martedì 2 settembre 2014

Inocencio


Anche il buon Inocencio ci ha lasciati.
Era all’Asilo da meno di un anno. Fino a qualche anno fa viveva “nel campo”, in campagna, dove si manteneva con un po’ di terra in affitto e qualche lavoro saltuario. 
Quattro anni fa un ictus cerebrale lo immobilizza e una sua figliastra lo porta a Esmeraldas, a casa sua, in uno dei quartiari più poveri della città.
Dopo qualche anno però l’assistenza a Inocencio diventa pesante, impegnativa. Anche per il suo carattere e perchè non ha accettato questa sua nuova condizione di vita. Lui peggiora e avrebbe bisogno di fisioterapia oltre che di appropiate cure mediche.
Così con l’aiuto del Parroco de “La Merced” ricorre al nostro aiuto.
Inutile dire che appena l’ho visto seduto malamente su una sedia in una stanza completamente spoglia di tutto, ho riconosciuto un caso...cottolenghino!
Tempo di preparare un letto e il giorno dopo Inocencio era già tra noi. Era il 25 ottobre dell’anno scorso.

lunedì 1 settembre 2014

Murillo e Nicolas


Ciao a tutti.

Eccomi qui ancora a Tachina dopo la “disavventura chirurgica” che mi ha tenuto in Italia un paio di mesi.

Ringrazio di cuore i miei confratelli Pietro e Roberto per aver portato aventi così bene il molto lavoro di questi mesi e ringrazio naturalmente tutti i cari ospiti dell’Asilo che mi hanno riaccolto fra loro con tanto amore.

Mentre ero in Italia è morto Gilberto Murillo e appena arrivato, Domenica scorsa, è mancato anche Nicolas Batallas. Due cari anziani che certamente gli ultimi volonatri venuti a Tachina ricordano.

Gilberto è arrivato la prima volta tra noi il 3 Gennaio 2010: aveva problemi di deambulazione, però un po’ camminava e per lui l’ambiente dell’Asilo era troppo...stretto! Preferiva la “musica” delle strade caotiche della città. 
Per questo se n’è andato un paio di volte, ma dopo pochi giorni la polizia sapeva dove riportarlo! Era una persona simpatica, socievole anche se mentalmente un po’ limitato e confuso. 

domenica 31 agosto 2014

Lettera da Pierantonio Visentin


Caro Superiore, caro fr. Beppe,
in prossimità della Trigesima di Fratel LODOVICO desidero soffermarmi sul servizio che voi Fratelli di Chaaria gli avete reso in questi anni, con amore, per assisterlo e per sostenerlo nel suo declino fisico. 
I Fratelli che sono o che sono stati a Chaaria, per i loro servizi di autorità e di obbedienza, hanno fatto una carità che ha consentito a fr. Lodovico di ritirarsi ad una vita in tutto simile a quella dei religiosi della vita contemplativa, permettendogli di mettere a frutto il dono dell’integrità mentale con la preghiera, che il Santo ricordava essere la cosa più importante, quella che fa andare avanti la Piccola Casa. 
Una carità che lascia una testimonianza di grande devozione vostra, e sua, con una senescenza vissuta nell’umiltà e nella progressiva semplificazione, fino a rendersi essenziale nella preparazione al distacco e al premio finale.
E’ stata una carità fraterna tanto apprezzata da fr. Lodovico, che solo con parsimonia (e con ritrosia) concedeva ad altri di sostituirsi a voi in alcuni servigi. 

martedì 26 agosto 2014

Alex the dentist

Caro Alex,

a Chaaria ti pensiamo sempre ed è per questo che non ci siamo dimenticati che oggi è Sant'Alessandro.
Ti porgiamo i nostri auguri più sinceri per il tuo onomastico, e ti assicuriamo la nostra preghiera per te e per tutta la tua famiglia.
Ti ringraziamo per l'amicizia, per tutte le volte in cui sei venuto a fare del volontariato da noi qui a Chaaria, per tutto il materiale odontoiatrico che ci mandi e per il lavoro che fai per noi in Italia formando e indirizzando gli aspiranti dentisti-volontari.
Grazie di cuore anche per essere uno dei nostri blogger.
Il mio augurio è che la tua vita sia piena di gioie e soddisfazioni, soprattutto nella tua famiglia.
Mi auguro anche di poterti ancora vedere qui a Chaaria per qualche tempo di lavoro insieme.
Ciao, un abbraccio ed auguri ancora.

