sabato 19 gennaio 2019

Angelo

E’ arrivato a Chaaria dieci giorni fa verso le ore 19.
Era stata una giornata piena, ma avevamo finito i pazienti ambulatoriali, ed anche la sala era finita.
Sono stato chiamato in ambulatorio ed ho visto il paziente in posizione fetale su una barella.
Urlava per un dolore lancinante all’addome ed era coperto da perline di sudore gelido.
Gli ho messo una mano sulla pancia e l’ho trovata dura come una tavola di legno.
Ho guardato Makena che era in piedi vicino a me e lei ha subito capito senza che professare verbo: “chiamo immediatamente l’anestesista e dico agli altri di non andare a casa”.
Io annuisco e le dico: “assicurati solo che ci sia ancora qualcuno in laboratorio per gli esami d’urgenza e per le prove crociate... entriamo in sala il piu’ presto possibile!”
La nostra macchina dell’emergenza si attiva celermente e per le 19.30 il malato e’ gia’ in sala, addormentato ed intubato.

venerdì 18 gennaio 2019

Meditazioni a Chaaria

A noi che lavoriamo nei Paesi in via di sviluppo, spesso viene detto che dobbiamo assolutamente puntare sulla SELF RELIANCE, e cioe’ su una gestione sostenibile, su una graduale autosufficienza dai donatori internazionali.
In molti seminari ci viene ricordato che senza questo occhio teso allo “svezzamento” delle nostre strutture dal flusso di denaro che proviene dall’Europa, gradualmente le condanniamo all’ autodistruzione: a tutti e’ chiaro infatti che gli aiuti internazionali non possono durare per sempre, e verra’ di conseguenza il momento in cui bisognera’ farne a
meno.
Noi comprendiamo certamente questo discorso, ma non e’ cosi’ facile metterlo in pratica. Ero recentemente con un amico del Sud Sudan, il quale mi ha parlato della sua situazione, certamente molto diversa dalla nostra.
Laggiu’ la gente non ha proprio nulla e ancora vive completamente sotto l’egida degli aiuti internazionali: ci sono elargizioni di cibo, in quanto i campi sono spesso ancora minati, e nessuno ha soldi liquidi per comprare le medicine o pagare un ricovero.
Il Sudan e’ pero’ al momento al centro della attenzione internazionale ed e’molto sponsorizzato, per cui questo amico mi diceva che l’importante e’ fare dei buoni progetti e spendere bene i soldi che comunque arrivano. 
La cosa essenziale e’ la trasparenza, ma normalmente non ti trovi nella situazione di non avere denaro in cassa. 

giovedì 17 gennaio 2019

Info Chaaria: cosette pratiche per i volontari

1) Se scegli di venire a Chaaria con Egypt Air, arriverai all’aeroporto di Nairobi alle 3.45 di mattina. Prima che le valigie siano fuori e tu passi la dogana, saranno quasi le 5. A questo punto ti potrai accomodare al bar degli “ARRIVI”, ed il nostro autista verra’ a prenderti alle 6, per iniziare immediatamente il viaggio verso Chaaria, dove arriverai per pranzo.
2) Per il ritorno in Italia con Egypt Air, siccome il check-in inizia all’1.30 del mattino, tu sarai accompagnato all’aereoporto la sera prima verso le 22 dall’autista, che pero’ non aspettera’ fino al momento del check-in. Entrerai per conto tuo... Lo abbiamo gia’ fatto con tanti e non ci sono mai stati problemi.
3) Per i voli che arrivano in mattinata o primo pomeriggio (vedi Ethiopian o Emirates), e’ previsto trasporto immediato a Chaaria.
4) Solo per i voli che arrivano alla sera si pernotta al Cottolengo di Langata. Noi caldamente consigliamo voli con arrivo a Nairobi il mattino.
5) Quando sei ancora all’aeroporto al tuo arrivo, chiedi all’autista di indicarti il “bureau de change”, in modo che tu non abbia piu’ problemi a Chaaria per il cambio degli Euro in scellini. Tieni conto che, se vuoi andare al Parco per il safari, ti occorrera’ l’equivalente in scellini di circa 250 Euro.

