Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 30 agosto 2015

Volontariato internazionale a Chaaria

Il volontariato a Chaaria ha ormai una lunga storia che comincia nei primi anni ’90 quando un gruppo di dentisti dava vita all’ambulatorio odontoiatrico del dispensario, mentre alcuni volontari iniziavano esperienze più o meno lunghe presso i Buoni Figli.
Degna di nota è la presenza di un volontario che è rimasto con noi per tre anni, a cavallo tra il 1988 ed il 1991.
Per molti anni la disponibilità dei volontari è stata piuttosto sporadica e limitata al solo periodo estivo.
La “rivoluzione copernicana” è avvenuta a partire dal luglio del 2000, quando è iniziata l’esperienza del volontariato su larga scala, con gruppi di persone che si sarebbero alternate durante tutto l’anno.
Nel 2004 si è costituita l’Associazione Volontari Mission Cottolengo, e dal 2006 collaboriamo con la Associazione Volontari Sardi Karibu Kenya.
La nuova impostazione organizzativa del volontariato ha coinciso con il riconoscimento dell’ospedale, e con il crescere continuo del numero di pazienti e dei servizi da noi offerti.
Il servizio volontario a Chaaria si è sempre più caratterizzato come “sanitario”, anche se non sono mancate le esperienze positive di alcune persone rivolte ad altri settori della missione: attività educativa dai Buoni Figli, manutenzione varia, costruzione di nuove strutture edilizie, impianti elettrici, ecc...

sabato 29 agosto 2015

Cinismo o autodifesa?

Ieri è stata una giornata piena di problematiche e di tanti pazienti.
Per stare dietro a tutto si corre dal mattino presto alla sera tardi, e quasi sempre si ha la sensazione che è più quello che non sei riuscito a fare di quanto magari hai portato a termine.
Erano le quattro del pomeriggio, e, come al solito, saltavo come un grillo tra la sala operatoria e l’ambulatorio per cercare di servire tutti. 
Sono velocemente passato nel reparto donne per chiedere che la paziente dell’ecocardiogramma mi fosse portata nello studio con una barella, in quanto troppo debole per camminare o sedere...ma appena mi sono affacciato sulla porta, Jakub (uno dei due studenti di medicina di Varsavia che ora costituiscono la totalità dei nostri volontari), mi ha chiamato con volto visibilmente turbato, e mi ha chiesto di visitare una giovane donna in condizioni critiche.
L’ho seguito ed ho visitato la paziente: dall’aspetto mi è parso un caso di AIDS conclamato con consunzione estrema e con diarrea e vomito irrefrenabili. Jakub era preoccupato delle sue condizioni respiratorie e della pressione arteriosa quasi imprendibile.
La donna era appena arrivata e stavamo ancora aspettando i primi esami di laboratorio: al momento la cosa più importante mi sembrava fosse una generosa reidratazione ed una terapia antibiotica mirata contro i principali patogeni intestinali della nostra zona.

venerdì 28 agosto 2015

Screening gratuito per diabete

Da tempo ormai abbiamo notato un aumento esponenziale dei casi di diabete, che normalmente vengono alla nostra osservazione quando è tardi ed ormai si sono instaurate complicazioni irreversibili, come cecità, danni cardiovascolari, renali o cerebrali.
Frequente è stato il primo riscontro di un diabete (precedentemente sconosciuto) in un paziente con gangrene degli arti inferiori che ci hanno portato addirittura all’amputazione.
Il fatto che il diabete stia diventando una patologia emergente in Africa è ormai di dominio pubblico, e varie pubblicazioni scientifiche hanno dato l’allarme: la ragione prioncipale sembra da ricercarsi in cambiamenti delle abitudini alimentari.
Da anni in ospedale abbiamo moltissimi pazienti diabetici, anche molto giovani. Non sono mancati sporadici casi di diabete in età pediatrica ed addirittura infantile.
Anche dai Buoni Figli abbiamo preso l’abitudine di fare a tutti una glicemia di screening ogni sei mesi: questo perchè in passato due dei nostri ragazzi sono morti di coma diabetico, senza che noi fossimo al corrente in precedenza della loro condizione.
Da più di due anni in ospedale abbiamo avviato una “diabetic clinic” con un clinical officer, alcuni infermieri, un laboratorista ed un dietologo completamente dediti a tale patologia: in tale clinica, oltre agli esami di laboratorio ed alla terapia, offriamo inoltre adeguati consigli dietetici.