Fr Beppe, anche a nome di tutti i tuoi amici di Chaaria (incluso Kimani)
 
 

lunedì 25 agosto 2014

Buon Onomastico, Fratel Lodovico!

Oggi che era la tua festa abbiano sentito ancora di più la tua mancanza.
E' strano, ma la nostalgia di te non accenna a diminuire con il passare dei giorni.
Ci manchi ancora moltissimo, anche se lo sapevamo che eri stanco della tua vita solitaria in camera e preferivi il Paradiso.
Ci manca la tua presenza orante: eri per noi come un parafulmine su cui contavamo molto.
Ci manca l'appuntamento nella tua stanza per la preghiera del Vespro al lunedì, ci manca l'impegno di portarti la comunione in camera tutte le mattine.
Ancora adesso a volte ci viene da pensare che forse abbiamo dimenticato di portarti il thermos con il latte che tu sorseggiavi pian piano lungo la giornata.
Era un appuntamento molto significativo quello di venire a salutarti, ogni volta che tornavamo a Chaaria dopo una assenza: sempri ci accoglievi con amore!
Ora sei in Paradiso, invitato a quel Banchetto Celeste che hai così tanto desiderato.
Noi ci sentiamo un po' più soli ed avvertiamo la tua mancanza.
Vorremmo a volte i tuoi consigli, il tuo parere... ma quel tempo è passato.
 

venerdì 22 agosto 2014

Inpatients


A differenza dell'outpatient, che è il paziente ambulatoriale, l'inpatient è il paziente ricoverato.
L'inpatient è diverso. No, ho sbagliato subito, l'in. è lo stesso che quando avevi visto come out. non ti ha mai guardato in faccia, che è entrato e uscito senza salutarti e tanto meno ringraziarti, ma.....ti ha conosciuto, ti ha visto in sala operatoria, ti ha visto quando eri preoccupato quando stava male, ti ha visto sollevato quando andava meglio, ti ha visto quando sei andato a trovarlo prima di dormire, o di notte dopo un cesareo...e ha capito.
Ha capito che non sei li per sfruttarlo (o peggio) come per generazioni ha fatto l'uomo bianco (muzungu); ha capito che sei li per lui, per cercare di aiutarlo, ed ecco che, soprattutto le Donne (come già detto altrove Donna africana va scritto con la maiuscola!), quando ti incontrano per l'ospedale ricambiano il tuo cenno di saluto e il tuo sorriso, senza parlare, quasi timidamente, ma non occorre di più. 
 

giovedì 21 agosto 2014

Impegni associativi

Vi comunico i prossimi impegni associativi che avranno luogo nei Locali della Piccola Casa della Divina Provvidenza - via Cottolengo 13 - Torino.

- sabato 25 ottobre e domenica 26 ottobre p.v.:
Selezione e formazione dei nuovi aspiranti volontari e contestuale aggiornamento obbligatorio per i volontari che intendono recarsi in Missione a Chaaria e Tachina

- sabato 13 dicembre: 
Concerto natalizio

Dal mese di ottobre sarà possibile acquistare :
- Il calendario 2015 il cui ricavato andrà a favore delle missioni di Chaaria e Tachina;
- le magliette pro Chaaria
- ll libro " Ad un passo dal cuore "

Per eventuali prenotazioni inviare una mail a:

Bruno Castellino br1caste@libero.it
Lino Marchisio linomarchisio@vodafone.it,

Sarà nostra cura coordinare la distribuzione con la collaborazione dei Referenti Regionali.
Entro il mese di settembre verranno comunicati nel dettaglio i piani di lavoro previsti durante la formazione ed il programma del concerto natalizio

Il Consiglio Direttivo
 
 

mercoledì 20 agosto 2014

Naomi torna a scuola

La nostra Naomi questa settimana è a casa della nonna per un periodo di vacanze.
Al suo ritorno avrà pochi giorni a disposizione per dedicarsi aglivacquisti necessari per la scuola, ed il 3 settembre inizierà il corso di diploma da segretaria.
Abbiamo trovato una scuola governativa a Meru dove altre delle nostre segretarie hanno studiato. Quell'istituto ci sembra il migliore per Naomi, in quanto è vicino a Chaaria, e quindi facilmente raggiungibile in caso di problemi di salute della ragazza.
Inoltre non ha barriere architettoniche: classi, dormitori, biblioteca e refettorio sono infatti tutti a piano terra.
Naomi sarà una studente interna, in quanto questo è obbligatorio in Kenya, e dovrà quindi dormire in istituto ed lavarsi la biancheria:
da questo punto di vista, ripetere l'ultimo anno delle superiori nella scuola convitto lontano da Chaaria è stato un periodo di ottima preparazione.
Naomi è contenta del nuovo corso di studi e non vede l'ora di iniziare.
 

