Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 25 giugno 2016

La maledizione di Judith

La conosco da quando era una bambina.
L'ho vista crescere e diventare prima una bella ragazzina e poi una giovane davvero attraente: alta e snella, carnagione chiara per queste latitudini, capelli lisci e vagamente somali.
La sua bellezza fisica non era mai andata di pari passo purtroppo con tanta voglia di studiare: ha a mala pena finito le scuole primarie, sempre l'ultima della classe.
Era però molto attiva in parrocchia ed era una dei membri più bravi del gruppo addetto alle danze durante le celebrazioni eucaristiche.
Adesso ha all'incirca 25-26 anni, ma onestamente ne dimostra 80.
La sua bellezza è rapidamente sfiorita, mangiata da una malattia che non perdona, nonostante le terapie che oggi abbiamo a disposizione.
Da quando le ho fatto diagnosi di HIV sei anni or sono, Judith è diventata sempre più magra: in lei ho sempre visto uno dei quadri più tipici dell'AIDS africano, quello che qui comunemente chiamiamo la "slim disease". 
Era diventata uno scheletro che cammina: alta, ma con pelle raggrinzita dalla disidratazione e dalla malnutrizione che a mala pena ricopriva la sue ossa sporgenti. L'aspetto del volto era diventato vecchieggiate, gli occhi incavati e quasi scomparsi in fondo alle orbite.
Quando apriva la bocca, un tanfo insopportabile ti assaliva: i suoi denti, ormai rotti e cariati, erano diventati neri; le sua gengive, il suo palato e la sua lingua erano ricoperti da uno spesso strato di mughetto che puzzava tremendamente, le dava un senso terribile di cattivo gusto per tutti i cibi e le provocava intenso dolore tutte le volte che provava a deglutire.

venerdì 24 giugno 2016

Concerto pro-Chaaria presso il Cottolengo di Biella


Di cuore ringraziamo gli amici e sostenitori della "Associazione C.R.E.S.CO." che per noi organizzano un evento presso la Piccola Casa di Biella il 10 luglio 2016.
Li ringraziamo per l'amicizia e la stima che nutrono nei nostri confronti; soprattutto li siamo loro riconoscenti perchè credono nel sogno che ci portiamo nel cuore per Chaaria: far crescere un ospedale per i poveri e per quelli che altrimenti non potrebbero permettersi di farsi curare.
Certamente quello dell'oculistica e della chirurgia oftalmica sono per noi da anni un sogno nel cassetto che pian piano forse sta prendendo forma, dopo tante false partenze, speranze e delusioni.
Tanto per cominciare, nello stesso giorno in cui, nella Chiesa Grande del Cottolengo di Biella, si terrà il concerto a nostro favore, a Chaaria arriveranno per la prima volta degli oculisti kenyani ed americani per una tre giorni di operazioni gratuite: si dedicheranno principalmente alla cataratta ma visiteranno tutti i tipi di malattia oculistica.
Ringraziamo certamente questi amici che verranno a Chaaria ad "operare gli occhi" per la prima volta (sono sponsorizzati da una Chiesa Protestante Americana), ma ringraziamo di cuore anche gli organizzatori del concerto di Biella, gli ospiti della Piccola Casa, i musicisti ed i cantanti che saranno i protagonisti del concerto.
Ringraziamo di cuore anche Padre aldo Sarotto per aver ospitato il concerto nel Cottolengo di Biella.
Siamo profondamente riconoscenti per aver scelto Chaaria (ed il suo progetto oculistico) come destinatari della raccolta fondi.
Ai lettori che vivono dalle parti di Biella chiediamo di intervenire numerosi ed a tutti esprimiamo il nostro grazie.

Fr Beppe





BIELLA GOSPEL CHOIR 
BIELLA COTTO ANGELS 

Associazione C.R.E.S.CO. 

Hanno il piacere di invitarVi al concerto tenuto dal Coro Biella Gospel Choir, che vedrà anche la partecipazione degli ospiti della Piccola Casa di Biella 

domenica 10 Luglio 2016 ore 16.00 

BIELLA - Cottolengo - Chiesa Grande 

L’evento è promosso dall’Associazione C.R.E.S.CO, ha come nalità il sostegno alla crescita e allo sviluppo di comunità locali nei paesi di tutto il mondo, con priorità alle aree in via di Sviluppo, nella logica della autonomia. L’attività si concretizza in azioni Sviluppo di microprogetti, anche tramite eventi di scambio tra soggetti di paesi diversi. 

Le o erte raccolte durante il concerto verranno devolute all’Ospedale di Chaaria – Meru – Kenya, per la realizzazione dell’ambulatorio di oculistica.


giovedì 23 giugno 2016

La sofferenza dei bambini

Questa sera stavo facendo un'eco addominale ad un bambino di 4 anni.. era l'ultimo della mia coda di pazienti esterni verso le 19. Aveva un pancione enorme e duro.Era chiaramente in distress respiratorio.
All'eco ho trovato dei linfonodi terribili, grossi come arance. Il piccolo è HIV positivo. Ho anche notato una versamento pleurico importante a destra. 
Avevo deciso di ricoverarlo al più presto, ma mentre scrivevo il risultato e spiegavo alla mamma che il bimbo andava ricoverato, lui ha deciso di gaspare un paio di volte e se ne è andato praticamente tra le mie mani. 
Sentendo il suo respiro cambiare, l'ho infatti sollevato a sedere e mi sono messo ad urlare per una infermiera, ma la morte è arrivata dopo un minuto sotto lo sguardo ammutolito e disperato di una mamma che non piangeva. 
Non ho potuto neanche trovargli una vena. Un'altra morte tra le mie stesse mani, e senza che non potessi farci nulla. 
Non c'è stato il tempo. Povero piccolo. Linfoma, HIV, polmoni a pezzi. Sono molto triste che sia morto prima che lo potessi ricoverare... ma che cosa avrei davvero potuto fare per lui?
Per un medico la vita in Africa a volte è crudele perchè ti fa sentire inutile

