mercoledì 17 ottobre 2018

Charles

Era stato operato quasi due mesi fa. Ecograficamente ed alla palpazione digitale per retto era sembrata una ipertrofia prostatica benigna.
Non avevamo fatto una biopsia per i soliti problemi economici dei nostri pazienti. Il PSA lo avevamo ritenuto inutile in quanto il paziente era portatore di catetere vescicale a permanenza.
Ci eravamo quindi preparati per la prostatectomia transvescicale che di solito facciamo.
In sala i problemi sono iniziati nella fase di escissione digitale dell’adenoma prostatico: la prostata era durissima e non si riusciva assolutamente ad isolare un piano di clivaggio tra la ghiandola e la capsula.
Sono passati attimi eterni; avevo il dito dolorante ed il sudore grondava abbondante sulla fronte, colando poi giu’ sul collo e sulla schiena.
Infine, ad un certo punto, si e’ staccato qualcosa.
Pensavamo di aver finalmente rimosso il grosso adenoma, ma, con grande costernazione ci siamo accorti che con esso era venuta via anche gran parte della vescica (miracolosamente la barra interureterale era rimasta in sede, e gli ureteri “davano” urina limpida in quel che rimaneva della vescica disastrata).

martedì 16 ottobre 2018

L'esame

Era il giugno 1976, ed io sedevo su un banco dell’aula-studio dell’Istituto Salesiano di Lombriasco (To). Ero terrorizzato, mentre aspettavo che Don Franco leggesse il titolo del tema per il nostro esame di terza media.
Poi la sorpresa: era veramente facile, e oggi direi anche scontato. “Che cosa voglio fare da grande?”
Ricordo con grande vivacità che mi sono messo al lavoro immediatamente, ed ho svolto il mio componimento sviluppando l’idea che sarei diventato un medico missionario.
Le parole scorrevano libere ed io mi sentivo sollevato… l’esame sarebbe iniziato bene: ricordo di aver scritto che sarei andato in Burundi… non so neppure perché. 
Certo non avevo conoscenze geografiche sufficienti per capire di quel che stavo parlando. La mia immaginazione mi portava però a pensare ad un piccolo villaggio, in cui io, medico bianco, vivevo in una capanna del tutto simile a quelle della gente a cui mi ero totalmente votato. 
La mia casa aveva il tetto di paglia, come tutte le altre, e si affacciava su un grande spiazzo di terra bianchissima, come le spiagge dell’Africa Orientale.

lunedì 15 ottobre 2018

Di morire proprio non ne ho voglia

Durante la gravidanza della mamma non e’ stato per niente facile. Pur essendo solo un piccolo feto, io l’ho avvertito da tempo che non ero voluta. 
Attraverso i muri uterini che mi univano e mi separavano da lei, la sentivo spesso piangere: erano rumori ovattati, ma dolorosissimi per me, peche’ sapevo di essere la ragione di quelle lacrime.
Quando singhiozzava, i sussulti della sua pancia mi strattonavano in modo sinistro.
“Perche’ piangere per avermi messo al mondo? Sono stata forse io a chiedere di essere generata? 
Avrei voluto essere un dono per la mia mamma; invece sin dal primo istante mi sono sentita solo un peso ed un problema da risolvere a qualunque costo. Che brutto quando si inizia la propria esistenza da “non voluti”.
Mia madre diceva alle sue amiche che quel rapporto sessuale era stato un errore; che quel ragazzo irresponsabile ora negava la paternita’, e che lei si sarebbe trovata sbattuta fuori da scuola a causa di quella gravidanza iniziata per una leggerezza.
Io da dentro urlavo e le chiedevo come fosse possibile che io fossi uno sbaglio; volevo che mi spiegasse che cosa avessi fatto di cosi’ terribile, per meritarmi quella definizione.
Ma il triste e’ che i bimbi nel seno materno odono molto bene i discorsi ed i pensieri, belli o brutti, delle loro mamme... ma il viceversa non capita quasi mai.
Anche io piangevo... ma allo stesso tempo crescevo, forse contro il desiderio di mia mamma; e sempre piu’ in me si radicava la volonta’ di vedere il mondo di fuori, quello che dalla cavita buia delle acque amniotiche potevo solo ascoltare e immaginare, come se fossi cieca.

domenica 14 ottobre 2018

Cosa sarà mai successo?

