martedì 30 settembre 2014

Giornata di Formazione a Torino

TORINO: SABATO 25 ottobre  - Domenica 26 ottobre 2014
Piccola Casa della Divina Provvidenza , Via Cottolengo 14   
                              
FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO  PER IL SERVIZIO
NEI  CENTRI MISSIONARI DI  CHAARIA (KENYA)  E  TACHINA (ECUADOR)

Direzione corsi: D.ssa M. CARELLO -  D.ssa ML. FERRANDO

Orario generale: Mattino  08.30 /12.30 - Pomeriggio  14.00/18.00    
       
SABATO MATTINO  AULA PUNTO INCONTRO  - Parte Generale

Sezione AFRICA –  Sezione ECUADOR
08.30 Registrazione  firma frequenza
08.30  - 10.00 DVD - Visita Piccola Casa              L.Marchisio   
10.00  - 10.30  Servizio Buoni Figli                       G. Gavello 
10.45  - 11.15 Organizzazione Associazione        L. Marchisio
11.15 -  11.45  Presentazione Missione Tachina B. Castellino
11.45 -  12.30 Presentazione Missione  Chaaria  ML. Ferrando                
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domenica 28 settembre 2014

Bautismo de Rebeca


Non è mai troppo tardi per…vivere in Grazia di Dio!

Molti nostri anziani quando vengono all’Asilo non hanno la “cédula”, la cartà d’identità ecuatoriana. Questo perchè sono nati prima degli anni 60 e l’anagrafe nel Paese non era organizzata ed obbligatoria come oggi.

Così cerchiamo un documento di nascita per poterla richiedere. Ma poichè molti non hanno nemmeno questo, allora cerchiamo  nelle Parrocchie l’atto di Battesimo. Con questo risaliamo alla data (approssimativa) di nascita e con questa innoltriamo la richiesta per la “cédula de ciudadanía”. Tutto questo processo naturalmente vale solo per gli ecuatoriani e non per i colombiani per i quali dobbiamo seguire un’ altra procedura.

Nel caso di Rebeca non siamo riusciti a trovare nemmeno il certificato battesimale. Pur conoscendo il luogo di nascita, i nomi dei genitori e approssimativamente l’anno di nascita, nè a Rioverde, Parrocchia Rocafuerte, dov’è nata, né in Vicariato, dove hanno i registri antichi, abbiamo trovato questo attestato..

Lei, persona docile e mentalmente presente, non sa se è stata battezzata. Nessuno mai glie ne ha parlato.

sabato 27 settembre 2014

La nuova maternità


In quest’ultima settimana i muratori hanno ultimato il lavoro di pavimentazione, sia all’interno che all’esterno dell’edificio.

La tinteggiatura è ormai  quasi conclusa e il colore scelto per i muri è un verde leggero e riposante.

Abbiamo già messo le luci al soffitto; abbiamo sistemato le grondaie e stiamo ultimando la messa in posa di porte e finestre in alluminio.

La parte muraria dovrebbe essere completamente terminata per la fine dell’anno, anche se non siamo sicuri di riuscire ad aprire il servizio per quella data, dato il grande impegno che ci aspetta sia per ammobigliare la struttura che per acquistare tutta la strumentazione necessaria.

Siamo molto riconoscenti all’Assiociazione Volontari Missioni Cottolengo, a For a Smile ed a tutti i nostri benefattori che ci permettono di portare avanti la costruzione della nuova maternità senza problemi economici e senza interruzioni.


Le razzie di bestiame


Sono una delle piaghe che affliggono la parte più povera del Kenya, nel Nord del Paese.

Le razzie di bestiame avvengono spesso tra gruppi etnici diversi e perpetuano inimicizie ataviche: è una guerra infinita tra poveri.

Altre volte addirittura assistiamo a delle incursioni di gruppi armati dal Sud Sudan o dall’Etiopia: purtroppo, insieme al furto delle mandrie sovente succedono sparatorie che causano molti morti. Da qui si genera poi una catena di ritorsioni che rende le zone pastoralizie del Kenya Settentrionale piuttosto insicure e pericolose.