Fr Beppe


mercoledì 22 giugno 2016

I lavori procedono velocemente

Come vedete dalle foto i lavori di costruzione procedono spediti e presto arriveremo al soffitto del piano terra.
Ci sarà poi il grande lavoro della soletta perchè si tratta di una costruzione a due piani.
Le stanze che iniziano a delinearsi anche nelle foto saranno gli ambulatori del progetto DREAM per i pazienti affetti da HIV e TBC.
Al piano superiore ci sarà il grande laboratorio centralizzato dell'ospedale.
Quando vedo i muratori lavorare così velocemente non posso non pensare a tutti i donatori che credono in noi, raccolgono fondi per noi e rendono possibili questi sogni meravigliosi per il nostro ospedale.
Grazie alla "Associazione Volontari Missioni Cottolengo" e a tutti quelli che nel nascondimento raccolgono fondi per questo progetto.
Che Dio vi benedica tutti!

Fr Beppe Gaido e Fr Giancarlo



martedì 21 giugno 2016

Emorraggia post-partum

E' una delle emergenze che ti mettono più in crisi.
Hai davanti una giovane donna già sfinita per il lungo travaglio, che, dopo la gioia di aver dato alla luce un figlio, si vede la vita sfuggirle di mano velocemente per un vero e proprio fiume in piena di sangue che continua ad uscire dal suo corpo e ad indebolirla.
Sono per tutti noi momenti di grandissima tensione, in cui si cercano le cause del sanguinamento e si corre ai ripari per porvi rimedio: tutti noi sappiamo - per esperienza diretta, purtroppo - quanto sia breve il tempo che intercorre tra un'emorragia post partum incontrollabile ed il decesso della donna.
Anche questa sera abbiamo vissuto momenti di terrore al capezzale di una nostra collega che avevamo seguito nel travaglio e a cui avevamo regalato una bella femminuccia molto vispa e sana.
Eravamo già stupiti che non fosse successo niente e che il travaglio fosse progredito senza complicazioni...con parenti, amici, colleghi e conoscenti infatti capita sempre qualcosa e la complicanza è quasi la regola.
Attimi dopo la rimozione della placenta però ci siamo resi conto che la quantità di sangue perso era troppa e bisognava agire con urgenza, prima che fosse tardi.

lunedì 20 giugno 2016

La splenomegalia tropicale

Catherine viene dal Tharaka. Ci e’ stata inviata per anemia grave e per assenza di battito cardiaco fetale. Lei e’ forte, in quanto le hanno detto tutto, ma riesce ad essere composta e stoica. 
Non parla di spiriti maligni e continua a ripetere: “Kazi ya Mungu” (e’ la volonta’ di Dio).
La sua emoglobina e’ 4 grammi, ma, con nostra sorpresa, lei cammina e non lamenta grandi problemi, se non una tachicardia severa con cuoreche galoppa ad oltre 140 al minuto.
Le faccio un’eco, soprattutto per decidere il da farsi. Sono infatti combattuto tra una revisione della cavita’ uterine ed un parto pilotato con oxitocina.
Ma questa volta il monitor mi presenta un’immagine dolce a vedersi: il battito e’ presente e vivace. Il feto e’ di circa quattro mesi, ed e’ per questo che nel dispensario di partenza non avevano sentito l’attivita’ cardiaca, mentre la mamma ancora non era cosciente dello scalciare del piccolo. Le ho dato la notizia, che l’ha fatta saltare sul lettino ed esultare con un forte: “Alleluya, God is great!”.
Ma allora perche’ e’ anemica. E’ magra, ma non sembra particolarmente denutrita.
“Hai avuto perdite ematiche negli ultimi mesi?”
“Neanche una volta!”
“Ma allora come mai?”
Sposto la sonda un po’ piu’ in su, e, dalla parte sinistra dell’addome, scopro la ragione del suo stato: ha una milza enorme che quasi le arriva all’ombelico.
Che stupido! Come ho fatto a non pensarci prima! Il Tharaka e’ zona di altissima trasmissione malarica, durante tutto l’anno; e la popolazione sovente sviluppa splenomegalie veramente incredibili.

SOS TICKET" 45505

Gentilissime/i tutti,

chiediamo il Vostro prezioso sostegno in favore della nuova campagna con SMS Solidale del Cottolengo: "SOS TICKET" 45505", per garantire il pagamento del ticket sanitario a chi non può permetterselo.
Dal 20 giugno al 10 luglio 2016 si potrà donare 2 o 5 euro da telefono fisso o 2 euro da mobile a favore dell'Ospedale Cottolengo che, sulla scia di quanto già realizzato in questi primi tre mesi di apertura dall'Ambulatorio Cottolenghino - che fornisce medicazioni e cure infermieristiche di primo soccorso gratuite - consentirà a chi vive in stato di effettiva indigenza di accedere gratuitamente alle cure sanitarie indispensabili.