Doveva essere dimessa domani.
Era in pieno benessere.
Era stata operata di frattura femore 5 giorni fa.
Era contenta e camminava con le stampelle dal secondo giorno post-operatorio.
Poi alle 22 di stasera improvvisamente ha sviluppato dispnea importante.
Le mancava l'aria.
L'infermiera ha appena avuto il tempo di farle del cortisone in vena e di chiamarmi.
Quando sono arrivato era gia' spirata.
Ho provato un senso di vuoto e di fallimento.
Era stata un'operazione difficile, ma avevo fatto un buon lavoro, considerate le condizioni della frattura.
La donna era felice di andare a casa domani...ed invece ci e' spirata improvvisamente davanti.
Con il senno di poi, penso che sia stata un'embolia polmonare, complicazione descritta in tutte le chirurgie e relativamente comune nei casi di frattura.
Lo so che puo' capitare, ma al momento in me prevale la costernazione.
Ho perso altri malati in questo modo...dopo prostatectomia, dopo un'altra frattura (quella era una tibia), una volta anche dopo mastectomia.
Pero' non mi ci abituo mai.

sabato 13 ottobre 2018

Massacro ortopedico

Oggi e' stato un sabato campale, come di solito ormai accade a Chaaria. Sala operatoria dal mattino alle 8 alla sera alle 20. A causa del numero enorme di pazienti in attesa di intervento, oggi ci siamo dedicati esclusivamente all'ortopedia...grande settore emergente per il nostro ospedale.
In genere sono fratture dovute ad incidenti della strada, ma in due casi oggi si trattava di rovinose cadute.
In sala oggi avevamo fratture di femore, tutte molto complesse, perche' in mille pezzi e con ossa esposte; fratture di tibia ancor piu' complicate. Per non parlare di due fratture dell'arto superiore che mi hanno fatto perdere qualche anno della mia vita: la prima coinvolgeva radio ed ulna e li aveva ridotti praticamente in poltiglia.
La seconda era una fratture inveterata di gomito, con il patto omerale in mille pezzi.
Sono veramente stanco, nella testa certamente, perche' sono stati interventi ad alta tensione, ma anche fisicamente: ridurre fratture, usare martello e trapano, stanca molto pure fisicamente, ed a volte ti rende simile ad un falegname che tira, suda, martella e sega, prima di poter ricostruire.

venerdì 12 ottobre 2018

Impotenza e dolore

Bisognava fare qualcosa per tentare di salvarle la vita.
Le sue condizioni erano pessime.
Diabete scompensato che le aveva causato una osteomielite del piede sinistro con gangrena umida e puzzolente ormai fino al ginocchio.
Febbre e stato settico; insufficienza renale cronica, probabilmente legata al diabete.
L’unica speranza di sopravvivenza stava nell’amputazione: ne avevamo parlato a lungo nel tanfo quasi insopportabile che circondava il suo letto. Dapprima non voleva, e si era poi convinta dopo vari giorni di ripensamenti e solo al vedere quell’arto putrefarsi sotto i suoi occhi.
Eravamo entrati in sala pieni di speranza: la glicemia era controllata dall’insulina, l’emoglobina era al di sopra dei 10 grammi; la creatinina purtroppo era 2... ma dovevamo agire comunque, prima che uno shock settico si portasse via la nostra malata.
Io e Makena eravamo già “lavati”, in attesa che l’anestesista facesse la spinale. Nessuno avrebbe potuto prevedere quanto sarebbe successo di lì a breve.
Infatti, non appena l’operanda era stata messa in posizione orizzontale, si è verificato un calo pressorio importante e l’arresto respiratorio.