Anche Isiolo e Marsabit (da dove riceviamo moltissimi malati) sono  coinvolte spesso in incidenti e disordini legati al furto di bestiame.

Ieri a Chaaria abbiamo ricevuto un uomo proveniente da una zona aridissima situata tra Isiolo e Marsabit: ci ha raccontato di un gruppo di assalitori che si sono portati via 72 mucche all’incirca. 

giovedì 25 settembre 2014

Un altro angioletto


“Ho un bambino scioccato a cui non riesco a prendere una vena perchè i vasi sono tutti collassati”
“Chiamiamo Jesse che è sicuramente il più bravo”
Mentre lui continua ad armeggiare i suoi aghi cannula nella disperata ricerca di un accesso, io provo a rendermi conto delle condizioni generali del bimbo appena giunto in ospedale.
Ha vomito e diarrea da un paio di giorni e presenta segni di importante disidratazione: i suoi occhi sono infossati ed il turgore della sua cute molto ridotto. La diarrea è acquosa e non c’è sangue nelle feci. Invece la febbre è altissima ed il piccolo è sovente scosso da convulsioni febbrili.
Ancor prima di avere un accesso venoso, somministriamo una supposta di paracetamolo al paziente per abbassargli la temperatura e controllare gli attacchi comiziali.
Intanto il team del laboratorio ci informa che il bimbo è ipoglicemico ed ha un test positivo per la malaria.
L’auscultazione del torace è paurosa: sembra che si tratti di edema polmonare. E’ una complicazione frequente nella malaria complicata: i polmoni si riempiono d’acqua ed il bambino non riesce a respirare.

mercoledì 24 settembre 2014

Fare il "watchman" a Chaaria

Siamo un gruppo di persone quasi invisibile, ma certamente molto importante per la missione. Potremmo dire che siamo gli incaricati della sicurezza: questo è infatti il nostro compito principale, di giorno e di notte.

Di notte facciamo la ronda ad ore prefissate e ci occupiamo di aprire e chiudere il cancello dell’ospedale quando arriva qualcuno: dovete infatti sapere che siamo un pronto soccorso ed una maternità, e quindi siamo aperti ventiquattr’ore al giorno.

Far entrare i pazienti di notte è il compito più delicato: nel 2004 era successo che alcuni uomini erano stati  accolti dal guardiano che li aveva visti portare una barella di frasche su cui giaceva una persona apparentemente incosciente. Lui aveva aperto in buona fede e tutti erano entrati, ma, una volta dentro, hanno tirato fuori le armi, hanno imprigionato gli infermieri ed hanno rubato i soldi della missione.

Oggi siamo molto più cauti e lasciamo entrare solo il malato ed al massimo un accompagnatore. Se si tratta di un’ambulanza, verifichiamo fuori del cancello che davvero porti un degente, e poi apriamo la missione.

Il nostro è un lavoro rischioso e carico di grandi responsabilità: dalle nostre decisioni dipende la sicurezza di più di 200 persone ogni notte. Per scelta della missione, non siamo armati, come invece accade altrove. Portiamo con noi solo un pesante bastone ed il telecomando dell’allarme che suona non solo nella missione ma anche nel posto di polizia di Chaaria.

lunedì 22 settembre 2014

Palomo


Proprio originale la vita di Palomo.
Da giovane emigra all’Oriente per cercare lavoro e fortuna. Per molti anni i familiari perdono ogni contatto con lui.
Già ultrasettantenne  ritorna ad Esmeraldas e va a vivere ..al cimitero. Sì, proprio al cimitero generale della città ! Dorme in un loculo e di giorno per sbarcare il lunario vende botigliette di acqua minerale. Così per ben 10 anni. Una sera “rincasando” col buio inciampa in una tomba, cade e si rompe un femore. La polizia lo porta all’ospedale e lì i servizi sociali rintracciano una sua nipote che un po’ per pietà cristiana e un po’ forzata dalla legge, lo porta a Quito per una protesi d’anca.
Per la nipote il vero problema sorge alla dimissione del parente. Che fare con questo strano zio, che già si pensava morto, che viveva al cimitero, che parla da solo e ora non cammina e ha bisogno di riabilitazione?