Ringraziandovi sempre per la preziosa collaborazione, la cortesia dimostrata e fiduciosi del vostro Aiuto,
porgiamo a tutte/i i nostri più cordiali saluti.
D.G.
Fr. Marco Rizzonato e Collaboratori

domenica 19 giugno 2016

Lo spirito maligno che affligge Alì

Ali’ ha 5 anni di eta’, ed il suo viso e’ tondo come la luna piena.
Anche la sua pancia e’ ora distesa, mentre le sue gambe sono edematose.
Ce lo hanno inviato da Isiolo perche’ pensano ad una malattia di cuore e vogliono un ECG. La mamma pero’ e’ sicura che si tratta di malocchio e che ci sono degli spiriti che vogliono far soffrire il suo bambino.
Spendo un po’ di tempo con lei e cerco di convincerla del fatto che la malattia non e’ mai una punizione divina, neanche in un contesto animista, in quanto Dio e’ creatore, e quindi e’ colui che sostiene la vita. Non potrebbe essere Dio, se il suo compito fosse quello di far soffrire l’opera delle sue mani. Non sono convinto che la donna mi abbia creduto.
L’elettrocardiogramma era comunque negativo, mentre invece l’ecografia addominale rivelava dei reni gonfi e “non belli”, e la pancia era gia’ tutta piena di acqua. Ho richiesto un esame urina ed il test del colesterolo… e sono cosi’ arrivato a capire quale sia lo spirito che affligge il piccolo Ali’. Si tratta di sindrome nefrosica, una condizione molto comune qui a Chaaria. 

Amsterdam..aspettando il volo x Torino…

La sesta volta consecutiva..ps a 10 voglio la stelletta, la stessa emozione, gli stessi ricordi, la voglia di tornare…già mi manca.

Questa volta ero in compagnia di Lory, mia moglie lei la prima volta..
Ero pensieroso..x lei che andava a lavorare dai buone figli…ma i lucciconi sul viso di Lory nel momento dei saluti, mi ha fatto capire quanto sia stata appagata da questa meravigliosa partenza e ritornerà..lavoro dipendente permettendo.
Un Grazie agli amici Fr Beppe ..e a Fr Giancarlo…
ps non si riposano mai…
..per avermi ancora una volta accolto e fatto sentire come a casa mia.
Ogni anno qualcosa di nuovo di bello è tutto rivolto alle persone più bisognose di cure e di comprensione.. è questo e l unico aspetto che conta a Chaaria: prima vengono gli altri..i cosiddetti ... ultimi.
Questo è un insegnamento che ci deve guidare sempre nella vita e nel lavoro..
Grazie ancora Chaaria sempre nel cuore.

Franco e Lory

sabato 18 giugno 2016

Rivista Incontri - Mese di Giugno 2016



Malocchio o fatalità?

Joyce e’ incinta di 8 mesi. E’ venuta in ospedale perche’ non avverte i normali movimenti del feto nella sua pancia. La faccio accomodare sulla barella e inizio a fare l’eco. La verita’ mi si presenta davanti immediatamente nella sua durezza, in quanto localizzo immediatamente il cuore fetale, ma non ne vedo alcun movimento. 
Prendo un po’ di tempo, perche’ e’ sempre difficile iniziare un discorso del genere:
“Hai altri figli?”
“Si’, ne ho uno di 3 anni”.
“Sai, a volte le gravidanze hanno dei problemi. Ci sono dei difetti di fabbrica, per cui madre natura, invece di permettere la nascita di un bimbo che non avra’ salute, preferisce che il feto non venga neppure alla luce”.
“Vuoi dire che il mio bambino e’ morto dentro di me?”
Abbasso lo sguardo ed annuisco con un cenno del capo.
La reazione di Joyce e’ stata drammatica, molto piu’ violenta di quanto mi aspettassi. Ha iniziato a piangere forte e a chiedersi perche’ proprio a lei. Poi h aggiunto che era sicura di essere oggetto di malocchio e di sapere anche chi sono i vicini di casa che la odiano e che vanno dallo stregone per farla soffrire.
Joyce ha pianto per piu’ di un’ora, ma ora e’ calma. Ha compreso che la cosa piu’ importante e’ ora far si’ che quel corpicino senza vita esca dal suo organismo, senza crearle ulteriori problemi.

venerdì 17 giugno 2016

Elosy

L’ho conosciuta circa una settimana fa. Stupenda bimba di 11 anni, con treccine curate come una piccola “rasta”.
Aveva proteine nell’urina ed un lieve gonfiore alle gambe. Non lamentava particolari disturbi, anche se gli esami erano alterati e l’ecografia dimostrava segni di iniziale danno renale.
La mamma mi ha chiesto di cosa si potesse trattare. Le ho spiegato che eravamo di fronte ad una malattia dei reni , ma che con una terapia mirata avremmo risolto il problema. Mi ha pregato di darle le medicine a domicilio perche’ avrebbe avuto problemi finanziari con un ricovero.
Ho acconsentito pregandola pero’ di essere fedele all’appuntamento per la visita di controllo.
Avrebbe dovuto tornare dopo un mese, ma ieri mattina me la son ritrovata davanti in uno stato di prostrazione totale. Non riuscica quasi a respirare. La sua inspirazione era molto superficiale ed il torace si muoveva ad un ritmo di almeno 120 al minuto.
Abbiamo provato a metterla a letto , ma Elosy da sdraiata si sentiva soffocare, per cui abbiamo dovuto metterle una serie di cuscini in modo che potesse riposare un po’ in posizione semiseduta.
Gli esami renali sono stati spietati: la bimba era ora in insufficienza renale acuta, nonostante i farmaci che la mamma sostiene di averle dato con regolarita’ ed attenzione.