giovedì 27 agosto 2015

Dr. Kibera in Chaaria

Dr Joshua Kibera is an Anatomic Pathologist. He is a Lecturer and HOD, in the Department of Pathology, School of Medicine and Health Sciences, at Kenya Methodist University. He is also Histopathologist / Cytopathologist at Pathologists Lancet Kenya and at Grace Park Medical Centre, Meru.
Today he has visited Chaaria and he has given us a wonderful lecture on the use of cytology.
It was extremely educative and simple in the same time: the whole staff of the hospital has really appreciated his teaching and everybody was so attentive.
Dr Kibera has taken us through the importance of cytology in cancer diagnosis in general, although he has dealt more extensively with PAP’s smear, thyroid and lymphnode FNA.
He has also promised us his full collaboration in the field of anatomic pathology.
After class he has visited our laboratory and he has given our technologists some indications in order to improve our skills in collecting, preparing and fixing the samples.
Chaaria is already a cancer center, because we do a lot of biopsies and we are also able to do something in oncological surgery. We are sure that improving our cytology skills will sharpen our diagnostic possibilities.

mercoledì 26 agosto 2015

I colori della nuova pediatria

La ristrutturazione va avanti a ritmo serrato. Abbiamo già sostituito il soffitto che ora è in materiale plastico lavabile.
Il pavimento è ora completamente piastrellato: bello e più facile da lavare.
E' terminata anche la tinteggiatura dei muri, che, come vedete, hanno colori abbastanza intensi, per rendere vivace e piacevole l'ambiente in cui tanti bambini malati saranno ricoverati.
Ora i lavori stanno procedendo con l'impianto elettrico e con quello centralizzato dell'ossigeno.
Speriamo di traslocare i bambini ammalati nella "nuova" struttura entro la metà di settembre.
Abbiamo anche ordinato nuovi letti e nuovi materassi, grazie alle generose donazioni che continuiamo a ricevere.
Per questo nuovo passo avanti nell'ammodernamento del nostro ospedale, ancora ringraziamo di cuore l'Associazione Volontari Missioni Cottolengo, l'Ufficio "Find Raising" della Piccola Casa e l'Associazione "For-a-Smile". 
Ringraziamo anche tutti i benefattori che con la loro generosità ci consentono di terminare la
ristrutturazione senza difficoltà economiche.
Grandissima riconoscenza va sempre a Fr Giancarlo nel suo insostituibile compito di seguire costantemente il procedere dei lavori...è sempre estremamente complicato infatti ristrutturare un ospedale pieno di malati!

martedì 25 agosto 2015

Pancreatic pseudocyst

A pancreatic pseudocyst is a circumscribed collection of fluid rich in pancreatic enzymes, blood and necrotic tissue, typically located in the lesser sac of the abdomen. It is normally a complication of pancreatitis, although in children pancreatic pseudocysts often occur following abdominal trauma. 
They account for approximately 75% of all the pancreatic masses.
Nevertheless, our patient was never diagnosed with pancreatitis before, but for about 6 weeks he had complained of strong epigastric pain (not acidic in nature), not responding to any treatment for peptic ulcer disease.
He came to our observation because of an extremely tender epigastric mass. He was actually referred from another facility with diagnosis of perforated duodenal ulcer.
We immediately performed an abdominal ultrasound which allowed us to exclude any viscus perforation or peritonitis. On the other hand we have actually seen a round mass of the epigastrium, measuring about 12 cm in diameter. The mass was clearly a cyst, but the content was thick and rich in debris; it was clearly outside the liver parenchyma, and so it could not be an amoebic liver abscess.
Because of the epigastric location, immediately I have thought of a possible pancreatic pseudocyst, but I have decided to confirm the diagnosis with an abdominal CT scan. The latter imaging test was completely in accordance with the finding of the ultrasound, and I was a bit proud of that.
Amylase levels were moderately elevated at 280 U/L, as you can expect in chronic pancreatitis.


Fr. Luigi Bordino: un punto di vista africano

Anche a Chaaria abbiamo voluto dare particolare rilievo alla memoria liturgica del BeatoLuigi Bordino, il 25 agosto.
Dalle nostre riflessioni e condivisioni con persone “locali” a noi vicine, sono emersi alcuni elementi forti che vogliamo condividere con tutti i lettori. I vari punti vengono esposti seguendo un angolo visuale africano, in cui diamo la parola alle persone di Chaaria che abbiamo intervistato. Il discorso sara’ quindi per lo piu’ in prima persona.
1-     Fr Luigi è per noi cristiani del Kenya una figura ancora tutta da scoprire, soprattutto a causa del fatto che le biografie ed i fatti che lo riguardano sono quasi tutti in Italiano. Le uniche informazioni da noi raccolte direttamente sono quelle contenute nelle immaginette scritte in Inglese, Kimeru o Kiswahili, oltre che nella recente biografia di Don Nicholus Kirimo.

lunedì 24 agosto 2015

Alla Domenica

La mattinata era stata abbastanza tranquilla e dopo la Messa eravamo riusciti a visitare tutti I pazienti operati in settimana ed a dimetterne un buon numero.
Dopo le due del pomeriggio l’ospedale era stranamente calmo, con pochi pazienti ambulatoriali, nessuna mamma in travaglio e nessuna emergenza all’orizzonte. Sono quindi riuscito a riposare un po’ ed a farmi anche una bella dormita.
Poi però alle 17.45 vengo chiamato dall’infermiere dell’ambulatorio, che appare abbastanza scosso e preoccupato.
“E’ successo un incidente stradale. Si tratta del solito mototaxi troppo carico di passeggeri. Ci sono due feriti: uno è in condizioni discrete, ma l’altro è davvero malmesso”.
La scena che mi trovo davanti è tremenda: nella stanza c’è sangue ovunque; il paziente giace sulla barella; è ancora tutto imbrattato di terra ed urla di dolore chiedendo dei calmanti.
Ci sono ferite in varie parti del corpo,soprattutto al lato destro del corpo; ci sono tagli sul viso, sulla mano, sulla gamba e sul piede.
Ma la cosa che preoccupa di più sono le fratture: siamo di fronte ad un politrauma con entrambi gli arti inferiori spezzati in più frammenti, con una frattura dell’estremo prossimale dell’omero ed un’altra del bacino.

domenica 23 agosto 2015

Sulle orme del Beato Fratel Luigi Bordino

Carissimo,

Carissima.

Martedì prossimo, 25 agosto, la Chiesa celebrerà per la prima volta la memoria liturgica del Beato fratel Luigi Bordino. Con il cuore colmo di riconoscenza nei confronti della Divina Provvidenza, desideriamo vivere con intensità questo momento per esprimere la nostra devozione nei confronti del Beato Luigi e per impetrare da Dio il dono della imitazione.
Per prepararci a questa celebrazione ci permettiamo di inviare la bella omelia che Mons. Cesare Nosiglia tenne in occasione della Messa di ringraziamento per la beatificazione di fratel Luigi (3 maggio 2015), e alleghiamo inoltre la preghiera dei fedeli che verrà pregata alla Piccola Casa il prossimo martedì e la Colletta propria del Beato Luigi.
Ci permettiamo infine di ricordare il bell’evento organizzato dal Comitato Beato Fratel Luigi per il prossimo 29 agosto a Castellinaldo.

A tutti il nostro grazie, per tutti la nostra preghiera.

sabato 22 agosto 2015

Casi davvero strani

Oggi pomeriggio l'ultimo intervento segnato sulla lista operatoria era una toeletta chirurgica di una ferita infetta della coscia sinistra, molto vicino all’inguine.
Dalla storia clinica sapevamo che il paziente se l'era fatta cadendo da un albero, su cui stava raccogliendo la miraa (la droga leggera che qui usano in tanti, e che molti coltivano e vendono).
Abbiamo pensato che la ferita fosse stata causata da un ramo che avesse lacerato i tessuti, o da una pietra su cui l'uomo avrebbe potuto cadere. L'infezione ci sembrava spiegabile con il fatto che si trattava di una ferita sporca e piena di terra. Ci è parso che l’uomo fosse stato molto fortunato in quanto la lesione era davvero in prossimità dell’arteria femorale.
Abbiamo chiesto all’operando quando fosse accaduto l'incidente, e lui ci ha detto che esso risaliva  a venti giorni prima: ci è parso strano che la ferita fosse ancora aperta e così piena di pus, nonostante il prolungato uso di antibiotici.
Mentre cercavamo di ripulire al massimo la lesione, abbiamo però palpato qualcosa di duro in profondità, appena sotto le ossa del pube e praticamente dentro quella che in anatomia chiamiamo la lacuna dei vasi.
In un primo momento abbiamo pensato ad un pezzo d’osso fratturato, ma l’ipotesi non pareva sostenibile in quanto il paziente era in grado di camminare e non lamentava un dolore estremo.
Usando pinze chirurgiche, siamo poi riusciti ad afferrare quell’oggetto misterioso ed a tirarlo fuori: siamo rimasti senza parole quando abbiamo appurato che si trattava di un grosso pezzo di legno.

Evidentemente, cadendo dall’albero, un ramo era penetrato nella coscia  e l’uomo non se n’era accorto: sicuramente lui aveva sentito solo tanto dolore. Il ramo era entrato così profondamente che non era stato visto da tutti i colleghi che si erano occupati delle medicazioni precedentemente.
Le dimensioni del corpo estraneo che abbiamo estratto oggi sono davvero eccezionali, ed, a parte la freccia nel torace che Salvo aveva estratto alcuni anni fa, ci pare il più grande nella storia di Chaaria.
Oltre al pezzo principale, abbiamo poi dovuto occuparci di estrarre anche molti frammenti, ma ci pare che ora quel cratere sia pulito e che pian piano potrà rimarginarsi: con il dito esploratore arrivavamo tranquillamente a toccare il pube...davvero quell’uomo è stato fortunato se pensiamo alla vicinanza di arteria, vena e nervo femorali.
Certo che a Chaaria di cose strane ne capitano tutti i giorni!