Buon Onomastico, Fratel Maurizio

A Chaaria siamo in tanti a ricordarti ed a pensarti spesso.
Rammentiamo con gioia e nostalgia gli anni pionieristici degli inizi dell’ospedale, che ha fatto i primi passi proprio quando tu eri con noi.
Ricordiamo la tua dedizione nella cura dei malati, soprattutto dei più gravi e bisognosi.
Rimane inalterato il ricordo della tua generosità verso tantissime persone che hai aiutato economicamente attraverso la tua parrocchia ed i tuoi amici: quante persone hanno potuto studiare grazie al tuo sostegno; quanti hanno avuto la possibilità di costruirsi una casa grazie ai finanziamenti giunti da molti benefattori a te legati.
Ti ricordiamo come coordinatore del servizio in ospedale, come responsabile del personale, come motore trainante delle cliniche mobili nei villaggi.


Orfilio


La prima volta che ce lo segnalò il Parroco di Santa Teresita era 18 Ottobre del 2011.
Siamo andati a trovarlo, ma malgrado le misere condizioni igieniche in cui si trovava, dell’Asilo proprio non ne volle sapere. Preferiva la sua strada dove viveva dalla morte della moglie.Lì tutti lo conoscevano, gli davano un po’di biancheria e qualcosa da mangiare. Le donne della vicina chiesa Evangelica assieme alle donne della Caritas della Parrocchia (bell’esempio di ecumenismo!) avevano fatto costruire vicino alla strada principale una casetta di legno con dentro un letto. Allora Orfilio aveva 91 anni!
Naturalmente, considerata l’età e che non ha familiari conosciuti, tutti insistevano perchè venisse all’Asilo. Però lui si sentiva ancora forte e autosufficiente. Mi ricordo che dissi alle persone che lo aiutavano d’avere solo un po’di pazienza che presto sarà lui stesso a chiedere di venire.

sabato 20 settembre 2014

L'ebola non c'è in Kenya


La recente epidemia di ebola in Africa Occidentale non ha precedenti e mostra caratteristiche certamente nuove rispetto aicasi conosciutiin passato.
Negli scorsi anni si erano registrate piccole epidemie di pochi villaggi vicini alle foreste (soprattutto in Congo ed in Uganda), ed in genere l’epidemia si spegneva da sola in poche settimane, pur causando una mortalità di qualsi il 100% della popolazione affetta.
Prima del marzo 2014 non si erano mai registrati casi di ebola in Africa Occidentale. Inoltre, questa volta stiamo assistendo ad una epidemia che continua in modo sostenuto dall’inizio di marzo 2014 (per il passato la durata media era di poche settimane) e che presenta non solo una trasmissione rurale ma anche urbana (la trasmissione urbana non si era mai verificata in passato).
Da segnalare poi che tale epidemia dimostra una virulenza ed una capacità di espansione che non ha precedenti. 