giovedì 16 giugno 2016

Pensieri sparsi

Credo sinceramente che il centro ispiratore del nostro impegno, il cuore della nostra dedizione siano le persone che noi serviamo ogni giorno: sono i volti disperati dei malati inguaribili, sono le vite semplici dei nostri buoni figli, sono i piccoli della pediatria che lottano contro la malaria cerebrale, sono gli occhi disperati delle madri quando il loro figlio non migliora, sono le donne che soffiano e stoicamente sopportano le doglie del parto, sono i pazienti che camminano otto ore per raggiungere l'ospedale.
Della povera gente non potremo mai condividere pienamente l'esclusione e la miseria, perchè noi in fondo siamo dei ricchi e dei privilegiati. in missione abbiamo tutto e non ci manda davvero niente.
Come possiamo allora gettare un ponte tra noi e loro?
Lo possiamo fare con la nostra dedizione totale, con un servizio vissuto fino al sacrificio della nostra vita.
Ecco allora che lo stare "con" chi soffre, la donazione, il nostro lavoro continuo per loro diventano il modo concreto che ci porta vicino alla gente povera con tanto rispetto per la loro sofferenza.
La presenza costante in ospedale al fianco di coloro che soffrono, la condivisione di vita con loro, in qualche modo ci rende loro fratelli e ci aiuta a capirli un po' di più.
Credo con tutte le forze che sia importante stare con i malati, passare con loro ore ed ore, di giorno e di notte, sette giorni alla settimana, e farsi in qualche modo mangiare da loro.
Ritengo che il servizio incondizionato all'altro che soffre e che lotta non solo contro la malattia, ma anche contro la povertà e la carenza di risorse con cui curarsi, un po' ci assimili a loro e ci dia il privilegio di una vita "mescolata" alla loro ed in qualche modo un po' simile alla loro.


mercoledì 15 giugno 2016

Il sostegno economico di tanti amici italiani

Chaaria indubbiamente dipende pesantemente dalle offerte e dalle iniziative di raccolta fondi che tanti amici in Italia organizzano per noi con encomiabile generosità e dedizione.
Questa sera il nostro pensiero va particolarmente agli amici di La Spezia, al Circolo Arci Nave, e soprattutto alla signora Piera Agostini, che tanto si è prodigata in varie iniziative per Chaaria, l'ultima delle quali è stata la grande tombolata di beneficenza.
Non posso non ringraziare gli amici Antonia Giorgi e Luca Pratticò, che sono i nostri ambasciatori a La Spezia ed in altre parti della Liguria.
Proprio oggi abbiamo saputo del generoso bonifico fatto a nostro favore, e desideriamo esprimere la nostra riconoscenza commossa e la promessa di impiegare i soldi che riceveremo a breve esclusivamente per i bisogni sanitari dei più poveri che non possono pagarsi le spese ospedaliere.
Grazie ancora di vero cuore. Che Dio ve ne renda merito!
Insieme alle nostre preghiere, al nostro grazie ed alla nostra amicizia, vi mandiamo anche il sorriso di questo bellissimo bambino di Chaaria.

Fr Beppe e Fr Giancarlo




martedì 14 giugno 2016

Frattura prossimale di omero


La frattura che vedete nella foto è di una ragazza di 17 anni, come al solito caduta dal mototaxi.
E' una frattura molto difficile e per me molto complessa da trattare, perchè si è verificata molto vicina alla capsula articolare della spalla, al di sotto del muscolo deltoide che è responsabile dei movimenti di abduzione, ed in zona molto pericolosa per il nervo circonflesso.
La paziente è arrivata domenica sera tardi. Lunedì non l'ho messa in lista perchè volevo documentarmi prima di affrontare l'intervento.
Ho inoltre chiesto consiglio al Dr Cara, il quale mi ha seguito passo passo con frequenti messaggi whatsap.
Luciano mi ha indicato i punti salienti dell'operazione, me ne ha ricordato i pericoli...soprattutto mi ha insegnato la tecnica di accesso più idonea per risparmiare con attenzione il nervo circonflesso.
Devo dire che, con mia grande soddisfazione, l'operazione è andata proprio bene: sono riuscito ad identificare e ad isolare il ciconflesso; ho ridotto con attenzione la frattura e poi l'ho fissata con placca e viti.

lunedì 13 giugno 2016

Non siamo onnipotenti.. e la morte ce lo ricorda sempre

Ieri è morto Bernard. 30 anni, colpito da una rara forma di paralisi progressiva. I primi sintomi li aveva avvertiti qualche anno fa, una strana sensazione di stanchezza alle gambe. La situazione era degenerata sempre più, fino a relegarlo a letto, incapace di muovere gli arti. 
Era arrivato a Chaaria quasi tre mesi fa. Abbiamo fatto di tutto per saperne di più sulla sua malattia. Eravamo in contatto con i medici della Facoltà di Medicina Tropicale di Anversa, sono loro che ci hanno portato a una diagnosi probabile: tubercolosi del midollo spinale con paralisi da compressione. Almeno sapevamo di cosa si trattava.
Per la Tbc i farmaci li avevamo, potevamo sperare di fare qualcosa.
All'inizio, grazie alla terapia, Bernard stava meglio, aveva ripreso a camminare con il girello, anche se a fatica. Diceva, tutto sorridente, che finalmente poteva stare di nuovo in piedi. Poi, inaspettatamente, il crollo. 
L’altro ieri è caduto e ha cominciato a lamentarsi di forti dolori su tutto il corpo. Ci implorava di dargli un antidolorifico, urlava come un pazzo dal male, si dimenava e rischiava di farsi male lui e far male a noi. Abbiamo provato a sedarlo con del valium, eravamo convinti che il problema fosse psicologico. Non più di due ore dopo è entrato in coma. 

domenica 12 giugno 2016

Che cosa posso fare a Chaaria con il mio volontariato?