giovedì 11 ottobre 2018

La mia idea di medico

Ho sempre creduto che la professione medica sia soprattutto una chiamata, una vocazione.
Questa e’ una delle ragioni per cui ho scelto la vita religiosa prima ancora della professione medica.
Penso che il medico sia prima di tutto chiamato a lottare sempre per la vita. Questo e’ il concetto base del giuramento di Ippocrate, ma credo importante che ce lo ripetiamo quotidianamente per non dimenticarcelo.
Lottare per la vita e’ la nostra priorita’, e la nostra caratteristica principale come medici.
E’ vero che tante volte il nostro servizio alla salute ed alla vita incontra invece la morte, ed e’ altrettanto vero che talvolta la morte e’ piu’ potente di tutti i nostri sforzi; cionondimeno il nostro impegno e’ sempre quello di salvare, di far star meglio, di guarire.
Quante volte, anche recentemente, i miei sforzi hanno avuto come esito la morte del malato!
Quello che conta, e cio’ che rende il mio operato etico, e’ comunque il fatto che il mio tentativo e’ sempre stato quello di salvare la vita. 

mercoledì 10 ottobre 2018

Quando alla sera finiamo tardi

Alla sera, uno dei problemi che ci poniamo, dopo aver finito l’immensa coda di malati, e’ quello di come sistemare le persone che non hanno piu’ la possibilita’ di trovare un matatu e non possono tornare a casa a piedi durante la notte.
Normalmente donne e bambini vengono sistemati su un materasso che poniamo sul pavimento di uno degli ambulatori: a loro offriamo coperte ed un po’ di colazione.
Agli uomini invece offriamo barelle e panche nella sala di attesa esterna: pure a loro diamo coperte e colazione, ma non li accogliamo all’interno, perche’ abbiamo avuto dei casi di violenza, e lo staff (quasi del tutto femminile) ha paura di loro.
Normalmente, verso le 6 di mattina, alle prime luci dell’alba, essi iniziano il loro cammino verso casa, e lo staff pulisce ambulatorio e sala di attesa, prima dell’arrivo dei pazienti del nuovo giorno.

martedì 9 ottobre 2018

La vita è dura

Anche oggi a tutte le ore centinaia di mamme e papà hanno bussato alla porta dell'ospedale. 
Portavano i loro piccoli dopo ore e ore di cammino a piedi o in bicicletta. Per una coppia di genitori è stato troppo tardi. La malaria aveva già cantato vittoria sul corpicino indifeso della loro Dorcas. 
Oggi è giunta anche una giovane donna. Era stanca e sporca di terra. Stringeva al petto la sua bimba di pochi mesi ormai in coma per la malaria. 
Nel suo sguardo ho visto disperazione, paura e supplica fiduciosa di un miracolo. In pochi minuti sono riuscito a trovare la giugulare per la trasfusione di sangue. 
Ero convinto che dopo quell'intervento la piccola si sarebbe ripresa. Invece non ce l’ ha fatta e Florah è andata in paradiso dopo le prime gocce di sangue infuso. 
Il suo cuore era già scompensato e non ha saputo reagire, neppure quando il flusso vitale ha iniziato ad entrare nelle sue vene.
Ho avvertito un dolore infinito. 
Quella mamma ha abbracciato per l'ultima volta la figlia - gli occhi gonfi di dolore e il volto sconfitto. Poi ha chiesto di andare a casa immediatamente anche se era notte, per ritornare dagli altri figli che ancora hanno bisogno della sua protezione... 

lunedì 8 ottobre 2018

Normale routine

Sto finendo la cena con i Fratelli, e mi sto godendo un’ottima macedonia, ma ecco che l’ospedale chiama nuovamente: si tratta di una mamma con un aborto a cui bisogna fare immediatamente un raschiamento.
Ci attiviamo e risolviamo il problema della paziente in pochi minuti… vado quindi in cappella per l’ultima preghiera della giornata, non senza preoccupazione per il generatore che ancora continua a bruciare diesel.
Spero tanto di poter andare a letto presto, ma subito dopo l’ultima antifona di compieta mi rendo conto che anche stasera sara’ improbabile. Vengo chiamato da Madidia che mi dice: “ vieni! Ci sono nuovi casi di violenza!”.
Giunto in ospedale vedo il corridoio dell’ambulatorio pieno di gente.
Due uomini sono completamente coperti di sangue.


domenica 7 ottobre 2018

Condoglianze vivissime

Con costernazione e dolore abbiamo saputo che la notte scorsa e' mancata la sorella del Dr Lino Marchisio, gia' presidente e socio fondatore della Associazione Volontari Cottolengo ed ora della Fondazione Davida.
La croce e' molto pesante sulle sue spalle quest'anno in cui di recente anche ha avuto il lutto della mamma.
A Lino esprimiamo il nostro cordoglio, la nostra fraterna vicinanza e la nostra amicizia.
Non ci sono parole in questi momenti, ma gli promettiamo la nostra povera preghiera.