martedì 16 settembre 2014

Chaaria rumorosa


Entri in ospedale al mattino alle otto e vieni accolto dal pianto a volte disperato dei bambini della pediatria: qualcuno ha fame ma non può mangiare perchè è stato operato; altri strillano perchè l’infermiera sta loro prendendo la vena, altri ancora hanno dolori lancinanti dovuti ad estese ustioni su tutto il corpo che comunque bisogna medicare.
Passata la pediatria, ti trovi circondato dalle donne in travaglio: qui la musica cambia decisamente. Sono lamenti ed urla di donne che si preparano dolorosamente alla maternità: senti gemiti repressi, alternati a momenti in cui le donne sbuffano come delle locomotive. Qualcuna si rotola sul pavimenti e grida senza ritegno.
Il mio studio è a fianco della sala parto e del nido dove teniamo i bimbi pretermine ed incannuliamo le vene ai piccolissimi: è quindi normale avere nelle orecchie pianti di mamme e di neonati; è così naturale per me che, quando capitano quegli attimi in cui non c’è nessuno in sala parto, mi sento come in un vuoto surreale che non è proprio di Chaaria.
Dalla parte opposta del mio studio c’è invece la grande sala di attesa dell’ambulatorio: qui il vociare inizia a crescere al mattino presto, e verso mezzogiorno si tratta di vero trambusto. Tutti vogliono essere serviti in fretta. Nessuno si accorge che siamo in pochi che, per far passare 350 persone al giorno, ci vogliono molte ore: si lamentano, borbottano; i più prepotenti bussano alla porta reclamando di essere visitati celermente. 

sabato 13 settembre 2014

Nuovi progetti edilizi a Chaaria


Il vecchio bocco di servizi igienici dell’ospedale è stato costruito nel 2000, usando la tecnica della “pit latrine”: si tratta cioè del sistema tipico usato anche dalle famiglie, e costituito da una profonda fossa a perdere su cui si pone un lastrone di cemento con delle buche tipo “turca” come gabinetti. La fossa comune è dotata di un alto sfiato (un camino molto alto) che dovrebbe servire per incanalare i gas di fermentazione che si formano al di sopra degli escrementi, e quindi prevenire gli odori.
La costruzione dei servizi è divisa in due parti: quella anteriore ed antistante il reparto di pediatria contine 8 “turche” (usate per lo più dai degenti della pediatria e della maternità), mentre quella posteriore contiene due docce ed un lavandino per lavare la biancheria.


lunedì 8 settembre 2014

Progetto Bomboniere Solidali

Progetto Bomboniera solidale 

Ci  è stato segnalato che alcune Onlus su richiesta, in seguito a donazioni effettuate in occasioni particolari quali Matrimoni etc. rilasciano un attestato da distribuire agli invitati. 
Come tutti voi sapete e apprezzate, l'Associazione Volontari Mission Hospital Chaaria - Kenya (Onlus) è contraria a tutto ciò che origina spese non strettamente indispensabili; infatti come sapete non vengono mai spedite comunicazioni né pubblicità cartacea.
Ciò nonostante, tenendo conto che a qualcuno farebbe piacere poter condividere la propria scelta, abbiamo pensato a questa soluzione: da oggi chi desidera, nelle proprie occasioni importanti, sostituire le tradizionali bomboniere - che spesso finiscono abbandonate nei cassetti - con una donazione, potrà richiedere all'Associazione un biglietto personalizzato con i nomi dei donatori o dei festeggiati, che testimonierà la  sua apprezzabile decisione.



domenica 7 settembre 2014

Naomi


E’ tornata a scuola il giorno 4 settembre 2014 presso il “Meru Technical, College”.
Si tratta di una scuola convitto, in cui Naomi vive, oltre che studiare.
Onestamente parlando, è un istituto abbastanza costoso, ma è anche il più vicino a Chaaria.
Inoltre è sprovvisto di barriere architettoniche, cosa assolutamente imprescindibile nel caso di Naomi.
Questo corso di studi da segretaria, tanto desiderato da Naomi, indubbiamente sta consumando molte delle offerte già inviateci dai benefattori.
Ecco perchè umilmente speriamo che ancora la generosità di tanti cuori buoni continui ad aiutarci con Naomi, che è una brava ragazza, ma a volte non si rende conto di quanto sia difficile per noi sostenerla nei suoi studi, nella vita di tutti i giorni e nelle richieste personali sovente un po’ esorbitanti.
Grazie a tutti coloro che ci aiuteranno ancora.

