mercoledì 20 agosto 2014

Naomi torna a scuola

La nostra Naomi questa settimana è a casa della nonna per un periodo di vacanze.
Al suo ritorno avrà pochi giorni a disposizione per dedicarsi aglivacquisti necessari per la scuola, ed il 3 settembre inizierà il corso di diploma da segretaria.
Abbiamo trovato una scuola governativa a Meru dove altre delle nostre segretarie hanno studiato. Quell'istituto ci sembra il migliore per Naomi, in quanto è vicino a Chaaria, e quindi facilmente raggiungibile in caso di problemi di salute della ragazza.
Inoltre non ha barriere architettoniche: classi, dormitori, biblioteca e refettorio sono infatti tutti a piano terra.
Naomi sarà una studente interna, in quanto questo è obbligatorio in Kenya, e dovrà quindi dormire in istituto ed lavarsi la biancheria:
da questo punto di vista, ripetere l'ultimo anno delle superiori nella scuola convitto lontano da Chaaria è stato un periodo di ottima preparazione.
Naomi è contenta del nuovo corso di studi e non vede l'ora di iniziare.
 

L'outpatient

L'outpatient è, per dare un'idea, l'equivalente del paziente ambulatoriale nostrano, che raggiunge l'ospedale a piedi, in bicicletta, ma soprattutto con il MATATU, che è una specie di pulmino con un numero variabile di posti e un numero soverchiante di occupanti.
Il nostro paziente medio non è ricco per cui nessuno arriva in moto e tantomeno in auto.
Qualche urgenza capita che arrivi in moto taxi (piki piki).
Gli appassionati del blog avranno visto qualche foto di queste moto improbabili che viaggiano su queste strade ancora meno probabili (che definire sterrate è un eccesso di ottimismo), con 4-5 persone a bordo.
Orbene capita che qualche Donna (la donna africana esige la maiuscola) in travaglio di parto o con qualche altra urgenza ostetrico ginecologica (molto frequenti) arrivi con questo mezzo strombazzante e con radio a tutto volume (se non hai la radio sulla moto non sei nessuno), accompagnata, oltre che dal conducente (l'unico col casco) da un numero variabile di parenti secondo la stazza degli stessi.
Ma torniamo agli outpatients, a differenza dei nostri ambulatoriali, essi non arrivano su prenotazione, in giorni e ore stabiliti, bensì arrivano come una marea montante diurna (di notte non si viaggia) col picco massimo in tarda mattina.



domenica 17 agosto 2014

Il calabrone non lo sa (e noi neppure)


Una volta lessi, probabilmente su un giornale poco scientifico, che accurati e approfonditi calcoli e studi avevano decretato che il calabrone, per la forma, la stazza e la scarsa portanza delle ali, non poteva volare. Fortunatamente per loro i calabroni non hanno studiato, non lo sanno e continuano a volare.
Mi è tornata alla mente questa storiella perché in questi giorni, a Chaaria, è stata fatta la disinfestazione.
Chi è stato qui sa che i sottotetti erano pieni di calabroni che ti accoglievano al mattino con un rumoroso e sinistro ronzio danzando in due o tre al di la della reticella metallica delle finestre; li ritrovavi poi scendendo in ospedale, passando sotto la spiovenza dei tetti dei buoni figli, sempre sospesi a mezz'aria, inquietanti ma indifferenti al tuo passaggio.
Già in passato mi avevano spiegato che fanno i nidi facendo grossi buchi nelle travi del tetto minandone la robustezza.


