sabato 31 dicembre 2011
Family day
venerdì 30 dicembre 2011
Articolo tratto da "Panorama" del 4 Gennaio 2012 - "Tutto il meglio di un anno", di Bruno Vespa
Antologia di sentimenti su Chaaria
giovedì 29 dicembre 2011
Maria e Massimiliano
mercoledì 28 dicembre 2011
Alta mortalità infantile
martedì 27 dicembre 2011
I ragazzi di Sciolze e Rivalba
Una nuova epidemia: i boda-boda
Tantissime volte i
taxisti sono cosi’ inesperti ed imprudenti che viaggiano a velocita’
incredibili anche su terreno accidentato, sassoso o sabbioso, con conseguenze
che potete immaginare. C’e’ poi il problema del trasporto di piu’ di un
passeggero: ho visto mototaxi trasportare anche 5 persone, con il conducente
seduto sul serbatoio, immediatamente dietro il manubrio. Cio’ certamente
contribuisce al numero di incidenti anche gravi. Ci e’ capitato per due volte
negli ultimi tempi che una mamma sia partita da Mukothima con il neonato
malato, e poi, a causa del fatto che sulla moto ci si doveva stringere sempre
di piu’ per far posto ad altri passeggeri, i bimbi sono giunti a Chaaria ormai
morti per soffocamento.lunedì 26 dicembre 2011
Una morte in sala
E da ultimo ho ricordato che ogni ritardo nel trasferimento puo’ essere
rapidamente letale per i nostri malati, soprattutto quando si viene da lontano
e la strada e’ accidentata... per cui e’ meglio trasferire con eccessivo
anticipo che tardare!domenica 25 dicembre 2011
Un prezioso regalo di Natale
sabato 24 dicembre 2011
Buon Natale 2011
A Chaaria non ci sono vetrine, e qui non esiste la tradizione dei doni
natalizi. I bambini non sanno di Gesù Bambino che porta i regali ai buoni, ed
il carbone ai cattivi. Non conoscono Babbo Natale (se non i figli di famiglie
abbienti che possono frequentare il supermercato a Meru, dove un bambolone
gigante si agita e canta: “Merry Christmas”. Cose come le renne, le slitte, la neve sono totalmente al di
fuori del loro orizzonte mentale, dal momento che non li hanno mai visti.venerdì 23 dicembre 2011
Naomi è andata a casa
giovedì 22 dicembre 2011
Buon Natale Chaaria e grazie...
Max Albano
Poesia di Anna Gaido: Accendiamo una luce
Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.
Fratel Beppe Gaido