venerdì 5 settembre 2014

La nuova maternità

I lavori procedono speditamente. Al momento i muratori stanno fissando le porte interne, le piastrelle ai muri, la plafoniera plastificata come soffitto. Inoltre, anche se le foto le ho scattate poco prima, in pomeriggio hanno iniziato a tinteggiare i muri. 
L’impianto elettrico poi è praticamente ultimato: per questo ci siamo affidati al nostro tecnico Antony.
Considerando la celerità della costruzione fino ad oggi, pensiamo che non ci metteremo molto a finirla, anche se poi ci vorrà un po’ di tempo per arredarla e fornirla di tutte le attrezzature necessarie (molte delle quali già pagate dalla generosità dei benefattori).
La nuova “maternity” prevede una bella sala parto di circa 6 metri quadrati, una stanza “ante-natal” per le donne in travaglio ed una camera “post-natal” per le puerpere. 
Ci sarà anche un piccolo ambulatorio dove le nuove pazienti saranno visitate prima del ricovero: per il passato esse venivano visitate direttamente in sala parto, ed a volte dovevano aspettare per delle ore in corridoio, se i lettini erano occupati da altre donne in travaglio.
E’ anche previsto il “nido” per l’assistenza dei bambini pretermine e per quelli con necessità di incubatrice: anche le incubatrici sono state donate dai benefattori di Chaaria.







martedì 2 settembre 2014

Inocencio


Anche il buon Inocencio ci ha lasciati.
Era all’Asilo da meno di un anno. Fino a qualche anno fa viveva “nel campo”, in campagna, dove si manteneva con un po’ di terra in affitto e qualche lavoro saltuario. 
Quattro anni fa un ictus cerebrale lo immobilizza e una sua figliastra lo porta a Esmeraldas, a casa sua, in uno dei quartiari più poveri della città.
Dopo qualche anno però l’assistenza a Inocencio diventa pesante, impegnativa. Anche per il suo carattere e perchè non ha accettato questa sua nuova condizione di vita. Lui peggiora e avrebbe bisogno di fisioterapia oltre che di appropiate cure mediche.
Così con l’aiuto del Parroco de “La Merced” ricorre al nostro aiuto.
Inutile dire che appena l’ho visto seduto malamente su una sedia in una stanza completamente spoglia di tutto, ho riconosciuto un caso...cottolenghino!
Tempo di preparare un letto e il giorno dopo Inocencio era già tra noi. Era il 25 ottobre dell’anno scorso.

lunedì 1 settembre 2014

Murillo e Nicolas


Ciao a tutti.

Eccomi qui ancora a Tachina dopo la “disavventura chirurgica” che mi ha tenuto in Italia un paio di mesi.

Ringrazio di cuore i miei confratelli Pietro e Roberto per aver portato aventi così bene il molto lavoro di questi mesi e ringrazio naturalmente tutti i cari ospiti dell’Asilo che mi hanno riaccolto fra loro con tanto amore.

Mentre ero in Italia è morto Gilberto Murillo e appena arrivato, Domenica scorsa, è mancato anche Nicolas Batallas. Due cari anziani che certamente gli ultimi volonatri venuti a Tachina ricordano.

Gilberto è arrivato la prima volta tra noi il 3 Gennaio 2010: aveva problemi di deambulazione, però un po’ camminava e per lui l’ambiente dell’Asilo era troppo...stretto! Preferiva la “musica” delle strade caotiche della città. 
Per questo se n’è andato un paio di volte, ma dopo pochi giorni la polizia sapeva dove riportarlo! Era una persona simpatica, socievole anche se mentalmente un po’ limitato e confuso. 