venerdì 15 agosto 2014

Pietro l'Africano


Carissimo Pietro,
è stato proprio bello lavorare con te in queste due settimane di fuoco. Sei stato, come sempre, il solito uragano incontrollabile di servizio e di donazione!
Come di consueto sei riuscito a mettere a dura prova la mia resistenza fisica con i tuoi ritmi incredibili, ma abbiamo lavorato insieme in perfetta armonia, ilarità e totale accordo.
Quando ci sei tu è ormai la norma operare 7 giorni alla settimana e con orari vertiginosi. Insieme a Luciano, siete gli unici capaci di sfiancarmi con i vostri ritmi di lavoro insostenibili.
Lavorare con te è sempre bello e rilassante.
In sala operatoria mi dai sicurezza ed abbassi il livello di adrenalina: se opero un addome acuto da solo, ne esco stremato e fradicio come un pulcino; se lo faccio con te, ne vengo fuori non così stanco, e senza una goccia di sudore sulla fronte.
Grazie davvero di tutto!
Grazie per le tiroidectomie e per tutti i mega-interventi addominali che non avrei potuto fare senza di te.
Il mio grazie si unisce naturalmente a quello dei pazienti che forse non lo hanno saputo verbalizzare, ma lo sentono profondamente nel cuore. 


giovedì 14 agosto 2014

Lodovico


Nel 2007, per la prima volta sono arrivato a Chaaria, intimidito e curioso di cosa avrei trovato.
All’ora di cena, nella grande sala del refettorio, Maria Grazia Giacomo ed io ci siamo uniti ai numerosi giovani novizi studiavano lì , a Fr. Beppe, a Fr. Lorenzo che ci aveva portato da Nairobi. Nell’angolo lontano della tavola, sedeva, in silenzio, un uomo anziano, magro, con capelli a spazzola grigio ferro, la schiena un poco curva. Ci spiegarono che era Fr. Lodovico che aveva costruito la Missione molti anni prima. Questo aspetto austero era contraddetto dal sorriso dolce, quasi infantile quando gli fummo presentati.
La cosa che mi colpì molto accadde nei giorni seguenti: gli impegni in ospedale spesso ci impedirono di essere puntuali alla mensa comune; si mangiava attingendo dal carrello ed al termine, mentre ci accingevamo a lavare i piatti,fummo fermati, non ricordo da chi, perché Fr. Lodovico, ormai novantenne voleva essere lui a lavare i piatti dei ritardatari: era la sua terapia occupazionale, disse ed un atto di grande umiltà, secondo me. 

mercoledì 13 agosto 2014

Fiori d'arancio


I Fratelli Cottolenghini di Chaaria si uniscono alla gioia del Dr Giuseppe Farnese e della sua amata Gessica nel giorno del loro matrimonio.
Assenti dalla celebrazione fisicamente, lo sono però in spirito con la preghiera e l’amicizia.
Augurano agli sposi novelli tanta felicità per la loro vita insieme che oggi ha il suo inizio.
Felicitazioni sincere.
La comunità di Chaaria

martedì 12 agosto 2014

Il funerale di un Santo

E’ stato un momento di grande commozione per tutti.

Fr Lodovico ha ricevuto il tributo di un numero grandissimo di persone: sarebbero sicuramente state molte di più se non si fosse trattato di un giorno feriale e lavorativo!
E’ venuto il Vescovo Salesius Mugambi, appena tornato da un viaggio all’estero, ed ha presieduto la celebrazione. C’era il vicario generale della Diocesi Father Basilio, l’amministratore generale della stessa, Father Mbiko; e poi moltissimi preti diocesani e suore di altre congregazioni.
I sacerdoti cottolenghini c’erano tutti, a parte Father Bernard che è rimasto a Nairobi per la Messa al Centro di Langata. Erano presenti i seminaristi cottolenghini. Commovente vedere sia Don Giusto che Don Fiorenzo, che per tanti anni hanno collaborato con Fr Lodovico a Tuuru! Anche le suore cottolenghine erano moltissime, e mi piace ricordare la presenza in persona della Delegata Sr Francesca Moiana, oltre che di molte sorelle keniane della prima ora che hanno vissuto a fianco di Fr Lodovico a Tuuru.
I Fratelli di Chaaria erano tutti presenti e commossi: mancava solo Fr Albert, trattenuto a Nairobi da improrogabili impegni scolastici.


lunedì 11 agosto 2014

Lodovico: un autentico "fratello" per me!