mercoledì 16 gennaio 2019

Omar

Omar viene dal nord del Kenya. A causa di dolori addominali, i medici locali lo avevano mandato a Nairobi per accertamenti. Lui aveva speso un sacco di soldi, rimanendo alla fine senza risposte soddisfacenti al suo problema.
E' arrivato da me con un'ecografia fatta altrove che parlava di possibile linfoma addominale.
Gli avevano anche fatto una TAC dell'addome che invece sembrava vedere una massa nella tasca del Morrison. 
Secondo il tacchista non era un linfoma, ma si sarebbe trattato di un polipo del colon.
Di fronte a risposte tanto disparate, è ovvio che il paziente fosse davvero confuso.
Lo abbiamo quindi preparato e gli abbiamo fatto una colonscopia: con fatica siamo arrivati fino al cieco, e di polipi della flessura epatica non abbiamo avuto alcun sentore. La colonscopia era generalmente normale.
Ho quindi rifatto l'ecografia addominale, per sincerarmi di quella massa nello spazio del Morrison: ed a me non è affatto sembrata una massa, ma piuttosto una raccolta ascitica saccata con tante sepimentazioni interne.
L'aspetto saccato e le importanti sepimentazioni interne sono da sempre per me il richiamo a due possibili patologie: o si tratta di ascite carcinomatosa, oppure si tratta di peritonite tubercolare.
Omar ha 20 anni, e questo dato cronologico mi porta a pensare di più ad una tubercolosi che ad un tumore.
L'unico modo per chiarire la diagnosi è comunque quello di fare una paracentesi esplorativa ecoguidata e mandare il liquido al patologo per un esame citologico.

martedì 15 gennaio 2019

Settimana difficile per la notte

Molte sono state le chiamate notturne durante gli ultimi otto giorni.
Ho avuto poi due notti di fila con emergenze e sono particolarmente provato, soprattutto dalla scorsa notte in cui ho avuto un forcipe in sala parto alle 22,30, un cesareo all'1 del mattino ed un secondo cesareo alle 6. 
Una nottata cosi' tanto a singhiozzi che non ho proprio potuto riposare.
Poi ovviamente la lista operatoria "normale" e' iniziata alle 8 di stamane ed e' terminata alle 19.30.
La cosa piu' dura delle chiamate notturne e' da una parte che di guardia ci sono sempre e solo io, e dall'altra il fatto che l'indomani non riesco a riposare.

Fr Beppe

lunedì 14 gennaio 2019

L'importante è che stia bene

John e' stato portato a Chaaria da oltre 50 chilometri di distanza per un addome acuto insorto dopo una caduta per incidente da mototaxi.
Il paziente diceva di aver battuto molto pesantemente sulla strada cadendovi di pancia.
Abbiamo fatto l'ecografia ed abbiamo anche eseguito paracentesi esplorativa: aveva emoperitoneo, cosa che ci ha portati immediatamente a pensare ad una rottura di milza.
Ma la nostra sorpresa e' stata grande in sala quando, pur confermando un'ingente quantita' di sangue in peritoneo, non abbiamo documentato ne' una rottura di milza, ne' una di fegato.
Quello che in me ha fatto suonare il campanello di allarme e' stato il fatto che nel sangue raccolto in peritoneo, ho trovato alcuni fagioli che vi galleggiavano. Abbiamo quindi deciso di esplorare tutto il tubo digerente e, con grandissima sorpresa, abbiamo trovato una larga lacerazione dell'intestino tenue e del mesentere.

domenica 13 gennaio 2019

Gravidanza extrauterina

E’ una delle emergenze chirurgiche piu’ frequenti nell’ospedale di Chaaria.
Statisticamente viene al terzo posto, dopo il raschiamento uterino per aborto incompleto ed il cesareo per travaglio complicato.
Quasi sempre si tratta di una gravidanza tubarica, e nel 100% dei casi le pazienti vengono all’ospedale di Chaaria quando gia’ la gravidanza extra e’ “rotta”, cioe’ quando l’impianto del trofoblasto e la crescita del sacco aminiotico ha fatto “scoppiare” la tuba.
Tale dato ci indica che si tratta quasi immancabilmente di un’emergenza, e che spesso bisogna agire in fretta, su pazienti collassate e gravemente anemiche.
Non sono pero’ infrequenti i casi di cosiddeta “ectopica cronica” in cui il sanguinamento e’ minimo perche’ il grembiule omentale e’ riuscito a circoscrivere l’area ed a trasformarla in un grosso ematoma. Naturalmente l’ectopica cronica e’ una emergenza piu’ dilazionabile, e le condizioni generali della malata sono piu’ stabili, ma, a causa del ritardo con cui vengono all’ospedale le nostre clienti, l’operazione puo’ essere piu’ difficile, a motivo del fatto che si sono formate aderenze con gli organi circostani, soprattutto con le anse intestinali.