Fr Beppe, Fr Giancarlo e tutti noi di Chaaria


sabato 6 ottobre 2018

Il dramma di non avere figli

Apro la porta per accogliere il prossimo paziente ambulatoriale. Mi trovo davanti una donna esile ed altissima. Il suo corpo e’completamente coperto di nero, ed il chador lascia  intravvedere degli occhi vivacissimi attraverso la minima fessura.
Come sempre vengo attratto dall’aura di mistero che circonda queste creature completamente nascoste al nostro sguardo. 
Con lei entra un uomo che veste abiti tradizionali islamici e porta in mano il rosario con i 99 grani corrispondenti alle litanie di Allah che il buon musulmano prega continuamente.
Chiedo alla paziente quale sia il suo problema; mentre parlo, guardo il marito direttamente, perche’ so che lei non potra’ rispondermi.
Parlera’ solo lui. Lui mi dice che sua moglie non riesce ad avere bambini, dopo 3 anni di matrimonio.
Io mi rannicchio tra le spalle e mi sento impotente. Chiedo al marito se potro’ visitare la moglie, metterle una sonda ecografica sulla pancia, mandarla a fare esami di laboratorio anche un po’ privati. 
Su questo l’uomo non ha problemi, a patto che lui possa essere sempre presente durante tutti i test clinici.
E’ sempre stato un po’ imbarazzante per me visitare una malata sotto l’occhio vigile dello sposo, ma ormai, dopo anni, mi ci sono abituato.
Quando ho bisogno di chiedere qualcosa alla donna, mi rivolgo direttamente al partner. Per altro so che lei non mi comprenderebbe perche’ quasi sicuramente non e’ mai andata a scuola e non capisce il kiswahili. 

venerdì 5 ottobre 2018

Pericardite essudativa in una bambina di 4 anni

Bessy e’ molto emaciata. Sembra marasmica. Ha 4 anni ma pesa solo 11 kg. E’ cosi’ debole che non riesca a camminare o a stare in piedi.
E’ stata trattata molte volte per polmonite in vari dispensare’, finche’ 10 giorni fa e’ approdata all’ospedale di Meru dove hanno fatto una lastra del torace, che ha dimostrato una enorme cardiomegalia.
A questo punto i medici l’hanno indirizzata al Kenyatta National Hospital per ecocardiografia e visita cardiologica, ma la mamma non ha soldi per andare a Nairobi.
E’ quindi approdata a Chaaria.
Dopo aver osservato la lastra del torace, veramente impressionante, abbiamo fatto un ECG che ha rivelato un microvoltaggio su tutte le derivazioni.
Ho quindi fatto un ecocardio, ed ecco la sorpresa che vedete anche nella foto allegata: non si tratta di cardiomegalia, ma di un enorme versamento pericardico. La frazione di eiezione e’ ridotta, al di sotto del 50%, anche se la bambina non e’ dispnoica o cianotica… e’ solo debole.

giovedì 4 ottobre 2018

Il collo dell'imbuto

Il mio scritto vorrebbe essere solo di aiuto nell’organizzazione delle future missioni chirurgiche su Chaaria.
Mi si chiede sovente: “Le infermiere di sala e le strumentiste in un team chirurgico italiano sono utili o meno?". Questa e’ una domanda che mi sono posto a lungo. E’ tanto che ci penso e mi sembra di poter dire di si’... soprattutto se si tratta di una sola strumentista per gruppo, la quale abbia voglia di lavorare in ottica di collaborazione con il personale di sala di Chaaria. La strumentista dovrebbe dedicare del tempo a stare con le ragazze incaricate dei ferri chirurgici; dovrebbe insegnare loro come si prepara l’allievo, e come si offrono i ferri al chirurgo. Magari potrebbe anche insegnare loro la nomenclatura internazionale degli strumenti in modo piu’ sistematico. Ma soprattutto le deve rispettare, e deve accogliere il modo in cui lavorano. Le nostre strumentiste sono molto brave e sono certamente competenti e preparate.


mercoledì 3 ottobre 2018

Malocchio o malattia?