Fr Beppe

venerdì 21 agosto 2015

A very tough day

At 6 am our driver Joseph has left Chaaria with our ambulance, in order to be punctual to the appointment in Meru at 6.30 am.
At 6.30 am the whole surgical team of the hospital was already in theather preparing the first patient.
At 7.15 am Dr Nyaga and Dr Gacheri were already here and we started our demanding day of work.
We have done so many operations: among them, I wish to quote a partial gastrectomy for ca stomach and three thyroidectomies.
As usual, it has been wonderful to collaborate with Dr Nyaga, who is always so kind and appreciative towards us. The environment in theater has been so relaxed and peaceful that we have not felt tired even after many hours. We have tried to be very quick in the preparations between the various procedures, in order not to delay Dr Nyaga, who has always a very busy schedule, but always finds time to help us in Chaaria.
There was no time for lunch, because the patients were too many: we took only some tea and some bread, in order to avoid getting dehydrated and hypoglycemic.
We have escorted Dr Nyaga back to Meru when it was already evening and we are so touched by the fact that he wanted to donate to us a whole working day.


giovedì 20 agosto 2015

La provvidenza al nostro fianco

Una settimana fa abbiamo operato di prostatectomia un anziano pastore di Marsabit.
Il problema più grosso che abbiamo rilevato sin dall’inizio è stata la totale barriera linguistica: non conosceva infatti nè l’inglese nè il kishahili.
I primi giorni del post-operatorio sono stati molto complicati perchè la spinale aveva causato una certa confusione mentale che veniva ad aggiungersi alla già spiccata arteriosclerosi legata all’età avanzata.
A volte abbiamo dovuto legarlo, per impedire che si strappasse cateteri e drenaggi.
Avevamo però la presenza del figlio che, nelle ore di visita, parlava con lui e lo tranquillizzava.
Dopo due giorni però il figlio è dovuto rientrare a casa per risolvere altri problemi familiari. Non so se avesse spiegato bene al padre quando sarebbe tornato a trovarlo ed a riprenderlo il giorno della dimissione.
Abbiamo continuato a seguirlo ed a servirlo, facendo del nostro meglio per superare la barriera linguistica. Lui è sempre stato piuttosto oppositivo nei nostri confronti, ma, dal punto di vista chirurgico, andava comunque bene.
Due sere fa sono passato a visitarlo per l’ultima volta alle 22 e mi sono raccomandato che bevesse tanta acqua: naturalmente ho cercato di farmi capire usando solo il linguaggio dei gesti.


mercoledì 19 agosto 2015

Vedere i bambini morire

L’infermiere mi dice di andare in ambulatorio per la rianimazione di una bambina: respirava appena ed i polmoni erano pieni di rantoli. Il suo torace pareva una pentola in ebollizione. 
La febbre era altissima e la bimba del tutto incosciente. Non sembrava anemica e la glicemia era normale.
In corridoio la mamma piangeva disperatamente, come se gia’ sapesse come sarebbe andata a finire!
Noi facciamo tutto quello che possiamo, ma la povera creatura ci spira tra le mani... Venivano da Manthi, villaggio poverissimo a 12 chilometri da Chaaria: la piccola era stata dimessa da poco piu’ di due settimane, dopo una grave malaria cerebrale associata a meningite. In tale occasione avevamo anche fatto il test HIV che era risultato positivo.
Non sappiamo se e’ stata una ricaduta malarica, o una meningite non completamente guarita, oppure semplicemente l’immunosoppressione a portarla al Creatore.

Fr Beppe

martedì 18 agosto 2015

African time

Ad un occhio superficiale puo’ sembrare che la concezione del tempo sia universale: e’ infatti composto di secondi, minuti, ore, giorni, ecc, ecc.
Stando in Afrca da un certo numero di anni, inizio pero’ a rendermi conto che il concetto di tempo e’ fortemente influenzato da fattori culturali che e’ opportuno conoscere per evitare interpretazioni poco benevole e forse anche razziste del comportamento altrui.
Gia’ in Europa ci rendiamo conto che la visione del tempo e’ molto diversa da Paese a Paese. Mi e’ capitato spesso che un volontario polacco mi dica: “l’appuntamento e’ alle 8 della Polonia o alle 8 italiane?” ... con questo non parlava certo di fuso orario, ma della nostra interpretazione della puntualita’, che ha certamente una accezione diversa rispetto a quella dell’Europa Settentrionale (pensiamo al quarto d’ora accademico che spesso diventa di 25 minuti, e ad altri ritardi considerati normali). 
L’interpretazione del tempo ed il giudizio sul comportamento altrui e’ spesso legato anche a sottili forme di razzismo, come gia’ accennato piu’ sopra. Ho sentito Italiani del Nord parlare della “sindrome del parallelo” che inizierebbe a manifestarsi da Napoli verso Sud e che sarebbe quindi molto prominente in Africa a motivo della latitudine: tale sindrome sarebbe caratterizzata da lentezza, pigrizia e cattivo uso del tempo.


lunedì 17 agosto 2015

Volontariato internazionale


In questo momento a Chaaria abbiamo quattro volontari di Varsavia: Ela, Jacub e Kasia sono giovani medici e fanno servizio in ospedale, mentre Antonina è una psicologa che si occupa dei Buoni Figli.
Da Cagliari abbiamo invece la dottoressa Laura Canu, chirurga generale, che lavora a pieno ritmo in sala operatoria, e aiuta tantissimo sia in reparto che con le ecografie.
Dal Kenya invece abbiamo Fridah che presta servizio come clinical officer in ospedale.
E' un gruppo eterogeneo, che ben esprime il carattere di internazionalità che vorremmo imprimere al volontariato.
Dopo l'Italia, la Polonia è certamente la nazione che ci offre il maggior numero di volontari, ma sono in aumento anche i volontari del Kenya.
Ci sono inoltre saltuarie presenze da Malta, dalla Germania, dall'Inghilterra e dal Canada.
Ringraziamo di cuore tutti i volontari che ci donano tempo, energie e competenze, e che accettano di condividere con noi un pezzo di vita a Chaaria.

Fr Beppe

domenica 16 agosto 2015

Il segreto della missione

Ho visto tanti ospedale missionari nascere, crescere e poi morire pian piano.
Tutte queste strutture erano belle, funzionali e tecnicamente molto avanzate, a motivo del fatto che godevano di grossi fondi dai Paesi Occidentali.
Eppure sono crollate!
Perchè?
Certo non perchè fosse finito il bisogno di salute della gente: penso particolarmente ad una struttura che, crollando, ha lasciato scoperta una zona molto ampia ed assai povera. Perchè sono mancati i fondi dall’estero? A volte questo può essere stato un fattore contribuente al declino di una struttura sanitaria, che per definizione non riesce ad essere economicamente produttiva, soprattutto in zone in cui la popolazione è povera e fa fatica a pagare anche il poco che si chiede come concorso di spesa.
Ma un fattore certamente più  decisivo è talvolta la corruzione: ho sentito di posti in cui sistematicamente si gonfiavano le spese per poter mettere in tasca parte di quello che i donatori mandavano dall’estero. 


sabato 15 agosto 2015

Tragedia indescrivibile

Oggi ho ricevuto una giovane donna inviata a noi per ecografia pelvica.
Aveva perdite ematiche in gravidanza a circa 8 settimane di età gestazionale, ed un forte dolore addominale.
Nella storia clinica precedente ho letto che tre anni prima era stata operata di salpingectomia sinistra per una gravidanza ectopica.
Ho fatto l'eco ed ho visto quello che non avrei mai voluto vedere: di nuova una gravidanza extrauterina nell'unica tuba rimasta.
Con la memoria sono riandato subito ad un caso simile a cui avevo assistito anni fa: avevo operato una mia paziente prima di salpingectomia sinistra per ectopica rotta ed emoperitoneo; due anno
dopo la situazione si era ripetuta per la tuba destra: avevo tentato di salvarla, ma la situazione era tale che di quella salpinge non rimaneva quasi nulla: era letteralmente scoppiata a causa
dell'ectopica.



venerdì 14 agosto 2015

Giornate interminabili

Da quando sono tornato a Chaaria i ritmi sono stati incredibilmente intensi, sia di giorno che di notte.
Non so se ci siano molti più pazienti del normale o se tutto questo superlavoro sia semplicemente l'esito di un accumulo che si è verificato nei giorni della mia presenza in Italia.
Certo, l'endoscopia digestiva è assolutamente "rovente", perchè i clienti che necessitavano di gastro e colonscopie, e non potevano permettersi di pagare prezzi molto più alti altrove, sono stati invitati a venire in agosto.
E' molto impegnativo anche il servizio di ecografia, perchè sono il solo a farle.
I reparti comunque scoppiano, e siamo di nuovo alla situazione di due pazienti per letto, soprattutto nel reparto uomini, in pediatria ed in maternità.
Il settore davvero più impegnativo è stato comunque quello della chirurgia:abbiamo eseguito 133 interventi dopo il mio rientro dall'Italia. 
Tutti i giorni si comincia prestissimo e si finisce in sala molto tardi; le operazioni più piccole le fa Mbabu nella sala piccola, senza la mia presenza; la dottoressa Khadija esegue la maggior parte dei cesarei urgenti e dei raschiamenti... e ciononostante siamo continuamente in "overbooking": oggi per esempio sono riuscito ad operare i pazienti ricoverati il giorno 11 agosto.

giovedì 13 agosto 2015

Surgical camp for the poor patients of Marsabit

Dr Ilkul is a surgeon working in Nairobi.
He comes from a small village in Marsabit County.
Few days ago he has contacted us and he has asked if he could come one day to Chaaria to operate for free on some very poor patients of his home area.
The proposal has been so interesting and touching, because we have many patients coming from Marsabit, and also because we know that many people from that area are extremely poor.
We have made logistical arrangements for the clients to be admitted in Chaaria yesterday, so that we could be able to visit them and to do the necessary blood tests.
Dr Ilkul has reached Meru last night, after a normal working day in Nairobi.
Today, very early in the morning, we have collected him in town and we have escorted him to Chaaria, where he started his operations at 6.45 am.
Today Dr Ilkul was able to do a prostatectomy and four thyroidectomies: we have been working very well, without delays and fortunately also without complications: by 3.30 pm, Joseph already has escorted him back to Meru, so that he could reach Nairobi before night.
Working with Dr Ilkul has been a great pleasure for me and for all the theater staff: he is an extraordinary surgeon, very competent and quick; he is also a wonderful person, very kind, humble and down-to-earth.

mercoledì 12 agosto 2015

The big brother


Today I have received a woman who wanted to thank me very much because I had made a diagnosis of carcinoma of the cervix to her, and through my help she was able to receive chemotherapy and radiotherapy in Nairobi. She was not sick and she did not need any treatment. She was looking very happy and she has high hopes of being completely healed.
She told me that she had gone to many other doctors showing to them my reports about her cancer and the operation we did in Chaaria.
Unfortunately some colleagues were despising my reports saying that they are sub-standard. Therefore they wanted tests to be repeated all together. But the patient had many financial problems and she could not afford to repeat all the investigations.
She actually took courage and went directly to Nairobi with my referral letter: there, nobody told her that our documents were substandard; the documents were taken into good consideration and helped her very much to follow through the process of getting admitted for chemotherapy and radiotherapy. 
 

martedì 11 agosto 2015

Le cose strane che capitano a volte in ospedale

Visito una giovane donna per un'ernia ombelicale e mi accorgo che c'è una grossa massa dura che occupa praticamente tutto l'addome.
Le chiedo se per caso fosse incinta, e lei mi risponde che non è assolutamente possibile perchè, alcuni anni prima, in un ospedale della zona, le hanno fatto l'isterectomia.
La cosa mi stupisce molto perchè a me quella massa sembrava proprio un utero gravido, o, se non fosse stato questo, magari un grosso fibroma.
E' stata dura per me convincere la paziente a sottoporsi all'ecografia. Le ho dovuto promettere che gliela avrei fatta in modo assolutamente gratuito.
L'eco ha comunque confermato i miei sospetti: la donna l'utero ce lo aveva eccome, ed in esso guazzava un feto di circa otto mesi di età gestazionale.
Non è stato difficile convincere la donna che un bimbo è sempre una benedizione di Dio e che bisogna accoglierlo con gioia. La cosa più dura è stata per lei digerire il fatto che in quell'altro ospedale l'avevano ingannata: non solo non le avevano fatto l'intervento che le avevano prescritto, ma le avevano fatto pagare anche un sacco di soldi per un'operazione non eseguita.

lunedì 10 agosto 2015

Notti difficili

Sono le 22 ed ho appena finito il giro dei pazienti.
Sono stanchissimo dopo una giornata molto esigente e pienissima di pazienti e di lavoro. Ho voglia di andare a dormire.
Già ho salutato le infermiere e mi sto avviando verso la comunità, quando alle spalle sento la voce dell’ostetrica del turno di notte: “vieni un momento che ho un problema”.
Dentro di me sento un moto di ribellione, ma non posso rifiutarmi di tornare indietro. La donna che mi viene sottoposta è certamente un caso complicato che necessita di cesareo urgente, se non si vuole che il bimbo muoia nel grembo materno. 
L’urgenza mi pompa adrenalina nel sangue, e la forza mi ritorna: chiamo Giancarlo che sfortunatamente è sempre coinvolto nelle emergenze notturne quando non abbiamo volontari, e poi mi appresto a fare l’anestesia, perchè di notte a Chaaria non abbiamo l’anestesista.
La spinale riesce velocemente, ed il cesareo procede liscio come l’olio. Alle 23.30, sia io che Giancarlo siamo già a letto, sperando di dormire profondamente fino al mattino.

domenica 9 agosto 2015

Fridah

E' un'orfana di Nkabune che conosciamo da moltissimi anni in quanto la incontravamo ogni volta che ci recavamo all'orfanotrofio per una visita domenicale con i volontari.
La ricordavamo bambina, ma il tempo passa...ora ha 21 anni. Sr Anselmina è riuscita a farla studiare: siccome alle superiori era molto brava, Fridah è stata ammessa al College di Cinical Medicine.
Ora ha finito i suoi studi ed è diventata clinical officer; in attesa di ricevere il voto dell'esame conclusivo, prima di essere ammessa alla "internship" in un ospedale governativo.
Ieri Sr Anselina ci ha contattato, chiedendoci di accoglierla a Chaaria per un periodo di esperienza professionale e di volontariato in ospedale.
Per noi è una gioia essere ancora utili a Fridah e di collaborare anche così alla costruzione del suo futuro.
Abbiamo accolto Fridah, che ora condivide vitto e alloggio con i volontari polacchi presenti a Chaaria: siamo certi che nel nostro ospedale imparerà molto e si sentirà accolta da tutti. A Fridah auguriamo ogni bene per la vita che ora si apre davanti a lei e che speriamo ricca di soddisfazioni, di successo e di amore.

Fr Beppe




sabato 8 agosto 2015

La gioia di Fiorenzo Meme

Meme è una delle presenze più belle del nostro centro Buoni Figli.
Non ha problemi di disabilità mentale, ma è invece gravemente spastico.
E' una persona dolcissima e profondamente buona; possiede inoltre un quoziente intellettuale del tutto normale.
E' un uomo di grande preghiera e di una fede solida come la roccia.
E' sempre molto affettuoso anche con i compagni di gruppo al centro, e sa farsi voler bene da tutti i volontari.
Oltre alla grande croce che pesa sulle sue spalle a motivo della disabilità fisica, Fiorenzo da anni soffre molto perchè non ha mai avuto notizie della sua famiglia: l'abbandono è stato per lui un dolore pungente che è andato via via crescendo con il passare del tempo.
Lui conosce il suo villaggio di origine, ma non ricorda la sua casa e nemmeno il circondario dove la sua famiglia viveva: infatti era stato portato al Cottolengo quando era piccolissimo.
Dietro sue pressanti richieste, siamo andati più volte a fare ricerche dei suoi familiari. 
Anche Fratel Robert ci era andato insieme a Meme, ma la gente sembrava omertosa e nessuno ammetteva di conoscerlo o di sapere dove la sua famiglia vivesse.

venerdì 7 agosto 2015

Primo anniversario

Domani ricorre il primo anniversario della morte di Fr Lodovico Novaresio: è spirato tra le braccia di Fr Giancarlo e di Fr Dominic.
E' morto come un santo, con la certezza di essere finalmente giunto al banchetto eterno.
Il suo ricordo è vivo e fortissimo qui a Chaaria, sia in comunità che in parrocchia e nel villaggio.
Noi Fratelli ricordiamo il modello da imitare ed il padre sempre disponibile all'ascolto; con nostalgia pensiamo ai suoi insegnamenti ed alla testimonianza di vita che ci ha lasciato.
La gente lo pensa ancora come il fondatore di Chaaria e come colui che li ha curati gratuitamente per tantissimi anni.
Domattina, in parrocchia la Messa sarà celebrata in suo suffragio.
Sappiamo che molti volontari lo hanno conosciuto e si uniscono a noi nel ricordo e nella preghiera per lui.
Fr Lodovico è davvero un santo: così lo ricordiamo e così lo pensiamo ancora oggi.
A lui ci rivolgiamo per intercessione ed aiuto anche oggi.
La sua tomba è ancora la meta a cui ci dirigiamo nei momenti duri in cui sentiamo il bisogno di una presenza forte che ci aiuti e ci consoli.

giovedì 6 agosto 2015

Il ritorno a Chaaria

Le giornate scorrono durissime.
Inizio al mattino presto in ospedale, e non c'è quasi tempo di respirare: è una corsa continua ed un saltare come un grillo tra ambulatorio, reparto, ecografie, gastroscopie, operazioni in sala.
La pausa pranzo è brevissima, quasi come un piccolo break: non si può pensare ad un momento di siesta perchè i pazienti sono davvero troppi e tutti vogliono essere serviti al più presto.
Ogni giorno cerco di dare il massimo, ma a sera mi ritrovo continuamente indietro sulla tabella di marcia: ci sono tantissime operazioni arretrate, ed a molti è stato dato appuntamento per l'intervento in questa mia prima settimana in Kenya.
Faccio liste operatorie coraggiose ed esigenti...ma poi arrivano costantemente i cesarei e le emergenze e mai sono riuscito a finire la lista operatoria entro la serata.
Questa settimana è stata una costante anche avere uno o due cesarei dopo cena, quando ormai ero stremato.
Quando finisco un intervento difficile ed esigente anche dal punto di vista emotivo, esco dalla sala sudato e mi devo immediatamente buttare nel lavoro dell'ambulatorio; non ho un minuto per riprendere fiato...

mercoledì 5 agosto 2015

I have a dream

Chaaria is a dream to be fulfilled day after day.
A place where all the poor and sick are welcomed and taken care of.
I would love to do more for these people
who have nothing
who suffer from illnesses that are easy to cure
if only, there were the means.