Difficile esprimere i miei sentimenti in questo momento in cui il dolore per la perdita di Fratel Lodovico, necessariamente si confonde alla gioia di averlo conosciuto e alla consapevolezza che dopo una lunga vita ha ottenuto il riposo eterno. 
Non nascondo che in questi primi giorni è il dolore a prevalere, fin da venerdì mattina quando Fratel Lodovico è spirato fra le mie mani. 
Un evento che aspettavamo, che sapevamo che lui desiderava, ma che in quel momento mi ha commosso profondamente e mi ha immediatamente dato un senso di grande solitudine. Provo a condividere alcuni ricordi dettatti dall’emozione di questo momento.
Ho incontrato Fratel Lodovico la prima volta nel luglio del 2007 quando sono giunto a Chaaria. Mi ricordo la mia “soggezione” e il mio rivolgermi a lui con il “lei”, ricordo anche il suo perentorio ordine di dagli del tu, perchè anche se anziano mi disse che eravamo fratelli. Ecco, Lodovico fin dall’inizio è stato un Fratello per me. 

domenica 10 agosto 2014

I miei ricordi di Fr. Lodovico


Sin da quando entrai in Congregazione nel 1981, la figura di Fr Lodovico è stata centrale nella nostra formazione. Lui era già in Kenya e di lui sentivamo solo parlare. Ci veniva comunque descritto come uno dei pilastri fondamentali della nostra famiglia religiosa; come uno degli artefici della sua approvazione pontificia; come il primo superiore generale, ed anche come la punta di diamante della prima esperienza missionaria in Africa dei Fratelli Cottolenghini. 
Ci veniva inoltre presentato come un grande formatore, sia nell’ambito della vita religiosa che in quello delle arti infermieristiche.
Venivamo quindi a conoscere e ad ammirare una persona coerente e radicale tanto con se stesso quanto nei suoi rapporti con gli altri, una persona totalmente dedita a Dio nella preghiera e nel servizio incondizionato ai poveri. Era per noi certamente un modello da imitare.

sabato 9 agosto 2014

Fratel Lodovico


E’ vissuto da povero.
E’ vissuto con i poveri.
Ha servito i poveri dedicando a loro la sua lunga vita.
Ha seguito l’insegnamento del Vangelo, lasciando a noi un esempio da imitare.

Ho conosciuto Fr. Ludovico nel 2006, quando per la prima volta mi sono recata a Chaaria. Persona di poche parole, incuteva rispetto. Notavo questa persona, magra e avanti con gli anni che sedeva in chiesa, di fianco all’altare, un po’ nell’oscurità, passava diverse ore in preghiera. Di lui mi parlava Suor Oliva.
Una sera l’ho atteso all’uscita dalla cappella; mi ha teso la mano dandomi il benvenuto, i suoi occhi leggevano l’animo.
Ho voluto fargli una domanda: “ma come le è venuto in mente di costruire questa grande struttura, proprio qui, in mezzo ad una foresta, in un angolo sperduto del mondo? La sua risposta: “è stata la Provvidenza, la Provvidenza, noi siamo solo penne nella mani del Signore”. (come diceva Madre Teresa).


venerdì 8 agosto 2014

Fradel Lodovico è volato in cielo

I Fratelli Cottolenghini di Chaaria, con il cuore traboccante di lacrime, anche se con la certezza della vita eterna, annunciano la dipartita di Fr Lodovico Novaresio, nostro decano e fondatore della Missione di Chaaria.
Sapevamo che sarebbe successo e ce lo aspettavamo, ma oggi ci sentiamo svuotati e tristi: per noi di Chaaria è come aver perso il padre. Abbiamo anche perduto un grandissimo esempio di vita ed un potente intercessore davanti a Dio: Fr Lodovico pregava sempre per noi e per la Missione.
Per anni, Fr Lodovico è stato esempio stupendo di servizio incondizionato e di preghiera costante.
Negli ultimi tempi si era ritirato in una vita monastica e contemplativa in cui ha costantemente pregato per noi, pur rimanendo sempre attentissimo a tutte le problematiche della comunità, del centro e dell’ospedale. Ci ha sempre sostenuti ed incoraggiati in tutti i nostri progetti di servizio verso i poveri ed i malati.
Le sue condizioni di salute sono deteriorate d’improssivo esattamente due settimane fa.
Fr Lodovico è diventato sempre più debole; ha smesso di mangiare e poi anche di bere. Prima di perdere lo stato di coscienza alcuni giorni orsono, ha voluto il sacramento degli infermi, che ha ricevuto con fede e devozione. 