Ali’ ha 5 anni di eta’, ed il suo viso e’ tondo come la luna piena.
Anche la sua pancia e’ ora distesa, mentre le sue gambe sono edematose.
Ce lo hanno inviato da Isiolo perche’ pensano ad una malattia di cuore e vogliono un ECG. La mamma pero’ e’ sicura che si tratta di malocchio e che ci sono degli spiriti che vogliono far soffrire il suo bambino.
Spendo un po’ di tempo con lei e cerco di convincerla del fatto che la malattia non e’ mai una punizione divina, neanche in un contesto animista, in quanto Dio e’ creatore, e quindi e’ colui che sostiene la vita. 
Non potrebbe essere Dio, se il suo compito fosse quello di far soffrire l’opera delle sue mani. Non sono convinto che la donna mi abbia creduto.
L’elettrocardiogramma era comunque negativo, mentre invece l’ecografia addominale rivelava dei reni gonfi e “non belli”, e la pancia era gia’ tutta piena di acqua. 
Ho richiesto un esame urina ed il test del colesterolo… e sono cosi’ arrivato a capire quale sia lo spirito che affligge il piccolo Ali’. 
Si tratta di sindrome nefrosica, una condizione molto comune qui a Chaaria. Pare che il piu’ delle volte sia causata dalla malattia reumatica; quella stessa condizione morbosa che tanti problemi ci da’, in quanto molte volte attacca il cuore e crea danni irreversibili alle valvole. 

martedì 2 ottobre 2018

Emozioni otorino

E' stato toccante vedere alcuni dei pazienti a cui era stata donata la coclea per udire dal gruppo di otorini recentemente a Chaaria: alcuni di loro avevano espressioni di entusiasmo senza controllo, davvero al settimo cielo.
Ricordiamo un giovane uomo che aveva perso l'udito prima della nascita del suo figlioletto. Era commosso e piangeva quando di colpo ha udito per la prima volta la voce di suo figlio di quattro anni.
Pensiamo a Lucy che ha una bambina piccola di circa un anno: Lucy era convnita che sua figlia fosse muta, perche' non la sentiva piangere, ed anche quando era malata e stava male di notte, non la sentiva e se ne accorgeva al mattino perche' vedeva il vomito sul cuscino.
Si e' commossa quando ha sentito il pianto della sua piccola.
E poi uno studente del Tharaka, che in qualche modo riusciva a leggere le labbra del professore: dopo aver ricevuto l'apparecchio alla domenica ed aver scoperto che ci sentiva bene, si e' fermato a messa in ospedale e poi ci ha lasciato una bella lettera di ringraziamento.

Il paziente peritonitico: approccio multidisciplinare in un ospedale africano


Giornata di formazione per il volontariato organizzata da: Fondazione Davida




lunedì 1 ottobre 2018

Ancora panga

La panga o machete non e' solo un'arma da taglio. 
E' anche un potente strumento offensivo che puo' addirittura causare fratture. 

Mi sono capitate fratture esposte di tibia e di femore da attacco con panga. Bisogna infatti pensare alla panga come ad una accetta affilata.
Il caso presentato oggi nella foto e' invece una brutto taglio da panga che, oltre ad aver causato frattura biossea dell'avambraccio, ha anche reciso muscoli e nervi. 
In casi del genere procediamo prima alla toeletta chirurgica con il fine di rimuovere sporco e terra, instauriamo una terapia antibiotica che dovrebbe controllare l'infezione, e dilazioniamo la fissazione con placche e viti di almeno una settimana, per scongiurare il pericolo di osteomielite.
Le fratture esposte da panga sono molto frequenti, anche se la causa principale rimane quella da incidente stradale, soprattutto da mototaxi.

Fr Beppe



domenica 30 settembre 2018

Ciao America!

