martedì 25 settembre 2018

Fatto trasloco

Di cuore ringraziamo i generosi benefattori, ed in particolare l'Associazione Volontari Cottolengo di Torino, per aver sponsorizzato la costruzione del nuovo laboratorio analisi di Chaaria. 
In settimana abbiamo fatto trasloco ed ora l'ospedale ha ambienti spaziosi ed efficienti per il laboratorio centralizzato.
Grazie alla generosita' dei benefattori abbiamo anche nuovi macchinari, tra cui una efficiente e moderna cappa aspirante per i campioni di materiale organico contagioso.
Seppure ancora nelle prime fasi di attuazione, il laboratorio e' pure dotata di collegamento telematico con centro DREAM.
Ringrazio molto Fr Giancarlo che ha supervisionato i lavori edilizi l'acquisto dei nuovi macchinari ed il trasloco.

Fr Beppe



lunedì 24 settembre 2018

Grazie di cuore

Esprimiamo la nostra sincera riconoscenza a World Medical Aid ed a GN Resound for Africa per aver completato la campagna audiologica gratuita a favore di Chaaria.
Li ringraziamo soprattutto a nome dei 50 pazienti che hanno ricevuto l'apparecchio acustico gratuito.
Diciamo grazie anche a nome dei molti che sono stati visitati e curati.
Sono stati solo tre giorni. 
Saremmo stati felici se si fossero fermati di piu' perche' il bisogno e' tanto e molti sono coloro che non hanno potuto ricevere lo strumento per sentire.
Abbiamo pero' l'audiometro che rimane a Chaaria. Siamo stati formati ad usarlo.

domenica 23 settembre 2018

Ridare l'udito ai sordi

Questo messaggio evangelico trova piena attuazione a Chaaria per i prossimi 3 giorni, durante i quali si svolge un campo otorinolaringoiatrico gratuito per non udenti.

L'attivita' e' organizzata da World Medical Aid e da GN Resound for Africa.
Grazie a loro i nostri pazienti con problemi di udito ricevono visita ORL, esame audiometrico e apparecchio acustico a titolo completamente gratuito.
Gli specialisti inoltre ci donano l'audiometro e offrono la formazione necessaria ad usarlo per due nostri infermieri. Continueremo quindi a fare screening ed essi ci manderanno nuovi apparecchi acustici per i non udenti.
La risposta della gente e' stata incredibile, perche' il bisogno e' tanto ed gli apparecchi acustici molto costosi.
Gli specialisti lavoreranno anche domani che e' domenica per aiutare quanto piu' sara' loro possibile.
Oggi sono stati visitati oltre 50 pazienti e sono stati donati 25 apparecchi uditivi. Molti sordi ora ci sentono.
Siamo molto riconoscenti.

Fr Beppe


sabato 22 settembre 2018

Grazie Pietro ed Elisabetta

La presenza a Chaaria di Pietro ed Elisabetta ci ha permesso di mantenere il solito livello di prestazioni in campo chirurgico ed ostetrico-ginecologico.
Settembre e' sempre un mese di altissima densita' in sala parto, ed i cesarei sono tanti di giorno e di notte. 
Ringrazio di cuore Elisabetta per il suo lavoro instancabile.
Pietro mantiene alto il livello delle nostre prestazioni chirurgiche e riesce sempre ad azzerare la lista di attesa. 
Inoltre ha tenuto aperto anche il servizio di endoscopia digestiva. 
Lo ringrazio quindi per entrambi gli aspetti.
Non vedo l'ora di finire i corsi intrapresi e di tornare a Chaaria.

Fr Beppe




venerdì 21 settembre 2018

La morte di Fratel Argese

E ' andato in Paradiso ieri, dopo una crisi respiratoria. 
Ha raggiunto il meritato riposo dopo una lunga vita missionaria in Kenya, iniziata nel lontano 1966.
A Fr Giuseppe Argese dobbiamo lo stupefacente progetto del Mukululu Water Project, di cui recentemente abbiamo parlato sul blog e su facebook.
Grazie a lui piu' di 200.000 persone hanno avuto l'acqua.
Fr Argese ha anche ideato, progettato e costruito il santuario della Consolata a Mukululu.
E' stata una figura importante nella progettazione edilizia di Chaaria. A lui dobbiamo i disegni di moltissime chiese e cappelle nel Meru.
Molti volontari lo hanno incontrato nelle loro gite in foresta.
Io ho avuto l' onore di essere il suo medico.

giovedì 20 settembre 2018

Grazie a Riccardo!