giovedì 7 agosto 2014

Rosella


E’ certamente una decana tra i volontari ed il rapporto di amicizia con lei dura da più di un decennio. 
Anche quest’anno Rosella ci ha dedicato 6 settimane di intenso lavoro in reparto, vicino ai più gravi ed ai morenti.
E’ una frase tipica di Rosella quella con cui si definisce il fanalino di coda o l’ultima ruota del carro a Chaaria: sarà pur vero quello che dice lei; comunque anche i fanalini posteriori e le ruote di scorta servono moltissimo a far sì che il carro continui a camminare bene.
Rosella ha aiutato il nostro personale nelle medicazioni delle piaghe, nel rifacimento dei letti, nel trasposto dei malati in carrozzella. 
Si è presa cura dei più gravi, imboccandoli e dando loro da bere. 
Ha anche pregato per e con i malati, preoccupandosi nel contempo di far chiamare il sacerdote quando qualcuno desiderava i sacramenti. 
 

domenica 3 agosto 2014

Il nuovo sogno di Sant'Egidio per Chaaria

Coloro che conoscono il nostro ospedale sanno che l’ambulatorio per TBC ed HIV è collocato in un’angusta casetta in legno e lamiera; si tratta di una struttura per altro riciclata, in quanto in passato la stessa costruzione era adibita a mortuario.
I pazienti sono sempre più numerosi e gli ambienti stanno via via diventando stretti e non rispondenti alle esigenze del servizio.
Sempre per il servizio ai malati sieropositivi, il governo del Kenya, in partnership con quello degli USA, ci ha donato un grosso tendone che usiamo per le sessioni di counseling comunitario, per la formazione su argomenti di prevenzione e di educazione alimentare, oltre che come ambiente per i prelievi nei giorni prefissati in cui abbiamo la conta dei CD4 e la carica virale.





giovedì 31 luglio 2014

Perforated appendicitis

The patient was admitted a week ago with unspecific, generalized abdominal pains. She was passing stool regularly and was not vomiting.

The full haemogram revealed a granulocytosis at about 15,000/ml. Stool test was positive for cysts of amoeba (which is a very common finding in our area). 
Widal test showed a mild positivity of 1:80 for both antigens O and H. Abdominal U/S was completely negative; there was no abdominal distention, no guarding, and intestinal sounds were present.
At first, we have considered the patient not to be surgical and we have put her on antibiotics (IV CAF and IV Metronidazole), thinking of enterocolitis secondary to enthamoeba histolitica and some kind of salmonella spp.
Three days later the patient has developed severe abdominal pains, important distension, some guarding, while intestinal sounds disappeared.
We have repeated the full haemogram and the WBCs were 14,000: we would have expected an increase of leucocytosis which we did not find.
Considering the condition of the abdomen, we have nevertheless chosen to do a laparatomy.

martedì 29 luglio 2014

Grazie di cuore

Nelle scorse settimane sono stato raggiunto in vacanza, dalla comunicazione del Presidente e dalle lettere di Nadia e Fr. Beppe che annunciavano la cessazione del blog di Chaaria . E’ stato per me una notizia terribile, che mi ha colpito dolorosamente “ ad un passo dal cuore” e preoccupato molto.
Poi fortunatamente la decisione è rientrata, nonostante la fatica che, sicuramente, questo comporta per chi gestisce il blog stesso e di questo li ringrazio veramente di cuore.
Io, come molti altri, sono un “drogato” dal blog, una vera e propria dipendenza, ogni sera lo consulto con attenzione, leggo ogni post e questa droga mi fa un gran bene.
Le notizie che, giorno dopo giorno arrivano, mi tengono in un contatto quasi fisico con Chaaria, mi fanno rivivere emozioni, il buio ed i suoni della notte, l’immensa stellata, la luna incombente, il grande carro che si vede a tardissima notte e non dopo il tramonto, mi raccontano con i casi clinici i progressi che ogni giorno si verificano, mi insegnano cose che nella mia lunga pratica clinica non avevo mai incontrato: le occlusioni intestinali da vermi nei bambini, come si presentano le ferita da panga a seconda delle situazioni e tanto altro.
In questo modo quella che è la mia presenza di un mese all’anno non si esaurisce con il decollo dell’aereo da Nairobi ma prosegue tutto l’anno; leggere le difficoltà della gente, il loro comportamento il loro culto dei morti, i le strutture famigliari di villaggio di tribù ed infinite altre cose è una motivazione permanente: ogni sera si rafforza la voglia di partire anche subito. 
 

domenica 27 luglio 2014

Povero piccolo!


Era nato a casa circa due settimane fa.
La mamma non si è accorta che non stesse bene ed ha aspettato troppo.
Sette giorni orsono è comparsa la febbre ed il peso del piccolo ha iniziato a diminuire. Quasi contemporaneamente la mamma si è accorta che la montata lattea era finita.
Invece di venire in ospedale ha deciso di rivolgersi allo stregone, o guaritore tradizionale, come qui lo chiamano.
Non so quali rimedi siano stati proposti: fatto sta che il bimbo è arrivato stasera a Chaaria in condizioni pessime: ha febbre a 41°C, è molto disidratato, ha la bocca piena di mughetto ed ha segni chiarissimi di malnutrizione.
Il suo peso è di due chili e settecento grammi.
Non è anemico ma ha la glicemia alta, forse perchè il suo organismo è sotto stress a causa della febbre altissima. I suoi polmoni sono abbastanza congesti ed il cordone ombelicale mostra segni di infezione.
Oltre che disidratato e denutrito, questo bimbo ha quindi anche una sepsi neonatale.


venerdì 25 luglio 2014

Cottolengo football Chaaria


Il torneo non è andato propriamente come avremmo voluto, in quanto siamo in finale solo per il terzo e quarto posto.
Il sogno di vincere il campionato è svanito con un’inaspettata sconfitta in casa sul campo di Chaaria: a quella disfatta erano presenti come spettatori anche Fr Giuseppe Visconti, superiore generale, e Fr Marco Rizzonato, vicario generale.
Speriamo nella terza posizione.
Nel frattempo la squadra di calcio mantiene fede agli ideali di solidarietà che si è prefissa fin dal principio ed anche oggi è venuta per alcune ore di volontariato presso il centro dei Buoni Figli. 
Pure in passato i giovani calciatori erano venuti più volte per attività a favore dei ragazzi della missione, insieme all’allenatore. 
Nelle foto vedete anche i nostri clinical officers Jonah e Martin, anch’essi titolari della squadra. Ad accogliere i membri del Cottolengo Football Club c’era Fr Dominic, il quale presta il suo servizio presso i Buoni Figli. 


giovedì 24 luglio 2014

Anche per chi non ha soldi noi ci siamo...

NN era caduto dal mototaxi ed aveva riportato frattura di entrambe le braccia. Era stato trasportato nel più vicino ospedale dove le radiografie avevano confermato la presenza di frattura scomposta di radio ed ulna ad entrambi gli arti superiori.

NN aveva bisogno di intervento ortopedico perchè la doccia gessata applicatagli non avrebbe certo consentito la guarigione. 
Senza operazione egli avrebbe potuto diventare come uno dei tanti mendicanti che vedo a Meru: per farsi dare una moneta, fanno ballonzolare davanti ai tuoi occhi le braccia rotte e mai operate, in cui le ossa non si sono mai più saldate. Sono figure grottesche che usano le loro deformità per attirare la compassione. Eppure forse all’inizio erano solo persone nella stessa situazione di NN, persone che avrebbero potuto essere ancora produttive ed utili per la società se qualcuno li avesse operate.
“Ci vuole un intervento ortopedico ed il prezzo è altissimo. Se vuoi ti possiamo operare nell’ospedale privato”, era stato detto chiaramente ad NN.
Egli però non era mai riuscito a trovare l’esosa cifra di denaro richiesta, e dopo una settimana di ospedale in cui nulla gli veniva fatto, aveva deciso di farsi dimettere e di venire a Chaaria... il solito viaggio della speranza che molti intraprendono. 

martedì 22 luglio 2014

I lavori della nuova maternità

Esprimiamo la nostra riconoscenza all’Associazione Volontari Mission Cottolengo, all’Ufficio Donazioni Cottolengo ed all’Associazione For a Smile che stanno rendendo possibile la costruzione della nuova maternità. Ringraziamo di cuore anche i nostri donatori che nel silenzio e nell’umiltà ci hanno inviato offerte senza voler essere citati.
Rendiamo grazie ai nostri Superiori che hanno fiducia in noi e sostengono questo progetto che sta prendendo forma giorno dopo giorno.




domenica 20 luglio 2014

Impegni associativi

Vi comunico i prossimi impegni associativi che avranno luogo nei Locali della Piccola Casa della Divina Provvidenza - via Cottolengo 13 - Torino

- Sabato 25 ottobre e domenica 26 ottobre p.v.:
Selezione e formazione dei nuovi aspiranti volontari e contestuale aggiornamento obbligatorio per i volontari che intendono recarsi in Missione a Chaaria e Tachina

- Sabato 13 dicembre: 
Concerto natalizio

Dal mese di ottobre sarà possibile acquistare .
Il calendario 2015 il cui ricavato andrà a favore delle missioni di Chaaria e Tachina le magliette pro Chaaria
ll libro " Ad un passo dal cuore "

Per eventuali prenotazioni inviare una mail a Bruno Castellino br1caste@libero.it o Lino Marchisio linomarchisio@vodafone.it



Gli occhi delle mamme


La mamma è in piedi alle mie spalle ad una manciata di centimetri da me.
Sento sul collo il suo respiro pesante e avverto addirittura il calore che emana dalla sua pelle. Mi guarda ansiosa ed implorante: i suoi occhioni neri compiono una continua gimkana tra me ed il suo bimbo che sto cercando di rianimare sul fasciatoio. 
Qualche volta lascia che la sua spalla sfiori delicatamente la mia, quasi a darmi una spinta per incoraggiarmi a fare di più.

Ha nel cuore una fiducia illimitata nei miei confronti, perchè io sono il dottore bianco, e quindi, nel suo immaginario, io sono più o meno un semidio che sa e può tutto.

I suoi occhi esprimono terrore alla vista del loro piccolo, speranza quando carpiscono dal mio volto qualche segnale di speranza, e totale abbandono nelle mie mani che si muovono veloci sulla sua creatura: dove potrebbero andare se non da me? Chi potrebbe aiutare il suo piccolo se non il medico bianco?

Segue le mie dita mentre pompo ossigeno nei polmoni del suo bimbo; accompagna le mie mani mentre iniettano un farmaco in vena o premono ripetutamente sul piccolo torace per il massaggio cardiaco.

La mamma sta sempre in silenzio: non parla e non chiede, quasi a non rovinare la sacralità delle mie azioni.


sabato 19 luglio 2014

La scuola di Naomi


Dopo aver terminato l’ultimo anno di scuola superiore che essa aveva voluto ripetere, Naomi ha ottenuto un modesto miglioramento dei voti finali.
Sono seguiti tempi di giusto rilassamento e spensieratezza, come di solito si concedono tutti gli studenti che passano la maturità.
E’ però poi venuto il momento di prendere una decisione circa il suo futuro.
Sentendomi un po’ responsabile di lei, io ho cercato di indicarle come carriere possibili, quella della segretaria o della ragioniera, oppure quella dell’insegnamento. L’ho invitata a considerare la sua condizione fisica, prima di prendere decisioni accademiche avventate.
Da quell’orecchio però Naomi proprio non ci voleva sentire: a tutti i costi lei doveva intraprendere una carriera sanitaria. 
Ho tentato di farla ragionare, ma inutilmente: sembrava che io le volessi imporre il mio punto di vista e volessi allo stesso tempo precluderle la possibilità di inseguire il sogno della sua vita.
 