Sono sull'aereo che mi riporta a Nairobi.
Venti giorni via da Chaaria, un pungente senso di colpa per la mia assenza ma tantissime esperienze nuove ed emozionanti.
Incontri fantastici con persone straordinarie.
Tante cose nuove imparate e spero interiorizzate per il bene dei pazienti.
Tecniche nuove di interventi chirurgici. 
Nuova tecnologia Sign offertaci gratuitamente per operazioni mai fatte prima. 
Tanta formazione e materiale didattico che potro' usare per disseminare tra lo staff le cose imparate.
Nuovi orizzonti nel campo della correzione della deformita'.
Collaborazioni di volontariato con chirurghi Sign che verrano a Chaaria ad operare nei prossimi dodici mesi con l'intento di insegnarci sul campo.
Donazioni di placche, viti e trapano da parte di Acumed.
E poi varie raccolte fondi per Sign in cui ho offerto la mia testimonianza...quasi come un modo per dire loro grazie di tutto quello che fanno per noi e per i nostri malati.
Sign ha pagato tutto: volo, corsi, vitto e alloggio.
Nel cuore tanta riconoscenza ed un grandissimo entusiasmo per servire ancora di piu' ed ancora meglio.
Grazie a Fr Giancarlo ed ai volontari che mi hanno sostituito.

Fr Beppe


sabato 29 settembre 2018

Tanti auguri, Pietro!

Con sentimenti di infinita riconoscenza porgiamo i nostri auguri piu' sinceri al Dr Pietro Rolandi che mi ha sostituito in questo periodo di formazione professionale. 
Grazie a Pietro per aver celebrato il compleanno a Chaaria, lontano dalla sua famiglia.
Grazie perche' lo ha fatto per me.
La torta e la festa esprimono solo in minima parte la nostra riconoscenza.
A noi si uniscono tutti i malati da lui serviti, operati o gastroscopizzati.
Un abbraccio.


Fr Beppe e Fr Giancarlo

venerdì 28 settembre 2018

Fortunato!

NN e' arrivato a Chaaria nel pomeriggio. 
Aveva una ferita da coltello sulla pancia.
Era sporco di sangue e di terra.
Le sue condizioni erano precarie.
Non si poteva aspettare.
Abbiamo quindi posticipato un intervento ortopedico al giorno seguente e siamo entrati in sala.
Il nostro paziente e' stato molto fortunato perche' non abbiamo trovato alcuna perforazione intestinale, se non una lieve speritoneizzazione del sigma.
L' operazione e' stata quindi veloce ed abbastanza agevole
Abbiamo suturato il peritoneo, lavato la cavita' addominale e richiuso.
Il malato sta recuperando bene.
Ovviamente sostiene di essere una brava persona e di essere stato accoltellatl dai soliti ignoti per ragioni che lui non conosce.

Fr Beppe

PS: la foto non e' di Chaaria ma degli USA...ma pian piano ci arriveremo...

giovedì 27 settembre 2018

Morire di tetano

Il tetano e' una dura realta' per Chaaria...non e' assolutamente una malattia debellata.
Di tanto in tanto ci sono nuovi casi, soprattutto in adulti.
Per fortuna negli ultimi anni non abbiamo avuto casi di tetano neonatale.
Per noi e' sempre una emergenza assai impegnativa e stressante.
Ricevi pazienti gravissimi, in preda a continue contrazioni muscolari. Bisogna isolarli in una stanza silenziosa e buia...ed a Chaaria questo e' molto difficile.
Hanno bisogno di attenzioni continue. Devono essere nutriti con sondino nasogastrico. Avrebbero bisogno di terapia intensiva, che pero' non e' disponibile.
Li accompagni nel loro calvario. Offri loro le medicine che hai a disposizione. Speri di salvarli.
A volte ci riesci e ti senti alle stelle. 
Spesso pero' non ce la fai e ti muoiono davanti agli occhi proprio quando sembrava stessero meglio. 
E' successo anche ieri a Chaaria e tutti erano devastati perche' sembrava proprio che il paziente avesse superato la fase piu ' critica. Al mattino aveva fatto colazione e parlato con i parenti. Al pomeriggio e' morto.

mercoledì 26 settembre 2018

Ultimi giorni in America

Sto vivendo l' ultima fase del corso di Ortopedia che in questa settimana mi ha tenuto super impegnato nell'ospedale di Portland (Oregon).
Ci siamo buttati a capo fitto per cercare di imparare al massimo nel campo della terapia chirurgica della deformita'.
Alla sera lavoriamo per Sign, rendendoci disponibili per eventi e presentazioni a scopo di raccogliere fondi.
Grazie a chi a Chaaria mi sta sostituendo, dandomi la possibilita' di questa incredibile occasione formativa.

Fr Beppe

martedì 25 settembre 2018

Fatto trasloco

Di cuore ringraziamo i generosi benefattori, ed in particolare l'Associazione Volontari Cottolengo di Torino, per aver sponsorizzato la costruzione del nuovo laboratorio analisi di Chaaria. 
In settimana abbiamo fatto trasloco ed ora l'ospedale ha ambienti spaziosi ed efficienti per il laboratorio centralizzato.
Grazie alla generosita' dei benefattori abbiamo anche nuovi macchinari, tra cui una efficiente e moderna cappa aspirante per i campioni di materiale organico contagioso.
Seppure ancora nelle prime fasi di attuazione, il laboratorio e' pure dotata di collegamento telematico con centro DREAM.
Ringrazio molto Fr Giancarlo che ha supervisionato i lavori edilizi l'acquisto dei nuovi macchinari ed il trasloco.

Fr Beppe



lunedì 24 settembre 2018

Grazie di cuore

Esprimiamo la nostra sincera riconoscenza a World Medical Aid ed a GN Resound for Africa per aver completato la campagna audiologica gratuita a favore di Chaaria.
Li ringraziamo soprattutto a nome dei 50 pazienti che hanno ricevuto l'apparecchio acustico gratuito.
Diciamo grazie anche a nome dei molti che sono stati visitati e curati.
Sono stati solo tre giorni. 
Saremmo stati felici se si fossero fermati di piu' perche' il bisogno e' tanto e molti sono coloro che non hanno potuto ricevere lo strumento per sentire.
Abbiamo pero' l'audiometro che rimane a Chaaria. Siamo stati formati ad usarlo.

domenica 23 settembre 2018

Ridare l'udito ai sordi

Questo messaggio evangelico trova piena attuazione a Chaaria per i prossimi 3 giorni, durante i quali si svolge un campo otorinolaringoiatrico gratuito per non udenti.

L'attivita' e' organizzata da World Medical Aid e da GN Resound for Africa.
Grazie a loro i nostri pazienti con problemi di udito ricevono visita ORL, esame audiometrico e apparecchio acustico a titolo completamente gratuito.
Gli specialisti inoltre ci donano l'audiometro e offrono la formazione necessaria ad usarlo per due nostri infermieri. Continueremo quindi a fare screening ed essi ci manderanno nuovi apparecchi acustici per i non udenti.
La risposta della gente e' stata incredibile, perche' il bisogno e' tanto ed gli apparecchi acustici molto costosi.
Gli specialisti lavoreranno anche domani che e' domenica per aiutare quanto piu' sara' loro possibile.
Oggi sono stati visitati oltre 50 pazienti e sono stati donati 25 apparecchi uditivi. Molti sordi ora ci sentono.
Siamo molto riconoscenti.

Fr Beppe


sabato 22 settembre 2018

Grazie Pietro ed Elisabetta

La presenza a Chaaria di Pietro ed Elisabetta ci ha permesso di mantenere il solito livello di prestazioni in campo chirurgico ed ostetrico-ginecologico.
Settembre e' sempre un mese di altissima densita' in sala parto, ed i cesarei sono tanti di giorno e di notte. 
Ringrazio di cuore Elisabetta per il suo lavoro instancabile.
Pietro mantiene alto il livello delle nostre prestazioni chirurgiche e riesce sempre ad azzerare la lista di attesa. 
Inoltre ha tenuto aperto anche il servizio di endoscopia digestiva. 
Lo ringrazio quindi per entrambi gli aspetti.
Non vedo l'ora di finire i corsi intrapresi e di tornare a Chaaria.

Fr Beppe




venerdì 21 settembre 2018

La morte di Fratel Argese

E ' andato in Paradiso ieri, dopo una crisi respiratoria. 
Ha raggiunto il meritato riposo dopo una lunga vita missionaria in Kenya, iniziata nel lontano 1966.
A Fr Giuseppe Argese dobbiamo lo stupefacente progetto del Mukululu Water Project, di cui recentemente abbiamo parlato sul blog e su facebook.
Grazie a lui piu' di 200.000 persone hanno avuto l'acqua.
Fr Argese ha anche ideato, progettato e costruito il santuario della Consolata a Mukululu.
E' stata una figura importante nella progettazione edilizia di Chaaria. A lui dobbiamo i disegni di moltissime chiese e cappelle nel Meru.
Molti volontari lo hanno incontrato nelle loro gite in foresta.
Io ho avuto l' onore di essere il suo medico.

giovedì 20 settembre 2018

Grazie a Riccardo!

Mentre mi accingo a iniziare il mio ultimo corso americano e mentre cerco di impegnarmi al massimo per imparare cose utili a Chaaria ed ai suoi pazienti, il mio cuore va costantemente all'ospedale che ho lasciato 9 giorni fa. Mi sembra un'eternita' che ci manco ed ho voglia di tornare.
Avevo tanta angoscia nell'accettare questo pacchetto formativo ortopedico che Sign sponsorizza completamente sia per me che per la dottoressa Makandi.
Una delle preoccupazioni maggiori era proprio l'ortopedia. Temevo che per tutto questo tempo avremmo sospeso le operazioni e che le fratture avrebbero dovuto aspettare il mio ritorno per l'intervento.
Invece, con sommo piacere, constato che Riccardo e Pietro continuano ad operare alla grande. Hella mi manda le foto delle lastre e vedo ottimi risultati post-operatori.
Che bello!!! Grazie a entrambi!!!
La cosa piu' importante e' di non sospendere i nostri servizi ai bisognosi...e ci stiamo riuscendo!

mercoledì 19 settembre 2018

Storia vera

Era l'inizio di settembre.
E' arrivata in ospedale in un bagno di sangue.
Giaceva su una barella con un mucchio di stracci intrisi di sangue sulla pancia. Una donna glieli comprimeva con forza per fermare l'emorragia.
Stava malissimo.
La pressione era imprendibile ed era molto anemica.
Un gruppo di parenti urlava attorno a lei.
Siamo intervenuti immediatamente cercando di capire cosa fosse successo.
La storia e' stupefacente.
Si tratta di una donna all'ottavo mese di gravidanza, accoltellata nella pancia dal marito ubriaco.
Storia triste di violenza domestica! Purtroppo non un caso isolato!
Dopo aver stabilizzato le condizioni generali con liquidi, antibiotici e trasfusioni, siamo entrati in sala.
Fortunatamente non abbiamo trovato anse intestinali perforate.
Il coltello era entrato direttamente dalla cute all'utero, perforandolo.
C'era molto sangue in addome ma noi eravamo abbastanza sollevati dalla situazione che si presentava non cosi' disastrosa come ci saremmo aspettati. 
Potevamo salvare anche l'utero!

martedì 18 settembre 2018

I corsi in USA


La settimana scorsa abbiamo vissuto una esperienza molto forte alla conferenza annuale di Sign. E' stato un momento bellissimo di apprendimento e di condivisione di ideali. Abbiamo anche sperimentato la mondialita' ed il comune ideale di aiutare i piu' poveri.
Questa settimana siamo tornati sui banchi di scuola e a San Fancisco stiamo frequentando un corso intensivo di chirurgia plastica sui lembi.
Alterniamo lezioni teoriche e sessioni pratiche su cadavere.
Il corso ci permettera' di prenderci cura di fratture esposte con perdita di sostanza muscolare e cutanea.
Avremo anche un altro corso sulla terapia chirurgica della deformita' ossea.
Impareremo a usare fissatori esterni e Ilizarov.
Tutto e' sponsorizzato da Sign a cui va la mia sincera gratitudine.
Credo che queste nuove conoscenze ci aiuteranno molto a servire i nostri pazienti con maggiore competenza.


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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