“Non sono un genio, e non so bene che tipo di aiuto io possa dare a Chaaria!”. “Qui non abbiamo bisogno ne’ di geni, ne’ di luminari. D’altra parte neppure io lo sono.
Quello di cui realmente abbiamo urgente necessita’ e’ di gente che abbia sincero desiderio di mettersi in gioco e di donarsi agli altri con generosita’”.
“Allora in questo posso dire che io ho molto da dare, perche’ sono venuto proprio spinto da un bosogno di dedizione verso chi e’ meno fortunato di me”.
“Certamente, la cosa piu’ importante che io chiedo ad un medico di medicina interna quando viene a Chaaria, non e’ di azzeccare la diagnosi rarissima, o di prescrivere il farmaco uscito ieri. Io gli chiedo di prendersi cura dei malati del reparto, che sono i piu’ gravi... e purtroppo a volte anche i piu’ trascurati a causa della pressione continua dell’ambulatorio, della maternita’ e della chirurgia.
Il fatto stesso che i ricoverati possano vedere il medico tutti i giorni e’ un lusso che a loro spesso viene negato. Ci sono persone che vengono ricoverate e dimesse, senza mai poter vedere il dottore, a causa della nostra carenza di personale.
Per cui il fatto stesso che tu li visiti tutti i giorni e’ un dato importante, che dimostra loro che ci vogliamo prendere cura di loro seriamente... e gia’ questo porta con se’ importanti elementi terapeutici per la guarigione.
Proprio ieri ho partecipato ad una conferenza tenuta da un ricercatore dell’universita’ del Michigan in visita a Meru: lui sostiene che un buon rapporto medico-paziente, la rassicurazione e la consolazione insieme costituiscono un potente analgesico, in quanto causano la liberazione di cannabinoidi ed oppioidi endogeni che fanno sentire immediatamente meglio il paziente.

sabato 11 giugno 2016

La battuta di cemento

Carissimi amici e sostenitori di Chaaria,
oggi è stata una giornata campale per i muratori che sono impegnati nella costruzione del nuovo laboratorio analisi dell'ospedale.
E' stato infatti il giorno della battuta di cemento, dopo il completamento delle fondamenta.
Dal mattino presto fino a sera tardi un gruppo di almeno 20 uomini ha lavorato alacremente con carriole e badili per portare velocemente il cemento dalla vecchia betoniera al pavimento della nuova costruzione.
Per esperienza sappiamo che, dopo le fondamenta, il lavoro di costruzione procederà più velocemente, anche se in questo caso ci sarà anche da fare la soletta, trattandosi di un edificio a due piani.
Siamo comunque ragionevolmente ottimisti sul fatto che i tempi di costruzione non saranno lunghissimi.
La ragione principale del post di oggi è comunque di ripetere la nostra riconoscenza all'Associazione Volontari Missioni Cottolengo di Torino che sta raccogliendo per noi i capitali necessari a terminare la costruzione.
So che si tratta di un grandissimo impegno di raccolta fondi, e di questo siamo profondamente riconoscenti sia al presidente dell'Associazione, il Dr Lino Marchisio, sia a tutti i donatori grandi e piccoli che nel silenzio e nel nascondimento si adoperano per Chaaria.

venerdì 10 giugno 2016

Giornate difficili

Mancare alcuni giorni da Chaaria è sempre un'esperienza bella ed entusiasmante per le persone che incontri, ma il peso del lavoro arretrato quando ritorni è davvero massacrante.
Stavolta poi la Dottoressa Khadija mi ha appena aspettato per darmi le consegne ed è andata in ferie.
Mi sono ritrovato da solo, con un carico di appuntamenti, di ecografie e gastroscopie davvero impressionante.
Non mi sembra di esagerare se dico che è una attività che toglie il respiro: si inizia prestissimo e si finisce veramente tardi (ieri la seduta operatoria è incominciata alle 6.30 del mattino ed è terminata alle 22.30 con un raschiamento urgente).
Difficilissimo è bilanciare tra attività chirurgica, ambulatorio e problematiche di reparto.
Mi viene sempre in mente il paragone della cavalletta; sì, mi sento proprio come una cavalletta. La giornata è un continuo saltare dal tavolo operatorio, al gastroscopio, al reparto, all'ascolto di un malato che ti espone i suoi mali, alla sala parto dove qualche mamma ha problemi a partorire. Salti e cerchi di dare sempre il meglio di te, anche quando sei sfinito.
Le pause pranzo sono brevissime e poi si deve ritornare nella bolgia, per tentare di finire la coda dei malati entro sera.
Purtroppo finora ho sempre lavorato in "overbooking": ho così tanti pazienti ricoverati per intervento che non ce la faccio a smaltire la lista di attesa...alcuni attendono vari giorni prima di entrare in sala.
Faccio sempre delle liste operatorie generose ed ottimiste, sperando riuscire a finirle; ma poi capita sovente l'emergenza o l'intervento complicato che dura più del previsto, e quindi qualcuno della lista salta all'indomani.

giovedì 9 giugno 2016

Dove vanno le vostre offerte

Anche oggi in maternita’ abbiamo il solito dilemma.
Continuano ad arrivare nuove donne gravide, e la frequenza dei cesarei e’ decisamente sostenuta.
Il problema e’ che non abbiamo un solo letto libero... anzi, ci sono due o tre pazienti per letto.
Nuovamente mi metto a sfogliare le lettere di dimissione, e mi rendo conto che, per la maggior parte, si tratta di donne ormai dimesse da tempo, ma che nessuno viene a prendere.
E’ una tecnica comune usata dai poco-onesti della nostra zona: le mogli partoriscono senza problemi, ma poi nessuno si fa piu’ vedere in ospedale.
Questa strategia e’ molto comune per i cesarei, dove le spese da coprire per i familiari sarebbero un po’ piu’ alte (anche se a Chaaria sono le piu’ basse di tutto il Meru!).
Le cesarizzate restano dunque in reparto per giorni e giorni; terminano la terapia antibiotica; si fan togliere tutti i punti di sutura; e poi continuano a bivaccare in ospedale per settimane.
E’ una guerra di nervi.
Loro lo sanno benissimo che l’ospedale non le puo’ tenere per lungo tempo perche’ siamo in perenne carenza di posti-letto. E quindi pazientemente attendono... tanto in ospedale hanno tutto! Mangiano in abbondanza, dormono ed allattano la nuova creatura. Qualcuna ha anche il coraggio di lamentarsi che non le offriamo un letto singolo.

mercoledì 8 giugno 2016

La morte endouterina

Certamente a Chaaria si vedono moltissimi aborti del primo trimestre.
Nella maggior parte dei casi si tratta di aborti spontanei, dovuti sia alle difficili condizioni di vita delle donne (fatiche di ogni tipo, sollevamento di pesi enormi), sia ad infezioni (tipo la malaria), e sia anche a terapie assunte senza sapere di essere incinta (come il metronidazolo per un'amebiasi intestinale).
Più difficile per me è capire la ragione delle morti intrauterine del secondo e terzo trimestre, e sono comunque davvero tante: mi pare di poter affermare che qui siano molte di più che in Europa.
Negli ultimi tre giorni per esempio abbiamo avuto due casi di morte endouterina a termine di gravidanza: si tratta di situazioni molto difficili, in quanto per la madre è devastante ricevere la notizia che il figlio portato in grembo per nove mesi non c'è più. Nove mesi si gioie, di speranze, di attesa, di sogni... che svaniscono quando ormai già sembrava di essere vicini al traguardo.
La tragedia è aggravata dal fatto che ci vogliono molte ore per indurre il travaglio, e quindi la mamma rimane a lungo con il figlio morto nel grembo.
Tremende sono le doglie che non portano ad una nuova vita: normalmente la donna sa che la gioia di aver portato alla luce una creatura, cancellerà il male tremendo sopportato nel travaglio; in questi casi la mamma sa che deve solo sopportare la sofferenza, senza poi aspettarsi alcuna gioia.

lunedì 6 giugno 2016

I lavori del nuovo laboratorio analisi

Rispetto alla prima foto che avevo pubblicato prima del mio viaggio in Italia, i lavori sono proceduti in maniera spedita.
Infatti, non solo gli scavi sono finiti, ma anche le fondamenta sono quasi ultimate.
E' questo il secondo grande cantiere in corso a Chaaria, oltre a quello del concentratore di ossigeno.
Per questo progetto, la nostra sentita riconoscenza va all'Associazione Volontari Missioni Cottolengo di Torino, che già ci ha mandato una buona parte dei fondi, e che si continua a prodigare nel cercare i soldi che ancora mancano per il completamento del progetto.
Anche per questo cantiere, il peso è completamente sulle spalle di Fr Giancarlo, che sinceramente ringrazio per il continuo impegno e per la grande dedizione.
Come già detto in precedenza, la nuova costruzione ospiterà a piano terra gli abulatori del Progetto DREAM della comunità di Sant'Egidio: saranno ambulatori per l'HIV, per la TBC e per la malnutrizione.
Al primo piano invece avremo il nuovo laboratorio analisi centralizzato, sia per l'ospedale che per DREAM: speriamo in un laboratorio efficiente ed attrezzato.
Di cuore ringraziamo i nostri benefattori che si fidano di noi e ci donano con fiducia i fondi che raccolgono.

domenica 5 giugno 2016

Concentratore di ossigeno

Il concentratore di ossigeno è ormai installato e funzionante.
Mancano solo alcune connessioni con la sala operatoria ed i reparti: in sala l’ossigeno arriverà direttamente alla macchina per l’anestesia, alla sala risveglio, alla culla termica per i neonati; nei reparti l’ossigeno giungerà alla testiera dei letti...speriamo di ultimare anche questo lavoro di connessione in pochissimi giorni.
Siamo però già in grado di riempire i bomboloni dell’ossigeno e quindi abbiamo ormai risolto l’enorme ed annoso problema di non trovare ossigeno a Meru. 
Non dovrebbe più succedere che siamo senza ossigeno in ospedale.
Anche la costruzione che accoglie il grande impianto è ormai terminata.
Ringraziamo di cuore il gruppo Karibu Africa di Cagliari per il grande dono fatto al nostro ospedale.
Di cuore ringrazio anche Fr Giancarlo che ha seguito i lavori con assoluta competenza e con grande dedizione.
E così un altro importante tassello è stato completato nel nostro sogno per Chaaria.
Di cuore ringrazio il Signore per questo nuovo passo avanti.

Fr Beppe Gaido

sabato 4 giugno 2016

Il benvenuto di Chaaria

Appena ho messo piede in ospedale dopo la doccia che mi ha tolto un po' della stanchezza del viaggio, mi sono imbattuto immediatamente in un caso drammatico che da solo dipinge i drammi di Chaaria.

Una giovane donna è accompagnata in maternità in barella. E' troppo debole e non riesce a camminare.
La seguono il marito in atteggiamento molto triste ed un'altra donna che porta in braccio un fagotto di stracci.
Dopo il primo scambio di domande con i parenti, mi rendo conto che la giovane ha partorito per strada, e che purtroppo il bambino è già morto.
Il problema è che lei si sta indebolendo perchè la placenta è ritenuta e l'emorragia copiosa.
Non è facile assistere la donna e metterla sul lettino della sala parto, soprattutto a motivo del fatto che è terribilmente imbrattata di sangue.
Bisogna prima lavarla un po' per evitare di riempirci di sangue anche noi.
L'emoglobina urgente è rassicurante, e la pressione è discreta.
Decido quindi di soprassedere per il momento alla trasfusione.
Bisogna invece fermare l'emorragia immediatamente, mediante una rimozione manuale della placenta.

venerdì 3 giugno 2016

In volo verso Nairobi

Ancora una volta mi trovo sull’aereo in quell’atmosfera surreale che si crea in ogni volo, dove tutto ti è dato dalle “hostess” che devono essere sempre sorridenti e pazienti con chiunque. 
L’aereo è come un ponte tra mondi così lontani e diversi che la mente quasi ne rimane confusa. Il viaggio è lungo e ci sono molte turbolenze che ci cullano e conciliano il sonno. 
Nel dormiveglia ripenso al periodo trascorso in Italia, e a tutti i doni che il Signore mi ha concesso. E’ stato proprio bello quest’anno! Ho rivisto persone che non incontravo da decenni, e da tutti ho ricevuto accoglienze splendide che hanno rinforzato in me la certezza che molti vogliono bene a Chaaria e, attraverso essa, anche a me.
Sono stati giorni intensi, vissuti al massimo, nel tentativo di non perdere neppure un attimo o un incontro. Ho girato l’Italia dal Nord al Sud per cercare di soddisfare tutti coloro che desideravano la mia presenza e la mia testimonianza. 
Che bello parlare dei problemi del Terzo Mondo davanti ad assemblee motivate ed attente! Che bello sentirmi in profonda sintonia con tanti che sono davvero impegnati nella lotta alla disuguaglianza che separa i Paesi ricchi da quelli poveri! Mi sono reso conto che la sensibilità ai problemi dei popoli in via di sviluppo aumenta e diventa capillare in un’ampia fascia di giovani e meno giovani.

giovedì 2 giugno 2016

Momento di bilanci ed emozioni

Lasciare l'Italia è sempre per me un momento caratterizzato da un misto di sentimenti, insieme dolci ed un po' amari.
Dolce per me è riandare con la mente a tutti gli incontri che ho avuto qui in Italia, al bagno di folla che ho sperimentato in tutte le città che ho visitato a motivo della presentazione di POLVERE ROSSA, al calore umano, all'affetto ed alla stima che sempre ho respirato.
Dolce è gongolarmi nelle innumerevoli espressioni di affetto che ho ricevuto a piene mani, sia da parte di volontari ed amici, come da parte di molti che conoscono Chaaria semplicemente attraverso la lettura dei miei scritti (libri, facebook e blog).
Dolcissimo per me è ripensare all'affetto dei miei cari, che mi hanno accolto e coccolato, che mi hanno aiutato e sostenuto in tutti i miei spostamenti, che sono stati estremamente pazienti anche nel sopportare le mie assenze dovute al tour in cui mi sono impegnato per le
presentazioni dei libri.

martedì 31 maggio 2016

Apericena a Milazzo

E' stata un'altra serata molto intensa, in cui tantissimi amici siciliani si sono stretti attorno a me e Chaaria, ed in cui, insieme a Mariapia Bonanate, ho potuto presentare il libro "Polvere Rossa" ad un uditorio attento e recettivo. Molti avevano già letto entrambi i nostri libri e sono venuti solo per salutarci e per conoscerci.
Gli intervenuti erano molto motivati: parecchi di loro erano membri dell'Associazione Matumaini che lavora principalmente per il Congo-Kinshasa; altri facevano parte di Associazioni impegnate in Etiopia e altrovei nei Paesi in via di sviluppo.
E' stato indubbiamente molto forte per me parlare di Africa a pochi passi dai porti in cui la Guardia di Finanza trasporta gli scafisti scampati alla morte nel Mediterraneo; è stato emozionante incontrare medici e volontari impegnati direttamente nel servizio verso questa
"umanità dolente" dei barconi, e farlo proprio davanti a quella striscia del Mediterraneo che è diventata un enorme cimitero di migranti ed il teatro di indicibili sofferenze.
Mi sono sentito in comunione con loro, cercando di pensare il nostro lavoro in Africa, come un complemento della nobile opera umanitaria di accoglienza che essi compiono quotidianamente in Sicilia, come anche in Calabria ed a Lampedusa.

lunedì 30 maggio 2016

Sicilia: Progetto lettura a Barcellona (ME)

Il volo è andato benissimo.
Aereo pienissimo ed in perfetto orario.
E’ stato bello per me partire per questa esperienza siciliana insieme a Mariapia Bonanate, che sarà con me per le presentazioni in Sicilia.
Io presenterò solo a Milazzo, ma lei anche a Lipari domani.
Grazie all’Associazione Matumaini di Milazzo che ci ha accolti con affetto e con tante attenzioni: Biagio e Chiara erano già all’aeroporto di Catania ad attenderci per portarci a destinazione.
L’albergo riservato per noi stupendo, certamente al di sopra delle nostre aspettative; il pranzo con Carmen, Charlotte e la famiglia di Biagio un vero momento di accoglienza ed amicizia; la pizza con Paolo e sua moglie un momento importante anche per programmare future collaborazioni nell’ambito del volontariato a Chaaria.
Il primo appuntamento della nostra testimonianza in Sicilia si è svolto in una scuola superiore di Barcellona (quella in provincia di Messina), dove abbiamo incontrato i ragazzi del biennio per presentare sia la missione di Chaaria e sia i libri “Ad un passo dal cuore” e “Polvere Rossa”.

Bentornata in Italia, Simona!

Buonasera fratel Beppe!
Con piacere, e senza BBC, ti informo che sono tornata a casa sana e salva!
Vorrei ringraziarti per avermi concesso di vivere questa esperienza... ma insieme a te vorrei riuscire a ringraziare tutto il personale dell'ospedale che mi ha fatto sentire veramente parte di una grande équipe. 
Sempre disponibili per spiegarmi cosa fare e come farlo, mantenendo il sorriso.
Mai nessuno mi ha fatto sentire inadeguata o di troppo. Ricorderò la lezione per saper accogliere al meglio le mie future colleghe.
Non voglio rubare tempo prezioso a te che sei così impegnato. 
Spero che i tuoi incontri siano fruttuosi.
Un caro saluto anche a fratel Giancarlo!
Grazie e buon lavoro... di cuore!!
ASANTE SANA!

Simona

domenica 29 maggio 2016

Presentazione del libro "Polvere rossa" a Milazzo

La presentazione del libro a Milazzo sarà la mia unica presenza in Sicilia in questo breve tour italiano.

La presentazione di terrà lunedì 30 maggio alle ore 18.30 a Villa Amalia, via Panoramica a Milazzo.
Spero che anche i volontari di Chaaria del Catanese possano venire a Milazzo. 
L'orario dovrebbe favorire anche coloro che poi devono viaggiare dopo l'incontro.
Ringrazio di cuore Carmen Fallettta e l'Associazione Matumaini per aver organizzato e sponsorizzato l'evento.
I diritti d'autore dei libri venduti saranno completamente devoluti all'ospedale di Chaaria.
Presto pubblicheremo anche locandina.

Fr Beppe Gaido






sabato 28 maggio 2016

L'affetto della "Provincia granda"

Ieri sera il mio tour di presentazione del libro "Polvere Rossa" mi ha condotto a Busca, in provincia di Cuneo.
Oltre ai miei familiari, sempre fedeli compagni in questi incontri, è venuta con me anche Marialuisa, come moderatrice.
La Dottoressa Nadia Chiapello, insieme ai membri di una locale associazione di volontariato per l'Africa, ci ha accolti per la serata: il teatro civico di Busca era praticamente gremito sia di volontari ed amici, sia di persone che volevano conoscere qualcosa di Chaaria per la prima volta.
E' stato un evento simile a quello vissuta al SERMIG, anche se con numeri leggermente più piccoli: anche a Busca comunque ci sono stati calore ed amicizia, oltre che forti emozioni e grande condivisione.
Ho rivisto, nella serata di ieri, ex volontari di Chaaria e compagni di scuola che non incontravo da anni; vicini di casa e persone interessate semplicemente a conoscere qualcosa di più dell'Africa..

venerdì 27 maggio 2016

L'abbraccio di Torino

Ieri sera presso il SERMIG abbiamo vissuto momenti intensi di comunione e di profonda emozione.
Certamente più di 200 persone hanno affollato il capiente salone, che comunque è risultato insufficiente ed ha quindi costretto molti a sedersi sul pavimento ed anche ad ascoltare in piedi.
Le Suore Paoline erano presenti con 300 copie del libro POLVERE ROSSA, che alla fine della serata erano tutte esaurite. Sono state vendute anche varie copie di AD UN PASSO DAL CUORE.
E' stato bello per me salutare ed abbracciare molti ex volontari ed amici. E' stato entusiasmante conoscere tanta gente che non è mai venuta a Chaaria ma che già mi conosceva o tramite la lettura del libro, oppure attraverso blog e facebook.
Il video di Nadia proiettato sul maxischermo ha creato un clima intimo e commosso ed ha introdotto tutti alla misteriosa bellezza di Chaaria e del suo servizio incondizionato.
Marialuisa Ferrando, moderatrice della serata, ha espletato il suo compito in modo esemplare, introducendo alla platea sia Mariapia che il sottoscritto, e condividendo poi le sue sensazioni ed il suo vissuto a Chaaria.
Lino Marchisio ci ha ricordato l'importanza del volontariato e del continuo sostegno economico per una realtà sempre in crescita come quella di Chaaria.

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