I would love to stop saying, “go somewhere else
because we cannot take care of you”.
Also because to go somewhere else, here
means to add more fatigue, more sweat, more pain
for men , women and children
who have already walked for days.
And to go where?
The public hospitals sometimes lack the facilities,
those that are private are too expensive.

martedì 4 agosto 2015

Benvenuta Sr Anna

A Chaaria abbiamo accolto con gioia Sr Anna Simionato, che ha preso servizio in ospedale, dedicandosi ai malati del reparto per adulti.
Sr Anna è una missionaria da lunghissima data: per molti anni in servizio a Tuuru; quindi trasferita in Ecuador dove ha prestato servizio presso il centro di salute della Piccola Casa ad Esmeraldas; ora nuovamente in Kenya e destinata a Chaaria.
Sr Anna , sin dai primi giorni del suo servizio, si è dimostrata una persona umile ed insieme una grande lavoratrice, dedita soprattutto ai malati più gravi e dimenticati; in reparto essa sceglie per sè i lavori più bassi e passa il suo tempo con i degenti più difficili: ne medica le ferite e le piaghe, li imbocca e li assiste nell’alimentazione; li cambia quando sono sporchi, gira nel letto chi è paralizzato, al fine di prevenire ulteriori complicazioni.
Credo che la presenza di Sr Anna porterà un sensibile miglioramento alla qualità del nostro servizio infermieristico in ospedale. La sua presenza umile e laboriosa ha già conquistato il cuore dei nostri infermieri.
Siamo tutti molto grati a Sr Anna che ha accettato di venire ad aiutarci a Chaaria, e ringraziamo anche i Superiori che hanno pensato di mandare proprio a noi una persona tanto preziosa.

Fr Beppe


lunedì 3 agosto 2015

Lunedì di fuoco

Dr Khadija mi ha detto stasera alla fina di una giornata interminabile: "sei tornato con tutti i tuoi pazienti? Si vede che hanno sentito il tuo odore, perchè oggi il numero dei clienti è stato
davvero eccezionale. Loro vogliono il 'mzungu', e lo sentono quando torna".
"Ma di 'wazungi' ce n'erano tanti anche in mia assenza!", ho risposto io.
"Sì è vero, ma la gente qui vuole lo 'mzungu del Meru, e sono molto specifici in questo!", ha risposto la dottoressa.
Devo dire che, pur avendo lavorato con calma anche sabato sera e domenica, oggi è stato davvero un battesimo di fuoco per il mio ri-inizio: sala operatoria intensissima, due cesarei, un numero incredibile di ecografie e gastroscopie, pazienti ambulatoriali a non finire.
E' stato comunque molto bello ributtarmi a capo fitto nel servizio della mia gente, che anche venendo da me oggi, ha dimostrato la grande stima che nutre nei miei confronti. Sono stato calmo e controllato ed ho lavorato con ordine, senza mai farmi prendere dal panico...naturalmente non ho finito tutto, ma credo di aver aiutato molti.
Molti sono i pazienti ricoverati già da giorni in attesa di un mio intervento; altri sono venuti oggi: ho dato il massimo, anche se qualcuno dovrà ancora attendere un po' per essere servito. 
Entro venerdì o sabato spero comunque di finire il lavoro arretrato.

domenica 2 agosto 2015

I lavori di ristrutturazione della pediatria

Come vedete dalle foto, il lavori in pediatria sono andati avanti molto velocemente, grazie soprattutto alla grandissima dedizione di Fr Giancarlo nel seguire il procedere della ristrutturazione.
Il riposizionamento del soffitto, ora in plastica lavabile, è già completato.
Anche la pavimentazione in piastrelle è finita. E' stato ultimato l'impianto centralizzato per l'ossigeno.
Come forse potete vedere dalle foto, abbiamo chiuso le porte che c'erano nella parte anteriore e posteriore dello stabile. Ora gli ingressi sono due e si trovano sui muri laterali: praticamente entreremo o dalla parte verso la strada, oppure da quella antistante gli attuali servizi igienici.
Abbiamo invece aperto porte e finestre che hanno reso comunicanti tutte le camere. esse ci daranno la possibilità di un servizio infermieristico ai pazienti più semplice ed allo stesso tempo più efficiente.
Dove c'erano le due camere strette e lunghe nella parte posteriore del reparto (room 21 e 22), ora ne abbiamo ricavate quattro: due saranno impiegate come isolamento per i bambini con malattie contagiose, mentre una sarà adibita a sala di medicazione e l'altra sarà invece per gli orfani.

sabato 1 agosto 2015

Il grazie di Maria, volontaria del gruppo di Mitungu, a Chaaria per due settimane

Ciao Beppe.
Ho appena terminato la mia piccolissima esperienza presso il Chaaria Hospital. Purtroppo non ci siamo conosciuti ma ho letto il tuo libro e la tua presenza a Chaaria si sente moltissimo.
Volevo ringraziare te e Giancarlo per avermi dato la possibilità di conoscere la vostra missione e per avermi permesso di partecipare in piccolissima parte.
Sono un infermiera laureata da poco, e alle primissime armi con questo lavoro, nonostante la mia età.
Il vostro modo di lavorare, il vostro impegno e il vostro cuore saranno preziosi bagagli per continuare ad amare questo lavoro e cercare di dare sempre il meglio di me.
Siete un esempio di buona volontà.
E volevo quindi ringraziare tutti voi doppiamente.
Sto per andare a lavorare in Germania se tutto va bene, ma spero di poter tornare al più presto (se mi vorrete) con più tempo a disposizione, più conoscenze e più esperienza.

Maria Santirocco, da Roma


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