Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 22 maggio 2015

Anaesthetics at Chaaria; a Kenyan Bush Hospital - Dr. Michelle Hamer


Joseph

Joseph was born with a mark on one side of his head which the parents could not realize that it was the start of a very long journey. 
In 4-5 years’ time the mark changed to small pimples around the black mark. Then the mark increased progressively, and another bigger one appeared, surrounded by small pimples.  
The parents could not understand what was going on at the head of their child Joseph, because we thought he got an injury while playing with other children. 

After some time they noticed that Joseph could not sleep on the affected side.
By then they started taking the boy to private Doctors and Dispensaries near their tow.  The Doctors treated the pimples repeatedly. Sometimes after treatment that area was looking like Joseph was burnt with very hot water.  So they went on to District Hospital, but nobody could know the correct answer or the cause of the disease. The growth was growing bigger so that it could be seen from afar.  Sometime the boy felt pain on the affected area. 
So, the parents went ahead to seek for answers of the problem.
Later the growth started growing very fast.  Through a sponsor the parents were able to see a private Doctor who was the first to tell the name of the disease what may be. 
The Doctor prescribed a CT scan which made them realize how big the problem was. A biopsy was taken and the report was of neurofibromatosis.

giovedì 21 maggio 2015

Le mie frustrazioni

Catherine viene ricoverata per enorme epato-splenomegalia con anemia grave. Eseguiamo immediatamente un emocromo, e la sua emoglobina risulta di 3 grammi.
La prima cosa da fare è certamente la trasfusione: ci vorranno parecchie sacche di sangue per farla star meglio.
Ma all’emocromo c’è un’altra cosa che attira il nostro sguardo: un numero spropositato di globuli bianchi che superano i 350.000. La maggior parte di loro è costituita da granulociti neutrofili.
Ordiniamo lo striscio su sangue periferico ed otteniamo la diagnosi che già sospettavamo: ci sono tantissimi blasti in circolo, e quindi non ci sono dubbi sul fatto che si tratti di una leucemia mieloide.
Uno striscio così chiaro ci porta ad astenerci dal puntato midollare, che sarebbe costoso e molto doloroso per la paziente.
La diagnosi è fatta... e adesso?
Ora viene il momento più difficile!
“Catherine, hai una malattia del sangue che può essere molto pericolosa per la tua vita. Ci sono delle medicine che ti potrebbero guarire da questo male, ma dobbiamo mandarti al Kenyatta National Hospital a Nairobi. Cosa ne dici?”
Catherine ascolta stralunata e non smette di allattare il bimbo di nove mesi che ha attaccato al seno; il suo sguardo perso non mi permette di rendermi conto se ha compreso o meno la serietà della sua situazione.
“Io non ho un marito, e certamente non ho soldi per andare al Kenyatta!”.

mercoledì 20 maggio 2015

Una nuova tecnica chirurgica per fratture


Quest’anno il Dr Luciano Cara, con un’ennesima donazione per Chaaria, ha completato i set chirurgici necessari per l’applicazione di chiodi endomidollari nel caso di fratture prossimali o distali del femore e nel caso di fratture di tibia.
La nuova tecnica è generalmente meno cruenta ed offre la possibilità di ovviare ai molti problemi che a volte si incontrano facendo fissazioni interne con placca e viti: nel caso del femore la placca si può spezzare quando il paziente riprende a camminare, e nel caso della tibia una complicazione frequente è il decubito della placca sulla cute con la formazione di ulcere che a volte portano all’esposizione dell’osso e necessitano di innesto cutaneo.
Da quando Luciano è qui con noi abbiamo già operato una complicatissima frattura inveterata (di otto mesi) di femore prossimale, ed oggi una vecchia frattura di tibia (di tre mesi orsono). Gli interventi sono stati lunghi ma hanno sortito un ottimo successo.
Per adesso l’alto numero di strumenti richiesti durante l’operazione e la novità della tecnica stessa, mettono sia me che il nostro staff a dura prova: onestamente ci sentiamo un po’ confusi, ma speriamo di imparare in fretta.

martedì 19 maggio 2015

La sindone di TorIno e quelle di Chaaria

A Torino c’è l’ostensione della sindone.
E’ strano, ma in tutta la mia vita la sindone sono riuscito a vederla una volta sola, pur abitando a soli 30 chilometri da Torino.
Nel 1978, quando ci fu la prima ostensione che io mi possa ricordare, ero ancora in una fase della mia vita in cui la religione non era proprio all’apice dei miei interessi... e quindi non ci ero andato, seppure mia sorella avesse insistito tanto.
Poi venne la mia “conversione”, ed iniziai ad interessarmi alla sindone, a studiarla, a leggere tutto quello che mi capitava sotto gli occhi.
Ma poi, alle ostensioni successive, ero sempre all’estero, e solo nel 2010 ho finalmente avuto l’occasione di contemplarla direttamente nel silenzio e nella penombra del duomo di Torino: un’emozione unica, devo dire!

lunedì 18 maggio 2015

I ragazzi di strada (seconda parte)

...Mi è molto caro parlarvi un attimo di Albert. Lo avevo conosciuto bambino nell’anno 2000, a Meru, una domenica in cui eravamo andati a fare una clinica mobile nella zona povera di “Shauri Lako”: aveva tantissimo mal di denti, ma ci era sembrato brutto fare estrazioni a catena (l’unica cosa che potessimo fare in quella clinica mobile). Avevamo quindi deciso di portarlo a Chaaria e di fare delle cure odontoiatriche nei giorni successivi: di otturazione in otturazione, gli abbiamo ridonato un sorriso smagliante e perfetto. Inoltre a Chaaria aveva mangiato bene e gli avevamo dato dei vestiti nuovi. Temevamo che ci chiedesse di restare con noi in modo stabile, perchè non eravamo pronti in quel momento ad avere un bambino in missione (ci avevamo già provato in passato con un altro ragazzo problematico); avevamo quindi pensato ad un inserimento all’HURUMA CENTER di Mujwa... ma il suo spirito libero lo ha potentemente richiamato verso la strada: finite le cure, ci ha ringraziati e se n’è ritornato a Meru. 

domenica 17 maggio 2015

I ragazzi di strada (prima parte)

A Meru li incontri spessissimo; circondano la macchina appena ti fermi ad un incrocio.
Hanno tra i denti l’inseparabile bottiglietta di plastica sul cui fondo c’è un po’ di colla che essi sniffano per non sentire i crampi della fame.
Sono scalzi, stracciati, quasi sempre vestiti con abiti molto più grandi della loro taglia. Sono in genere giovanissimi, dai 7 ai 12-13 anni. Se li guardi con attenzione, ti accorgi che nelle loro “gang” ci sono anche ragazze, vestite alla maschietto per coprire la loro identità.
Si accalcano al finestrino; premono la loro faccia contro il vetro, quasi ricordandomi anche fisicamente la barriera che ci separa: io dentro l’automobile e loro fuori, scalzi, stracciati ed affamati.
Dar loro degli spiccioli perchè si comprino del pane è sempre un’operazione pericolosa: appena metti la mano fuori dal finestrino, ti saltano addosso nella disperata lotta per accaparrarsi il poco denaro; più volte ho rischiato una frattura, quando tutti mi tiravano l’arto qua e là.
Ma il problema continua anche dopo che si soldi li hanno presi, perchè si azzuffano tra di loro per accaparrarsi il bottino. Spesso poi hanno un capobanda che alla fine, dopo tutte quelle botte, si prenderà la moneta.
Da tempo ho deciso di non dare più soldi, ma di passare al supermercato e di acquistare del pane che poi cerco di distribuire... senza lasciare che mi causino una frattura.
Mi sono sempre chiesto come sopravvivano: la loro è una vita di stenti e di espedienti. Al mattino presto li puoi vedere al mercato generale di Meru, intenti a spingere carretti pieni di frutta e verdura. 


sabato 16 maggio 2015

Anche un po' di neurochirurgia

Il paziente di cui vi parlo era completamente normale dal punto di vista neurologico, finchè è caduto per strada battendo violentemente la testa 8 giorni fa.
Ha riportato escoriazioni e ferite lacero-contuse alla parte destra del capo.
Dopo la caduta aveva perso coscienza brevemente, e c’era stato un episodio convulsivo.
Aveva però ripreso coscienza e si era rivolto solo a dispensari rurali per il primo soccorso.
Alcuni giorni dopo aveva però accusato una perdita di memoria a breve termine, una debolezza motoria alla parte sinistra del corpo e sintomi di pollachiuria (cioè urinava troppo frequentemente, con dolore e per poche gocce). L’altro dato importante era una cefalea persistente. A causa di tali sintomi si è quindi rivolto a Chaaria.
Appena giunto alla nostra osservazione, abbiamo deciso di non perdere tempo e di mandarlo a fare una TAC cerebrale urgente, che ha dimostrato un enorme ematoma subdurale in regione temporo-parietale destra. Ci siamo consultati con il Dr Nyaga, che ci ha incoraggiati a drenare quell’ematoma, perchè davvero molto grande. Ci ha dato alcune indicazioni tecniche, ma ci ha detto che non sarebbe riuscito a venire ad aiutarci in sala.
Con molta preoccupazione ci siamo quindi apprestati all’intervento di trapanazione cranica, che ci ha permesso di drenare completamente l’ematoma e di lavare con soluzione fisiologica lo spazio subdurale, al fine di non lasciare coaguli.


venerdì 15 maggio 2015

Orthopedic marathon

Chaaria is nowadays overwhelmed by so many patients coming to us with different orthopedic ailments. Adding the number of orthopedic patients to the normal very high turn-over of our hospital makes the working conditions really demanding and extremely heavy.
Every day we start theater early in the morning and we finish very late, but in spite of that, our pending operations are always very many…we are not able to cope, and the more we operate, the more the wards are full of patients still waiting for theater.
A big limitation to our ability to respond to the number of people to be operated is the fact that our staff is somehow limited: we actually operate in 2 theaters, but for 4 days a week we have only 1 anesthetist available.
The other problem is the sterilization of the instruments: after an operation of ORIF (open reduction and internal fixation) we must wash and sterilize the instruments. 
We normally alternate an orthopedic operation with another one of general surgery or gynecology, in order to give our sterilization department possibility to cope. 
We must also consider that even the requests for general surgery are very many and we try always to balance our operation list, in order to give room to orthopedic and non-orthopedic surgical cases.

giovedì 14 maggio 2015

Suggestioni dal piccolo principe

Ha scritto Saint Exupery ne' “Il Piccolo Principe”:
“Fai della tua vita un sogno e del sogno una realtà”.
E’ quanto mi ripeto quando, nella notte, contemplo il cielo pulsante di stelle di Chaaria, quando mi alzo la mattina e respiro i profumi intensi dei fiori del giardino, ma anche gli odori acri che arrivano a zaffate dai letti dei nostri pazienti gravi.
E’ quanto difendo, con tutte le mie forze, nei momenti di scoraggiamento e di tentazione di arrendermi di fronte alle sempre nuove “impossibili” difficoltà e a quell’usura quotidiana che insidia i sogni.
Dice ancora saint Exupery: "E' il tempo che hai speso per la tua rosa che l'ha resa unica al mondo"
E' la sensazione che provo a mezzanotte dopo una giornata intensa di lavoro e sacrificio, dopo aver consumato tutte le mie energie fisiche e mentali nel servizio di chi ha bisogno.
E' la percezione che Chaaria per me è unica al mondo non perchè sia un ospedale più bello degli altri, ma perchè per esso ho dato tutto; ho speso tempo, energie, ideali e tanto sudore. 

mercoledì 13 maggio 2015

I poveri

Quante volte i poveri ce li abbiamo proprio in reparto e non è necessario andare in giro a cercarli tra le capanne.
Li riconosci perchè non hanno nemmeno quella cifra simbolica che chiediamo come contributo alle spese ospedaliere.
Poi basta guardarli prima del ricovero: sono stracciati e scalzi, sovente emaciati ed invecchiati prima del tempo.
Dopo il ricovero, la nostra divisa per i malati agisce come un livellamento sociale, in quanto tutti sono vestiti allo stesso modo...ma un posto sicuro da osservare per capire se sono davvero poveri come affermano, sono le mani ed i piedi: normalmente sono infestati di pulci penetranti, la malattia della miseria, di coloro che non hanno le scarpe, che camminano scalzi e che dormono sulla nuda terra.
Beatrice entra proprio in questa categoria di “miserabili” che affollano i nostri reparti.
Può essere considerata una delle più povere pazienti del nostro ospedale… povera in tutti i sensi.
Venticinque anni di età, ma ne dimostrava sessanta già da parecchio tempo. Ha avuto la sfortuna di essere colpita dal diabete giovanile, una malattia che non perdona, se i livelli glicemici non sono tenuti attentamente sotto controllo.

martedì 12 maggio 2015

We have done it again!

Today the East African Medical Journal has communicated to me that my new case report has been accepted for publication on the issue of May.
It is a great joy for me and a great honor.
Publications of studies, posters, case reports are important parts of my commitment here in Chaaria, where we want to serve the needy with total commitment, but also to aim at a good level of continuous formation and scientific knowledge.
Writing articles is normally an activity we do at night, stealing time from the few hours of sleep the hospital can allow us to enjoy, but we know it is worthy.
I want to appreciate my dear friend Dr Carlo Lanza, who normally does the greatest part of editing of the basic writings I send to him.
I cherish Dr Nyaga and Dr Khadija, our co-authors in the case report.
This time we have focused our attention on a rare case of intestinal malrotation and duodenal stenosis in a 4-year-old child admitted in our hospital and saved through a concerted effort of the diagnostic, medical and surgical teams working in Chaaria.
We hope the case report will help clinicians to think about the rare condition described, in order to put a correct diagnosis and perform the adequate treatment.

Dr Bro Beppe Gaido




lunedì 11 maggio 2015

La povera gente attorno a noi

A volte a Chaaria approdano ragazzi smilzi e coperti di pochi stracci. Hanno il volto emaciato e la pelle disidratata; camminano scalzi o con sandali ricavati da copertoni usati. Rincorrono pochi bovini denutriti come i loro mandriani; uomini e bestie camminano per strada e non sai bene dove vadano.
Vengono normalmente da molto lontano. Se domandi loro da dove, ti indicano nomi esotici di villaggi mai sentiti: sono i nomadi di necessità, i nomandi della povertà e della siccità; quelli che non migrano per motivi culturali trasmessi da millenni di padre in figlio, ma lo fanno solo quando nella loro zona non c’è più acqua ed i pascoli si seccano.
Camminano per giorni e giorni, ed infine arrivano qui da noi perchè siamo vicini al monte Kenya ed i nostri torrenti sono permanenti: aveve corsi d’acqua che non si prosciugano nella stagione secca, porta certamente a pascoli e coltivazioni anche quando c’è siccità.
Loro che sono poveri e “stranieri” qui a Chaaria non invadono i campi privati, ma seguono il corso dei torrenti e fanno pascolare le mucche sulle loro sponde verdeggianti.
Qualche volta passano di casa in casa a chiedere del cibo per se stessi, e normalmente la gente semplice non li manda mai via a mani vuote, ma condivide sempre un po’ di riso, qualche fagiolo ed un po’ di polenta.

domenica 10 maggio 2015

La mamma e’ sempre la mamma

Sono uscito un attimo a piedi perche’ avevo bisogno di una boccata d’aria, e sono passato davanti alla casa di un nostro vicino.
Quello che ha attirato la mia attenzione e’ stata una tenerissima scena di vita familiare ‘canina’.
Mi sono fermato estasiato e rapito da quel che stava capitando.
Una cagna con le mammelle turgide era circondata da una nidiata di piccolissimi cuccioli... credo piu’ di otto.
La cosa stupenda e’ stato il fatto che quella mamma stava evidentemente giocando con la sua prole.
Faceva finta di morsicare un cagnetto; dava una spinta ad un altro con il muso, facendolo cadere sulle zampine ancora instabili; poi scappava correndo per pochi metri, provocando un accorato inseguimento da parte dei piccoli. Naturalmente poi si faceva raggiungere, e li ricompensava per la fatica della corsa con delle ampie leccate sul musetto.
Mentre contemplavo questo stupendo quadretto della natura, mi sono messo a pensare che comunque il padre non c’era. Solo la madre stava giocando con i cuccioli!
E’ stato immediato per me ripensare a tante mamme ricoverate nel nostro ospedale per una malattia dei loro bambini.

Mercanti per un giorno





sabato 9 maggio 2015

Extreme working conditions

In the last few weeks the workload of the theater has been extremely heavy.
The reasons are probably that people now trust us and are sure that we work well, but also a reason could be found in our prices, which are actually extremely affordable to everyone.
Through the friendship and esteem of Dr Nyaga, we are now receiving many orthopedic patients who could not be operated in Meru Hospital, due to finances and other reasons.
We receive them because on Monday we will start our orthopedic camp with Dr Luciano: it will be very challenging because the patients we receive from Meru Level 5 are cases of very old fractures (even up to 3 months). 
Nevertheless we are very happy to work together for helping the people who otherwise couldn’t afford treatments. Of course, Dr Luciano will have plenty of clients on his own.
Today dr Nyaga has worked with us in Chaaria: it has been a very long day, started in the morning at 6 am with a C/S, and continued up to late evening at around 8 pm.
Apart from a nice thyroidectomy for a papillary carcinoma, together we have operated on 2 young patients with urethral stenosis (both of them bearers of suvrapubic catheter).
The above named urologic procedures have been extremely exhausting for all of us and terribly long (about 3 hours each): the nice bit is that both young men now have a penile catheter and have hopes of passing urine normally again in the future.

venerdì 8 maggio 2015

Picchiato dal fratello

E’ arrivato a Chaaria dieci giorni fa verso le ore 13.
Sono stato chiamato in ambulatorio ed ho visto il paziente in posizione fetale su una barella.
Urlava per un dolore lancinante all’addome ed era coperto da perline di sudore gelido.
Gli ho messo una mano sulla pancia e l’ho trovata dura come una tavola di legno. L’eco ha dimostrato anse ferme e liquido denso in cavità peritoneale.
Ho guardato Makena che era in piedi vicino a me e lei ha subito capito senza che proferissare verbo: “chiamo immediatamente l’anestesista”.
Io annuisco e le dico: “facciamo subito gli esami d’urgenza e le prove crociate... entriamo in sala il piu’ presto possibile!”
La nostra macchina dell’emergenza si attiva celermente ed in venti minuti il malato e’ gia’ in sala, addormentato ed intubato.
Apriamo l’addome con una vasta incisione xifo-pubica, e la prima cosa che troviamo in cavita’ peritoneale e’ tantissimo materiale fecaloide.
Il primo lavoro e’ quindi quello di aspirare e di lavare un po’ le anse.
Ci mettiamo quindi alla ricerca della perforazione che ha causato tutto quel fluido infetto in addome.
La troviamo quasi subito: è una perforazione sulla parte anti-mesenterica del tenue, una perforazione relativamente piccola da cui fuoriesce abbondante materiale fecale. Ci sono già aderenze, ma è facile lisarle.

giovedì 7 maggio 2015

Buon Compleanno, Fratello!

Carissimo Fr Giancarlo,
oggi è il tuo 38° compleanno e di cuore ti vogliamo offrire i nostri più sinceri auguri, con fraternità ed amicizia.
E' stato un compleanno feriale, come quasi sempre accade a Chaaria, dove le emergenze e le tante cose da fare ci impediscono di organizzare grandi celebrazioni. E' stata una festa del cuore, con pochissima esteriorità.
Abbiamo comunque pregato per te sinceramente ed abbiamo chiesto al Signore di riempire il tuo cuore di tutte le grazie di cui più hai bisogno.
Il piccolissimo dono che ti abbiamo fatto stamattina non è niente rispetto a tutto quello che fai per noi tutti i giorni, nel silenzio e nel nascondimento...dietro le quinte, come spesso definiamo il tuo servizio così importante, anche se meno appariscente del mio.
Buon compleanno e grazie di esserci!

mercoledì 6 maggio 2015

Colera

Da vari mesi ci sono focolai ricorrenti di epidemia in varie parti del Paese.
In questi giorni numerosi casi di colera sono stati segnalati a Embu.
Meru non ha colera al momento, ma siccome riceviamo molti pazienti daEmbu e dintorni, siamo allertati e pronti all'evenienza.
Le autorità sanitarie di Meru ci hanno sensibilizzati ed è attivo un numero verde attraverso cui io posso segnalare ogni caso sospetto.
Abbiamo infatti avuto un bambino con imponente diarrea ad "acqua di riso". Lo abbiamo isolato immediatamente ed abbiamo fatto generosa terapia reidratante sia orale che endovenosa. 
Naturalmente abbiamo anche instaurato terapia antibiotica specifica per il colera.
Esponenti del ministero della sanità hanno raccolto campioni di feci, ma fortunatamente i risultati sono stati negativi per vibrio colerae.
Il bambino è poi migliorato ed è stato dimesso.
Siamo abbastannza avvezzi a brevi epidemie di colera, per cui non siamo per nulla spaventati, ed anzi ci sentiamo pronti ad ogni evenienza, anche se naturalmente preghiamo che il colera rimanga lontano dai Chaaria e dai nostri pazienti.

Fr Beppe Gaido

martedì 5 maggio 2015

Incesto e pedofilia

Non sono sono realtà estranee alla nostra pratica clinica.
Sin dai primi tempi sono venuto a conoscenza di storie piuttosto raccapriccianti da questo punto di vista.
Fino ad oggi però ero abituato a sentire di padri che si approfittano delle loro giovani figlie; ero abituato alla connivenza dolorosa delle mamme che temevano conseguenze maggiori per il delicato equilibrio familiare se avessero parlato e riportato la cosa alle autorità.
Conosco donne con bambini, le quali non hanno mai potuto sposarsi perchè il padre dei loro figli era il loro stesso genitore. 
Qualcuna di queste donne non sembra neppure la mamma, ma la sorella maggiore dei suoi figli...evidentemente perchè li ha concepiti in età giovanissima.
Sono storie che sempre mi turbano, mi lasciano tanto amaro in bocca e mi parlano di sfacciata prevaricazione maschilista.
Recentemente però siamo stati testimoni di un evento ancora più raccapricciante: una mamma che ha usato il proprio figlio di circa 8-9 anni di età per un atto sessuale, mentre lei era ubriaca.

lunedì 4 maggio 2015

L'angoscia che sempre accompagna l'HIV

Stiamo operando una signora piuttosto attempata per un carcinoma della cervice. Con nostra sorpresa, prima di iniziare l’intervento, l’anestesista ci informa che è HIV positiva.
“Vuol dire che faremo più attenzione!” commento io senza scompormi.
I membri dello staff sono abituati a situazioni simili e quindi non fanno una piega. Lavoriamo con calma e finiamo l’isterectomia in brevissimo tempo.
Quando però ormai sto per iniziare la sutura della cute, avverto un po’ di movimenti strani attorno al letto operatorio. Io non mi accorgo di niente perchè sono concentrato sulla sutura, ma vedo che la seconda assistente Marion si è improvvisamente allontanata e si sta togliendo il grembiule, mentre Evanjeline le sta buttando sulle mani della candeggina.
Marion non parla e corre a lavarsi le mani. Chiedo quindi al mio secondo operatore: “E’ successo qualcosa?”
“Marion si è bucata mentre montava un ago sulla pinza: purtroppo si tratta di un un ago già usato e quindi contaminato”.
Tento per un attimo di calmare Marion, ma lei non ne vuole sapere. Le dico allora di andare subito all’ambulatorio per l’HIV e di parlare con Martin per la profilassi.

domenica 3 maggio 2015

La festa esterna di San Giuseppe Cottolengo e del Beato Fratel Luigi Bordino

Oggi il Signore ci ha benedetti con una bellissima giornata di sole, dopo giornate estremamente piovose che avrebbero reso la festa praticamente impossibile. 
Invece, con un tempo atmosferico come quello di oggi, la festa è stata davvero bella: è iniziata alle 10 con la benedizione dei locali della nuova maternità e della nuova ambulanza. 
Da tempo usiamo sia la maternità che l’ambulanza, ma è stato bello offrirle al Signore e chiedere a Lui la sua protezione.
Dopo breve celebrazione per la suddetta benedizione, ci siamo invece trasferiti al centro dei Buoni Figli dove è stata celebrata la solenne liturgia in onore di San Giuseppe Cottolengo e del Beato Luigi Bordino. La gente di Chaaria è intervenuta in massa: stimiamo un’affluenza di almeno 1600 persone, a giudicare dal numero dei rinfreschi che abbiamo servito dopo la Messa.
Tutti erano attenti ed hanno veramente partecipato alla preghiera. Hanno inoltre apprezzato e gradito anche quel po’ di cibo che siamo riusciti ad offrire.
In onore di San Giuseppe Cottolengo che ha sempre posto il bene dei poveri al primo posto, ed a imitazione del Beato Luigi Bordino che ha donato anche le sue cornee dopo la morte, alla festa di oggi abbiamo voluto unire un semplice atto di solidarietà a cui abbiamo invitato i cristiani di Chaaria: in collaborazione con la Banca del Sangue di Meru, abbiamo organizzato la “donazione di sangue” durante e dopo la Messa.

sabato 2 maggio 2015

Vi presento mio figlio

Non sono certo il fondatore della missione di Chaaria: è stato infatti Fr Lodovico ad iniziare la grande avventura nel 1984; prima di me ci sono stati altri Fratelli che si sono spesi per i poveri di questa zona, sia nel servizio dei Buoni figli, sia in quello sanitario del dispensario.
L’ospedale però è un po’ il mio bambino che cerco di far crescere e di proteggere tutti i giorni, un figlio che mi sono trovato tra le mani senza che quasi io lo volessi: era il 1° marzo 1998, ed io giungevo al “Cottolengo Centre” colmo di paure e di insicurezze. 
Per sei mesi ero rimasto in Tanzania, senza mai vedere un paziente, perché il mio compito era quello di studiare la lingua. 
Mi angosciavano le malattie tropicali, studiate così tanto sui libri a Londra, ma mai realmente affrontate sul campo. 
Mi spaventava anche la lingua: mi ero impegnato molto per il kiswahili, per poi rendermi conto che la gente illetterata parlava solo il kimeru, per me totalmente sconosciuto. Iniziai il mio servizio in punta di piedi, quasi per non disturbare: accettai di buon grado la proposta di Fr Maurizio di lavorare in laboratorio analisi, e di essere disponibile alle chiamate per casi urgenti. 
Il laboratorio mi affascinava, perché a Londra avevo studiato tanta parassitologia ed ora per la prima volta potevo mettere a frutto le cose imparate nel corso di “Master” londinese. 

La Beatificazione di Fr. Luigi Bordino a Torino

Anche a Chaaria siamo stati in comunione con la nostra famiglia religiosa e con tutta la Piccola Casa nel giorno in cui il nostro Confratello Fr Luigi Bordino è stato proclamato Beato, durante una solenne celebrazione liturgica.
Abbiamo cercato di essere uniti con il cuore a quanto avveniva a Torino, e lo abbiamo fatto soprattutto sforzandoci di imitare gli esempi di Fr Luigi nel servizio incondizionato ai malati, nel silenzio, nell'umiltà e nella preghiera.

Fr Beppe e comunità


venerdì 1 maggio 2015

Il machete ed altro

Strumento agricolo multiuso, venuto tristemente alla ribalta durante il genocidio del Rwanda nel 1994.
Da noi si chiama panga in Kiswahili, o gipanga in Kimeru. E’ un misto tra accetta e coltellaccio. Vagamente assomiglia anche ad una smimitarra.
Serve un po’ per tutto: tagliare l’erba per le mucche o il legname per il fuoco della cucina; ma anche rigirare le zolle di terra prima di seminare o sradicare le erbacce, proprio  come se fosse una zappa. Ne abbiamo una anche noi in macchina… non per difenderci dai malviventi, ma per scavare nel fango nel caso in cui ci dovessimo impantanare nella stagione delle piogge.
La panga è utilissima in certe cliniche mobili in cui ti devi avventurare in sentieri angusti e pieni di vegetazione alta: in questi casi si procede in fila indiana ed il “capo-cordata” si fa strada tra gli arbusti con tale strumento, che non solo ci permette di passare ma anche serve a spaventare ed allontanare i serpenti.
E’ anche usato nelle scuole primarie e secondarie durante le ore di “agricoltura”. Non è infrequete dover riparare il tendone di Achille ad un bambino ferito da un compagno di scuola, mentre insieme tagliavano l’erba del prato, senza tenere le dovute distanze di sicurezza.
Ma spesso la panga e’ anche l’arma a portata di tutti con cui si fanno danni estremi: e’ infatti pesante come un’ascia, tagliente come un pugnale… ed a buon prezzo: costa infatti quanto una bottiglia di birra.
In mano ad un ubriaco o ad un folle diventa un mezzo di distruzione che spesso lascia danni irreversibili.

giovedì 30 aprile 2015

Solennita’ di San Giuseppe Cottolengo

Oggi è stata una giornata assolutamente feriale, con tantissimi pazienti in ospedale ed una lista operatoria da vertigini, a cui naturalmente si è aggiunto il solito cesareo urgente.
Nel nostro cuore però c’era una gioia speciale perchè oggi abbiamo celebrato la festa del nostro Santo Fondatore.
Lo abbiamo onorato all’alba in cappella con le lodi mattutine, e poi il pensiero di lui, la sua spiritualità, i suoi insegnamenti ed i suoi esempi di vita ci hanno accompagnato durante le nostre azioni e lotte quotidiane.
Abbiamo lavorato sodo e senza risparmiarci , ma sempre pensando che questa è la spiritualità del nostro Santo che ci voleva servi e manovali della Divina Provvidenza.
Non abbiamo avuto tempo per lunghissime celebrazioni liturgiche perchè i malati erano troppi, ma abbiamo ricordato più volte che il Cottolengo ci diceva che la nostra vera spiritualità deve essere quella di “dire le orazioni comuni, e poi di insozzarci fino al collo nel servizio ai bisognosi”.
Alle 18 però c’è stata una cosa bella: il nostro parroco è venuto nella cappella delle suore a celebrare la messa votiva di San Giuseppe Cottolengo sia per noi che per le sorelle.
Onestamente io sono riuscito ad arrivare in ritardo anche oggi, perchè ancora ero impegnato in sala, ma alla fine sono riuscito ad arrivarci, ed ho veramente goduto la calda atmosfera della preghiera comunitaria.

mercoledì 29 aprile 2015

Il funerale di Henry

Contrariamente a quanto avevamo programmato, non avevamo celebrato il funerale di Henry giovedì scorso, in quanto alcuni membri della famiglia non avrebbero potuto parteciparvi.

Le esequie sono state spostate ad oggi, in modo da avere il numero massimo di persone sia tra i parenti che tra la gente del villaggio di appartenenza.
In effetti sono venuti in tanti a pregare per lui.
La Messa è stata semplice e calda, come di solito sa fare il nostro Father Ntoiti.
Ha concelebrato anche un Padre Missionario della Consolata.
Commovente per me è stata la partecipazione alla Messa della Pastoressa della Parrocchia Protestante di Henry: è stato bello anche il piccolo sermone che ha condiviso con tutti noi prima dell'ultima benedizione della salma.
Henry è ora sepolto nel nostro cimitero, da dove speriamo che continui a proteggerci con la sua intercessione.
La sua è stata una vita di sofferenza fin dall'inizio: quando poi lo penso in ospedale tutto piagato per molti mesi, mi viene quasi da piangere. Siccome per lui questa terra è stata solo purgatorio, sono certo che ora Henry è nella luce del Paradiso.

Fr Beppe Gaido

martedì 28 aprile 2015

Emicolectomia d'urgenza

Lo abbiamo ricoverato ieri per una subocclusione intestinale. Onestamente speravamo che si sarebbe “sbloccato” con clisteri, lattulosio e procinetici.
Oggi però la situazione era nettamente peggiorata:  l’aspetto era più emaciato, la distensione addominale era aumentata e c’erano “anse disegnate” sotto la cute addominale. I clisteri erano stati del tutti inefficienti e dal sondino nasogastrico fuoriusciva materiale biliare.
La giornata era tremenda ed è stato impossibile visitarlo prima delle 18.30. Considerata la sua situazione abbiamo deciso che la terapia medica aveva fallito e che si imponeva una revisione chirurgica. 
Avevo appena finito l’ultimo paziente abulatoriale alle 19, quando finalmente sono stato chiamato in sala perchè il paziente era intubato e pronto per l’intervento. 
Ero stanchissimo a causa di una giornata tremenda, con tante operazioni ed altrettanti clienti esterni in dispensario ed in maternità, ma allo stesso tempo mi aspettavo una procedura breve e pulita, in quanto il nostro operando aveva solo 20 anni: pensavo ad un volvolo, ad una invaginazione intestinale o a delle aderenze.
Invece il quadro clinico è apparso radicalmente differente: tutto il tenue era estremamente disteso ed in parte già bluastro; anche il colon ascendente e l’appendice apparivano abnormemente dilatati fino esattamente alla flessura epatica. Il trasvero ed il discendente invece erano completamente vuoti.

lunedì 27 aprile 2015

Campagna Sms solidale

Gentilissimi tutti,

Vi segnaliamo e invitiamo a sostenere la campagna di SMS SOLIDALE della Piccola Casa della Divina Provvidenza - Cottolengo, "Combatti la povertà in Italia insieme a noi".
Componendo il numero 45505, attivo dal 27 aprile fino al 16 maggio 2015, potrete donare 2 € via SMS oppure da 2 a 5 € da rete fissa. 
Vi invitiamo a condividere questa iniziativa, a favore dei più bisognosi, tra tutti i vostri amici, conoscenti e parenti.
Per maggiori informazioni riguardo alla campagna di raccolta fondi con sms e alla realtà di Casa Accoglienza a cui verranno destinati i contributi raccolti vi alleghiamo il comunicato stampa dell'iniziativa.
RingraziandoVi per la vostra collaborazione e per la sensibilità che riservate sempre alle attività di raccolta fondi del Cottolengo, porgiamo a tutti un caro saluto.

Fratel Marco Rizzonato e collaboratori



William ora mi stringe la mano

Ha delle escrescenze bluastre su tutto il corpo. Sono dei bubboni duri e dolenti alla palpazione. Quelli sul volto gli conferiscono un aspetto grottesco e mostruoso.
Alcuni noduli sono chiaramente purulenti e si vede una patina di pus giallo che li ricopre.
William e’ molto irritabile e sembra arrabbiato con la vita...
“Che cos’hai da guardarmi cosi’? Lo so che sembro un mostro e che faccio schifo. Lo so che puzzo come le feci a causa dei bubboni. Sono HIV positivo, e sono sicuro che ora nessuno osera’ piu’ toccarmi o rivolgermi la parola”.
“Perche’ dici questo? Stiamo seguendo molti malati nella tua stessa condizione, ed oggi ci sono delle medicine che possono veramente ridurre la massa del sarcoma di Kaposi che ti affligge”.
“Non ci credo... e poi a che pro vivere se nessuno osera’ piu’ neppure stringermi la mano?”
A questo punto, memore degli insegnamenti ricevuti come giovane medico all’Amedeo di Savoia di Torino, gli porgo la mano diretta davanti al suo volto e gli dico:
“OK, vedi che non ho i guanti. Stringimi la mano, e questo sia per te come un segno che non puoi mai generalizzare nelle cose che dici quando sei arrabbiato. Io ti stringo la mano, ma tu devi piantarla di piangerti addosso e di fare la vittima. Ti ho detto che ci sono delle medicine. Se tu accetti di assumerle, pian piano vedrai che la puzza scomparira’, e che anche il tuo aspetto migliorera’ progressivamente”.

domenica 26 aprile 2015

Tetano

Abbiamo ricevuto un giovane completamente rigido ed inarcato all’indietro sulla spina dorsale. La cosa che piu’ in lui colpiva era il fatto di essere cosciente ma incapace di controllare la rigidita’ della schiena. 
Aveva anche le mandibole bloccate (non poteva aprire la bocca) e faceva continuamente una smorfia che poteva anche sembrare un sorriso se la situazione non fosse stata drammatica a causa del fatto che lui aveva dolore incredibile a causa dello spasmo muscolare sia alla mandibola che alla schiena.
Ogni piccolo rumore, come il grido di un compagno di camera, o un cucchiaio caduto per terra, suscitava in lui continui attacchi di contrazioni muscolari dolorosissime.
Un fatto che e’ stato importantissimo per noi al fine di giungere alla diagnosi e’ stato il dato che il giovane era stato circonciso tradizionalmente pochi giorni orsono. Lo abbiamo guardato e ci siamo accorti che l’area era terribilmente infetta, con zone di necrosi secca, sotto le quali i batteri anaerobi (cioe’ quelli incapaci di sopravvivere in ambienti ricchi di ossigeno) avrebbero potuto moltiplicarsi.
Mettendo insieme tutti questi elementi siamo giunti alla diagnosi: si tratta sicuramente di tetano.

Formazione e selezione volontari

Buon anno a tutti.
Vi comunico le date in cui è stata programmata la formazione e la selezione a Torino , presso i locali della Piccola Casa della Divina Provvidenza.
La selezione dei nuovi aspiranti volontari verrà effettuata solamente dopo le lezioni del sabato, a partire dalle 09.30 della domenica immediatamente successiva.
Non sono previste sessioni ulteriori in date diverse a quelle programmate .
Con una successiva comunicazione saranno precisati la sede e gli argomenti delle lezioni.
La frequenza agli aggiornamenti è obbligatoria a tutte le attività formative.

Programmazione per il 2015
Sabato 27 giugno: Lezioni di formazione e aggiornamento
Domenica 28 giugno: Colloquio e prova in lingua inglese

Sabato 24 ottobre: Lezioni di formazione e aggiornamento
Domenica 25 ottobre: Colloquio e prova in lingua inglese

Per Consiglio Direttivo 
Lino Marchisio

Per la Commissione formazione
Maria Luisa Ferrando
Monica Carello

Per la Commissione selezione
Angela Bova


sabato 25 aprile 2015

25 Aprile

In Italia oggi si celebra il 70° anniversario della liberazione: è una data di speranza che in tutti porta sentimenti di riconoscenza per la democrazia che viviamo in Italia.
Insieme alla gratitudine che sento in cuore in comunione a tutti gli Italiani, oggi provo sentimenti del tutto speciali perchè è per me una data importante anche per un'altra ragione.
25 anni fa nella Chiesa della Piccola Casa emettevo la mia Professione Perpetua, cioè mi consacravo a Dio con i voti di castità, povertà ed obbedienza per tutta la vita.
Non posso dire che si tratti di "nozze d'argento", in quanto noi di solito calcoliamo la data per le ricorrenze religiose a partire dalla Prima Professione, avvenuta nel 1984: tecnicamente quindi le mie "nozze d'argento" (silver jubilee in inglese) sono passate già da sei anni.
Comunque il venticinquesimo della Professione Perpetua, seppure celebrato solo nel mio cuore, mi fa dire grazie a Dio per la sua fedeltà verso di me, per il dono della perseveranza fino ad oggi e per tutte le grazie che ha abbondantemente elargito su di me in tutti questi anni. 

venerdì 24 aprile 2015

Incidenza e complicazioni dell'aborto illegale in Kenya

La definizione di aborto illegale (unsafe abortion in Inglese) è  secondo l’OMS  una procedura  intesa a interrompere una gravidanza, eseguita da persone che non hanno la preparazione professionale richiesta oppure eseguita in un ambiente non conforme ai requisiti minimi di igiene e sicurezza.
L’aborto illegale rimane una delle cause più importanti di mortalità e morbidità materna in Kenya. Anche la terapia delle complicazioni degli aborti illegali impegna molte volte lo staff degli ospedali e richiede grossi capitali.
Dati ufficiali del Ministero della Sanità indicano che nel 2012 ci sono stati all’incirca 464.690 aborti volontari in Kenya: tale dato ci porta a stimare una ratio di 48 aborti per 1000 donne in età fertile (cioè tra i 15 ed i 49 anni), ed una ratio di 30 aborti per 100 nati vivi.
Nello stesso anno 157.762 donne hanno richiesto terapia per complicazioni di aborti sia naturali che indotti. Di questo numero 119.912 erano pazienti con complicazioni di aborto illegale.
La piaga degli aborti illegale sembra essere trasversale ed interessare tutte le classi sociali: colpisce nello stesso modo donne che hanno studiato, insieme a quelle che non sono andate a scuola; interessa donne cristiane, musulmane o di altre fedi religiose ; riguarda studenti, donne con un lavoro ed altre disoccupate, donne sposate, donne ancora “single” o donne divorziate.

giovedì 23 aprile 2015

The national scientific conference of the Kenya medial association

I am attending the 43rd National Scientific Conference of the Kenya Medical Association. At the conference we are very many (I believe more than 200): most of the doctors are actually from Kenya, but we have representatives from Uganda, Ethiopia, Somaliland and Somalia.
The conference is held in Eldoret, in Western Kenya, and it is the first time for me to be in this town. It was an extremely long journey by matatu, but I finally managed after a 12 our adventure on 3 different minivans.
From KMA (Kenya Medical Association) Meru Division we are 4: apart from me, we have here Prof Micheni and Dr Ndede from KEMU, and Dr Wangai from Woodlands Hospital.
On top of many interesting lectures on different topics ranging from unsafe abortion practices, to non communicable diseases, to mental health, we have also experts talking to us about the advantages of e-medicine: from tele-consultations, to sharing information with other doctors and consultants, up to the future task of reaching computerized data for each patient in order to generate good data management.
I know that Chaaria is not a vanguard in those areas, because we are still quite at the beginning with the computerization of our data. 
On the other hand it is also true that slowly we have started such programs long time ago, even though our scaling up has been slow, partly due to lack of human resources and partly because many of our staff members are at the moment computer illiterate: so a robust computerization of our hospital would also mean loosing jobs for many.
Nevertheless the journey of e-medicine and electronic collection of data is a reality already also for Chaaria.

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