domenica 31 agosto 2014

Lettera da Pierantonio Visentin


Caro Superiore, caro fr. Beppe,
in prossimità della Trigesima di Fratel LODOVICO desidero soffermarmi sul servizio che voi Fratelli di Chaaria gli avete reso in questi anni, con amore, per assisterlo e per sostenerlo nel suo declino fisico. 
I Fratelli che sono o che sono stati a Chaaria, per i loro servizi di autorità e di obbedienza, hanno fatto una carità che ha consentito a fr. Lodovico di ritirarsi ad una vita in tutto simile a quella dei religiosi della vita contemplativa, permettendogli di mettere a frutto il dono dell’integrità mentale con la preghiera, che il Santo ricordava essere la cosa più importante, quella che fa andare avanti la Piccola Casa. 
Una carità che lascia una testimonianza di grande devozione vostra, e sua, con una senescenza vissuta nell’umiltà e nella progressiva semplificazione, fino a rendersi essenziale nella preparazione al distacco e al premio finale.
E’ stata una carità fraterna tanto apprezzata da fr. Lodovico, che solo con parsimonia (e con ritrosia) concedeva ad altri di sostituirsi a voi in alcuni servigi. 

martedì 26 agosto 2014

Alex the dentist

Caro Alex,

a Chaaria ti pensiamo sempre ed è per questo che non ci siamo dimenticati che oggi è Sant'Alessandro.
Ti porgiamo i nostri auguri più sinceri per il tuo onomastico, e ti assicuriamo la nostra preghiera per te e per tutta la tua famiglia.
Ti ringraziamo per l'amicizia, per tutte le volte in cui sei venuto a fare del volontariato da noi qui a Chaaria, per tutto il materiale odontoiatrico che ci mandi e per il lavoro che fai per noi in Italia formando e indirizzando gli aspiranti dentisti-volontari.
Grazie di cuore anche per essere uno dei nostri blogger.
Il mio augurio è che la tua vita sia piena di gioie e soddisfazioni, soprattutto nella tua famiglia.
Mi auguro anche di poterti ancora vedere qui a Chaaria per qualche tempo di lavoro insieme.
Ciao, un abbraccio ed auguri ancora.

Fr Beppe, anche a nome di tutti i tuoi amici di Chaaria (incluso Kimani)
 
 

lunedì 25 agosto 2014

Buon Onomastico, Fratel Lodovico!

Oggi che era la tua festa abbiano sentito ancora di più la tua mancanza.
E' strano, ma la nostalgia di te non accenna a diminuire con il passare dei giorni.
Ci manchi ancora moltissimo, anche se lo sapevamo che eri stanco della tua vita solitaria in camera e preferivi il Paradiso.
Ci manca la tua presenza orante: eri per noi come un parafulmine su cui contavamo molto.
Ci manca l'appuntamento nella tua stanza per la preghiera del Vespro al lunedì, ci manca l'impegno di portarti la comunione in camera tutte le mattine.
Ancora adesso a volte ci viene da pensare che forse abbiamo dimenticato di portarti il thermos con il latte che tu sorseggiavi pian piano lungo la giornata.
Era un appuntamento molto significativo quello di venire a salutarti, ogni volta che tornavamo a Chaaria dopo una assenza: sempri ci accoglievi con amore!
Ora sei in Paradiso, invitato a quel Banchetto Celeste che hai così tanto desiderato.
Noi ci sentiamo un po' più soli ed avvertiamo la tua mancanza.
Vorremmo a volte i tuoi consigli, il tuo parere... ma quel tempo è passato.
 

venerdì 22 agosto 2014

Inpatients


A differenza dell'outpatient, che è il paziente ambulatoriale, l'inpatient è il paziente ricoverato.
L'inpatient è diverso. No, ho sbagliato subito, l'in. è lo stesso che quando avevi visto come out. non ti ha mai guardato in faccia, che è entrato e uscito senza salutarti e tanto meno ringraziarti, ma.....ti ha conosciuto, ti ha visto in sala operatoria, ti ha visto quando eri preoccupato quando stava male, ti ha visto sollevato quando andava meglio, ti ha visto quando sei andato a trovarlo prima di dormire, o di notte dopo un cesareo...e ha capito.
Ha capito che non sei li per sfruttarlo (o peggio) come per generazioni ha fatto l'uomo bianco (muzungu); ha capito che sei li per lui, per cercare di aiutarlo, ed ecco che, soprattutto le Donne (come già detto altrove Donna africana va scritto con la maiuscola!), quando ti incontrano per l'ospedale ricambiano il tuo cenno di saluto e il tuo sorriso, senza parlare, quasi timidamente, ma non occorre di più. 
 

giovedì 21 agosto 2014

Impegni associativi

Vi comunico i prossimi impegni associativi che avranno luogo nei Locali della Piccola Casa della Divina Provvidenza - via Cottolengo 13 - Torino.