L'outpatient

L'outpatient è, per dare un'idea, l'equivalente del paziente ambulatoriale nostrano, che raggiunge l'ospedale a piedi, in bicicletta, ma soprattutto con il MATATU, che è una specie di pulmino con un numero variabile di posti e un numero soverchiante di occupanti.
Il nostro paziente medio non è ricco per cui nessuno arriva in moto e tantomeno in auto.
Qualche urgenza capita che arrivi in moto taxi (piki piki).
Gli appassionati del blog avranno visto qualche foto di queste moto improbabili che viaggiano su queste strade ancora meno probabili (che definire sterrate è un eccesso di ottimismo), con 4-5 persone a bordo.
Orbene capita che qualche Donna (la donna africana esige la maiuscola) in travaglio di parto o con qualche altra urgenza ostetrico ginecologica (molto frequenti) arrivi con questo mezzo strombazzante e con radio a tutto volume (se non hai la radio sulla moto non sei nessuno), accompagnata, oltre che dal conducente (l'unico col casco) da un numero variabile di parenti secondo la stazza degli stessi.
Ma torniamo agli outpatients, a differenza dei nostri ambulatoriali, essi non arrivano su prenotazione, in giorni e ore stabiliti, bensì arrivano come una marea montante diurna (di notte non si viaggia) col picco massimo in tarda mattina.



domenica 17 agosto 2014

Il calabrone non lo sa (e noi neppure)


Una volta lessi, probabilmente su un giornale poco scientifico, che accurati e approfonditi calcoli e studi avevano decretato che il calabrone, per la forma, la stazza e la scarsa portanza delle ali, non poteva volare. Fortunatamente per loro i calabroni non hanno studiato, non lo sanno e continuano a volare.
Mi è tornata alla mente questa storiella perché in questi giorni, a Chaaria, è stata fatta la disinfestazione.
Chi è stato qui sa che i sottotetti erano pieni di calabroni che ti accoglievano al mattino con un rumoroso e sinistro ronzio danzando in due o tre al di la della reticella metallica delle finestre; li ritrovavi poi scendendo in ospedale, passando sotto la spiovenza dei tetti dei buoni figli, sempre sospesi a mezz'aria, inquietanti ma indifferenti al tuo passaggio.
Già in passato mi avevano spiegato che fanno i nidi facendo grossi buchi nelle travi del tetto minandone la robustezza.


venerdì 15 agosto 2014

Pietro l'Africano


Carissimo Pietro,
è stato proprio bello lavorare con te in queste due settimane di fuoco. Sei stato, come sempre, il solito uragano incontrollabile di servizio e di donazione!
Come di consueto sei riuscito a mettere a dura prova la mia resistenza fisica con i tuoi ritmi incredibili, ma abbiamo lavorato insieme in perfetta armonia, ilarità e totale accordo.
Quando ci sei tu è ormai la norma operare 7 giorni alla settimana e con orari vertiginosi. Insieme a Luciano, siete gli unici capaci di sfiancarmi con i vostri ritmi di lavoro insostenibili.
Lavorare con te è sempre bello e rilassante.
In sala operatoria mi dai sicurezza ed abbassi il livello di adrenalina: se opero un addome acuto da solo, ne esco stremato e fradicio come un pulcino; se lo faccio con te, ne vengo fuori non così stanco, e senza una goccia di sudore sulla fronte.
Grazie davvero di tutto!
Grazie per le tiroidectomie e per tutti i mega-interventi addominali che non avrei potuto fare senza di te.
Il mio grazie si unisce naturalmente a quello dei pazienti che forse non lo hanno saputo verbalizzare, ma lo sentono profondamente nel cuore. 