sabato 12 gennaio 2019

Gioie ortopediche - Up and about

Vedere un giovane paziente languire in un letto in preda a forti dolori ogni volta che gli sfiori l'arto fratturato; osservare le posizioni abnormi e grottesche che la frattura fa assumere alle sue gambe prima che tu possa mettergli una doccia gessata; sbirciare quando con fatica estrema si fa portare la padella nel letto per i suoi bisogni fisiologici, perche' non riesce ad alzarsi e ad andare in bagno.
Tutte queste sono esperienze davvero toccanti, soprattutto quando si pensa che si tratta di persone giovani e piene di vita, capaci di lavorare ed anche di fare sport...ora invece sono li', bloccate, paralizzate, in balia di tutti.
Una frattura di femore o di tibia puo' davvero essere la fine della vita, se non trovi il posto giusto per farti curare: puoi finire per mesi in trazione in un reparto di ospedale in cui non sarai mai operato finche' non porterai una cifra impossibile di denaro per il
chirurgo e per l'acquisto dei mezzi di sintesi. Spesso poi la trazione non portera' alla guarigione ma ad ulteriori complicazioni.
Puoi perdere il lavoro, interrompere la scuola, non presentarti ad un esame, perche' sei immobilizzato a letto per lunghissimi periodi.
Se sei colui che porta a casa il cibo con il lavoro, puoi anche vedere la tua famiglia soffrire la fame e magari anche sfasciarsi a causa della frattura e dell'invalidita' che ne consegue.
Altrettanto commovente e' comunque vedere questi stessi pazienti che gia' ambulano 24 ore dopo l'intervento chirurgico.

venerdì 11 gennaio 2019

Due prostate alla settimana

La richiesta di prostatectomie e’ altissima.
Nei due altri ospedali non governativi dove l’intervento viene eseguito nel Meru, i pezzi sono davvero inavvicinabili.
Il che vuol dire che molti vecchietti sono condannati al catetere vescicale o sovrapubico a vita.
Ecco perche’ e’ importante impegnarsi con tale intervento, che tecnicamente e’ abbastanza facile e ci occupa si’ e no 45 minuti insala, ma che ha un post-operatorio molto impegnativo  per il nostro personale infermieristico.
Il difficile post-operatorio e’ la ragione per cui cerco di fare al massimo due interventi del genere alla settimana a distanza di quattro giorni l’uno dall’altro: in pratica facciamo il prossimo intervento il giorno in cui chiudiamo il lavaggio continuo al precedente, in modo da averne solo uno da seguire.
Il lavaggio continuo si blocca; si formano coaguli... certo per alcuni giorni si rimane con il fiato sospeso. Poi in genere ci rilassa un po’, pur nella consapevolezza che una nuova emorragia e’ possibile alla rimozione del catetere a motivo della caduta dell’escara.

giovedì 10 gennaio 2019

Alle due di notte

Ed ancora una volta suona il telefonino.
Riconosco il numero e non ho dubbi di che cosa si tratti. Quando rispondo, le parole sono poche: "c'e' un cesareo"
Mi avvio in ospedale un po' assonnato ed un po' di cattivo umore...e faccio la spinale.
Chiamo a questo punto il volontario reperibile a cui ho concesso altri 15 minuti di nanna, ma lui non risponde al telefono (mi dira' l'indomani di non averlo sentito).
Mi sale il panico in gola e provo a chiamare il secondo volontario disponibile.
Lui fortunatamente risponde e si alza...meno male!
Si tratta di una donna appena arrivata da casa.
Ha due pregressi cesarei ma ha travagliato a domicilio sin dal mattino per motivi difficili da capire. Ora e' a dilatazione completa.
Procediamo con il cesareo ma troviamo un vero disastro.
E' una rottura d'utero.
Il bimbo fortunatamente e penso miracolosamente e' vivo e piange forte dopo l'estrazione.
L'utero pero' e' in condizioni tremende.

mercoledì 9 gennaio 2019

Addome acuto in gravidanza

Quando succede e' sempre un dramma.
Da una parte non vuoi operare e ti attacchi con tutte le forze alla speranza che la terapia medica-conservativa funzioni.
Infatti sei al corrente che e' praticamente impossibile operare un addome acuto e salvare la gravidanza.
Pero', spesso, se non operi, rischi di perdere sia mamma che bambino.
Questo e' stato un dilemma che mi sono portato dentro per giorni la settimana scorsa, quando ho ricevuto Angela con una sindrome da occlusione intestinale parziale in gravidanza al sesto mese.
L'ecografia ostetrica dimostrava un feto vivente, ma la madre stava proprio male.
Ho tentato per giorni con i procinetici (farmaci che aumentano la peristalsi), con i clisteri e con i purganti, ma non ho ottenuto il risultato sperato.
Il feto rimaneva vivo, ma l'addome della mamma si faceva sempre piu' disteso e duro come la pietra. Lei poi aveva un male cane e le condizioni generali peggioravano.