- sabato 25 ottobre e domenica 26 ottobre p.v.:
Selezione e formazione dei nuovi aspiranti volontari e contestuale aggiornamento obbligatorio per i volontari che intendono recarsi in Missione a Chaaria e Tachina

- sabato 13 dicembre: 
Concerto natalizio

Dal mese di ottobre sarà possibile acquistare :
- Il calendario 2015 il cui ricavato andrà a favore delle missioni di Chaaria e Tachina;
- le magliette pro Chaaria
- ll libro " Ad un passo dal cuore "

Per eventuali prenotazioni inviare una mail a:

Bruno Castellino br1caste@libero.it
Lino Marchisio linomarchisio@vodafone.it,

Sarà nostra cura coordinare la distribuzione con la collaborazione dei Referenti Regionali.
Entro il mese di settembre verranno comunicati nel dettaglio i piani di lavoro previsti durante la formazione ed il programma del concerto natalizio

Il Consiglio Direttivo
 
 

mercoledì 20 agosto 2014

Naomi torna a scuola

La nostra Naomi questa settimana è a casa della nonna per un periodo di vacanze.
Al suo ritorno avrà pochi giorni a disposizione per dedicarsi aglivacquisti necessari per la scuola, ed il 3 settembre inizierà il corso di diploma da segretaria.
Abbiamo trovato una scuola governativa a Meru dove altre delle nostre segretarie hanno studiato. Quell'istituto ci sembra il migliore per Naomi, in quanto è vicino a Chaaria, e quindi facilmente raggiungibile in caso di problemi di salute della ragazza.
Inoltre non ha barriere architettoniche: classi, dormitori, biblioteca e refettorio sono infatti tutti a piano terra.
Naomi sarà una studente interna, in quanto questo è obbligatorio in Kenya, e dovrà quindi dormire in istituto ed lavarsi la biancheria:
da questo punto di vista, ripetere l'ultimo anno delle superiori nella scuola convitto lontano da Chaaria è stato un periodo di ottima preparazione.
Naomi è contenta del nuovo corso di studi e non vede l'ora di iniziare.
 

L'outpatient

L'outpatient è, per dare un'idea, l'equivalente del paziente ambulatoriale nostrano, che raggiunge l'ospedale a piedi, in bicicletta, ma soprattutto con il MATATU, che è una specie di pulmino con un numero variabile di posti e un numero soverchiante di occupanti.
Il nostro paziente medio non è ricco per cui nessuno arriva in moto e tantomeno in auto.
Qualche urgenza capita che arrivi in moto taxi (piki piki).
Gli appassionati del blog avranno visto qualche foto di queste moto improbabili che viaggiano su queste strade ancora meno probabili (che definire sterrate è un eccesso di ottimismo), con 4-5 persone a bordo.
Orbene capita che qualche Donna (la donna africana esige la maiuscola) in travaglio di parto o con qualche altra urgenza ostetrico ginecologica (molto frequenti) arrivi con questo mezzo strombazzante e con radio a tutto volume (se non hai la radio sulla moto non sei nessuno), accompagnata, oltre che dal conducente (l'unico col casco) da un numero variabile di parenti secondo la stazza degli stessi.
Ma torniamo agli outpatients, a differenza dei nostri ambulatoriali, essi non arrivano su prenotazione, in giorni e ore stabiliti, bensì arrivano come una marea montante diurna (di notte non si viaggia) col picco massimo in tarda mattina.




Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido