lunedì 13 novembre 2017

Caleb

Era stato accolto nel reparto orfani in data 13 giugno 2017.
La madre era una nostra paziente affetta da leucemia.
Nonostante le nostre terapie, e nell'impossibilita' per la famiglia di trovare soldi a sufficienza per la chemioterapia, la donna purtroppo mori' quando il figlio aveva circa due mesi di eta'.
Nonostante gli sforzi compiuti dal papa' di venire oggi a prendere suo figlio con gli abiti della festa, egli proviene da una situazione molto povera.
Alla morte della moglie non trovo' nessuno nel parentado che fosse disponibile a prendersi cura del piccolo.
Egli quindi chiese a noi di accogliere suo figlio per almeno quattro mesi, in modo da dargli il tempo di organizzare chi si sarebbe preso cura di lui.
Quel genitore e' stato di parola.
Oggi e' venuto a riprendersi la sua creatura che abbiamo vestito con abitini sgargianti, donatici dagli amici di Karen Blixen Restaurant.


Il papa' non si e' risposato e si prendera' cura del bambino insieme a zii e zie nel contesto della famiglia allargata africana.
A Caleb Ushindi auguriamo buona vita.

Fr Beppe



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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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