giovedì 14 agosto 2014

Lodovico


Nel 2007, per la prima volta sono arrivato a Chaaria, intimidito e curioso di cosa avrei trovato.
All’ora di cena, nella grande sala del refettorio, Maria Grazia Giacomo ed io ci siamo uniti ai numerosi giovani novizi studiavano lì , a Fr. Beppe, a Fr. Lorenzo che ci aveva portato da Nairobi. Nell’angolo lontano della tavola, sedeva, in silenzio, un uomo anziano, magro, con capelli a spazzola grigio ferro, la schiena un poco curva. Ci spiegarono che era Fr. Lodovico che aveva costruito la Missione molti anni prima. Questo aspetto austero era contraddetto dal sorriso dolce, quasi infantile quando gli fummo presentati.
La cosa che mi colpì molto accadde nei giorni seguenti: gli impegni in ospedale spesso ci impedirono di essere puntuali alla mensa comune; si mangiava attingendo dal carrello ed al termine, mentre ci accingevamo a lavare i piatti,fummo fermati, non ricordo da chi, perché Fr. Lodovico, ormai novantenne voleva essere lui a lavare i piatti dei ritardatari: era la sua terapia occupazionale, disse ed un atto di grande umiltà, secondo me. 

mercoledì 13 agosto 2014

Fiori d'arancio


I Fratelli Cottolenghini di Chaaria si uniscono alla gioia del Dr Giuseppe Farnese e della sua amata Gessica nel giorno del loro matrimonio.
Assenti dalla celebrazione fisicamente, lo sono però in spirito con la preghiera e l’amicizia.
Augurano agli sposi novelli tanta felicità per la loro vita insieme che oggi ha il suo inizio.
Felicitazioni sincere.
La comunità di Chaaria

martedì 12 agosto 2014

Il funerale di un Santo

E’ stato un momento di grande commozione per tutti.

Fr Lodovico ha ricevuto il tributo di un numero grandissimo di persone: sarebbero sicuramente state molte di più se non si fosse trattato di un giorno feriale e lavorativo!
E’ venuto il Vescovo Salesius Mugambi, appena tornato da un viaggio all’estero, ed ha presieduto la celebrazione. C’era il vicario generale della Diocesi Father Basilio, l’amministratore generale della stessa, Father Mbiko; e poi moltissimi preti diocesani e suore di altre congregazioni.
I sacerdoti cottolenghini c’erano tutti, a parte Father Bernard che è rimasto a Nairobi per la Messa al Centro di Langata. Erano presenti i seminaristi cottolenghini. Commovente vedere sia Don Giusto che Don Fiorenzo, che per tanti anni hanno collaborato con Fr Lodovico a Tuuru! Anche le suore cottolenghine erano moltissime, e mi piace ricordare la presenza in persona della Delegata Sr Francesca Moiana, oltre che di molte sorelle keniane della prima ora che hanno vissuto a fianco di Fr Lodovico a Tuuru.
I Fratelli di Chaaria erano tutti presenti e commossi: mancava solo Fr Albert, trattenuto a Nairobi da improrogabili impegni scolastici.


lunedì 11 agosto 2014

Lodovico: un autentico "fratello" per me!


Difficile esprimere i miei sentimenti in questo momento in cui il dolore per la perdita di Fratel Lodovico, necessariamente si confonde alla gioia di averlo conosciuto e alla consapevolezza che dopo una lunga vita ha ottenuto il riposo eterno. 
Non nascondo che in questi primi giorni è il dolore a prevalere, fin da venerdì mattina quando Fratel Lodovico è spirato fra le mie mani. 
Un evento che aspettavamo, che sapevamo che lui desiderava, ma che in quel momento mi ha commosso profondamente e mi ha immediatamente dato un senso di grande solitudine. Provo a condividere alcuni ricordi dettatti dall’emozione di questo momento.
Ho incontrato Fratel Lodovico la prima volta nel luglio del 2007 quando sono giunto a Chaaria. Mi ricordo la mia “soggezione” e il mio rivolgermi a lui con il “lei”, ricordo anche il suo perentorio ordine di dagli del tu, perchè anche se anziano mi disse che eravamo fratelli. Ecco, Lodovico fin dall’inizio è stato un Fratello per me. 

domenica 10 agosto 2014

I miei ricordi di Fr. Lodovico


Sin da quando entrai in Congregazione nel 1981, la figura di Fr Lodovico è stata centrale nella nostra formazione. Lui era già in Kenya e di lui sentivamo solo parlare. Ci veniva comunque descritto come uno dei pilastri fondamentali della nostra famiglia religiosa; come uno degli artefici della sua approvazione pontificia; come il primo superiore generale, ed anche come la punta di diamante della prima esperienza missionaria in Africa dei Fratelli Cottolenghini. 
Ci veniva inoltre presentato come un grande formatore, sia nell’ambito della vita religiosa che in quello delle arti infermieristiche.
Venivamo quindi a conoscere e ad ammirare una persona coerente e radicale tanto con se stesso quanto nei suoi rapporti con gli altri, una persona totalmente dedita a Dio nella preghiera e nel servizio incondizionato ai poveri. Era per noi certamente un modello da imitare.

sabato 9 agosto 2014

Fratel Lodovico


E’ vissuto da povero.
E’ vissuto con i poveri.
Ha servito i poveri dedicando a loro la sua lunga vita.
Ha seguito l’insegnamento del Vangelo, lasciando a noi un esempio da imitare.

Ho conosciuto Fr. Ludovico nel 2006, quando per la prima volta mi sono recata a Chaaria. Persona di poche parole, incuteva rispetto. Notavo questa persona, magra e avanti con gli anni che sedeva in chiesa, di fianco all’altare, un po’ nell’oscurità, passava diverse ore in preghiera. Di lui mi parlava Suor Oliva.
Una sera l’ho atteso all’uscita dalla cappella; mi ha teso la mano dandomi il benvenuto, i suoi occhi leggevano l’animo.
Ho voluto fargli una domanda: “ma come le è venuto in mente di costruire questa grande struttura, proprio qui, in mezzo ad una foresta, in un angolo sperduto del mondo? La sua risposta: “è stata la Provvidenza, la Provvidenza, noi siamo solo penne nella mani del Signore”. (come diceva Madre Teresa).


venerdì 8 agosto 2014

Fradel Lodovico è volato in cielo

I Fratelli Cottolenghini di Chaaria, con il cuore traboccante di lacrime, anche se con la certezza della vita eterna, annunciano la dipartita di Fr Lodovico Novaresio, nostro decano e fondatore della Missione di Chaaria.
Sapevamo che sarebbe successo e ce lo aspettavamo, ma oggi ci sentiamo svuotati e tristi: per noi di Chaaria è come aver perso il padre. Abbiamo anche perduto un grandissimo esempio di vita ed un potente intercessore davanti a Dio: Fr Lodovico pregava sempre per noi e per la Missione.
Per anni, Fr Lodovico è stato esempio stupendo di servizio incondizionato e di preghiera costante.
Negli ultimi tempi si era ritirato in una vita monastica e contemplativa in cui ha costantemente pregato per noi, pur rimanendo sempre attentissimo a tutte le problematiche della comunità, del centro e dell’ospedale. Ci ha sempre sostenuti ed incoraggiati in tutti i nostri progetti di servizio verso i poveri ed i malati.
Le sue condizioni di salute sono deteriorate d’improssivo esattamente due settimane fa.
Fr Lodovico è diventato sempre più debole; ha smesso di mangiare e poi anche di bere. Prima di perdere lo stato di coscienza alcuni giorni orsono, ha voluto il sacramento degli infermi, che ha ricevuto con fede e devozione. 


giovedì 7 agosto 2014

Rosella


E’ certamente una decana tra i volontari ed il rapporto di amicizia con lei dura da più di un decennio. 
Anche quest’anno Rosella ci ha dedicato 6 settimane di intenso lavoro in reparto, vicino ai più gravi ed ai morenti.
E’ una frase tipica di Rosella quella con cui si definisce il fanalino di coda o l’ultima ruota del carro a Chaaria: sarà pur vero quello che dice lei; comunque anche i fanalini posteriori e le ruote di scorta servono moltissimo a far sì che il carro continui a camminare bene.
Rosella ha aiutato il nostro personale nelle medicazioni delle piaghe, nel rifacimento dei letti, nel trasposto dei malati in carrozzella. 
Si è presa cura dei più gravi, imboccandoli e dando loro da bere. 
Ha anche pregato per e con i malati, preoccupandosi nel contempo di far chiamare il sacerdote quando qualcuno desiderava i sacramenti. 
 

domenica 3 agosto 2014

Il nuovo sogno di Sant'Egidio per Chaaria

Coloro che conoscono il nostro ospedale sanno che l’ambulatorio per TBC ed HIV è collocato in un’angusta casetta in legno e lamiera; si tratta di una struttura per altro riciclata, in quanto in passato la stessa costruzione era adibita a mortuario.
I pazienti sono sempre più numerosi e gli ambienti stanno via via diventando stretti e non rispondenti alle esigenze del servizio.
Sempre per il servizio ai malati sieropositivi, il governo del Kenya, in partnership con quello degli USA, ci ha donato un grosso tendone che usiamo per le sessioni di counseling comunitario, per la formazione su argomenti di prevenzione e di educazione alimentare, oltre che come ambiente per i prelievi nei giorni prefissati in cui abbiamo la conta dei CD4 e la carica virale.





giovedì 31 luglio 2014

Perforated appendicitis

The patient was admitted a week ago with unspecific, generalized abdominal pains. She was passing stool regularly and was not vomiting.

The full haemogram revealed a granulocytosis at about 15,000/ml. Stool test was positive for cysts of amoeba (which is a very common finding in our area). 
Widal test showed a mild positivity of 1:80 for both antigens O and H. Abdominal U/S was completely negative; there was no abdominal distention, no guarding, and intestinal sounds were present.
At first, we have considered the patient not to be surgical and we have put her on antibiotics (IV CAF and IV Metronidazole), thinking of enterocolitis secondary to enthamoeba histolitica and some kind of salmonella spp.
Three days later the patient has developed severe abdominal pains, important distension, some guarding, while intestinal sounds disappeared.
We have repeated the full haemogram and the WBCs were 14,000: we would have expected an increase of leucocytosis which we did not find.
Considering the condition of the abdomen, we have nevertheless chosen to do a laparatomy.

martedì 29 luglio 2014

Grazie di cuore

Nelle scorse settimane sono stato raggiunto in vacanza, dalla comunicazione del Presidente e dalle lettere di Nadia e Fr. Beppe che annunciavano la cessazione del blog di Chaaria . E’ stato per me una notizia terribile, che mi ha colpito dolorosamente “ ad un passo dal cuore” e preoccupato molto.
Poi fortunatamente la decisione è rientrata, nonostante la fatica che, sicuramente, questo comporta per chi gestisce il blog stesso e di questo li ringrazio veramente di cuore.
Io, come molti altri, sono un “drogato” dal blog, una vera e propria dipendenza, ogni sera lo consulto con attenzione, leggo ogni post e questa droga mi fa un gran bene.
Le notizie che, giorno dopo giorno arrivano, mi tengono in un contatto quasi fisico con Chaaria, mi fanno rivivere emozioni, il buio ed i suoni della notte, l’immensa stellata, la luna incombente, il grande carro che si vede a tardissima notte e non dopo il tramonto, mi raccontano con i casi clinici i progressi che ogni giorno si verificano, mi insegnano cose che nella mia lunga pratica clinica non avevo mai incontrato: le occlusioni intestinali da vermi nei bambini, come si presentano le ferita da panga a seconda delle situazioni e tanto altro.
In questo modo quella che è la mia presenza di un mese all’anno non si esaurisce con il decollo dell’aereo da Nairobi ma prosegue tutto l’anno; leggere le difficoltà della gente, il loro comportamento il loro culto dei morti, i le strutture famigliari di villaggio di tribù ed infinite altre cose è una motivazione permanente: ogni sera si rafforza la voglia di partire anche subito. 
 

domenica 27 luglio 2014

Povero piccolo!


Era nato a casa circa due settimane fa.
La mamma non si è accorta che non stesse bene ed ha aspettato troppo.
Sette giorni orsono è comparsa la febbre ed il peso del piccolo ha iniziato a diminuire. Quasi contemporaneamente la mamma si è accorta che la montata lattea era finita.
Invece di venire in ospedale ha deciso di rivolgersi allo stregone, o guaritore tradizionale, come qui lo chiamano.
Non so quali rimedi siano stati proposti: fatto sta che il bimbo è arrivato stasera a Chaaria in condizioni pessime: ha febbre a 41°C, è molto disidratato, ha la bocca piena di mughetto ed ha segni chiarissimi di malnutrizione.
Il suo peso è di due chili e settecento grammi.
Non è anemico ma ha la glicemia alta, forse perchè il suo organismo è sotto stress a causa della febbre altissima. I suoi polmoni sono abbastanza congesti ed il cordone ombelicale mostra segni di infezione.
Oltre che disidratato e denutrito, questo bimbo ha quindi anche una sepsi neonatale.



Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido