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Un bimbo al mattino andava sulla spiaggia a ributtare le stelle marine che erano portate in secca dalle onde.

Quando qualcuno lo vide, gli disse che tale lavoro era completamente inutile, perchè egli non sarebbe mai riuscito a ributtare in mare tutte le migliaia di stelle, che si trovavano sul bagnasciuga.

Il bambino con calma guardò la stella che aveva ancora in mano, la buttò in acqua e poi rispose: "per questa stella sicuramente non è stato inutile".

Chiunque abbia voglia di aiutarci in questo intento, fosse anche per salvare una sola stella... non sarà stato invano. Grazie.

Nadia Monari - Infermiera volontaria


Leggi "Chi siamo", "La storia dell'Associazione" e "Le nostre Missioni"

Lettera del Superiore Generale, Fr. Giuseppe Meneghini


mercoledì 31 agosto 2011

Lettera da Lino

Nel mese di agosto mi sono recato a Chaaria per una  breve permanenza di venti giorni nella missione.
La Piccola Casa africana  è un punto di riferimento per molte persone che hanno problemi che per noi  sarebbero insormontabili, visto che il  benessere che ci ha resi deboli di carattere e di determinazione.
I missionari del Cottolengo  si battono quotidianamente per risolvere i grandi e piccoli problemi  della gente senza dispersione di energie, con massima concretezza e direi con tanta fatica.
La “nostra” Mission Chaaria  non è una cattedrale nel deserto, ma una struttura sobria per le reali necessità delle persone che si presentano per un aiuto, è gestita con parsimonia, trasparenza e competenza dagli otto fratelli e dalle tre suore del Cottolengo.
In questa struttura noi volontari affianchiamo i religiosi e le religiose del Cottolengo, e con loro  facciamo riferimento alla carità cristiana e alla solidarietà umana, che si concretano nel servizio a chi è povero, malato o solo. In sostanza la risposta che dovremmo dare ogni giorno al prossimo che incontriamo nel vissuto quotidiano.
Non è compito mio dare lezioni sulla Carità e Solidarietà umana, anche perché sono nella condizione di chi deve imparare, ma ritengo di poter asserire che per capire questi principi e tradurli in gesti concreti basta osservare le persone che affollano la missione, le quali ci dimostrano concretamente come si  mantiene  la propria dignità senza prevaricare sugli altri pur avendo problemi, c’ insegnano l’ umiltà e quindi il rispetto verso il prossimo pur avendo una notevole capacità di programmazione e progettazione e spirito di adattamento, cosa che di frequente (purtroppo !) non accade più nelle nostre abitazioni o luoghi di lavoro.
Altra lezione decisiva sulla Carità ci viene impartita dai padroni di casa: I Buoni Figli.
Queste sono persone che ogni giorno ed in ogni momento ti sono amici disinteressati .
I Buoni Figli impartono la lezione  senza toni aulici, ma in modo chiaro e concreto.
Sarebbe auspicabile che tutti noi li frequentassimo di più e soprattutto fossimo sempre all’altezza di imparare quanto insegnano, perchè non sempre siamo in grado di capire, nonostante i nostri titoli accademici.
Non abbiamo nulla da insegnare in tema di crescita umana, e quindi non sentiamoci mai indispensabili, ma forse delle risorse umane certamente utili, che collaborano per un bene comune.
Questo pensiero  mi stimola  a cercare di essere una risorsa nella Piccola Casa ed a  ridurre, per quanto possibile,  il rischio  di diventare piuttosto uno dei problemi.
Sono grato  a tutti coloro che ho incontrato a Chaaria per aver  imparato una lezione di vita, augurandomi di avere la coerenza di metterla in pratica per il vero scopo del nostro volontariato:
l’ amicizia tra noi e con le persone che soffrono.

Lino Marchisio


In Africa ancora è possibile

Sono le ore 21.40 e la  riunione comunitaria sta volgendo al termine. Qualcuno bussa alla porta; e’ Penina: “vieni subito in sala parto perche’ sembra che la mamma abbia problemi!”.
Chiedo permesso ai confratelli, e mi avvio correndo verso l’ospedale. In maternita’ vedo una donna in preda alle doglie, la quale non riesce purtroppo a partorire il feto che rimane testardamente inchiodato dentro il suo ventre.
Domando rapidamente di chi si trattasse, e Lucy mi dice che era una paziente appena arrivata, dopo aver tentato a lungo di partorire a casa. Non c’e’ tempo per altre domande. La pressione della donna e’ buona e lei, a parte il forte dolore dovuto a contrazioni continue, e’ in buone condizioni generali.
Lavoriamo alacremente, ed infine riusciamo a far uscire un maschietto abbastanza piccolino, il quale, per ragioni sconosciute, non voleva saperne di venire al mondo. A questo punto sento che il mio compito e’ finito e che mi posso dedicare ad altri problemi: infatti il corridoio e’ pieno come se fosse lunedi’ mattina... siamo proprio diventati un pronto soccorso a tutti gli effetti.
Ad aspettare c’e’ una frattura esposta di una tibia, ed un morso di serpente. Il tempo necessario per applicare una doccia gessata e per contrastare con il siero specifico il veleno del mamba, non supera i 45 minuti.
Ritorno in sala parto e mi rendo conto con disappunto che la placenta non e’ ancora uscita: cio’ costituisce e’ un grave problema perche’ questa situazione porta con se’ il rischio di emorragia post partum. Bisogna agire in fretta perche’ la mamma sembra un po’ anemica.
Le facciamo una breve anestesia generale e le pratichiamo la rimozione manuale della placenta che si lascia estrarre senza particolari problemi, anche se era ancora attaccata saldamente alla parete uterina. Ci sono tante lacerazioni sul corpo della poveretta, ma pian piano le suturiamo tutte. La donna ringrazia Dio per il dono della vita che le era stato concesso per la seconda volta: “adesso sono proprio contenta perche’ a casa ho una bimba, ed ora ho anche il maschietto”.
Anche se l’emoglobina e’ di 7 grammi, la degente ha perso molto, e decido di trasfonderla.
Sono le ore 23 e ritengo di poter andare a letto. Lucy e Penina stanno ripulendondo la donna, la quale sembra del tutto normale. Poi il disastro si sviluppa in pochi minuti....
“Datemi dell’acqua, perche’ ho sete”, comincia a ripetere la mamma in tono via via piu’ concitato. Poi comincia a sbuffare come se le mancasse il respiro, ed un microsecondo piu’ tardi ha dei conati di vomito.
Dalla room 17 sento tutto e mi precipito: “come e’ la pressione?”
“Imprendibile, non sento niente...”
La donna diventa agitatissima ed inizia a dimenarsi strappandosi piu’ volte la cannula della trasfusione.
Le mie ginocchia si mettono a tremare, e faccio fatica a rimanere lucido per dare le indicazioni necessarie agli altri membri dell staff. Chiedo a Lucy di provare a prendere un’altra vena. Io corro in sala operatoria cercando lo spremisacca in modo da trasfondere piu’ velocemente. I vasi sanguigni sono tutti collassati e non riesco neppure ad incannulare la femorale. Intanto le labbra e le congiuntive diventano bianche come un pezzo di carta... tutto succede cosi’ rapidamente, che sembra un sogno o una scena di un film. Il bambino e’ ancora sul fasciatoio e piange; lui sta bene e non ha problemi... Jesse, decide di venire ad aiutarmi: intuba la mamma, e la ventila con ostinazione. Noi pratichiamo adrenalina e tutto quello che conosciamo per rianimarla. Non riusciamo a capacitarci di quel che sta succedendo ineluttabilmente. La malata non perde sangue, e l’eco addome, fatta con lo strumento portatile, non dimostra presenza di emorragia in peritoneo. D’altra parte, durante la rimozione manuale della placenta, avevo cercato di sentire bene le pareti uterine con le dita, e non avevo percepito segni di rottura.
Ma la spirale di eventi continua e l’inevitabile e’ davanti a noi, anche se Jesse continua a ripetere che dobbiamo continuare a cercare una vena, mentre lui pompa con l’ambu. Io sono disperato e senza forze. Guardo le pupille con una torcia e le trovo dilatate e fisse. Metto lo stetoscopio sul torace e non sento attivita’ cardiaca:
“Jesse, e’ morta... non c’e’ niente da fare!”
“No, daktari, e’ ancora viva... per favore falle della adrenalina intracardiaca e poi massaggia”... eseguo i suoi ordini con poca convinzione, finche’ anche il nostro vecchio anestesista si arrende all’evidenza: e’ morta.
Siamo svuotati e ammutoliti!
Lucy si abbandona imbambolata su uno sgabello. Penina corre in bagno e piange (era la prima volta per lei!). Jesse se ne va immediatamente a letto quasi che non possa sopportare la scena. Io guardo il vuoto e sono pietrificato dall’angoscia:
Quel che e’ successo rimane un mistero: la cervice era stata riparata. L’utero non era rotto. Non c’era emorragia in corso. Con il senno di poi, magari si trattava di una anemia cronica ben tollerata. Probabilmente quel 7 di emoglobina non corrispondeva alla realta’ a motivo dell’emoconcentrazione che segue una emorragia acuta.
E’ possibile che lei sia arrivata da noi con 5 grammi o meno, e che il sanguinamento originato dalla placenta ritenuta abbia scompensato completamente le sue condizioni emodinamiche.
Sono ancora in preda ad una grande confusione. Abbiamo un altro neonato orfano. Dobbiamo nuovamente parlare con dei parenti che si aspettavano una festa di vita ed invece riceveranno una notizia di morte.
Prego per quella donna e non riesco a togliermi dagli occhi l’ immagine del suo corpo senza vita: mi tormenta soprattutto di notte quando non riesco a dormire e mi chiedo se avrei dovuto fare qualcosa di diverso

Fr Beppe


Progetto Perle nere - David Kiambi


Nome: David Kiambi 
Data di nascita: 30/09/1971 
Tipo di disabilità: disabilità mentale grave associata a disabilità fisica lieve. 
Data di accoglienza al centro: 6/10/1989 
Rapporti con la famiglia: molto sporadici, ci stiamo impegnando perchè i fratelli lo vengano a visitare con regolarità. 
Cenni biografici: nato normodotato, dopo circa un mese i genitori lo hanno fatto ricoverare in ospedale. David ha iniziato a presentare le proprie disabilità, le cui origini presumibilmente sono dovute a poliomelite. 
Note particolari: conosciuto da tutti come il “Filosofo”, nomignolo datogli da Fratel Giovanni Bosco per la sua aria sempre trasognante e il suo atteggiamento molto riservato e concentrato. Povero nell’uso del linguaggio, è comunque in grado di comunicare e di esprimere i propri desideri e le proprie necessità. Goloso di dolci, lo si trova spesso nei pressi della dispensa chiedendo ai passanti di dargli un biscotto. 

Adottato da: Rossella Sirianni 


martedì 30 agosto 2011

Padre Arek e Padre Darius

Abbiamo avuto l'onore della visita di Padre Arek (alla mia sinistra nella foto). E' un prete polacco, membro dell'ordine dei Francescani Conventuali, che ha sempre creduto nel volontariato medico su Chaaria dalla sua patria. 
Possiamo dire che P. Arek sia il fondatore del volontariato medico polacco per il Cottolengo Mission Hospital. Per questo motivo, unitamente al suo continuo interesse per noi e all' instancabile lavoro di sensibilizzazione al volontariato svolto con i dottori della Polonia, sentiamo per lui un grande debito di riconoscenza. 
Arek e' stato accompagnato a Chaaria da un altro Francescano Conventuale polacco, P. Darius (a destra nella foto), il quale e' attualmente il parroco di Ruiri, dove i Fratelli si recano spesso per i loro ritiri spirituali. 
Naturalmente, quando vengono a Chaaria, essi colgono anche l'occasione per una "revisione medica", una specie di tagliando come si fa per le automobili... ed il meccanico sono normalmente io. 
Ancora Grazie a Padre Arek per il sollecito aiuto verso Chaaria, e per il bel movimento di volontariato a cui ha dato origine nella sua terra. 

Fr Beppe 


Benvenuto a Chaaria in Lingua inglese

Abbiamo tradotto anche in Inglese la lettera di benvenuto a Chaaria per i volontari, sperando di fare cosa gradita soprattutto agli ormai molti lettori di lingua anglofona.

Fr Beppe Gaido 


Welcome to Chaaria Dear volunteer, Thank you for coming here to Chaaria in order to participate in the period of the service. We would like to help you accustom to the new reality and provide you with some indications. We are a religious community of the Brothers working for the sake of the poor. There is also a community of the sisters with us who help us in our charity service. Since about two years, with us works also a lay doctor specialized in geriatrics, Pierantonio. Physical workers, nurses, cooks and guardians are employed by the mission in order to assist the guests in various sectors. The daily activities of the community are concentrated on prayer and work, which entirely fill most of the days. If you wish, you can share with us some moments of the prayer: 6.30 Morning Praise, 7.00 Holy Mass in the nearby parish or in our Chapel, 19.30 Vespers, 21.15 night prayer (the prayer at the end of the day). Every Sunday, as well as on holidays, there is a Mass at 7 a.m. in the parish or at 9 a.m. in the laundry of the hospital. The volunteers usually eat their meals in a separate room. This is in order to provide them with more liberty as well as to allow some time for the Brothers to discuss the everyday issues of the community. However, we have supper together on Sundays and when greeting the volunteers coming back their country after they finish the service in Chaaria. The volunteers are provided with a free access to the Internet every day in the evening, from 8.30 p.m. until 10.30 p.m. When the groups are numerous, we ask you to arrange the use of the network in a way that nobody was deprived of the chance to write and receive their e-mails. We also recommend the moderation when using Skype (?), which occupies almost all the available bundle, making any web-browsing impossible for the other persons connected in the same time to the Internet. As we all share the space in the same house, we ask you to always keep open the channel of communication with the Brothers: 
- Brother Beppe: Director of the Mission and the Hospital 
- Brother Roberto: responsible for the Community and the volunteers 
- Brother Giancarlo: Administrator of the mission Whenever in doubts, feel free to ask them.

Any group of the volunteers who would isolate themselves from the community causes troubles that outweigh the benefits of their work. We propose some indications in order to assure mutual respect: 
1. The hours of the meals for volunteers: 7.30-8.00 breakfast, 13.00 lunch, 19.45 supper. 
2. You will be given a schedule of the work that you’ve assigned to. For example, the internists are going to have a different timetable corresponding to the working hours of the nurses, and the volunteers working in the Buoni Figli Center will follow the daily schedule of the boys. 
3. So as to avoid unexpected unpleasant events in the everyday work, we ask you to respect the schedule of your work. We usually expect the volunteers to work from Monday to Friday (8.00 a.m.- 6 p.m.) and Saturday (until 2 p.m.). 
4. Volunteers working in the hospital, or anybody else interested, may attend weekly lectures on tropical diseases for the staff of the hospital. The content of these lectures (every Thursday, 8.00 a.m., in the out-patient department of the hospital) refers to the local conditions and availability of treatment. 
5. You are going to be shown a room where you can take a snack or hot drink during the day. 
6. At 11 p.m. we ask you to turn the TV off and obey the silence. 
7. If you want to wash your clothes, you can use the laundry of the Brothers, where you’ll find all the necessary devices. The use of the washing machine is moderated and the volunteers’ day for using it is Tuesday. The washing machine is only for personal use. Any uniform you use in the hospital must be washed in the laundry of the hospital (for obvious hygienic reasons). 
8. If you’d like to take a picture or film the patients in the hospital, first talk to the Brothers about it. Do not film nor take pictures of the patients without previously having talked to the Brothers. The people are very sensitive to it and they feel their privacy has been infringed whenever a photo is taken without their consent. On no account can you take pictures in the theatre and labour room. It is not good to interfere in the delicate moments and even unconsciously humiliate a mother who is delivering a baby or any other person concerned. 9. Usually every Sunday our community arranges excursions to other missions/ places we render service to/ characteristic sites near Chaaria. On Saturdays, in the afternoon, the volunteers may also arrange such trips themselves. 
10. We do not organize safaris. If you’re interested in such excursions, we can help you find an agency which organizes them for tourists. The up-to-date price of hiring the car for the trip to one of the national parks is 16000 KSH (around 185 USD, divided by the number of people participating). 
11. You can take a walk outside of the hospital whenever you want, but please inform one of the Brothers whenever you go out. 
12. Do not give money, clothes or other gifts to the patients or other individuals before talking it over with one of the Brothers. If you’d like to give alms to the poor, we will arrange it in a way it goes to the most in need. 
13. The cordial greeting and smile helps you feel a part of the mission. It is better to greet too many times than not to greet at all. The water from the taps of the mission is not yet potable. We ask you to serve yourself with the bottles with boiled water which you can find in the fridge. But remember that every drop of water is precious. Once again we thank you for being here with us in Chaaria. We wish you a fruitful experience in the professional, human and spiritual dimension. 

The community of Chaaria 

lunedì 29 agosto 2011

Il saluto dei volontari di Cagliari

E' stata davvero un'esperienza favolosa e rara. La ricchezza che abbiamo ricevuto in questi giorni si puo' riassumere in un sorriso, offertoci da persone diverse: dai volontari, dai pazienti e dai Buoni Figli... ma anche da persone per la strada che nemmeno ci conoscono. 
Un grazie a tutti voi. 
Speriamo di rivederci presto. 

Marialuisa, Clara, Lisa, Andrea 



Notizie da Tachina


- con gioia abbiamo accolto Rosella e Michele, amici di vecchia data, già volontari di Chaaria e Torino e alla loro prima esperienza a Tachina. Subito si sono buttati nel servizio ai nostri ospiti con simpatia ed entisiasmo. Benvenuti carissimi Rosella e Michele. Siamo sicuri che i nostri anziani, noi frateli e tutto il personale diveteremo per qualche settimana la vostra nuove famiglia "oltreoceano".



- abbiamo festeggiato domenica 28 agosto i cento anni di Nelson. È stata una bella festa. Dopo la Santa Messa domenicale ci siamo trovati tutti alla "glorietta" dove abbiamo aspettato la sorella di Nelson e i suoi nipoti e pronipoti. Torte, balli e musica e alcuni amici di Esmeraldas hanno rallegrato la mattinata. Nelson è davvero un caro "nonnetto", mite e sempre sereno. Non ha mai pretese e rigrazia sempre. Scherzando diciamo sempre che se tutti fossero come lui, che non si lamenta mai  ed accetta sempre tutto, di ospiti potremmo averne anche qualche centinaio!!
Fr Maurizio













From London with love

We are very happy because today again we have received some volunteers from London, which is always a bit home for me. I personally appreciate very much the fact that the small seed of the volunteering, which we have tried to plant in London, is still alive and prosperous. 
I sincerely hope that in future the group of English volunteers may grow and become bigger and diverse. We have cherished Christine, at her third experience in Chaaria. 
Together with her we have got the honour of welcoming also her sister, and a friend of them called Robert. 
Christine is a biotechnologist, and she will help in the laboratory and in the wards. Her sister will be very helpful as assistant-nurse in the general ward, while Robert, specialized in sport's medicine, will offer his services in the physiotherapy department. 
We thank God very much for this new occasion of international exchange here in Chaaria. 

Bro Beppe 


domenica 28 agosto 2011

A case of abdominal pregnancy

We have received a woman complaining of lower abdominal pains and vaginal bleeding without clots.
She had an U\S done in another facility reading as follows: “features of intrauterine foetal death at 13 weeks gestational age”.
We have believed the report of the sonography and, because the foetus was big and the cervix was closed, we have decided to ripen the cervix before with a misoprostol pessary of 50 micrograms, followed by induction of labour with oxytocin.
The induction failed and 12 hours after the cervix was still closed. We have therefore decided to repeat the U/S and we have found the following:
1)    The uterus was empty and regular with a very tiny haematometra.
2)    Behind the uterus there was a complex mass looking like haematoma and measuring about 15 cm diameters.
3)    There was slight hemoperitoneum.
4)    A dead foetus measuring about 50mm was seen at the lower part of the mass.

We have changed the diagnosis into ectopic pregnancy and we have planned for an emergency operation. After opening the abdomen we have seen a mild collection of blood in the large peritoneal cavity. The right adnexus was occupied by a big mass which had taken adhesions to the intestine. The uterus and the right tube were normal, while it was not possible to see the right ovary.
We have cautiously detached the adhesions and slowly we have been able to isolate and remove a mass which contained a rotten placenta, the dead foetus and the membranes. The mass was located deep into the Douglas pouch. The membranes were in continuity with right ovary which looked nearly completely destroyed.
We then stopped the bleeders, we washed the peritoneum with warm water and we closed.
We don’t think it was a tubal pregnancy because the tube was intact. The fact that the right ovary was destroyed makes us believe that it was a rare case of ovarian ectopic pregnancy which soon after the fertilization migrated into the Douglas where it has found enough space to continue for an unusually long period of time.
The patient is now stable and the post-op recovery is uneventful.

Dr Giuseppe Gaido


Il mio amico congolese

Ho la gioia di avere a Chaaria un amico della Democratica Repubblica del Congo. 
E' un chirurgo eccezionale che ha deciso di passare a salutarmi e di rimanere con me per 4 giorni. Naturalmente non e' venuto a Chaaria per dormire o poltrire... e' venuto invece per darci una mano; e tra ieri ed oggi abbiamo gia' fatto 15 interventi chirurgici. Con lui mi trovo benissimo perche' e' un medico/chirurgo delle aree rurali... proprio come il sottoscritto. 
Ha una chirurgia velocissima ed essenziale, perche' e' abituato ad avere anestesie precarie, ed a dover lavorare 18 ore al giorno proprio come me. Per questo non perde tempo, e non si lascia andare ai fronzoli... fa le cose essenziali per la vita del malato, sempre ricordando che in chirurgia "il meglio e' nemico del bene". 
Lui conosce un po' di Kiswahili, ma la sua lingua madre e' sostanzialmente il Francese. Anche questo aspetto della sua visita e' per me entusiasmante e bellissimo in quanto mi da' la possibilita' di un piccolo ripasso della lingua transalpina, anche se, scrivendoci spesso per email, in qualche modo la pratico costantemente. In sala e' di solito un bellissimo momento di mondialita'. Lui opera con maestria e sicurezza, e mi dice le cose in Francese; io le devo tradurre prima in Italiano per la collega sarda o per la ginecloga veneta, che sono al tavolo operatorio con noi... dopodiche' devo anche tradurre in Inglese per Makena, che naturalmente non comprende ne' l'una ne' l'altra lingua. 
E' un bel clima perche' con lui si sta bene... ed anche i volontari sono molto bravi. Non e' come per la torre di Babele... forse e' un po' come a Gerusalemme il giorno di Pentecoste, perche' ci capiamo perfettamente, e gli interventi vanno bene. 
L'unico problema nasce a volte dai miei quattro poveri neuroni senili, in quanto vado in confusione... e parlo a Makena in Francese, a lui in Inglese, ed alle colleghe italiane in Kiswahili. Ma e' comunque una bella insalata, piena di risate e di sguardi di comprensione, in cui il non verbale ci aiuta a sentirci proprio uniti. 
Con la presenza di cosi' tanti chirurghi, abbiamo qualche difficolta' a stare dietro ai ritmi operatori massacranti con la sterilizzazione e con la lavanderia... ma, pensando a quante persone stiamo aiutando, tutti tirano la carretta con entusiasmo. 
Lo staff di Chaaria mi guarda spesso con sguardi sbacaliti, mentre parlo con questa persona dal colore della pelle cosi' simile al loro, utilizzando un idioma a loro tanto ostico e persino fonte di risolini, soprattutto quando sentono la nostra pronuncia con la erre moscia. Che bella questa mondialita' di Chaaria, dove Italiani, Polacchi, Inglesi, Tedeschi, Americani, Canadesi ed Africani di varie Nazioni si possono incontrare, per lavorare e servire il prossimo insieme. 
Lasciatemi dire che ci sentiamo un po' l'ombelico del mondo. Siamo in mezzo alla campagna africana, ma gente di cosi' tante estrazioni, nazionalita' e continenti ci conoscono e fanno la gara per aiutarci e stare con noi. 

Fr Beppe



Cottolengo brothers

Their Aim and Spirituality 

The Cottolengo Brothers’ motto is taken from St Paul’s second letter to the Corinthians (5:14) “Caritas Christi Urget Nos”, i.e., “The Love of Christ overwhelms us”. In fact, the brothers consider themselves highly honoured to have been called to serve Jesus in the person of the poor, especially the mentally handicapped and the sick, whom they care for in Chaaria-Meru. By being so close to these most beloved sons of God, the Cottolengo Brothers try to do their best to learn the demanding lesson of becoming like little children, above all in their innocence of life. 
Thus, they want to keep in mind the solemn words of Jesus: “Anyone who does not welcome the kingdom of God like a little child will never enter it” (Mk 10:15). The Brothers in the world also work as nurses, either in dispensaries or in homes, where they care for physically handicapped, aged, and long-term sick people. 
Their apostolate is geared towards children and abandoned young people, especially to victims of new forms of poverty, such as drug addiction. 

A Flash of Their History

Founded in Turin (Italy) by St. Joseph B. Cottolengo in 1833, the Cottolengo Brothers worked in numerous ‘Little Houses of Divine Providence” scattered throughout Italy. 
In 1973 they came to Kenya and went also to India and Ecuador to witness their faith through the charism of St Cottolengo. 

The Vocation Director P. O. Box 1426 60200 Meru. 




venerdì 26 agosto 2011

Così passano le mie giornate


Ho appena terminato un cesareo, il quinto di oggi, ma il bimbo e' morto. La mamma veniva da molto lontano ed e' arrivata troppo tardi. Sono triste e stanco perche' e' notte fonda! 
Sono andato in crisi…, ma subito mi hanno chiamato perché c’era una donna in travaglio. L’ho visitata in barella e le ho detto di stare lì, intanto noi avremmo preparato la sala parto. Non so cosa le sia passato per la testa: ha deciso di andare al gabinetto fuori. 
Quando torno non la trovo più; la cerchiamo ovunque…non c’è. Dopo 15 minuti sento chiamare dal buio del cortile; chiamo il guardiano con le pile, andiamo e la troviamo che aveva partorito mentre era al gabinetto. Il bambino non respirava e la placenta era ancora dentro. Abbiamo preso una carrozzina, io tenevo il bambino per i piedi e gli battevo sulla schiena. 
In sala parto abbiamo tagliato il cordone ombelicale e poi abbiamo iniziato la rianimazione: ossigeno, farmaci, respirazione bocca a bocca,  ambu… Dopo  45 minuti il bimbo inizia a respirare da solo e dopo un’ora il primo grido. Quindi passo alla mamma, le tolgo la placenta e la sistemo. 
Tra me penso: ne ho perso uno, ma ne ho salvato un altro. In quello stesso tempo mi chiamano di corsa da un bambino di tre mesi. Arrivo in tempo per rianimarlo, disperazione della mamma, era il secondogenito, il primo era già morto per malaria, alla fine però anche questo muore. 
Altra crisi per me. Ma non mi posso fermare perché un’altra donna sta per partorire: questa volta tutto bene, il parto è regolare…nasce un bimbo di 3500 g ,bianco come me. 
Intanto è già mezzanotte e tutto il materiale è ancora da sterilizzare.   

Fr Beppe 

giovedì 25 agosto 2011

I Buoni figli e Fr Giuseppe

I Buoni Figli del nostro centro hanno voluto salutare calorosamente il nostro superiore Fr Giuseppe e lo hanno fatto con la semplicita' che sempre li caratterizza. 
Gli hanno anche fatto un dono preparato con le loro stesse mani durante le attivita' occupazionali. 
Buon viaggio, caro Fr Giuseppe 

I Buoni Figli di Chaaria 


Agnes

Tante sono le figure femminili che mi hanno profondamente colpito negli anni della mia presenza qui a Chaaria. La donna africana è come un monumento di pazienza, di laboriosità e di fedeltà di cui non puoi che essere profondamente impressionato. In esse vedo il futuro di questo continente, che potrà contare sulla loro tenacia e fedeltà, sul loro senso del sacrificio e sulla loro forza nel sopportare il dolore.
Oggi vi voglio parlare di Agnes. E’ disperata e continua a chiedersi: “Why, God? What will be of my life?” (Perchè Dio? Cosa ne sarà della mia vita?). E’ gravida all’ottavo mese, ed è venuta per l’ecografia. A me è toccato l’ingrato compito di vedere per primo il disastro. Ho preso il discorso alla larga e le ho chiesto: “quando hai sentito il bimbo scalciare per l’ultima volta?” “stamattina... ne sono assolutamente sicura. Perchè?! C’è qualche problema?”.
A questo punto avrei voluto essere lontano 100 chilometri, ma c’ero solo io nella stanza con lei. Ho dovuto raccogliere tutto il mio coraggio e le ho detto, tutto di un fiato e senza guardarla negli occhi: “Il battito cardiaco è cessato, il tuo bimbo purtroppo è andato in Paradiso di nuovo”. A questo punto mi sono chiuso come un pugile nell’angolo del ring, pronto a ricevere una scarica di violente reazioni a catena. 
In effetti Agnes è scoppiata in un pianto dirotto e senza parole. Riusciva solo a ripetere: “Dio, dimmi perchè?”. Sono passati attimi eterni, a cui è subentrata la sua ricerca affannosa di spiegazioni: “Doctor, dimmi perchè perdo tutti i miei figli quando la gravidanza è a termine. Mi avevi detto che mi avresti aiutato. Avevi chiesto ai tuoi amici con internet. Ti avevano consigliato di darmi delle medicine, ed io le ho prese tutte. Perchè allora? E’ la quarta volta che mi capita. Non ho figli viventi, e temo di essere mandata via da mia marito. Che cosa ho fatto di male perchè Dio mi punisca così?”. “Non hai fatto nulla – le ho detto accarezzandole la guancia e mettendole l’altra mano sulla spalla – ed io non ho parole. Mi dispiace tantissimo, ma non lo so che cosa ti stia succedendo. Scriverò ancora. Parlerò anche con altri medici a Nairobi, ma tu ora devi farti forza. Dobbiamo rimuovere quel feto morto dalla tua pancia, perchè ora sei a rischio anche tu.” “Non voglio che tu me lo tolga. Voglio morire anche io con questo figlio. Non ne voglio altri. Ho sofferto basta. Lasciami morire. Non ho la forza di sopportare i dolori di un altro travaglio, sapendo che poi la fine di tutto quella sofferenza non porterà allo sbocciare di alcuna nuova vita”. A che pro devo sopportare le doglie? “Dio lo sa – le ho detto timidamente – io non ho spiegazioni e non voglio parlare perchè staresti peggio. 
Ti voglio solo dire che la settimana scorsa abbiamo avuto la gioia di dare un figlio primogenito ad una donna che aveva abortito per 6 volte. Non abbatterti. La disperazione non ti aiuterà. Io pregherò per te. Intanto vieni. Andiamo in reparto e iniziamo la flebo di ossitocina. Poi quando tutto sarà finito, penseremo a cosa fare per il futuro. Per ora pensa a vivere”. Ora Agnes è più serena. E’ sotto infusione e comincia a sentire le doglie. Ha degli occhi profondi in cui intravedo un abisso di dolore, ma non piange più. 
“Fatti forza” ,le ripeto e poi non trovo il coraggio di dirle altro e mi allontano. Vado a letto con questa domanda che mi ritorna in mente: “Perchè?”

Fr Beppe Gaido 


mercoledì 24 agosto 2011

Elenco dei farmaci disponibili a Chaaria

Ho pensato che potrebbe fare comodo a qualche volontario avere l'elenco dei farmaci disponibili li da voi... magari per i primi giorni in reparto in cui ci si sente un po' spaesati... potrebbe aiutare a fare prescrizioni chiare a tutti (infermieri, store....).

Giulia Aroasio
FARMACO
FORMATO
Acido folico
tab 5mg
Acido mefenamico
tab 250mg
Acido nalidixico
tab 500mg
Acido tranexamico*
tab
inj 500mg
Adrenaline
inj 1mg/1ml
Aldactone-Spironolactone
tab 25mg
Allopurinolo*
tab 100-300mg
Allucid
syr
Al-Mg (gestacid)
tab 370mg
Aloperidolo (serenase, haldol)
tab 5mg
Aminophilline
tab 100mg
inj 250mg/10ml iv
Amoxil-Amoxicillina
tab 250-500mg
Amytriptylina-Laroxyl
tab 25mg
Artenam
inj 80mg im
Aspirin-Asa
tab 300mg
Atenololo
tab 50mg
Atropina
inj 10mg/1ml
Azitromicina*
tab 500mg
Benzatin penicillina
inj 2,4 MU
Benzyl benzoate 25%
cream external use
Betametasone (bentelan)
tab 1mg
inj
Brufen
tab 400mg
Buscopan-Hyospan
tab 10mg
inj 20mg
Carbimazole
tab 5mg
CardioAsa
tab 75mg
Carvedilolo*
tab 6.25-12.5-25 mg
Cephalexin
tab 250-500mg
Cetirizina
tab 10mg
Ciproxacin
tab 500mg
Claritromicina*
tab 250-500mg
Cloramfenicolo
tab 250mg
Clorfeniramina
tab 4mg
inj  10mg
Clorpromazina=CPZ
inj 50mg
Clorpropramide
tab 250mg
Clotrimazol
cream external use
vaginal pessary
Cloxacillina
tab 250mg
Cloximed=Ampi+Cloxacillin
tab 250+250mg
Codeina-DF118
tab 30mg
Cotrim-Septrin-bactrim= trimetropin+ sulfamethoxazolo
syr 40mg+200mg/5ml
Cytotec=misoprostolo
tab 200mcg
Dexametasone
tab 0,5mg
inj 4mg
Diadis= activated attapulgide+furazolidone

Diazepam
tab 5mg
inj 10mg
Diclofenac
tab 50mg
Digoxin
tab 0,125mg
Dossiciclina
tab 100mg
Duocotexin= dihydroartemisinin+ piperaquine
tab 40 mg + 320 mg
Dyrade-M =Diloxanide furoate+metronidazolo
tab 250+200mg
Enalapril (Enapren)
tab 5mg
Eritromicina
tab 500mg
Ferro
tab 200mg
Flucloxacillin
tab 250-500mg
Fluconazolo
tab 200mg
Frusemid (lasix)
tab 40mg (500mg*)
inj
Genta
inj 80mg
Glibenclamide
tab 5mg
Glycerin trinitrato*

Griseofulvina
tab 500mg
Hctz-idroclorotiazide
tab 50mg
Hydralazina
tab 25mg
Hydrocort
inj 100mg
Ibufen
tab 400mg
Idrossiclorochina*
tab 200mg
Insuline actrapid
inj
Iron+Vit B
syr
Isoptin-verapamil*

Ketoconazolo
tab 200mg
Largactil

Lasix=frusemid

Lattulosio
syr
Lentokalium*

Levopraid*
syr
Loperamide
tab 2mg
Mebendazol
tab 100mg
Meloxicam
tab 7,5mg
Metakelfin
tab 500+25mg
Metformina
tab 500-850mg
Methyldopa
tab 250mg
Metoclopramide
tab 10mg
inj 10mg/2ml
Metotrexate
tab 7,5mg
Metronidazolo
tab 200-500mg
Mixtard
inj
Monoket*
tab 20mg
Nifedipina retard
tab 20mg
Nitrofurantoina
tab 100mg
Nitroglicerina*

Norflox
tab 400mg
Obrex expectorant
syr
Omeprazolo
tab 20mg
Paracetamolo=PCM
tab 100-500mg
Paraffin liquid

Penicillin-Procaine=PPF
inj 4MU
Pethidina
inj 50-100mg
Phenobarbital
tab 30mg
Phenytoin
tab 100mg
Plasyl=metoclopramide

Ppf
inj
Prednisolone
tab 5mg
Proguanil
tab 100mg
Promethazine Hydrocloride
tab 25mg
inj 25mg/ml
Propranololo
tab 40mg
Pyridoxine
tab 50mg
Quinino
tab 200mg
inj 200mg
Ranitidina
tab 150mg
inj 50mg
Rocefin
inj 1g
Salbutamolo
tab 4mg
Secnidazole
tab 500mg
Senna
tab 7,5mg
Septrin=cotrim=bactrim
tab 480mg
Serenase=aloperidol

SP=sulfadoxina+pyrimetamina
tab 500+25mg
Streptomycin
inj 75mg
Tamoxifen*
tab
Tegretol (carbamazepina)
tab
Teophyllina+Efedrina
tab 120+12mg
Throat sil
tab
Tinidazole
tab 500mg
Thiroxin*

Valium=diazepam

Valproato
tab 100mg
Viscid=Allucid
syr
Vit A+Vit E
tab 200.000U+40
Vit B
tab
Vit C (ascorbic acid)
tab 100mg
Vit K
Inj
Xpen=benzylpenicillina
inj 2 mu
Zantac (ranitidina)

*verificare se in stock



PREPARAZIONI PEDIATRICHE
Amoxicillin
syr 125mg/5ml
Cephalexin
syr 125mg/5ml
Cetirizina
syr 5mg/5ml
Cloramfenicolo
syr 125mg/5ml
Cloxacillina
syr 125mg/5ml
Cloximed=Ampi+Cloxacillin
syr 250mg/5ml
Cotrim-Septrin-bactrim= trimetropin+ sulfamethoxazolo
syr 40mg+200mg/5ml
Dextromethorphan
syr 7,5mg/5ml
Eritromicina
syr 125mg/5ml
Ibuprofen
syr 100mg/5ml
Iron+Vit B
syr
Mebendazol
syr 100mg/5ml
Metronidazolo
Syr 200mg/5ml
Multivit
syr
Obrex expectorant
syr
Paracetamolo=PCM
syr 120mg/5ml
Promethazine
syr 5mg/5ml
Salbutamolo
syr 2mg/5ml