martedì 8 gennaio 2019

Guardare a chi sta peggio

Quando nella vita attraversiamo un momento difficile e buio, pensiamo di essere le persone piu' sfortunate di tutto l'universo.
In genere in quei periodi le parole di conforto e di incoraggiamento non servono un granche'...danni anzi fastidio.
Quello che a me fa sempre del bene invece e' pensare a quelli che stanno peggio di me, che hanno meno di me, che soffrono di piu'.
Oggi per esempio e' stata la solita giornata difficile e caotica, piena di fratture di ogni tipo, di interventi vari e spesso difficili, di cesarei e di molti pazienti ambulatoriali: tutti erano in condizioni peggiori delle mie ed avevano bisogno del mio aiuto, e tutti inconsciamente mi incitavano a farmi forza, perche' io stavo certamente meglio di loro.
Ma la persona che mi ha veramente fatto fare il giro di boa e che mi ha spinto a pensare che non mi devo lamentare della mia vita, della mia sofferenza e della mia situazione, e' stata una povera ragazzina di 18 anni a cui ho fatto una colonscopia.
Per strani motivi di congestione e di superlavoro tipici di Chaaria, la paziente ha dovuto attendere fin dopo le 19 per il fastidioso esame diagnostico.
Considerando la sua eta', non mi sarei mai aspettato di trovare quello che ho visto: un tumore maligno avanzatissimo ad appena 3 cm al di sopra dell'ano. Una massa inquietante, facilmente sanguinante e ormai causa di una quasi totale occlusione intestinale. Ho fatto le biopsie, ma so gia' che saranno positive.
L'intervento che dovremo fare sara' tremendo, lungo e destruente, e la poveretta, se non morira' per metastasi gia' presenti in altri organi vitali, dovra' avere una colostomia permanente per tutta la vita che le rimarra'...ed ha solo 18 anni!

lunedì 7 gennaio 2019

Forza e maledizione

Anche oggi sono affluiti a noi a centinaia, sicuri di trovare risposte ai loro bisogni: credo che la costanza delle prestazioni e la fedeltà nell'essere disponibili ventiquattr'ore al giorno per sette giorni alla settimana sia da sempre la forza di Chaaria ed anche un po' la sua "maledizione".
"Forza": perchè ci rende punto di riferimento sicuro a cui la gente guarda con fiducia.
"Maledizione" (per modo di dire): perchè ormai non ci sono più riposi, nè giorni festivi; la gente viene sempre e comunque, di giorno e di notte; nei giorni feriali e festivi.
Ma questo e' quello che vogliamo essere, il nostro sogno ed il nostro ideale.

Fr Beppe


domenica 6 gennaio 2019

Diagnosi sbagliata... paziente fortunato...

E' stato ricoverato con diagnosi TAC di carcinoma del colon discendente, ed occlusione intestinale.
Lo abbiamo ricoverato per emicolectomia sinistra, sperando che non fosse una situazione tumorale molto avanzata.
Io non ci capisco moltissimo di TAC addominali, ma onestamente la massa del colon non l'ho proprio vista.
Entriamo in sala preparati per un lungo intervento oncologico, ma con nostra sorpresa ci accorgiamo che si tratta invece di un grosso volvolo del sigma.
Abbiamo rapidamente cambiato il piano operatorio ed abbiamo scelto una resezione del lungo e dilatato dolicocolon, con anastomosi e ricanalizzazione.
Il paziente e' oggi in terza gionata post-operatoria e sta andando molto bene.
Una diagnosi intraoperatoria certamente molto piu' fausta di quella radiologica (ovviamente del tutto errata).
Il paziente andra' certamente a casa e si riprendera' senza conseguenze.

Fr Beppe


sabato 5 gennaio 2019

Un grande successo ed un'ottima collaborazione

Lothur e' un pastore Samburu che era stato colpito da una fucilata durante una rapina del suo bestiame circa sei mesi fa.
Le razzie di bestiame sono frequenti in quella parte del Paese.
In tale periodo Daniele non aveva ancora i chiodi di Sign al Samburu County Hospital, e le fratture le riferiva a Chaaria.
Lui ha giustamente deciso di mettere a Lothur un fissatore esterno al fine di stabilizzare la frattura; ha quindi instaurato terapia antibiotica per controllare l'infezione, e poi ci ha mandato il paziente per la terapia chirurgica definitiva.
A Chaaria gli abbiamo tolto il fissatore esterno ed abbiamo inserito un chiodo endomidollare di Sign.
Abbiamo dimesso Lothur in quinta giornata post-operatoria, quando gia' poteva camminare con le stampelle.
Il follow up lo ha poi fatto Daniele al Samburu Hospital.
L'infezione e' completamente guarita ed il callo osseo si e' formato in tempi relativamente brevi.
Da prestissimo il malato ha imparato a camminare ed a stare in piedi, ma aveva una certa rigidita' del ginocchio.
Il primo gennaio pero', all'ultima visita di controllo sei mesi dopo l'intervento, Lothur sorrideva e poteva assumere la tipica posizione rannicchiata della sua gente, senza sentire dolore.
Lothur e' un esempio paradigmatico della bellissima collaborazione tra noi e Daniele, tra Chaaria Hospital e Samburu Hospital.
Egli e' un'altra persona a cui abbiamo ridato una vita normale e che ha potuto ritornare alla sua famiglia ed alla sua piccola attivita' lavorativa, evitando cosi' maggior poverta', separazione familiare ed esclusione dal clan.