venerdì 18 luglio 2014

Le retine da ernia

Le ernie inguinali costituiscono un problema chirurgico molto diffuso tra la nostra popolazione maschile. Tra le donne l’ernia è rara, ma abbiamo visto casi di ernia inguinale e crurale anche in paziente femmina.
E’ frequente operare pure bambini piccoli con ernie inguinali congenite.
Ricorrente è anche il caso di laparoceli (o sventramenti) post-operatori.
Sono poi molto diffusi i casi di ernie della linea alba e di ernie ombelicali.
Per molte di queste patologie oggi si esegue l’intervento con l’ausilio di apposite retine.
Tutto lo staff della sala operatoria di Chaaria sinceramente ringrazia il Dott. Mauro Martis della società Artemide (sede di Cagliari) per la generosa donazione di retine da ernia.
E’ un regalo importantissimo ed utilissimo per la nostra gente, soprattutto perchè io non so fare l’erniorrafia secondo la vecchia tecnica di Bassini... e quindi senza le reti sarei perso.
Comprarle qui sarebbe stato difficilissimo per problemi economici: sono infatti molto costose.


Come meteore


Sono le 10 di mattina e vedo arrivare un carretto trainato da una mucca. Ci sono uomini che si danno da fare insieme al nostro watchman, e dopo pochi minuti mi trovo davanti un giovane molto edematoso, sudato freddo e vagamente confuso. Giace sulla barella e fatica a respirare: e’ come se i suoi polmoni fossero due pentole a pressione.
“E’ in edema polmonare, e bisogna fargli diuretici”, mi dice Leonard.
Ma Kim interrompe: “la pressione non si sente. Il paziente sembra gia’ collassato e non mi pare una buona idea”.
Io chiedo ai parenti se qualcuno ci puo’ dire qualcosa della sua storia:
“E’ stato malato per lungo tempo?... Quali medicine sta assumendo? Qual e’ la sua malattia di base?”
Ovviamente nessuno sa niente. Luke ansima, ma e’ cosciente: lui mi dice che non e’ mai stato malato prima, e i sintomi sono iniziati quasi improvvisamente.
Dopo un ECG fatto direttamente sulla barella in OPD, ci rendiamo conto che non si tratta di una malattia cardiaca, anche se il cuore e’ in sovraccarico.





mercoledì 16 luglio 2014

Ci ho ripensato

Carissimi lettori del blog,sono commosso dalle molte manifestazioni di stima per i miei scritti che per otto anni sono apparsi sul blog.
Grazie a tutti coloro che mi hanno chiesto di scrivere nuovamente.
Avevo deciso di smettere sia per motivi personali e sia anche perchè pensavo che ormai io fossi diventato noioso e ripetitivo, ma le vostre email mi hanno convinto a ripensarci.
Ho capito che il blog è importante per moltissimi lettori sia in Italia che all'estero; ho compreso che i miei scritti hanno fatto del bene a tanta gente e che ancora possono farne.
E' proprio per voi cari lettori che ho deciso di scrivere ancora; è per tutti coloro che apprezzano le storie che racconto e che mi seguono quotidianamente.
Siete voi, con il vostro affetto che mi avete fatto ripensare alla mia decisione.
Grazie che mi leggete sul blog. Naturalmente continuo anche su facebook.
Grazie che mi volete bene.