Mentre mi accingo a iniziare il mio ultimo corso americano e mentre cerco di impegnarmi al massimo per imparare cose utili a Chaaria ed ai suoi pazienti, il mio cuore va costantemente all'ospedale che ho lasciato 9 giorni fa. Mi sembra un'eternita' che ci manco ed ho voglia di tornare.
Avevo tanta angoscia nell'accettare questo pacchetto formativo ortopedico che Sign sponsorizza completamente sia per me che per la dottoressa Makandi.
Una delle preoccupazioni maggiori era proprio l'ortopedia. Temevo che per tutto questo tempo avremmo sospeso le operazioni e che le fratture avrebbero dovuto aspettare il mio ritorno per l'intervento.
Invece, con sommo piacere, constato che Riccardo e Pietro continuano ad operare alla grande. Hella mi manda le foto delle lastre e vedo ottimi risultati post-operatori.
Che bello!!! Grazie a entrambi!!!
La cosa piu' importante e' di non sospendere i nostri servizi ai bisognosi...e ci stiamo riuscendo!

mercoledì 19 settembre 2018

Storia vera

Era l'inizio di settembre.
E' arrivata in ospedale in un bagno di sangue.
Giaceva su una barella con un mucchio di stracci intrisi di sangue sulla pancia. Una donna glieli comprimeva con forza per fermare l'emorragia.
Stava malissimo.
La pressione era imprendibile ed era molto anemica.
Un gruppo di parenti urlava attorno a lei.
Siamo intervenuti immediatamente cercando di capire cosa fosse successo.
La storia e' stupefacente.
Si tratta di una donna all'ottavo mese di gravidanza, accoltellata nella pancia dal marito ubriaco.
Storia triste di violenza domestica! Purtroppo non un caso isolato!
Dopo aver stabilizzato le condizioni generali con liquidi, antibiotici e trasfusioni, siamo entrati in sala.
Fortunatamente non abbiamo trovato anse intestinali perforate.
Il coltello era entrato direttamente dalla cute all'utero, perforandolo.
C'era molto sangue in addome ma noi eravamo abbastanza sollevati dalla situazione che si presentava non cosi' disastrosa come ci saremmo aspettati. 
Potevamo salvare anche l'utero!

martedì 18 settembre 2018

I corsi in USA


La settimana scorsa abbiamo vissuto una esperienza molto forte alla conferenza annuale di Sign. E' stato un momento bellissimo di apprendimento e di condivisione di ideali. Abbiamo anche sperimentato la mondialita' ed il comune ideale di aiutare i piu' poveri.
Questa settimana siamo tornati sui banchi di scuola e a San Fancisco stiamo frequentando un corso intensivo di chirurgia plastica sui lembi.
Alterniamo lezioni teoriche e sessioni pratiche su cadavere.
Il corso ci permettera' di prenderci cura di fratture esposte con perdita di sostanza muscolare e cutanea.
Avremo anche un altro corso sulla terapia chirurgica della deformita' ossea.
Impareremo a usare fissatori esterni e Ilizarov.
Tutto e' sponsorizzato da Sign a cui va la mia sincera gratitudine.
Credo che queste nuove conoscenze ci aiuteranno molto a servire i nostri pazienti con maggiore competenza.

lunedì 17 settembre 2018

Un caso strano

Il giovane NN ieri sera, ubriaco fradicio, é caduto in una buca profonda accusando dolore a un piede e alla schiena. 
Stamane si é recato in un “centro medico” dove gli hanno prescritto delle radiografie che é andato a fare a Meru, una città qua vicina.
Con le lastre in mano ha poi deciso di venire da noi. Non sappiamo con quali mezzi di trasporto abbia fatto questi giri, comunque da noi é entrato camminando. 
Il clinical officer di guardia, vedendo il referto che parlava di infrazione del calcagno sinistro e di frattura delle due prime vertebre lombari, l’ha ricoverato nelle prime ore del pomeriggio. 
Gli é stato raccomandato di stare fermo a letto e di non mangiare, ma lui, non ancora ripresosi completamente dalla sbronza, ha continuato a fare quel che voleva apparentemente senza disturbi particolari.
Ormai da tempo abbiamo rinunciato a considerare il Sabato un giorno festivo e col calar del buio ci accingevamo a terminare il programma operatorio su due sale (due fratture di femore, una frattura di tibia, tre cesarei, qualche raschiamento, un tumore della lingua e vari spiccioli) quando siamo stati avvertiti che il suddetto paziente improvvisamente aveva urinato sangue e accusato un fortissimo dolore addominale diffuso. 

domenica 16 settembre 2018

Grazie all'Associazione Volontari Sardi Karibu Kenya

Ringraziamo di cuore gli amici della Associazione Volontari Sardi Karibu Kenya che ci hanno donato carrozzine personalizzate per ognuno dei Buoni Figli. 
E' stato un processo lungo che ha richiesto studi e misure del grado di disabilita' di ognuno dei ragazzi. 
Ora pero' le carrozzine ci sono e siamo molto grati agli amici di Cagliari.
Che Dio benedica i nostri benefattori!


Fr Beppe

sabato 15 settembre 2018

Chi me lo fa fare?

Da molti anni ormai faccio dei periodi di volontariato a Chaaria. Ogni volta parto con entusiasmo, viaggiare in aereo mi piace, ma quando lascio Nairobi e si prende la strada per la Missione (mai meno di cinque ore e mezza) ogni volta e sempre più intensamente col passare degli anni, vengo assalito dal dispiacere di aver lasciato la mia famiglia, gli amici, le comodità quotidiane, il lavoro e, quel che peggio, da una paura che toglie il respiro di non riuscire ad affrontare le difficoltà che mi iaspettano e che ben conosco. 
E allora mi chiedo: perché lo faccio? Chi mi obbliga? Ieri poi un giovane e brillante volontario mi ha posto proprio questa domanda e mi sento costretto a “confessarmi”. 
La prima risposta è la più facile: per dare una mano all’amico Beppe! Questa volta poi me lo ha chiesto espressamente lui......inoltre mi sento legato a Fratel Giancarlo che lavora instancabilmente nell’ombra, rivedo con piacere molti del personale, quando varco (finalmente!!) il cancello mi sento a casa....ma non basta. 
Ho sempre pensato che in tutte le manifestazioni di altruismo si nasconda un qualche egoismo ed ecco il punto: quello che faccio qui mi gratifica! Qui realizzo i miei ideali. 
Certo sono felice di poter aiutare il prossimo, soffro terribilmente quando qualcosa va storto.....ma gioisco e soffro per “l’altro” o per il mio orgoglio?? 

venerdì 14 settembre 2018

Notizie da Chaaria

NN ha una enorme distensione addominale.
E' stabile e non ha segni di peritonite ma non va di corpo.
Pietro all'inizio pensa ad un approccio conservativo in quanto il malato e' stabile.
Pero' la situazione non migliora. La pancia rimane enorme ed il malato inizia a vomitare.
Considerando l'eta', pensiamo ad un volvolo incompleto o ricorrente, ma l'ipotesi di un tumore rimane aperta.
Il paziente e' infatti ultrasessantenne.
Pietro decide di operare perche' non abbiamo altre possibilita' diagnostiche.
In sala si trova la risposta.
Non si tratta di volvolo. Pietro vede un tumore del retto che causa occlusione e che fortunatamente riesce a rimuovere. Sceglie anche di fare direttamente l'anastomosi. Il paziente quindi evita l'ano artificiale.
Abbiamo fondata speranza che il paziente possa ora guarire in quanto non c'erano metastasi ai linfonodi addominali.

giovedì 13 settembre 2018

Lavorare per lo stesso fine

A Chaaria continua l' epidemia di pazienti ortopedici che vengono a noi con la certa speranza che qui troveranno aiutl per le loro fratture.
In America io cerco di impegnarmi al massimo per imparare sempre di piu' e sempre meglio, con l'unico fine di aiutare il prossimo che soffre e che non ha soldi.
Si tratta di due aspetti dello stesso impegno. 
Dare una risposta immediata a tutti coloro che soffrono, perche' la salute e' un diritto umano universale...e insieme cercare di essere aggiornati, specializzati e competenti, sempre al passo con i tempi.

Fr Beppe

mercoledì 12 settembre 2018

Grazie agli amici di Malindi

Un sincero ringraziamento agli amici di Malindi che continuano a sostenere Chaaria con il ponte solidale.
Abbiamo ricevuto gli scatoloni inviatici tramite Tiziana.
Tante medicine, guanti chirurgici, fili di sutura, vestiti per bambini.
Siamo molto riconoscenti e promettiamo nostra totale onesta' nell'usare quanto ci e' stato mandato per aiutate i piu' poveri.
Gli scatoloni sono arrivati a Meru con un bus e poi Fr Giancarlo si e' occupato di andarli a prendere. Grazie a tutti.

Fr Beppe

martedì 11 settembre 2018

Notizie da Chaaria

Il lavoro scorre liscio anche in mia assenza. Ieri ci sono stati due cesarei durante le ore notturne...e sono andati bene.
Oggi la lista e' stata soprattutto chirurgica i quanto il dr Pietro aveva molti casi arretrati. Domattina si riprende con i molti casi ortopedici.
Noi siamo arrivati bene in USA...distrutti dal viaggio ma sereni. 
Siamo arrivati dopo mezzanotte e domattina alle 6 si parte con pulmino per il convegno.
Faccio la mia prima conferenza domattina, nonostante il jet lag che mi rende intontito.
Cerco di imparare al massimo.
Grazie a tutti coloro che mi sostituiscono a Chaaria.

Fr Beppe

lunedì 10 settembre 2018

Grazie

Ringrazio di cuore il Dr Pietro Rolandi (chirurgo generale ed endoscopista), la dottoressa Elisabetta Eratti (ginecolga), il dr Riccardo Bonfanti (ortopedico), la dottoressa Ruth (internista) che a Chaaria mi sostituiscono per darmi la possibilita' di partecipare ad un corso di ortopedia negli USA. 
Ringrazio tutti i volontari presenti a Chaaria che si faranno in quattro per i malati in mia assenza. 
Ringrazio ogni membro dello staff che lavorera' ancora di piu' perche' tutto vada per il meglio. 
Di cuore ringrazio Fr Giancarlo che si sobbarca tutto il peso della missione al fine di permettermi di partecipare a questo importante corso di formazione professionale.
Non passero' dall'Italia.
Chaaria gia' mi manca molto ma credo che imparero' molto. Tra poco mi imbarco.

Fr Beppe

domenica 9 settembre 2018

Amos

Amos ha 7 anni ed e’ cosi’ piccolo da dimostrarne 5.
E’ impolverato e sporco, cosi’ come la mamma che non ha un solo dente sano.
Sono arrivati alle 8 di sera e mi han trovato ancora alle prese con l’ambulatorio.
Vengono dal Tharaka, e sono poveri... ragione fondamentale per una immediata intesa psicologica non verbale tra di noi.
Chiedo alla madre di dove sono, e mi dicono che provengono da Kathangacine. Gia’ la parola suscita in me un rispetto incommensurabile: 80 chilometri di sterrato che la donna si e’ fatta spendendo un sacco di soldi per essere trasportata fin qui a cavallo di una motocicletta cinese.
Ha viaggiato con Amos legato alla schiena in un pareo.
“Ad ogni asperita’ del terreno si metteva a strillare di dolore!”, mi ha confidato con le lacrime agli occhi.
Visito rapidamente il piccolo, e non mi ci vuole molta scienza per comprendere che il femore sinistro e’ spezzato in due. La madre insiste che si tratta invece del ginocchio, e non della coscia.


sabato 8 settembre 2018

Anche per chi non ha soldi, noi ci siamo

NN era caduto dal mototaxi ed aveva riportato frattura di entrambe le braccia. Era stato trasportato nel più vicino ospedale dove le radiografie avevano confermato la presenza di frattura scomposta di radio ed ulna ad entrambi gli arti superiori.
NN aveva bisogno di intervento ortopedico perchè la doccia gessata applicatagli non avrebbe certo consentito la guarigione.
Senza operazione egli avrebbe potuto diventare come uno dei tanti mendicanti che vedo a Meru: per farsi dare una moneta, fanno ballonzolare davanti ai tuoi occhi le braccia rotte e mai operate, in cui le ossa non si sono mai più saldate. Sono figure grottesche che usano le loro deformità per attirare la compassione. 
Eppure forse all’inizio erano solo persone nella stessa situazione di NN, persone che avrebbero potuto essere ancora produttive ed utili per la società se qualcuno li avesse operate.


venerdì 7 settembre 2018

Giornata dura

Oggi come al solito i pazienti sono stati tanti, e penso che abbiamo anche cercato di fare del nostro meglio per tutti. Però, quando qualcosa va male, ti senti un peso sull’anima come se non avessi fatto nulla, come se tutta la giornata fosse stata inutile.
Oggi abbiamo avuto molti parti naturali, ed un cesareo, tutti andati bene.
Stamattina invece avevo deciso di indurre un travaglio con oxitocina, procedura abbastanza normale quando le doglie tardano fin oltre i 9 mesi. L’indicazione era corretta, la dose del farmaco anche.
Abbiamo seguito la mamma con molta attenzione, e tutto sembrava procedere per il meglio: contrazioni buone, battito cardiaco fetale sempre regolare, tempi di dilatazione in perfetto orario secondo il partogramma. Alle 16, quando appena ero uscito da una operazione ed ero ancora tutto sudato, sono stato chiamato d’urgenza in sala parto per un’urgenza: con sorpresa di tutti il neonato non piangeva e non respirava.


giovedì 6 settembre 2018

600

Tanti sono i chiodi endomidollari che abbiamo inserito in due anni di programma SIGN a Chaaria.
Nel primo anno ne abbiamo inseriti circa 200, mentre nel secondo abbiamo visto un aumento esponenziale dei pazienti e degli interventi.
Sono stati 600 tra femori, tibie e omeri guariti.
Sono state 600 persone tornate a camminare, a lavorare, a prendersi cura della famiglia.
600 pazienti che non sono rimasti a letto con gesso e trazione per 45 giorni, ma sono stati messi in piedi dopo 24 ore.
Sono spesso stati interventi difficili, per fratture complesse, esposte o inveterate, e trattate in precedenza in modo inadeguato.
Sono state ore ed ore in sala armati di martello, scalpello, trapano e cacciavite.
E' stata fatica fisica vera ed a volte estenuante.


mercoledì 5 settembre 2018

Un disastro della natura

Evelyne e’ venuta in ospedale oggi. E’ incinta e la sua pancia sembra quella di una gravida al settimo mese, ma giura che invece per lei sono ormai concluse le normali quarantadue settimane di una gravidanza a termine. Dice anche che il suo figlioletto ha cessato di scalciarla, e da tempo non avverte movimenti fetali.
La storia non promette nulla di buono, ed i sospetti diventano certezza non appena mettiamo la sonda ecografica sulla su pancia. Il bimbo c’e’, ma le sue forme sono un po’ strane. La sua testolina e’ deformata e pare una specie di torre. Anche il corpicino appare come schiacciato. Spostando la sonda a cercare il torace del feto, ci rendiamo conto che non c’e’ attivita’ cardiaca.
Dare la notizia ad Evelyne e’ stata molto dura. Non ha figli viventi, perche’ anche la volta precedente il bimbo era morto poco dopo essere venuto alla luce. Piange disperatamente ed e’ come inconsolabile. Tra i singhiozzi continua a chiederci perche’... e a domandarci una ragione scientifica per cui i suoi figli muoiono ancor prima di nascere.

martedì 4 settembre 2018

Operare un'amica

Quando una persona cara chiede di essere operata da te in persona per un intervento di chirurgia maggiore, il tuo cuore si riempie di pensieri contrastanti e di emozioni a volte incontenibili.

Da una parte provi una grandissima gioia perche’ il fatto che la tua amica voglia te come operatore vuol dire che lei ha una fiducia totale nei tuoi confronti e praticamente ti mette la sua stessa vita nelle mani. Lo sai che avrebbe potuto andare da tanti altri medici, anche piu’ famosi, ma invece ha voluto farsi operare da te. Sei consapevole che ci sono ospedale piu’ belli, in cui avrebbe potuto avere un sistemazione alberghiera piu’ confortevole: nonostante tutto, ella vuole Chaaria, non per i cameroni congestionati di pazienti, ma per le tue capacita’ chirurgiche e per la tua umanita’.
Tutto questo non puo’ che essere fonte di estrema soddisfazione professionale ed umana, e quanto provi e’ il desiderio di abbracciare la tua amica in modo da esprimerle il grazie per la fiducia che ti accorda.


lunedì 3 settembre 2018

Il dramma comincia quando già hai aperto la pancia

Anche ieri abbiamo avuto un addome acuto tremendo, ed ancora una volta ho perso cinque anni della mia vita nella tensione. Sempre ci sono le domande che ti poni: apro o mi astengo? E’ un addome chirurgico o medico? E poi, un addome acuto puo’ essere di tutto: da banali aderenze che puoi lisare senza problemi ad un volvolo che semplicemente devi derotolare, ad una invaginazione che con pazienza riesci a risolvere. Ma, dopo aver aperto l’addome e’ possibile trovarsi di fronte a delle anse necrotiche ed alla necessita’ di fare delle resezioni intestinali in emergenza. Oppure puo’ essere una perforazione di ulcera peptica, o una perforazione ileale da tifo, e devi quindi essere pronto a delle rafie non semplici.
Il caso di ieri per esempio alla fine era una brutta perforazione nei pressi della valvola ileo-cecale: di suturare semplicemente non se ne poteva neppure parlare, perche’ la sutura non avrebbe tenuto. Abbiamo quindi dovuto fare un’amputazione del cieco, una resezione ileale di 20 cm, con susseguente anastomosi ileo-colica latero-laterale sull’ascendente.


domenica 2 settembre 2018

Meglio non chiedere troppo

Joana (nome Kiswahili per Giovanni) ha un brutto taglio sul polso destro. La lesione ha tranciato alcuni tendini flessori ed ha anche
decapitato la parte terminale dell’ulna.
Il paziente sanguina molto e dobbiamo lavorare con un laccio all’avambraccio per poterci vedere qualcosa.
Con difficolta’ togliamo i frammenti inutilizzabili di osso, e poi ci mettiamo alla ricerca dei capi di tendine sezionati dalla panga. Anche chiudere le arterie non e’ un gioco da ragazzi… pero’ con pazienza ci
riusciamo.
Il lavoro si prolunga per molto tempo; e’ un’impresa da Certosini, ma quando arriviamo alla sutura della cute e la tensione un po’ cala,
troviamo la voglia di chiedere: “cosa ti e’ successo? E’ stato un litigio od un attacco da parte dei ladri?”.
La risposta di Joana ci sconcerta: “stavo raccogliendo frutti su un albero di mango, quando sono caduto perche’ un ramo ha ceduto. Sono stramazzato dritto su una panga che avevo depositato su una pietra ai piedi dell’albero prima di arrampicarmi.
La storia ci sembra del tutto inverosimile. Ci guardiamo negli occhi e sorridiamo sotto le nostre mascherine chirurgiche. Decidiamo comunque di non fare altre domande, in quanto lo sappiamo fin troppo bene che i clienti, soprattutto quelli con tagli da machete, non dicono mai la verita’.
Terminiamo il lavoro con una bella ingessatura e non pensiamo piu’ a Joana, che nel frattempo viene trasportato in reparto per un ciclo di antibiotici.
Ma la verita’ salta fuori  l’indomani, in un modo del tutto inaspettato.


37 anni fa

Era il 1 settembre 1981 quando, subito dopo la maturita', ho lasciato mia mamma e mia sorella a casa, cinque mesi appena dopo la morte di mio papa'.
Le ho lasciate sentendo una forte chiamata a servire il Signore presente nei poveri e nei sofferenti.
Ho attraversato la porta della Piccola Casa alle 15 del pomeriggio per entrare nella famiglia di Fratelli Cottolenghini come religioso.
Ci sono stati alti e bassi in questi anni.
Ci sono state tantissime gioie e soddisfazioni.
C'e' stata anche la croce.
Ci sono stati momenti esaltanti ed altri in cui la tentazione di mollare tutto e di andarmene e' stata forte.
Ma sono ancora qui.
E dopo 37 anni ancora credo che sia una cosa stupenda servire il Signore, riconoscendolo presente nei piccolo e nei poveri.
L'entusiasmo non e' calato ed ancora oggi desidero dedicare tutta la mia vita al servizio di chi soffre, senza risparmiarmi.
Ringrazio il Signore per questi anni di grazia. So che la perseveranza vocazionale e' un dono suo, perche' le esigenze della vocazione sono molto piu' grandi di quello che la natura umana puo' da sola reggere.
Gli chiedo di continuare a tenermi una mano sulla testa, a dirigere il mio cammino, ad aiutarmi nella mia scelta vocazionale fino al mio ultimo respiro.
Mio sento fragile e peccatore, ecco perche' a lui chiedo ogni giorno solo la capacita' di essere fedele per quella giornata, lasciando al domani il suo affanno.


venerdì 31 agosto 2018

Il trapano ortopedico

Carissimi amici e benefattori, non sono ancora in grado di mostrarvi le foto del nuovo trapano, ma lo abbiamo finalmente ordinato in Svizzera.
E' di ottima marca (Zymmer), e certamente durera' a lungo.
Abbiamo ordinato sia il trapano che la centralina, anch'essa datata e con problemi irreparabili.
L'ordine e' stato fatto dal Dr Luciano Cara che  si occupera' poi anche di mandarcelo a Chaaria.
Il Dr Cara ha fatto riparare anche il vecchio trapano ed ha acquistato un nuovo cavo. Avremo quindi due trapani, uno completamente nuovo ed uno perfettamente riparato, che potranno essere usati in modo alternato in modo da ridurre le volte in cui devono sottostare alla sterilizzazione in autroclave.


giovedì 30 agosto 2018

Lillian

L’abbiamo amputata oggi.
E’ stata un’operazione difficile da tanti punti di vista; prima di tutto perche’ Lillian ha 21 anni, poi perche’ e’ stato drammatico superare la sua opposizione emotiva ad una operazione tanto destruente, e da ultimo perche’ era anche molto anemica.
Non sappiamo ancora se ha metastasi addominali o toraciche: portarla a Meru per radiografia del torace e TAC addominale sarebbe stato assolutamente impossibile, dato che il “gambone” era davvero enorme ed assolutamente dolente al minimo movimento (tra l’altro la massa tumorale le impedisce da tempo sia la stazione eretta che la deambulazione). Sarebbe stata una inutile tortura sulla nostra strada accidentata, soprattutto considerando che comunque l’operazione non si poteva evitare anche dal punto di vista analgesico.

mercoledì 29 agosto 2018

Una nuova vita

Sto visitando un paziente in room 17, quando vengo chiamato urgentemente in sala parto. Il bimbo dell’ultimo cesareo e’ veramente in pessime condizioni. 
Non respira, e’ cianotico e l’attivita’ cardiaca e’ lentissima.
Dalle narici aspiriamo un liquido verde e densissimo: “ha inspirato molto meconio… Prendi subito l’adrenalina, e iniziamo la rianimazione cardiorepiratoria”.
La medicina viene iniettata lentamente attraverso il cordone ombelicale. Lucy afferra il piccolo torace tra le dita e ritmicamente usa i pollici per il massaggio cardiaco. Io infondo aria e ossigeno con l’ambu.
Sono minuti eterni, in cui il nostro sudore scorre abbondante anche a causa della lampada che abbiamo acceso a distanza ravvicinata dalla cute del neonato, per assicurargli una adeguata temperature corporea.
Il colore viola delle sue labbra pian piano cambia al roseo, grazie al ritmico pompare e all’ossigeno che entra abbondante attraverso la minuscola sonda di Mayo.
Il battito cardiaco, dapprima non superiore ai 30 al minuto, gradualmente risale fino a valori normali per un neonato.

martedì 28 agosto 2018

Una sorpresa alla laparatomia

Ann era stata inviata al nostro ospedale con diagnosi di gravidanza ectopica cronica.
L’ipotesi ci pareva alquanto dubbia, in quanto la paziente non aveva perdite.
Il test di gravidanza, ripetuto anche nel nostro laboratorio, era pero’ positivo, mentre l’ecografia dimostrava una massa complessa che coinvolgeva soprattutto l’annesso di sinistra, anche se a destra pareva di vedere due formazioni cistiche.
La gravidanza extrauterina cronica talvolta viene avvolta dall’omento, che crea una specie di grembiule-tampone per prevenire l’emorragia, e da’ immagini ecografiche simili a quelle che abbiamo visto.
Abbiamo quindi deciso di intervenire e di non lasciar passare la notte, in quanto una ectopica cronica puo’ complicare in ogni momento con una emorragia interna massiva e spesso mortale.
Alla laparatomia abbiamo pero’ avuto una grande sorpresa: prima di tutto non c’era sangue libero in peritoneo; poi abbiamo potuto appurare che in realta il quadro era totalmente diverso… a destra c’erano due grosse cisti ovariche, mentre a sinistra l’ovaio era quasi completamente occupato da una massa solida, che comunque non pareva affatto un sacco gestazionale.
Abbiamo cominciato a lavorare a destra ed abbiamo marsupializzato le cisti, salvando quindi l’ovaio della paziente venticinquenne e primipara; anche la tuba di destra era perfettamente in ordine.
Giunti poi a sinistra, abbiamo snocciolato la cisti, tentando di lasciare in situ quanto piu’ ovaio fosse possibile: anche a sinistra la tuba di Falloppio era completamente normale. La consistenza liscia di quanto abbiamo rimosso dall’ovaio di sinistra ci faceva ben sperare circa la benignita’ della lesione, e quindi abbiamo optato per sezionare il pezzo operatorio, prima di decider circa l’istologico.

lunedì 27 agosto 2018

Triste benvenuto

Normalmente quando arrivano gli orfani non sono cosi' triste e devastato.
Sono anzi molto contento di esserci per aiutare famiglie che hanno bisogno di noi, nel grave momento della morte di uno o di entrambi i genitori.
Quasi sempre gli orfani ci arrivano da fuori, e quindi non viviamo il dramma della morte che avviene in altre strutture.
Il week end appena concluso ci ha pero' provato pesantemente, e la morte si e' fatta a noi vicina con tutto il suo carico di angoscia.
E' strano come spesso succeda che i problemi si susseguano sempre in modo incalzante, in una sorta di grappoli.
Cosa che non succedeva da tempo, infatti, durante il fine settimana abbiamo perso ben due mamme nel nostro reparto di maternita'.
Siamo ovviamente devastati e non riusciamo ancora a capacitarci dell'accaduto. Crediamo che in un caso possa essersi trattato di un ambolo amniotico, mentre nell'altro e' stata l'eclampsia a portarci via la mamma, nonostante i nostri sforzi.
Ed ora ci sentiamo svuotati, confusi e tristi.
Abbiamo parlato con i parenti e ci siamo sentiti in colpa davanti alle loro lacrime.

domenica 26 agosto 2018

Pulci penetranti

In questi anni sono diventate molto meno comuni, ma ci sono ancora. Le troviamo di tanto in tanto su pazienti che camminano scalzi.
A volte, in persone molto povere che dormono per terra le possiamo trovare anche in varie parti del corpo e non solo sui piedi.
Le pulci penetranti stanno nella polvere del suolo (e quindi anche sulle nostre strade polverose!). In genere hanno bisogno di una temperature di 37 gradi centigradi perche' le loro uova si schiudano.
Ecco quindi che gli umani sono un ottimo terreno di coltura per le loro uova. Sono in grado si saltare nella polvere fino a circa 10-15 cm di altezza, anche se e' rarissimo vederle.
E' la femmina che attacca la cute integra delle persone e depone l'uovo in un poro della pelle, generalmente sui piedi nudi, piu' facilmente raggiungibili dalla pulce.
Non si sente nulla quando la pulce depone l'uovo. Poi pero', man mano che l'uovo matura fino alla schiusura, diventa piu' grosso e stimola una reazione immunitaria di rigetto. 
I sintomi sono in genere simili a quelli che si proverebbero quando si ha una spina in un piede: vago dolore, piu' forte di notte sotto le coperte. 
Quando si associa infezione, si possono avere delle sensazioni simili a quelle di un foruncolo suppurato, con dolore pulsante.


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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