibo non manca. Infatti la mamma viene rifornita delle vettovaglie necessarie tramite Joseph, che le ha lasciato una buona quantita di “spesa” prima delle sue vacanze.
Ho controllato le scatole delle medicine per Pamela: manca solo una settimana alla fine della terapia profilattica e, dal conto delle compresse rimaste, posso assicurarvi che almeno circa la terapia antiretrovirale, quella mamma e’ molto attenta.
Abbiamo ripetuto il test HIV oggi, ed e’ negativo.
Il sorriso di Pamela penso ci possa rassicurare sul fatto che anche le ferite psicologiche paiono guarire pian piano.

Fr Beppe


sabato 27 novembre 2010

Rientro a Tachina

Rieccomi a voi tutti.
È da un po’ che non mi faccio vivo nel blog, però è stata una pausa in parte “forzata”.
Infatti ho dovuto rientrare in Italia per un piccolo intervento chirurgico che, grazie a Dio, è andato bene e questa settimana sono già rientrato a Tachina.
È stata proprio una scappata: mi sono fermato a Torino 2 settimane dopo l’operazione. Quindi una settimana di esercizi spirituali e tre giorni con i miei in Veneto.
Non ho molto pubblicizzato questa mia venuta in Italia “fuori programa” sia perchè immaginavo che mi sarei fermato poco, sia perchè sappiamo che quando si entra in una sala operatoria come pazienti non si sa come sarà la degenza post-operatoria!
Certamente non era in programma il vedere e salutare molti di voi che però spero di incontrare il prossimo anno durante le mie ferie italiane.
Sono comunque riuscito ad incontrare Lino, Bruno e Giuseppe dell’Associazione. Ancora una volta sono stato affascinato e edificato dalla loro dedizione e dalla passione con la quale continuano ad aiutarci in tanti modi.
Ho rivisto con piacere anche Edoardo e William, i due volontari che quast’anno si sono avventurati qui da noi.
Sono riuscito a vedere o contattare telefonicamentetutti gli amici, vecchi e nuovi, che hanno aderito alla nostra campagna “Adotta un nonno di Tachina”.
Desideravo ringraziarli personalmente tutti ed assicurare a loro che ció che stanno facendo per noi non è poco.
L’adozione a distanza di questi anziani soli è per noi un grande sostegno e non posso non ringraziare continuamente di cuore chi ha compreso l’importanza di tale aiuto: anche i nostri nonni come i bambini hanno bisogni primari quali mangiare, curarsi, svolgere varie attività.
Mentre ero in Italia è mancato Rafael Valdarrama. L’anziano che camminava con due bastoni.
Rafael era il classico “barbone” raccolto dalla strada e indocumentato. Per ben tre volte aveva lasciato l’Asilo per ritornarsene sui sui passi. Poi con le prima piogge chiedeva di nuovo ospitalità. Ora però da un paio d’anni era qui perchè le sue precarie condizioni di salute e i suoi 76 anni compiuti non gli permettevano più tante “avventure esterne”.
Il Signore l’ha chiamato in Paradiso il 17 Novembre dopo alcuni mesi di sofferenza.
Mai nessuno è venuto a trovarlo e davvero l’Asilo era la sua unica casa e noi la sua famiglia.
Appena arrivato ho sentito subito la sua mancanza. Mi manca il suo buon umore e il suo sorriso. Sono certo che il Signore nei Sui progetti sa già come rimpiazzarlo!
Coaudiuvato dai buoni confratelli Pietro e Luciano riprendo il mio quotidiano servizio qui a Tachina, affidandomi ancora una volta alle vostre preghiere e ringraziandovi per l’affetto e l’aiuto che mai ci fate mancare.

Fratel Maurizio

 

venerdì 26 novembre 2010

Nairobi Airport

E'   QUASI  LA  MEZZANOTTE  TRA  VENERDI'  E  SABATO,  SIAMO  IN  ATTESA  DEL NOSTRO  VOLO  DI  RITORNO  E   VI  CONFESSO  CHE  TUTTI  PENSIAMO  AGLI  AMICI E  AI  PAZIENTI  DI  CHAARIA.
DOPO  UN  MESE  DI   LAVORO  FIANCO  A  FIANCO  CON   BEPPE,  MAKENA, CELINE, MAMA  SHARON,   EUNICE   E   TUTTI  GLI  ALTRI    DEL  SERVIZIO  DI OSTETRICIA,  DEI   REPARTI,  CI RITROVIAMO  “SOLI“  IN  AEREOPORTO  E  RIPERCORRIAMO  GLI  EVENTI  PIU'  SALIENTI  CHE  BEPPE  MAGISTRALMENTE  HA  VOLUTO  RICORDARE.
IO  PERSONALMENTE,  MA  CREDO   CON  CERTEZZA  ANCHE  GLI  ALTRI  AMICI  DEL  GRUPPO,  ABBIAMO  IMPARATO  A CONOSCERE UNA  REALTA' NUOVA, AFFASCINANTE  PER  UN VERSO  MA  DRAMMATICA  E  SCONVOLGENTE  PER   QUEI     MOTIVI   ELENCATI   NEI  REPORT  PRECEDENTI..
ABBIAMO  IMPARATO  PURE  A  COLLABORARE  COL  PERSONALE  INFERMIERISTICO  E    SANITARIO  LOCALE,  MA  IN  SPECIE  COL  VULCANO ATTIVO  E  MAI  STANCO  CHE  RISPONDE   AL   NOME DI  BEPPE.
SE  QUESTO  DICO,  CREDO  DI  NON  SCOPRIRE  NULLA  DI   SEGRETO  PER COLORO  CHE  SON PASSATI  DA  CHAARIA  E   PER  QUELLI  CHE  VERRANNO.
ABBIAMO  DATO    MOLTO, CIASCUNO  PER IL  SUO  RUOLO  E  LA  SUA  ESPERIENZA,  COL  CUORE  E  CON  LA  MENTE  SCIENTIFICA,   MA  MOLTISSIMO  ABBIAMO  RICEVUTO  IN  CONOSCENZE     DI  TRATTAMENTI  E  DI  MALATTIE  PER NOI  DIMENTICATI  GRAZIE  AL  “PROGRESSO  OCCIDENTALE“.
IL  NOSTRO  INTERAGIRE  ANCHE  CON  GLI  ALTRI  FRATI  E   LE  SUORE  E'  STATO  SEMPRE  DA  AMBEDUE  LE  PARTI   IMPRONTATO  A  SINCERA  DISPONIBILITA'  E    CORDIALITA'  CHE  UNITE   ALLA  PREGHIERE   QUOTIDIANE    HANNO  ALLEGGERITO  LA  LONTANANZA    DALLA  CASA  E  DAI  FAMILIARI,  E  CI  HANNO  PERMESSO  DI  PASSARE  UN  MESE   INDIMENTICABILE    INSIEME.
AUGURIAMO  A   CHAARIA  E  A  TUTTI  I  FRATI, LE  SUORE  E  IL  PERSONALE  UN  FUTURO  ANCORA  DI   PIU'  AL  SERVIZIO  DEI  POVERI,  DEI  DISEREDATI  E  DEI  MALATI.
!!!!!!!!  GRAZIE  !!!!!!

DOTT.  VINCENZO  SCALA

Sono partiti

Con queste poche righe desideriamo esprimere il nostro piu’ sincero ringraziamento ai volontari di Catania appena partiti.
E’ stato un gruppo dalle caratteristiche molto disparate che ha grandemente contribuito al servizio dei nostri pazienti e soprattutto al livello delle prestazioni chirurgiche ed odontostomatologiche.
Tra tutti gli interventi chirurgici eseguiti, mi pare doveroso citarne alcuni in particolare, che non sarebbero stati possibili senza di loro.
Una perforazione gastrica da ulcera peptica; un carcinoma del sigma dove e’ stata praticata con successo una resezione anteriore del colon; una caso di peritonite con perforazione del colon, in cui i colleghi chirurghi hanno eseguito una anastomosi ileocolica; due casi di peritonite di origine ginecologica; un intervento di riparazione di fistola vescico-vaginale con reimpianto in vescica dell’uretere sinistro; una peritonite da ielo paralitico tifoideo; quattro prostatectomie.
Sono poi stati eseguiti molti altri interventi in se’ possibili anche per noi, ma che non avrei comunque potuto programmare in assenza di Jesse e di Ogembo. Basti pensare che l’attivita’ chirurgica e bioptica del periodo in cui il gruppo e’ stato presente e’ stata di 165 procedure.
Un grazie particolare va a Gina, la anestesista del gruppo, che con perizia, ha “coperto” l’assenza di Jesse, ed ha permesso operazioni ben piu’ grandi e complesse di quelle che l’esperienza del nostro anestesista avrebbe consentito. Rimarremo scoperti nel settore anestesiologico per alcuni giorni, ma Jesse dovrebbe riprendere il lavoro con il 1 dicembre. A Gina dico grazie anche per avermi insegnato a “prendere” le giugulari interne: cosa che ha gia’ salvato piu’ di una vita.
Ringraziamo il Dr Vincenzo Scala che, con la sua bravura, ha piu’ volte portato a trovare una via per risolvere problemi chirurgici che parevano insormontabili.
Esprimiamo la nostra riconoscenza a Cristian, giovane ma bravissimo chirurgo, dalle grandi qualita’ tecniche in sala operatoria. Ringrazio Cristian anche per il grande aiuto datomi nella gestione dei decorsi post-operatori, per il rapporto fraternamente amichevole, e per il suo aiuto pure per casi di medicina generale fino a notte molto tarda.
Grazie a Salvina, specializzanda in chirurgia e sempre disponibile ad aiutare in sala ogni volta che la sua attivita’ era richiesta. A Salvina la mia riconoscenza si estende anche per il follow up delle ferite post operatorie anche dei pazienti ortopedici ricoverati in questo periodo.
E che dire di Giuseppina, infermiera professionale e strumentista. Giuseppina e’ stata di una simpatia esplosiva ed e’ risultata un elemento di estrema importanza per la coesione del gruppo e per il buonumore di tutti. La ringraziamo per la cura amorosa che essa si e’ presa di tutti i malati piu’ gravi, soprattutto gli “alettati” ed i non-autosufficienti.
Mariella ha portato avanti, con una eleganza ed una velocita’ tutte sue, il servizio di odontoiatria. E’ sempre riuscita a servire tutti i suoi pazienti ed a trovare anche il tempo per passre lunghe ore in sala operatoria ad aiutare l’anestesista. Ringraziamo di cuore Mariella! Oggi tocca a me estrarre, ma da lunedi’ avremo un dentista da Nairobi che coprira’ il servizio per una settimana, in attesa che arrivi Giuseppe.
Non possiamo poi dimenticare Giuliana; era la “mosca bianca” del gruppo; era cioe’ l’unica sarda in questa “assemblea” di siciliani. Giuliana non ha comunque avuto alcun problema di “campanile”, e si e’ integrata benissimo con gli altri. La ringrazio particolarmente per aver accettato di lavorare nel settore pediatrico e di maternita’, dove il confronto con il personale locale le ha richiesto un certo sforzo di “lingua inglese”. Ma Giuliana ce l’ha fatta egregiamente, ed e’ stata un elemento veramente importante per il management di quel settore dell’ospedale. Oltre alle pratiche infermieristiche proprie del suo mansionario, Giuliana (forte della sua esperienza italiana in rianimazione) ha sempre fatto anche da vice anestesista, collaborando con Gina per le “generali” in cui era necessario ventilare il malato, ed eseguendo da sola le sedazioni con Diprivan e/o Midazolam quando Gina era impegnata in un’altra operazione.
Tutti hanno fatto bene, e tutti ora, al termine dell’esperienza, hanno messo il loro mattone nella continua costruzione del nostro “sogno per Chaaria”, un sogno che e’ sempre in divenire e che ha come unico scopo il bene dei pazienti per cui vorremmo fare sempre di piu’ e sempre meglio.
Un grazie speciale va poi ai “buoni samaritani” che hanno donato il loro sangue per i pazienti.

Fr Beppe Gaido


Orgogliosi e rimotivati

Oggi pomeriggio siamo stati visitati da un team epidemiologico mandato direttamente da Nairobi dal Ministero della Sanita’. Essi sono venuti per proporci la collaborazione in uno studio riguardante il carcinoma dell’esofago e quello dello stomaco nella regione del Meru, e nei distretti piu’ settentrionali del Paese.
Il nostro ospedale era stato loro segnalato come un punto di convergenza di moltissimi pazienti affetti dalle suddette patologie.
I consulenti del Ministero sono stati molto impressionati dal lavoro che svolgiamo e soprattutto dai nostri registri, che, a partire da gennaio 2010, contengono dati gia’ statisticamente significativi sulle condizioni morbose in studio.
Abbiamo accettato di migliorare ancora di piu’ la nostra raccolta dati, e di adottare il formato da loro richiesto, in modo che i numeri che loro manderemo possano essere facilmente utilizzati negli studi epidemiologici.
Siamo molto felici di questo sviluppo inaspettato, che da una parte conferisce una utilita’ scientifica e forse terapeutica/preventiva ai nostri dati, e dall’altra potrebbe portare benefici alle popolazioni flagellate da questi due tipi di tumore.
Lo studio di cui faremo parte cerchera’ di focalizzarsi prima sulle differenze di incidenza tra varie etnie; quindi si concentrera’ sul rapporto maschi:femmine nella prevalenza delle neoplasie; terra’ inoltre conto dell’eta’ dei pazienti per stabilire dei picchi di incidenza.
Importantissima sara’ la provenienza geografica dei malati (dato gia’ da noi raccolto), perche’ da questo elemento potrebbero poi emergere indicazioni circa le cause del tumore (alimentazione? Esposizione a tossici ambientali?).
Ancora una volta il pensiero corre a Sara Rubatto prima ed agli amici sardi poi, i quali ci hanno donato i gastroscopi che hanno reso possibile una diagnosi quasi impossibile fino al 2009.
E... lasciatecelo dire: ci sentiamo galvanizzati ed orgogliosi.

Fr Beppe Gaido e staff gastroscopia
 
 

giovedì 25 novembre 2010

Scabies


It is quite common in Chaaria.
It is caused by an ectoparasite: Sarcoptes Scabies.
Sarcoptes Scabies can be viable on clothes or hospital beddings for more than 2 days.

TRANSMISSION
Direct contact with skin or hair.
Scabies is transmitted by direct contact with infected skin (even through sexual promiscuity), overcrowding, poverty and lack of hygiene).
It can be sexually transmitted.
It causes very severe and untreatable itching.
Sometimes lesions due to scratching can secondarily get infected.
It is greatly under diagnosed, it is to be considered in any patient with severe generalized and persistent pruritis at any age.

EPIDEMIOLOGY
Infection through sex, or hospital beddings or overcrowding.
Any age group can be affected.
Sometimes there are outbreaks.

NATURAL HISTORY
Incubation period is 1 month.
Itching starts 1 month after the infection in case of 1st infection but in case of secondary infection the itching starts immediately.
Itching is very strong, generalized, not responding to anti-histamines.
Itching is more at night for reasons not very clear.
Itching can be generalized even though skin lesions are every few.

TYPES OF LESIONS
BURROWS (galleries), palpable with a finger 0.5-1 cm long.
At the entry of the gallery there is a terminal PAPULE or BLISTER.
Other BLISTERS are independent for galleries.
SECONDARY LESIONS:
Urticaria, eczema, lesions due to scratching, crusts due to impetigo.

MORE FREQUENT AREAS
In adults normally hair and face, upper part of back not involved.
In infants: hair, face, palms and toes can be involved.
Galleries (burrows): more frequent in the interdigital spaces and in the palms of the hands, vulva, penis, nipples, buttocks, axilla and toes.
Blisters are more frequent at the sides of fingers.
NODULES; more frequent on scrotum, penis, buttocks and upper part of the back.

DIAGNOSIS
It is a clinical one in Chaaria.
Scabies should be suspected in all the patients with generalized, very itchy skin rash.

TREATMENT
BBA all over the body once daily, at bed time for 3 days.
Shower must be taken before application of BBA.
Changing of clothes and beddings every day during treatment.
We give a single dose of ivermectin, according to the body weight.
Anti-histamines very good for itching.
In case of secondary infection antibiotics must be given.

ITCHING AFTER BBA:
Generalized itching can persist for more than a week after finishing BBA.
This is due to sensitization to the dead bodies of Sarcoptes Scabiei


Dr G. Gaido
Dr J. Ogembo
Clinical and Nursing Officers
Cottolengo Mission Hospital Chaaria



Corso di Perfezionamento in MEDICINA TROPICALE E SALUTE INTERNAZIONALE

Università degli Studi di Brescia
Clinica di Malattie Infettive e Tropicali

Obiettivo del corso
Rispondere alle esigenze di approfondimento e aggiornamento in tema di aspetti clinici, epidemiologia e controllo delle patologie tropicali e più in generale legate alla povertà nei Paesi in via di sviluppo.
Le iscrizioni al Corso sono aperte dall’8 NOVEMBRE al 18 DICEMBRE 2010.
La modulistica è reperibile sul sito: www.corsomedtrop.org

Per maggiori informazioni:
Clinica di Malattie Infettive
P.le Spedali Civili, 1
25123 – Brescia

tel.  030. 3996628
fax. 030. 3702403
e-mail: corso.medtrop@bsnet.it

 


mercoledì 24 novembre 2010

Pericoli in chirurgia...

… E’ il titolo di un libro regalatomi tempo fa e che serve molto dal punto di vista psicologico, soprattutto per evitare il rischio di essere faciloni ed approssimativi.
Il pericolo e’ sempre in agguato in sala operatoria, e ci puo’ affrontare in ogni momento e da varie angolazioni.
“In sala e’ sempre meglio essere prudenti... Solo i bambini non sanno vedere il pericolo!”, mi diceva oggi la strumentista Giuseppina.
A volte e’ l’anestesia a tradirci: magari la spinale “sale troppo”, e la paziente si ipotende e smette di respirare. A volte sono delle ‘reazioni vagali’ impreviste durante la mobilizzazione di organi endoperitoneali, che portano il malato a condizioni estreme.
Puo’ essere una emorragia che non riesci a fermare, od una matassa di inestino che si attaccata cosi’ tanto alla parte che devi rimuovere da causare una perforazione all’atto dello scollamento.
Ma le complicazioni possono avvenire anche dopo tanto tempo, ed essere molto difficili da correggere.
E’ il caso che abbiamo davanti oggi.
Elisa era stata operata di isterectomia nel nostro ospedale in agosto. Tutto sembrava andato benissimo, ma dopo qualche tempo la malata ha iniziato a lamentare perdite di urina per via vaginale.
Abbiamo sperato in una piccola fistola che si sarebbe chiusa da sola, ma anche dopo un mese di catetere uretrale a permanenza, la perdita urinaria per vagina continuava.
Ci siamo decisi a fare indagini piu’ sofisticate pur se costose: l’urografia ha evidenziato una idronefrosi sinistra associata ad idrouretere con possibile ostruzione della porzione distale dell’uretere vicino alla vescica.
Abbiamo sottoposto la malata anche a cistouretrogramma minzionale che e’ risultato suggestivo di fistola vescico-vaginale sulla parete laterale sinistra della vescica.
Quello che e’ probabilmente successo e’ che, scollando l’utero per l’isterectomia totale si sia inavvertitamente aperta la vescica. L’uretere e’ stato evidentemente “preso” nella sutura del peritoneo, causandone la stenosi.
L’intervento di oggi e’ stato molto lungo e complesso, ed ha comportato il reperimento e reimpianto dell’uretere in vescica, insieme alla plastica della fistola.
Sento il dovere di esprimere il mio ringraziamento piu’ sincero a Vincenzo Scala, senza il quale l’operazione sarebbe stata impossibile.
Vincenzo ha dimostrato la sua estrema esperienza e bravura chirurgica, insieme ad una dose non comune di umilta’.
Oggi veramente abbiamo visto in lui il “mago della chirurgia” ed il “gran signore”.
Alla Messa mattutina io e Giuseppina avevamo pregato tanto per questa operazione di cui temevamo l’esito... e, come sempre, Dio non si e’ lasciato vincere in generosita’ e ci ha assistiti con la sua mano potente.

Fr Beppe Gaido

PS: questa sera, con una cena fraterna, abbiamo festeggiato Sr Cecilia nel giorno del suo onomastico.

Sora acqua

ACQUA   DI    RUGIADA,    ACQUA   DI   ROSE,   ACQUA  FRIZZANTE,  ACQUA   LISCIA,  ACQUA   GASATA,  ACQUA   CORRENTE, ACQUA  NERA,  ACQUA  PULITA,  ACQUA  SPORCA    E  ANCORA  TANTI  ALTRI  AGGETTIVI  PER  INDICARE  L' ACQUA  CHE  BEVIAMO  O  UTILIZZIAMO  PER  LA  PULIZIA   DELLE  CASE O  DELLA  BIANCHERIA  O  DEI   NOSTRI  CORPI.
QUANDO  VIENI  QUI  TI  ACCORGI  CHE  L'ACQUA   E'  UN  BENE  PREZIOSO, MA  SOPRATUTTO  NON  HA  AGGETTIVI  QUALIFICATIVI. 
E' SOLAMENTE   ACQUA!   O  LA  POSSSIEDI  O  NO! E  SE   ANCHE  NE  HAI, TIENI  PRESENTE  CHE IN  QUESTI  LUOGHI  NON  ESISTONOO CONDUTTURE  IDRICHE  E   MEN  CHE  MAI  RETE  FOGNARIA  CHIUSA,  NON  ESISTONO  CENTRI   DI  POTABILIZZAZIONE     E  DI CLORAZIONE  DELLE  ACQUE,   NON  ESISTONO    DEPURATORI   OVE  RACCOGLIERE  LE  ACQUE  NERE.
ANZI  VI  DIRO'  CHE  QUI   CHAARIA,  INCASTONATA    TRA  I  MONTI  E  RICCA  DI  VEGETAZIONE  ARBOREA,   E'  UNA  ZONA  RICCA  DI  ACQUA  E  DI  RUSCELLI   E  DI  FIUMI,  MA  COME  OVUNQUE  IN  KENYA  I  CANALI  DI  SCOLO  DELLE  ACQUE  NERE  CORRONO  LUNGO  I  BORDI  DELLE  STRADE  FINO A  VERSARE  TUTTO  NEI  FIUMI. 
APPENA   UNA  ORA  A  NORD    VERSO  ISIOLO  SIAMO  GIA'  IN  SAVANA  DOVE L'ACQUA  E'  MOLTO MA MOLTO  PIU'  RARA E  LE  TEMPERATURE  PIU' ELEVATE.
LA  FRANCESCANA   DESIGANZIONE  DI  “SORA  ACQUA“   HA  IN    AFRICA  UNA  VALENZA  MAGGIORE  CHE  DA  NOI  ED  E'  PIU'  PREGNANTE  PERCHE'  QUI    VUOI  PER  DISSETARE  L'UOMO,  VUOI  PER   INNAFFIARE  LE  COLTIVAZIONI, VUOI  PER   ABBEVERARE  GLI  ANIMALI,  VUOI  PER  LAVARE,  IL  VALORE   DI  QUESTO BENE   E'  INESTIMABILE .
ACQUA   E '  SUPERIORE   ALL'ORO   GIALLO  O  NERO.
SPESSO  SI  SONO COMBATTUTE    GUERRE  FRATRICIDE  TRA  STATI   VICINI   PER  IL  DIRITTO  ALL'USO  DI   LAGHI   O  FIUMI ,  ANCORA  OGGI  UNO  DEI  MOTIVI   DEL  CONTENDERE  TRA    SIRIA  ED  ISRAELE  E'  PROPRIO L'USO  DELLE  ACQUE  DEL  GOLAN.
IN  FUTURO   ALTRI  CONFLITTI  CI  ATTENDONO  SE  NON  SI  ATTUA    UNA    LUNGIMIRANTE    PROGRAMMAZIONE, SUDDIVISIONE   DELLE  RISORSE  IDRICHE  TRA  I  POPOLI   E   SE NON   SI   EDUCA  L'UOMO  AD  UN USO  CORRETTO   E  PARSIMONIOSO  DI  QUESTO  BENE  VITALE.
NON ESISTONO,  O SONO  POCHI,  I  POZZI    CHIUSI  O  LE  TRIVELLAZIONI  CON  SOLLEVAMENTO  ELETTRICO  DELLE  ACQUE  SOTTERRANEE,   LE  UNICHE  CHE  GARANTISCONO  UNA  QUALCHE   NON  CONTAMINAZIONE  DELLA  FALDA  ACQUIFERA E  DI  RIFLESSO  UNA  PIU'  SALUBRE  BEVANDA.
L'ACQUA  PER  BERE  E  CUCINARE  VIENE  PRESA  CON I RECIPIENTI  DAI  FIUMI  O  DAI  POZZI  APERTI.  MA  NEI  FIUMI  SI  ABBEVERANO  GLI  ANIMALI  E  SI VERSA  DI TUTTO  COMPRESE  LE  ACQUE  NERE,  E  NEI  POZZI  APERTI    DOPO   POCHI GIORNI  LA  FALDA  E'  BATTERICAMENTE  INQUINATA.
LA   NOSTRA  ACQUA  DA  BERE  E  DA  PULIZIA  DEI  DENTI  E'   ACQUA  BOLLITA   A  80°,  POI  LASCIATA    RAFFREDDARE  E  VERSATA  IN  BOTTIGLIE   POSTE IN  FRIGO.
E  QUESTO  TRATTAMENTO   PURIFICA  LA  CARICA  BATTERICA  MA NON   ELIMINA  I  RESIDUI   FERROSI  O  SABBIOSI  O  TERROSI  PERCHE'  NON  FILTRATA.
MA   IMMAGINATE  NELLA  FORESTA  O  NELLA  SAVANA  CHI   PU0'  PERMETTERSI  QUESTO  LUSSO?
DIFATTI  LORO,  I  LOCALI  RESIDENTI,  HANNO  SICURAMENTE  UNA  FLORA  BATTERICA    INTESTINALE  DIVERSA  DALLA  NOSTRA  E  SONO PIU'  RESISTENTI MA    NON  DI  MENO MALATTITE   QUALI  TIFO,  COLERA,  GIARDA,  AMEBA  E  SALMONELLOSI   SONO   SEMPRE   PRESENTI    E   DIFFUSE  IN  MODO  ENDEMICO.
LA   STESSA  ACQUA  DOLCE   DEI  FIUMI  E  DEI  LAGHI  E'  INFIDA  E  PORTATRICE  DI  ALTRE INFEZIONI  PARTICOLARMENTE  GRAVI. .
!!!!!.MAI  LAVARSI   O  BAGNARSI   NEI  FIUMI  O  NEI  LAGHI  AFRICANI !!!!
SEBBENE    SIANO  IMMERSI  IN  UNA  NATURA  SPLENDIDA  E  MAGARI  PIU'  AFFASCINANTE  DELLA  NOSTRA    SIA  PER  FAUNA  SIA  PER  FLORA, LE  ACQUE  DOLCI    SONO  INFESTATE  DALLA    BILHARZIOSI,  DALL'  ANCILOSTOMA   E  DALLA  FILARIOSI,  TUTTI     “NTESTINAL    FLUKES“   OVVERO  NEMATODI, PORTATORI DI  GRAVI CONSEGUENZE  SE   NON  RICONOSCIUTI  E  CURATI  IN  TEMPO.
QUESTI  NOMI  STRANI   INDICANO   SOTTILISSIMI  E  MICROSCOPICI   NEMICI  CHE  NUOTANO  FELICI  NELLE ACQUE  E CHE  SI  INFILTRANO    DENTRO LE  FERITE  O  LE  ESCORIAZIONI   DEI  PIEDI  O  DELLE  GAMBE,  INFESTANDO  E  OCCLUDENDO  I  VASI  LINFATICI  DEGLI  ARTI  INFERIORI   CON  EDEMI   MOSTRUOSI  E  QUASI  IMPOSSIBILI  DA  GUARIRE.
 DA  QUESTO  BREVE  ED  INCOMPLETO  RESOCONTO  DA  UNA  “ZONA  DI  GUERRA” (GUERRA  ALLA  MALATTIA)   MEGLIO  SI  COMPRENDE  IL  PENSIERO  FRANCESCANO  DI  “SORELLA  ACQUA“   MA   QUESTA  SORELLA   DEVE  ESSERE   DEPURATA - TRATTATA  E  STERILIZZATA  ALTRIMENTI  DIVIENE   SORELLASTRA   E  NEMICA   DELLA  NOSTRA  SALUTE.
SPECIE  IN  QUESTI   LUOGHI  COMPRENDI  LA  IMPORTANZA  DI  QUELLA  SCIENZA  IMPERFETTA,  DETTA  MEDICINA,    CHE   LOTTA  CONTRO  LA  NATURA  A  VOLTE  MATRIGNA  E  CHE  SPESSO  PERDE  LA  BATTAGLIA  PER LA VITA.
IL  MARE  E'  FORMATO  DA  TANTE  GOCCIE  DI  ACQUA   E  DOBBIAMO  E  POSSIAMO  FARE DI  PIU'    PER  ASSICURARE UN  FUTURO  SALUBRE  E  SERENO  ALLE   PROSSIME   GENERAZIONI  OVUNQUE  ESSE  SI  TROVERANNO. CHE  CIASCUNO  SIA  PORTATORE  DI  UNA  GOCCIA  DI  ACQUA  PURA !!

DOTT.  VINCENZO  SCALA

martedì 23 novembre 2010

I farmaci contraffatti... uno scambio epistolare


Caro Beppe, come stai?
Pensavo di incontrarti ad Addis Abeba per il Workshop sulle malattie della povertà... ma forse avevi ben altro da fare a Chaaria!
Al convegno ho cercato di approfondire le mie ancora misere conoscenze sulle malattie della
povertà, e, come succede sempre ogni volta che si lascia l'Africa, son rientrata a casa con tanti pensieri che mi frullano nel cervello. Uno in particolare mi turba molto e volevo parlartene. Si tratta della contraffazione dei farmaci, problema che, da quanto ho capito, sta raggiungendo dimensioni spropositate. Cosa mi sai dire in proposito? Quale è la tua esperienza? E soprattutto: c'è qualcosa che noi possiamo fare per controllare e monitorizzare la qualità dei farmaci che acquistate per l'ospedale? L'idea che tra qualche mesi sarò nuovamente lì da voi ad utilizzare farmaci (forse) non efficaci mi preoccupa un po'.
Magari tu hai già verificato e questo problema non esiste... L'unica cosa che mi viene in mente ora è quella di portare un bel po' di farmaci dall'Italia, magari facendo anche delle raccolte organizzate.
Fammi sapere di cosa c'è bisogno in particolare. Io inizio a riempire la valigia... Non vedo l'ora di raggiungervi. Un abbraccio. 

Antonietta
 

Carissima amica e collega,
mentre scrivo a te, scrivo anche a tutte le persone sensibili alla questione. In effetti il problema delle medicine cosiddette false o contraffatte ha assunto dimensioni via via crescenti negli ultimi anni.
Noi ne siamo a conoscenza da molti anni, e ne abbiamo spesso pagato le spese, insieme purtroppo ai malati che hanno assunto polverine varie invece che medicine.
Anni fa pareva che il problema fosse soprattutto limitato ai farmaci antimalarici, ed ad alcuni tipi di antibiotici. Oggi il fenomeno è molto più generale, e riguarda tantissimi farmaci detti qui da noi "NOT ORIGINAL", CHE FORSE IN iTALIA CORRISPONDE AI GENERICI.
Il fatto è che questi "generici" spesso vengono importati da Nazioni in cui non ci sono regole stringenti sul controllo di qualità. Il più delle volte il problema è la quantità del prodotto chimico. In pratica la molecola è generalmente corretta, ma la concentrazione è infinitesimale... forse questo è fatto per aumentare a dismisura i profitti.
Penso comunque che per Chaaria dovresti stare serena. Da anni infatti esiste una organizzazione non governativa che raduna tutti gli ospedali di ispirazione missionaria (sia cattolici che protestanti)... questa organizzazione si chiama MEDS (Mission for Essential Drug Supply).
Come si evince dal nome, si tratta di una ONG che opera a nome di tutte le chiese e compra farmaci in varie parti del mondo (normalmente dove costano meno)... ma prima di distribuirli agli ospedali, MEDS controlla i prodotti e ne assicura la qualità con alto rigore scientifico. Ho visitato il loro laboratorio farmaceutico, e credo che siano veramente attrezzati.
La ONG è a Nairobi e serve Kenya, Tanzania, Uganda e Sud Sudan.
Normalmente le grandissime quantità di farmaci importati permettono al MEDS di vendere i farmaci a prezzi veramente bassi.
Per cui stai serena davvero, perchè credo che di farmaci a Chaaria non ne abbiamo poi così tanti... ma quelli che abbiamo, pur essendo tutti generici, sono controllati e la qualità è certificata dal MEDS.

Fr Beppe Gaido

Storie di suoni

QUANDO  SEI  DENTRO  UNA   CITTA'  O  UN    OSPEDALE  ITALIANO   SEI  CIRCONDATO  DA  TANTI  SUONI  A  CUI  PIAN  PIANO  TI  ABITUI  E  QUASI   NON  LI  AVVERTI.
LA   TV  COI  SUOI  PROGRAMMI O  UNA  RADIO  ACCESA  O   UN  BIP-BIP    O  I  RUMORI   DELLE AUTO  O  LE  SIRENE  ASSORDANTI  DEI  MEZZI  SOCCORSO  CI  SONO  FAMILIARI  E  CI  ACCOMPAGNONO  DURANTE  LA  GIORNATA .
ECCO  VENIRE  QUI  IN  CHAARIA E'  ANCHE  UN  ALLONTANARSI   DA   QUESTI  SUONI  E   RITMARE  IN  MODO  DIVERSO  LE ORE  QUOTIDIANE.  
AL  MATTINO  PRESTO  NON  IL  SUONO  DELLA  SVEGLIA  O  LA  MUSICA  DELLA  RADIO    CIRCONDANO  I TUOI TIMPANI  BENSI'   IL RICHIAMO   VARIEGATO  DI  DIVERSI  UCCELLI  O  IL CANTO  DEL  GALLO  O IL  MUGGIRE  DELLE  VACCHE DA  LATTE  PROPRIO  SOTTO  LE  NOSTRE  STANZE.
E POI   L'OROLOGIO  DELLA  CAPPELLA   COMINCIA  A SUONARE  PER RICORDARE CHE E' L'ORA  DELLA PREGHIERA.
PER  ANDARE IN OSPEDALE  NON FAI  FATICA,  NON  PRENDI  L'AUTO,  IN  APPENA  DUE  MINUTI  A PIEDI  RAGGIUNGI  I TUOI  PAZIENTI.
QUI  LAVORI   CIRCONDATO  SOLO  DAI  PIANTI  DEI  NEONATI,  DAL  PARLARE  A  BASSA VOCE  DEL  PERSONALE,   DA  QUALCHE  MUSICA  RADIODIFFUSA    E   A  VOLTE   DAL  SUONO  DELLE  CAMPANE  DELLA  CHIESA  APPENA  FUORI  L'OSPEDALE,  NON  SEI  MARTELLATO  DAI  BIP-BIP  DELLE  ATTREZZATURE  MEDICALI   DI  SOSTEGNO AL  PAZIENTE  (NON  VE  NE  SONO!) E NON    SQUILLANO   I  TELEFONI (NIENTE   LINEE)   NE'    I  CELLULARI,   NON VI SONO TELEVISORI , NIENTE  SUONI  ASSORDANTI  DI  AMBULANZE .  
A   VOLTE  DI   POMERIGGIO    CAPITA  DI  SENTIRE    RITMI  TRIBALI   CADENZATI    DAI  TAMBURI (FORSE  ANTICHI  CANTI  DI  BATTAGLIA), MA  NULLA   DI  PIU'.
QUASI  IN  SILENZIO  (ALMENO PER NOI)  GIUNGE  LA  SERA,  E'   L'ORA  DI  LASCIARE   I  NOSTRI   PAZIENTI .
SONO  SERE   DIVERSE, NON RITMATE   DAI  TG,  MA   SILENZIOSE  E  SCURE  PERCHE'  FUORI  DALLE  NOSTRE  MURA  NON  VI  E'  ILLUMINAZIONE    E  NON  VIENE  VOGLIA  DI  “USCIRE“.
 E  ALLORA   SI  PARLA  DEI  CASI  ODIERNI   E SI  DISCUTE  DEI  CASI   IN PROGRAMMA   L'INDOMANI,   QUALCUNO   FINO ALLE  22   SI    COLLEGA  VIA  INTERNET  COI   FAMILIARI  O  CON  GLI   AMICI.
E'  ORA    DI  VEDERE   LE  LUCCIOLE  FUORI, O DI  CONTROLLARE  I GECHI  OSPITI NELLE  STANZE   O  DI  FAR  USCIRE  DALLE  FINESTRE   I  PIPISTRELLI  NON  INVITATI  IN  CAMERA.
SOTTO  LE   LENZUOLA   E  PROTETTI  DALLA  RETE  SENTIAMO  IL  RONZIO  ASSORDANTE  DELLE  SOLITE    ZANZARE, E  NULLA   PIU'  FINCHE'  IN PIENA  NOTTE  UN  ROMBO  ASSORDANTE  E    CONTINUO  DI  ACQUA   CI  RICORDA  CHE  SIAMO  NEL  MESE  DELLE  PIOGGIE.
BUONA  NOTTE! 
  
DOTT.  VINCENZO  SCALA

domenica 21 novembre 2010

Stelle marine sotto l'Albero di Natale... di Chaaria


Cari lettori,
in quest'epoca dove tutto è basato sulla tecnolgia, compreso questo blog, approfittiamo del valore mediatico attribuito al "virtuale", per avvicinare il nostro mondo a quello che qoutidianamente leggete in queste pagine, grazie alla dedizione che ci mette Fr Beppe, gli altri fratelli ed i volontari.
Raramente scrivo sul blog in prima persona, mi piace lasciare spazio a chi si trova o è stato in prima linea e mi piace pensare di rappresentare io stessa un "calamaio" che trascrive preziose esperienze.
Ricevo numerose email e messaggi da voi lettori, in cui vengono espressi pareri e commenti, ma sempre è presente una costante: la partecipazione ed il coinvolgimento al lavoro di tutti noi, per Chaaria e le nostre missioni. Molti mi dicono di essere riusciti attraverso le foto e le lettere, a provare la sensazione di essere stati là, pur restando immobili dietro la loro scrivania, fissi davanti ad un computer, talvolta senza respiro, per il rapimento di certe situazioni che coinvolgono fino a far venire le lacrime agli occhi.
Tutto questo, ha un significato importante, vuol dire che siamo riusciti a "condividere" quelle esperienze ed emozioni forti e a "comunicare" con il mondo intero: quindi si è concretizzato il motivo ispiratore del blog.
Proprio perchè tutti voi fedeli lettori, avete ormai la certezza della veridicità delle fonti e la testimonianza diretta della destinazione effettiva delle donazioni e dei contributi di varia natura, vi chiedo di partecipare in occasione dell'avvicinarsi del prossimo Natale, all'acquisto dei "doni virtuali", che garantiamo e promettiamo di trasformare in "doni reali" quanto prima possibile.
Basta anche solo un euro, simbolico...è un pò come la storiella delle stelle marine da salvare riportata in testata al blog: chiunque abbia voglia di aiutarci in questo intento, fosse anche per salvare una sola stella... non sarà stato invano.

Ringrazio di cuore tutti i lettori ed auguro a tutti con largo anticipo, un Buon Natale ed un Felice Nuovo Anno.

Nadia Monari

Sotto questo grande Albero di Natale, inserirò tutti i nomi di coloro che aderiranno e il pensierino che eventualmente lasceranno come bigliettino d'auguri.

Photobucket



- Giulia Cormio: Ho visto di persona con i miei occhi l'ospedale di chaaria ed è difficile dimenticare quei luoghi quella gente quegli odori che mi hanno donato e insegnato tanto.........col cuore sono sempre li.
grazie ancora :-)

- Erika Baggio, mamma Gabriella, papà Onofrio, zia Lucia, Giuseppe e Laura

- Ale e Susy di Torino: Ciao bambini, siamo Alessandro E Susanna due giovani sposi e spero futuri genitori. Il Natale ha senso solo perchè esistete voi ed è un momento di gioia. Anche se avete una vita complicata è giusto che abbiate i vostri regali, che sia Natale anche per voi. Questi piccoli doni ve li facciamo col cuore, di certo non vi cambieranno la vita ma magari vi strapperanno un sorriso.

- Dott. Marco Chillè di Roma 

 
 
 
 

Dressing of ulceras and wounds

It is a clean procedure where we must observe basic elements of hygiene.

It is not necessary to have sterile gloves, but GAUZES are to be sterile.

We must pick them from the container with sterile forceps.

The trolley for the dressing must be clean to avoid contamination of wounds.

Containers, creams and betadine should be closed after usage.

FREQUENCY OF DRESSING

After an operation do dressing at alternate days.

Dressing is very important to remove the dirt on the wound, to check if there can be any problem with the operation site (pus under the stitches), serum, blood clots, and gaping.

Not dressing an operation wound for many days will allow the germs contained in the sweat to multiply in the cut, thus facilitating suppuration.

When an operation is in a dirty area (for instance hydrocoele) where there can be leakage of urine on the wound, the dressing is better done every day.

Bed sores are normally dressed every day to release pressure on the sore, to remove the germs contained in the sweat and human fluids (stool, urine) and to remove the necrotic material.

When there is a dry black necrotic tissue on the bed sore, this should be removed as soon as possible because under the dry necrosis there is proliferation of germs.

H202 is not used on clean granulating sores.

It is used only on dirty necrotic material which we want to remove from the sore.

When dressing after incision and drainage (I&D), gauze soaked in betadine is to be inserted up to when there is nothing coming out (no pus, no serum). 

Normally we do not have modern creams. Apart from the wounds where H202 is indicated, our normal procedure is the following:

washing with normal saline, disinfection with betadine, application of honey or sugar + betadine, covering with sterile gauzes.
For surgical wounds we apply only betadine and we cover with gauzes.
For burns we either use honey or silver sulphadiazine.

Dr Bro Joseph Gaido
Dr James Ogembo
Clinical Officers
Nursing Officers
Cottolengo Mission Hospital