venerdì 4 gennaio 2019

Da quattro mesi in gesso

Ha 22 anni ed e’ stato coinvolto in un incidente di mototaxi il giorno 11 settembre.
E’ di Nairobi e si e’ rivolto al piu’ grande ospedale di tutto il Paese. Non e’ mai stato messo in trazione.
Sono invece stati fatti tentativi di manipolazione e di riduzione chiusa della frattura.
Da settembre ad oggi e’ sempre stato in gesso pelvi podalico, gesso che e’ stato via via cambiato per quattro volte.
Si e’ presentato a Chaaria dopo Natale, con una lastra vecchia di un mese e mezzo. Era triste e disperato. Da settembre non ha mai caricato su quella gamba ed ha deambulato con stampelle.
La lastra dimostrava il non allineamento osseo.
Lo abbiamo incoraggiato e gli abbiamo detto che a Chaaria facciamo chirurgia ortopedica con un sistema rivoluzionario, il chiodo endomidollare di Sign.
Gli abbiamo promesso di metterlo in piedi in 24 ore.
Ha poi purtroppo dovuto attendere 48 ore per l’intervento, cosa non comune a Chaaria dove tentiamo di operare le fratture appena arrivano.

mercoledì 2 gennaio 2019

Gente di Chaaria

Anche lui e' uno di noi.
Portato in ospedale quasi un anno fa da cosiddetti "Buoni Samaritani", e' ora abbandonato qui da noi e nessuno viene a trovarlo.
E' ricoverato in pediatria perche' il centro Buoni Figli e' saturo, ma ovviamente non si tratta di un caso clinico ospedaliero.
Dovra' essere portato al Centro Buoni Figli non appena ce ne sara' la possibilita'.
Per ora comunque lo teniamo in ospedale, come gia' abbiamo fatto in varie altre occasioni in passato: ci occupiamo di lui come se fosse gia' al centro.
L'abbandono dei disabili in ospedale e' purtroppo una realta' frequente in questa parte del mondo.
Chaaria Hospital c'e' sempre stato anche per questo!

Fr Beppe

martedì 1 gennaio 2019

Lettera di Luciano

Ciao carissimo amico.

Le cose belle che hai fatto nel 2018 sono tante e sono le stesse che oramai da diversi anni fai con grande abnegazione e amore verso tutti i poveri bisognosi che hanno problemi di salute e si rivolgono a Chaaria con la speranza di trovare una risposta adeguata.
Tu questo fai: dai una risposta a tutti quelli che la richiedono, con un impegno costante 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno, coadiuvato dagli altri fratelli, in particolare Fr. Giancarlo, dalle sisters e dallo splendido staff di Chaaria.
Certo che con il ritmo che vivi a Chaaria non sempre è facile entrare in sintonia con tutti i volontari di varia provenienza i quali invece, a mio parere, dovrebbero essere loro, nel porgerti il loro sostegno, a entrare in sintonia con te.
Il discorso sui volontari è lungo e complesso e richiederebbe sicuramente un approfondimento a parte.
Continua sereno nel tuo cammino caro Fratel Beppe, nella speranza che questa straordinaria opera di carità cristiana possa continuare, nell'interesse dei poveri bisognosi, come vorrebbe San Giuseppe Cottolengo al quale la vostra congregazione si ispira.
Auguro a te, a Fratel Giancarlo, agli altri fratelli, alle sisters e a tutto lo staff di Chaaria un sereno e positivo 2019.

Un abbraccio a tutti.
Luciano e Francesca Cara

A mezzanotte del 31 dicembre

E’ scoccata la mezzanotte da appena un minuto quando ricoveriamo una donna in preda a forti contrazioni. A giudicare dai vestiti impolverati arriva da molto lontano.
Sono in sala parto con Carol a cui ho appena augurato il buon anno. Giustamente lei mi suggerisce di visitarla insieme, per vedere se si tratti di un parto naturale o di un cesareo. Mentre la esaminiamo possiamo chiaramente osservare che la testolina già fa capolino al canale del parto.
La donna non è una primipara e ci aspettiamo che faccia molto in fretta.
Lei spinge molto ed abbiamo appena il tempo di preparare il necessario per l’assistenza al parto.
E’ passata la mezzanotte da appena 10 minuti quando a Chaaria accogliamo il primo neonato del 2019: per la cronaca si tratta di una bambina di 3500 grammi, con APGAR perfetto ed in ottime condizioni di salute.
E’ un buon auspicio... già un parto dieci minuti dopo che è arrivato l’anno nuovo...che bello iniziare così.

Fr Beppe

lunedì 31 dicembre 2018

Buon Anno

Del 2018 che si chiude voglio ricordare solo le cose belle.
Penso a tutti i malati che abbiamo cercato di aiutare, alle persone povere che abbiamo curato senza chiedere loro nulla, ai successi in sala operatoria, alle vite salvate, ai tanti bambini nati anche con il nostro aiuto.
Di questo anno complicato desidero ricordare anche tutti gli sforzi fatti per l'accoglienza: onestamente ho cercato di dare il meglio di me stesso sia ai volontari, che ai confratelli.
Mi sono impegnato con i giovani che hanno bussato alle porte della nostra congregazione e mi sono messo al loro fianco come un fratello maggiore, non certo perfetto, ma sicuramente desideroso di aiutarli e di indicare loro una via possibile per servire il Signore ed i poveri con tutto il cuore e senza riserve.
Molti non hanno capito il mio impegno e mi hanno travisato.
Io so comunque di aver dato il massimo per loro.
Anche per i volontari non mi sono risparmiato.
Poi quello che mi sembra di aver raccolto non e' un granche', visto che gia' solo nell'ultima settimana ben due volontari mi hanno detto in faccia che ho un carattere pessimo, che sono duro e intrattabile.

domenica 30 dicembre 2018

Il sole brilla... ed i malati fioccano da ogni parte

Il cielo e' di un blu terso, ed il caldo e' torrido e piacevole: non c’e’ un filo di vento, ma non e’ afoso. Sembra di essere in Sicilia, nella valle dei templi.
Queste condizioni climatiche hanno incoraggiato molti ad avventurarsi sulle nostre strade ormai gravemente rovinate dalle piogge, ma oggi completamente asciutte.
Oggi l’ambulatorio pullula nonostante sia domenica. Ci sono grida da ogni parte, e naturalmente gente che litiga perche’ vuol passare prima degli altri.
In fondo la natura umana e’ la stessa a tutte le latitudini: quelli che chiamiamo i nostri pazienti diventano ogni giorno meno pazienti, e si lamentano sempre... anche la domenica; dicono di venir da lontano, di non avere mezzi di trasporto per ritornare a casa, di essere stanchi di attendere, ecc.
Anche oggi ho dovuto sentire questa canzone a partire dal mattino, e tra me pensavo che davvero l’essere umano rischia di essere incontentabile.
Offriamo a tutti un servizio di eccellenza; eseguiamo in una sola giornata degli esami che anche in Italia vanno prenotati in precedenza con liste di attesa di vari mesi; siamo l’ospedale piu’ a buon prezzo di tutto il distretto, siamo gli unici a funzionare a ritmo normalissimo anche durante le feste natalizie... eppure quel che sentiamo sono sempre lamentazioni (siamo lenti, si aspetta troppe ore per essere visitati, e cosi’ via).


sabato 29 dicembre 2018

Volontari ancora in aumento


Il 2018 si chiude nuovamente con un numero di volontari in aumento rispetto all'anno precedente.

Sono invece diminuite le presenze dall'estero: caso piu' eclatante e' quello della Polonia, da cui abbiamo al momento solo una volontaria. Segnalo comunque la presenza di una volontaria kenyana per tre mesi presso i Buoni Figli...oltre naturalmente il costante aiuto ricevuto (quando concesso dalla scuola di specialita') dalla dottoressa Makandi.
Rimangono tantissime le presenze di italiani che lavorano all'estero, soprattutto nel Regno Unito. Si tratta soprattutto di infermieri, ma anche di chirurghi. 
La stragrande maggioranza dei volontari viene quindi dall'Italia.


venerdì 28 dicembre 2018

Grazie di cuore

Ringraziamo di cuore gli amici del Ponte Solidale Italia-Kenya, Tiziana Beltrami ed il Karen Blixen bar e ristorante di Malindi per averci fatto avere un'altra preziosa donazione di farmaci e materiale sanitario che tanto ci aiutera' soprattutto con le persone che non possono pagare a motivo della loro poverta'.
Ringraziamo di cuore coloro che donano il materiale, coloro che lo trasportano nelle loro valigie e poi Tiziana per il grande lavoro di inscatolamento e spedizione  a Meru con il bus.
Ovviamente promettiamo la nostra trasparenza e la nostra onesta' nell'usare le donazioni per i piu' bisognosi.
Ringrazio poi Donatella Crispino ed il gruppo Donamasai Kenya per averci donato 1000 euro che abbiamo gia' ricevuto in banca e che useremo, insieme ad altre donazioni, per l'acquisto del cardiotocografo...uno strumento davvero importante ed ancora mancante nella nostra sala parto.


giovedì 27 dicembre 2018

Ninni


Con l'arrivo del Dr Ninni Ortu di Cagliari, il 50% di tutto il volontariato odontoiatrico del nostro ospedale e' presente a Chaaria... l'altro 50%, costituito dal Dr Postini verra' tra qualche mese.

Ninni e' stato accolto come sempre da una marea di pazienti che lo hanno tenuto impegnato fino alle 20.30 di stasera, sempre lavorando su due poltrone con Mary e Eunice.
Con lui programmiamo anche interventi di screening e di cura odontoiatrica gratuita in alcuni orfanotrofi e scuole elementari... novita' che lo terra' impegnato il sabato e la domenica.
Siamo molto grati al Dr Ortu per le sue frequenti visite a Chaaria. 
Siamo certi che il lavoro non gli manchera' di certo e contiamo sulla sua grande generosita'. Insieme lanciamo un appello a qualche dentista, in modo che il nostro folto drappello di odontoiatri, costituito da ben due elementi, possa magari rimpolparsi un po' di piu'.



Fr Beppe

mercoledì 26 dicembre 2018

Le disabilità dei nostri buoni figli

E’ molto difficile per me rispondere alla domanda circa l’eziologia delle sindromi che hanno portato alla disabilita’ dei nostri ragazzi.
La maggior parte di loro proviene da famiglie disagiate e povere, e normalmente l’anamnesi e’ difficoltosa o impossibile.
Quasi nessuno poi ha fatto indagini per comprendere la causa del problema.
Quello che posso dire e’ che in alcuni casi si tratta di complicazioni della malaria cerebrale (piu’ raramente) o della meningite batterica (piu’ frequentemente).
Per almeno uno di loro siamo giunti alla conclusione che si possa trattare di esiti di poliomielite: in questo caso abbiamo una paraplegia spastica ma senza danno cerebrale.
Per un certo numero dei nostri ragazzi ipotizziamo parti distocici con anossia perinatale. Abbiamo anche un idrocefalo che probabilmente e’ stato tale fin dal grembo materno: l’eziologia e’ forse virale, ma non abbiamo possibilita’ di documentarlo.
La maggior parte dei nostri ragazzi presenta forme complesse di paralisi cerebrali infantili con disabilita’ psicofisica.

martedì 25 dicembre 2018

I Gesù Bambini di Chaaria

La maternita' e' stata piuttosto impegnativa tra il 24 ed il 25 dicembre.
Tre cesarei fatti appena prima della messa di mezzanotte hanno dato alla luce altrettanti maschietti, belli, forti e senza problemi.
Durante la notte invece sono nati due " Gesu' Bambini" femminucce, entrambe con parto naturale e senza complicazioni.
Oggi, giorno di Natale, abbiamo nuovamente accolto una femminuccia, e l'abbiamo assistita nel momento della nascita con un taglio cesareo.
Tutte le mamme che hanno partorito tra il 24 ed il 25 dicembre hanno ricevuto un simbolico regalo di "Gesu' Bambino".
Ancora Buon Natale a tutti.

Fr Beppe

lunedì 24 dicembre 2018

Festa di Natale per i Buoni Figli

Oggi pomeriggio i nostri ragazzi del Centro hanno vissuto il loro Natale.

Non potevamo organizzare lo scambio dei doni alla mezzanotte e quindi lo abbiamo fatto in pomeriggio.
Come sempre e' stato un momento semplice, organizzato con amore e maestria dalla nostra Sr Evanjeline.
I ragazzi sono stati felicissimi dei piccoli doni che abbiamo loro offerto.
Si sono sentiti importanti ed hanno avvertito che vogliamo loro bene.
Ci sono stati dolci e bibite, musica, canti e danze.
Un piccolo Natale per i nostri piccoli, per le nostre perle.
Gesu' Bambino sempre nasce tra i poveri e con i poveri; nasce tra i semplici ed i puri di cuore.
Buon Natale a tutti anche da parte dei nostri ragazzi del centro, da parte delle suore e dei fratelli di Chaaria.

Fr Beppe e Fr Giancarlo


domenica 23 dicembre 2018

In ospedale

Nonostante non ci siano stati i lunghi scioperi della sanita’ che hanno caratterizzato il 2017, anche quest’anno abbiamo lavorato molto.

Sono aumentati i ricoveri, i malati, ma soprattutto e’ aumentata la complessita’ delle nostre prestazioni, ed in tal modo abbiamo potuto dare risposte ad un numero sempre piu’ elevato esempre piu’ complicato di problematiche sanitarie.
Anche per il 2018 sottolineo l’aumento esponenziale dei casi di ortopedia e di traumatologia a cui abbiamo dato risposta immediata soprattutto grazie alla collaborazione con Sign Fracture Care International.
Naturalmente questo ha avuto un grosso costo umano di stanchezza e di dedizione sia di giorno che di notte, sette giorni alla settimana.
Umilmente affermo che il peso e’ caduto soprattutto sulle spalle mie e di Fr Giancarlo.
Tale affluenza ha anche causato una cronica carenza di letti, ed il ricorso quasi costante a due pazienti per letto, soprattutto nel reparto uomini.
L’unico reparto in cui siamo stati a volte parzialmente vuoti e’ stata la pediatria.
Non posso negare che un numero cosi’ alto di clienti, unito alla scarsita’ del personale soprattutto medico ed infermieristico, abbia causato a volte un servizio non proprio di eccellenza; ci siamo comunque donati al massimo delle nostre forze.

sabato 22 dicembre 2018

We have a dream

In un momento storico in cui sembra che gli ideali sbiadiscano, noi a Chaaria vogliamo credere che invece e' importante avere un sogno che guida le nostre azioni ed i nostri pensieri.
Il nostro e' un sogno di servizio incondizionato per tutte le persone che sono nel bisogno, un servizio che non conosca limiti all' impegno, se non quelli imposti dal nostro numero limitato e dalla nostra natura umana.
Vorremmo fare sempre di piu', e sempre meglio.
Quello che facciamo tutti i giorni ancora non ci basta perche' troppe sono le aree in cui non riusciamo ancora ad aiutare gli altri.
Noi crediamo che sia importante dare la nostra vita per i malati e per i poveri. Siamo convinti che sia importante sacrificarci per chi ha bisogno, aprire loro le porte a tutti quelli che sono nel bisogno.
Il servizio incondizionato e' un tarlo costante ed un impegno quotidiano.
In un momento in cui la medicina sembra essere sempre piu' guidata dall'interesse economico, noi vogliamo credere che invece si debba lavorare gratuitamente per chi ha bisogno.

venerdì 21 dicembre 2018

Morta davanti ai nostri occhi

Sono le 17 di ierii quando sentiamo il bofonchiare del motore di un pulmino nissan a noi abbastanza familiare. E’ l’ambulanza del dispensario governativo di Mbeu.
Immediatamente mi affaccio nella sala di attesa, perchè di solito ci portano delle candidate al cesareo urgente, ed immagino che anche questa volta il caso clinico abbia qualcosa a che fare con me.
Anche oggi infatti si tratta di una donna gravida. La paziente è sporca; ha i capelli arruffati ed è in evidente stato confusionale.
La storia è inquietante: è andata da una fattucchiera che le ha inserito delle medicine tradizionali per farla abortire. 
Abortire? Ma ha una pancia tanto grossa da farci pensare ad una gravidanza quasi a termine!
Facciamo un’eco d’urgenza e mi accorgo che il feto è ormai grande, con un’età gestazionale di circa 28 settimane. E’ in posizione podalica...
ma purtroppo il battito cardiaco fetale è assente: le medicine della fattucchiera hanno ottenuto il loro effetto.
Dico alla mamma che il piccolo che si porta in grembo è in effetti morto, ma lei sembra non capire e continua a dimenarsi sulla barella.

giovedì 20 dicembre 2018

Dipende

E’ il titolo di una canzone che mi piace moltissimo e che ascolto tutte le volte che sono un po’ giu’ di morale: “da che punto guardi il mondo tutto dipende!”.
La simpatica canzone puo’ essere applicata benissimo a quello che voglio dirvi oggi, e desidero proporvi anche un’altra frase ad effetto: “la bottiglia puo’ sempre essere mezza piena o mezza vuota”... ed anche questo “dipende” dall’attitudine di chi la guarda.
Se per esempio vedo che i malati a Chaaria sono un po’ sporchi e che l’igiene personale non e’ ben eseguita, posso avere due diverse reazioni: la prima e’ quella di demotivarmi, di dire che i pazienti non sono assistiti come si meritano e che lo staff non se ne cura; la seconda posizione puo’ essere quella di pensare che, dal momento che i clienti sono spesso poco accuditi, allora c’e’ ancora bisogno del volontariato, perche’ Chaaria con le proprie forze per ora non ce la fa a raggiungere un buon standard di servizio. 
Chi reagisce nel primo modo normalmente fa una brutta esperienza, diventa triste e crea disagio tra il personale locale. 
Chi parte dal secondo punto di vista puo’ trovare proprio nei nostri limiti uno stimolo a lavorare sodo, a prendersi cura dei malati in prima persona offrendo loro il meglio. 


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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