Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

lunedì 1 gennaio 2007

Breve guida per i Volontari di Chaaria (Kenya)


Carissimo/a

Grazie d’essere venuto qui a Chaaria per condividere con noi questo periodo di servizio. Vogliamo aiutarti ad inserirti in questa nuova realtà presentandoci e dandoti alcune indicazioni.
Siamo una Comunità religiosa di Fratelli a servizio dei più poveri. Non siamo preti, siamo consacrati a Dio con i voti di povertà, castità, ubbidienza e viviamo insieme.
Fr. Beppe è l’attuale superiore della Comunità ed è il medico responsabile dell`ospedale;
Fr. Lorenzo e’ l’amministratore della missione, ed il coordinatore della manutenzione del Centro insieme a Fr Richard. Inoltre segue i giovani Fratelli professi in formazione che, seguendo un loro programma formativo, condividono con noi varie ore di servizio nei vari settori: Ospedale, Buoni Figli, fisioterapia.
Fr. Joseph Muchiri è responsabile del Centro per ragazzi handicappati (Buoni Figli), dove coopera con Fr. Elisha e Fr. Richard.
Fr. Dominic collabora al sevizio agli uomini in ospedale, dove opera anche Fr. Joel.
Fr. James è un infermiere professionale che collabora in vari settori della attività ospedaliera. Fr. Lodovico, il fondatore di questa Missione è il decano della Comunità e collabora ad alcuni piccoli servizi, come la preparazione delle garze per l’ospedale.
Con noi ci sono anche quattro suore: Sr. Florence è la superiora; inoltre è anche capo del personale in ospedale. Sr. Cecilia coordina il lavoro nella lavanderia dell’ospedale.
Sr. Oliva si occupa degli orfani e Sr. Lucy delle attività occupazionali per gli handicappati mentali, oltre che della sartoria.
Operai, infermieri, cuochi e guardiani sono impiegati dalla missione per l`assistenza degli ospiti nei vari settori.
Preghiera e lavoro scandiscono le nostre giornate con qualche momento di vita comunitaria. Se vuoi puoi condividere con noi alcuni momenti di preghiera;
6.30 Lodi, 6.45 S. Messa in parrocchia, 19.30 vespri, 21.15 compieta.
Nei giorni festivi c`e` la S. Messa alle ore 7 in parrocchia ed alle 9 in ospedale.
Poiché condividiamo la stessa casa, per favorire un rispetto reciproco ti proponiamo alcune indicazioni:

1. Questi gli orari dei pasti per i volontari: 8 colazione, 13.30 pranzo, 19.45 cena. Ti sarà dato un orario per il servizio.

2. Ti sarà indicata la stanza dove potrai trovare bevande calde e fare uno spuntino durante il giorno. Se alla sera dopo cena hai piacere di guardare qualche videocassetta, usa la televisione dell’appartamento dei volontari. Per le videocassette un Fratello ti condurrà nella videoteca. Il servizio internet è a disposizione dei volontari dalle ore 19 alle ore 22.30.

3. Alle ore 23 ti preghiamo di spegnere il televisore ed il computer, e di osservare il silenzio.

4. Per lavarti la biancheria serviti pure della lavanderia grande dei Fratelli; li` troverai tutto l’occorrente. Per l`uso della lavatrice, il giorno dei volontari è il martedì

5. Se vuoi fare foto o riprese agli ospiti o in ospedale parlane prima con Fr. Beppe. Non prendere tu l’iniziativa di fotografare o filmare i pazienti. Qui la gente e’ molto suscettibile da questo punto di vista e si sente lesa nella propria privacy se vengono prese fotografie o filmati a cui non hanno direttamente acconsentito. Assolutamente non usare la macchina fotografica o la cinepresa in sala parto o in sala operatoria: non e’ bello filmare momenti delicati, con il rischio di umiliare o turbare la mamma che sta partorendo e l’infermiera che sta lavorando.

6. Dando per scontato che non siamo tenuti ad organizzarti le gite,per quanto ci sarà possibile si organizzerà una uscita per visitare una nostra missione. Però se desideri una gita ai parchi nazionali; ti possiamo indicare qualche agenzia con la quale potrai accordarti. Il costo per la gita al parco e' attualmente di
12.000 scellini (circa 120 E), più le spese di ingresso al parco.

7. Nei tempi liberi dal servizio, puoi uscire per passeggiate quando vuoi, ma per favore informa il fratello responsabile.

8. Non dare soldi, vestiario o altri regali al personale , agli ospiti o ai ricoverati prima d`aver consultato il fratello responsabile. Se vuoi lasciare offerte o indumenti per i poveri li daremo a chi ne ha più bisogno.

NB: L`acqua dei rubinetti della missione al momento non è potabile, per cui ti chiediamo di servirti delle bottiglie di acqua bollita che troverai nel frigorifero della Missione. Ma ricordati che l’acqua e’preziosa.

Ancora grazie d`essere qui a Chaaria con noi; ti auguriamo una fruttuosa esperienza umana, professionale e spirituale.

I Fratelli di Chaaria




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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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