Fr Beppe Gaido

lunedì 14 luglio 2014

Nuovo sito internet associativo

Come avete constatato il blog ha subito un rallentamento ma non un arresto totale, per il momento.
Nella riunione di marzo a Roma si era constatata la necessità di una trasformazione del blog in un sito vero e proprio.
Attualmente è già in fase di studio la nuova realizzazione del sito internet associativo, che entro il mese di settembre p.v. potrebbe essere realisticamente attivo.
Il Consiglio Direttivo ringrazia Nadia e Alex per il proficuo lavoro d'informazione a favore delle missioni cottolenghine svolto in questi anni, all'interno della nostra Associazione, con la gestione quotidiana del sito blog.
Con i migliori saluti e un augurio di buone vacanze a tutti Voi e famiglia.

Lino Marchisio
Presidente

giovedì 10 luglio 2014

Un abbraccio a tutto il mondo...

Carissimi lettori, da ormai circa otto anni, sono entrata in punta di piedi nelle vostre case, attraverso questo strumento così moderno come il blog, scrivendo pagine di vita e le emozioni di chi, dedica la propria ai poveri e agli ammalati.

Raramente ho scritto di mio pugno, sempre per lasciare spazio ed evidenza a chi merita molto più di me. È capitato che mi sia io stessa paragonata ad una penna con il calamaio, senza mai sostituirmi a chi ci ha nutrito con le sue ispirazioni.

Oggi, scrivo invece per dirvi che il blog, almeno per quanto mi compete, ha raggiunto il suo traguardo finale. 
Sono profondamente convinta che nulla sia eterno e che l'eternità possa esistere solo nel divenire: il blog è nato da una mia idea, un'intuizione che nasceva dalla volontà di condividere notizie e racconti emozionanti che leggevo da rare email che ricevevo dal Kenya, dopo essere stata volontaria a Chaaria. Sento di poter dire che è una mia creatura e per questo mi commuove scrivere queste parole.

Insieme a fr. Beppe, abbiamo deciso che la sua dote espressiva (che abbiamo poi avuto modo di sublimare con il suo libro) poteva essere condivisa con quanti interessati e così, da allora, ogni sera ho pubblicato i suoi scritti.


Un grazie sentito ai lettori

Carissimi amici e lettori,

questo blog è stato per me un’ esperienza unica e bellissima, un impegno ed una gioia quotidiana dal novembre 2007 fino a luglio 2014.
Mi ha tenuto compagnia e mi ha aiutato a condividere emozioni ed esperienze. Spesso ho definito il blog come la mia “coperta di Linus” o “la mia finestra sul mondo”.
Vi scrivo oggi per comunicarvi che, per un po’ di tempo, io non scriverò più: qualcuno forse ci rimarrà male; si tratta comunque di una decisione sofferta che ritengo giusta e doverosa verso il blog stesso.
Sto infatti vivendo un momento un po’ particolare e mi rendo conto di aver un po’ inaridito la mia vena di scrittura. Ho paura di diventare noioso o banale.
Chiedo perdono a coloro che ormai erano affezionati alla lettura quotidiana di un post da Chaaria. Allo stesso tempo ringrazio sinceramente tutti coloro che mi hanno letto con affetto per molti anni.


Lettera di Fr. Maurizio

Anch'io ringrazio di cuore tutti voi per la possibilità che mi avete dato in questi anni di partecipare al blog.

Questa mia partecipazione attiva ha fatto un gran bene a me, alla mia Missione di Tachina e a tutti i volontari che in questi anni sono venuti qui tra noi.
Anche se ultimamente non ho potuto partecipare attivamente alla stesura dei testi, prima per problemi tecnici e poi per problemi personali, ho sempre seguito con interesse le pubblicazioni.
Auguro alla carissima Nadia e ad Alessandro ogni bene.
Un grazie particolare ai miei confratelli di Chaaria, in particolare Beppe e Giancarlo, per la loro sincera fraternità e per l'esempio che quotidianamente mi donano. 
Sicuro che la Provvidenza ci indicherà altre strade per migliorare e far conoscere il nostro lavoro e il nostro Carisma, auguro ad ognuno dei nostri lettori tanta salute e tanta gioia con la certezza che continueranno a donarci la loro amicizia e il loro aiuto.
Unito ai fratelli e agli anziani di Tachina,

fr. Maurizio



Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido