Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 29 gennaio 2015

Mission Accomplished

L'ultimo intervento lo abbiamo fatto stamattina a partire dalle ore 7, mentre ieri sera avevamo terminato in sala alle 21, dopo che alla lista ordinaria avevamo dovuto aggiungere una frattura di femore dovuta a caduta da mototaxi ed una ferita alla mano da machete.
Era importante operare anche il bimbo di stamattina, affetto da una grave forma di piede equino bilaterale. 
Sarebbe stato brutto per Luciano partire senza aver operato tutte le persone a cui lo aveva promesso.
Ed infatti alle 9 avevamo finito. Abbiamo quindi potuto salutarci ed abbracciarci prima della partenza per Nairobi e quindi per l'Italia dei nostri amici, ed il nostro ritorno in sala per l'ennesimo intervento.
Quella delle ultime tre settimane è stata una maratona assillante, in cui ci si è barcamenati alla bell'e meglio tra sala operatoria, ambulatorio e visite ai malati già operati in reparto. Quest'anno è stato un vero assalto alla carovana (la gente ormai ci conosce e sa il livello di prestazioni che Luciano può offrire): infatti, togliendo le domeniche in cui abbiamo operato solo per le urgenze, abbiamo avuto un tempo pienissimo in sala dal lunedì al sabato compreso. 
In sedici giorni di lavoro effettivo sono state operate 65 persone. 

mercoledì 28 gennaio 2015

Festa di arrivederci

Ringraziamo di cuore le volontarie Francesca ed Antonella che oggi hanno preparato una bella festa di arrivederci per i buoni figli con i quali hanno condiviso le ultime tre settimane.
I nostri ragazzi sono molto affettuosi e vogliono bene ai volontari che si prendono cura di loro.
Una festa come quella di oggi ha riempito il loro cuore di gioia e li ha fatti sentire importanti ed apprezzati.
A loro basta poco per essere felici: un dolce, un pezzo di pizza (magari sbriciolato perchè non vada per traverso), un bicchiere di bibita, una canzone insieme. So che, a loro modo, sanno poi esprimere tanta riconoscenza ai volontari che da queste feste escono commossi e con le lacrime agli occhi.
Forse di feste come quella di oggi dovremmo organizzarne di più per rompere la monotonia della loro vita sempre uguale.
Grazie a chi oggi lo ha fatto per noi.

Fr Beppe


martedì 27 gennaio 2015

Similar presentations but different outcomes

We had 2 cases of intestinal obstruction in 2 consecutive days. Both of them were clearly due to mechanical causes.
The first patient was referred to us by someone who had done an explorative paracentesis with a syringe (without U/S guide) in another facility. 
He reported that the material collected was fecaloid and so he was thinking of intestinal perforation with peritonitis.
Visiting the patient I have realized that the presentation was classical for mechanical obstruction: hyperactive intestinal sounds, important abdominal distension, absence of peritonism and evidence of tympanic percussion.
I have done a U/S to find out if there was free fluid in the peritoneum, as the previous clinician was proposing, but I did not find any. There was only an enormous gaseous distension.
I have thought that my colleague had been very imprudent in doing a paracentesis without the support of an ultrasound, and probably he had perforated an intestinal loop from which the fecaloid matter was coming from.
We have entered theater for an emergency laparatomy  and we have found an enormous sigmoid volvolus.

lunedì 26 gennaio 2015

Il nuovo sistema di trazione e le nuove frontiere dell'ortopedia

Il ragazzo che vedete nella foto ha 9 anni, e 3 anni fa era caduto da un albero di mango, riportando una frattura del collo del femore destro.
Non era mai stato operato per motivi economici, in quanto la cifra richiesta alla famiglia per l'intervento era stratosferica ed impossibile per loro.
Sono passati tre anni, ma nel frattempo Chaaria è cresciuta grazie al Dr Cara ed al gruppo di Cagliari. 
Prima è arrivato il fluoroscopio che ci permette di operate con controllo radiografico in diretta. Poi sono giunti tantissimi strumenti e materiali di consumo ortopedici.
Quest'anno poi è stato montato il nuovo sistema di trazione che ci permette di ottenere riduzioni di fratture anche molto inveterate e terribilmente scomposte. Inoltre ci dà la possibilità di apporre chiodi endomidollari invece di ricorrere alle placche.
Nel caso del bambino operato oggi, abbiamo ottenuto prima la riduzione della frattura (che era risalita e con consolidazione in posizione anomala), e quindi un angolo adeguato tra diafisi e collo del femore; a questo punto abbiamo apposto due viti cannulate sotto guida radioscopica per fissare la frattura.

domenica 25 gennaio 2015

Passeggiata alle cascate

Camminiamo da un po’ sotto il sole cocente e la nostra camminata continua a portarci più lontano: raggiungiamo il centro di Mbajone dove, insieme ad alcune case di pietra della gente più prominente e le molte baracche di legno delle famiglie semplici, possiamo osservare la scuola elementare governativa, e la chiesetta in muratura. La gente ci guarda stupita. Molti ci urlano dietro, quasi prendendoci in giro: “Wazungu, dove avete lasciato l’automobile?”. “Allora anche i bianchi sanno camminare!”. Io preferisco non rispondere alle provocazioni, mentre i volontari sono del tutto rilassati e rispondono a queste urlate con un sorriso, interpretandole come dei normali saluti della gente.


sabato 24 gennaio 2015

Annular pancreas

We have received a young man with a long history of vomiting. The vomiting was mostly post-prandial, about 30 minutes after meals.
He had been followed up in another facility for the last 1 year, with no improvement at all. He was not responding to treatment with potent prokynetics.
The patient was wasted.
Gastroscopy was negative up to the second portion of duodenum which looked stenotic, although the mucosal pattern was normal.
Thinking of an external duodenal compression causing gastric outlet obstruction, we have performed an ultrasound, which was unremarkable.
Therefore we have decided to do a CT scan of the abdomen:  the latter imaging procedure diagnosed a stricture of the second portion of duodenum possibly from congenital bands or annular pancreas.
In order to help the patient and to reach a definitive diagnosis we have counseled him on explorative laparatomy.


venerdì 23 gennaio 2015

Chaaria e dintorni

Il sole stava scendendo lentamente. Lo guardavo, rosso sopra gli alberi, mentre camminavo a passo veloce con il mio amico Francis. Avevamo fretta di arrivare in cima alla collina per contemplare l’ultimo tramonto prima che egli ripartisse per l'Italia.
Il sentiero si inerpicavava ripido, una fresca brezza faceva ondulare le alte erbe dei campi incolti. Era un piacere camminare liberi per una mezz’ora di pausa, dopo una giornata massacrante di lavoro in ospedale. Francis aveva una fifa matta delle zanzare e mi diceva di camminare veloce, perché sapeva che, al tramonto, esse diventano più affamate di sangue umano.

Mentre salivamo i passanti ci chiamavano urlando : “Muga! Mugeni! Ore omwega? Eta buega!" (Ciao, state bene? Buona passeggiata!).
La gente a quell’ora ritornava alle modeste abitazioni e ci ci salutava sorridendo. Dopo tanti anni di sacrifici e di servizio a Chaaria, ci conoscevano  bene; i nostri volti erano ormai familiari e noi eravamo entrati, a pieno titolo, a far parte del loro villaggio. Francis era entusiasta, anche se vedevo nei suoi occhi la malinconia per la partenza del giorno dopo.
Arrancando su per la collina, arrivammo al grande baobab che ancora non era stato abbattuto dalla gente, per ricavarne legname da costruzione. Nella luce fioca del tramonto si ergeva davanti a noi maestoso, solitario e triste. Sussurrai a Francis: “Pensa che è qui e cresce su questa collina da millenni!”.

giovedì 22 gennaio 2015

Buon Compleanno, Beppe...

Carissimo Fratel Beppe,

come ogni anno siamo felici di poterti augurare di cuore … BUON COMPLEANNO!!!
Per noi è sempre una buona occasione per rinnovarti la nostra stima ed ammirazione per tutto quello che fai per Chaaria e soprattutto per il tuo servizio incondizionato per i più poveri, fra i poveri.
Quello trascorso è stato un anno intenso e impegnativo. Ti abbiamo visto “correre” da un paziente all’altro, da una sala operatoria all’altra, dall’ecografo al gastroscopio, senza mai fermarti!
E’ stato un anno in cui alcuni dei “tuoi” – dei “nostri” – sogni hanno iniziato a concretizzarsi: la nuova maternità, il nuovo ecografo, la nuova ambulanza ... e molti altri! 
Dietro ognuno di questi progetti sappiamo che ci sei tu, c’è la tua capacità di coinvolgere i donatori, c’è il tuo impegno a seguire ogni singolo aspetto affinchè si arrivi al risultato sperato, c’è il tuo entusiasmo per Chaaria!
E’ stato un anno in cui per te non sono mancati momenti di stanchezza, difficoltà, nuove sfide. 
In queste occasioni sei riuscito a tirare fuori il meglio di te, superando tutto con determinazione e tenacia.
E’ stato un anno in cui ancora una volta hai dimostrato, giorno dopo giorno, la tua forza e determinazione a portare avanti la “tua” missione: servire i poveri senza limitazioni di tempo, testimoniare che l’Amore di Dio è per tutti, e soprattutto per i più deboli, vedere in ognuno delle persone che ti cercavano (pazienti, buonfi figli, fratelli, suore, sacerdoti, dipendenti, volontari, gente comune ... insomma tutti noi!) il volto di Gesù a cui hai consacrato la tua vita.
Per tutto questo ti ringraziamo e chiediamo a Dio che continui a darti la forza per proseguire con rinnovato entusismo in questo nuovo anno!
Di cuore ti rinnoviamo i nostri auguri, promettendoti il nostro piccolo ma quotidiano sostegno per la tua missione.
AUGURI!!!


Tutti noi di Chaaria!!!


mercoledì 21 gennaio 2015

Iniziativa "Mama Mama" dell'ufficio Donazioni Cottolengo

Siamo infinitamente grati all’Ufficio Donazioni Cottolengo della Piccola Casa di Torino che, in diverse parti d’Italia, ha organizzato varie iniziative denominate “Progetto Mama Mama”, nelle quali ci sono stati mercatini, aste ed iniziative varie di raccolta fondi.
Quest’anno la raccolta fondi è stata dedicata al supporto di mamma e bambino nelle missioni cottolenghine, ed anche Chaaria ha ricevuto una sostanziale offerta che ci aiuterà tantissimo in vari ambiti del nostro operato in tale settore: con l’offerta ricevuta offriremo terapie ospedaliere gratuite ai più poveri, pagheremo parte delle medicine alle persone che non se le possono permettere, daremo servizi di maternità gratuiti per le mamme più povere, sposorizzeremo il costo del nido per i bimbi pretermine che devono stare in incubatrice per molti mesi, faremo operazioni chirurgiche gratuite ai bimbi meno abbienti.
Di cuore ringraziamo prima di tutto i Superiori della Piccola Casa; quindi Fratel Marco Rizzonato (Direttore dell’Ufficio Donazioni Cottolengo) e tutti i suoi collaboratori e volontari. Siamo poi molto riconoscenti a tutte le comunità cottolenghine di vita attiva e contemplativa che hanno collaborato al “Progetto Mama Mama”, ed a tutte le persone che vi hanno partecipato ed hanno aiutato sia come volontari che come acquirenti.
Con questo sforzo concertato sono stati raccimolati molti soldini che sicuramente daranno una grossa mano a tante mamme e bambini che quotidianamente accorrono a Chaaria per cercare aiuto nei loro problemi di salute. 

martedì 20 gennaio 2015

Missione compiuta

Eccola qui la nuova ambulanza per la nuova maternità!
E' appena importata e la foto è stata fatta subito dopo l'ingresso trionfale in ospedale a sirene spiegate. 
E' stato Fr Giancarlo a seguire tutte le pratiche che hanno reso possibile la consegna del veicolo proprio mentre il Dr Cara ed il dr Orrù sono qui a Chaaria con le rispettive consorti.
L'ambulanza è attrezzata adeguatamente con quanto ci è necessario per il trasporto dei pazienti.
Essa è stata il contributo per la nuova maternità dell'Associazione Karibu Africa di Cagliari: i nostri amici sardi hanno raccolto i fondi con velocità e generosità, e ci hanno così permesso di apporre questo nuovo tassello al nostro sogno di Chaaria in continua evoluzione.
Ci sono ancora alcune piccoli ritocchi da fare all'interno, lavori che abbiamo deciso di fare qui nella nostra officina, al fine di ridurre un pochino il prezzo.
Nell'ambulanza, oltre alla barella che già c'è, monteremo anche l'ossigeno ed il sostegno per appenderci le flebo... e naturalmente tutto lo strumentario necessario per la rianimazione.

lunedì 19 gennaio 2015

Due nuovi doni

Anche oggi il breve post che scrivo è prima di tutto un sentito ringraziamento a tutte le persone che ci sostengono e ci vogliono bene.
Oggi, in modo speciale, il nostro grazie va alla Associazione Karibu Africa di Cagliari che ci ha donato altri due importantissimi strumenti per la chirurgia ortopedica: il primo consiste in due braccioli-tavolino, compatibili con il nostro lettino chirurgico e quindi assemblabili ad esso per la chirurgia degli arti superiori. 
Per il passato abbiamo usato dei carrelli dove ponevamo il braccio del paziente durante l'intervento, ma ovviamente questo limitava molto la possibilità di innalzare od abbassare il lettino. Inoltre dovevamo spostare il carrello da una parte all'altra del lettino in caso di
lesioni bilaterali. 
Ora questi braccioli-tavolino sono molto più comodi perchè solidali al letto ed applicabili ad entrambe le parti: essi ci permettono quindi di operare seduti o in piedi a seconda di come possa essere meglio per il paziente e per il chirurgo.
Il secondo strumento è un sistema di trazione, anch'esso compatibile con il nostro lettino chirurgico, attraverso il quale potremo posizionare delle viti cannulate nel caso di fratture del collo del femore. 
Tale frattura per il passato ci è rimasta totalmente preclusa, ma con il nuovo strumentario potremo avventurarci anche in essa con l'aiuto del Dr Luciano Cara che è il fondatore ed il cuore della chirurgia ortopedica a Chaaria.

My life, my daily experiences: the cancer menace in the 20s-30s age-group

I realized with time that I have very unique experiences and great memories which are better penned down and shared. Who knows, it could end up being a book of memoirs some day. 
Any comments, criticism, encouragement will be highly appreciated. I will try my best to publish atleast weekly. Enjoy the read and share the link to the blog with others. Welcome to my world!!

From the blog: Khadija Mbeneka

It's Monday the 19th January 2015 at 5.30p.m and I'm lazing on my couch trying to review something. My mum calls me and tells me that she has not seen my blog-post for the week. I told her that I didn't feel like writing because my last two posts did not get much reads. 
She reminded me that that's the life of a writer, there are high and low seasons. I got motivated, dropped the book I was reading and started writing. I have so much to share, I can feel it boiling up in me. 
 Last week was a very tiring week for me. The magnitude of the diseases I saw was too heavy for me to bear. This is because it mostly involved my age-mates. Let me brand the week's experiences 'cancers affecting my agemates' We diagnosed two breast cancers in girls old enough to be my age-mates if not younger. One of the girls allowed me to share her story. 

domenica 18 gennaio 2015

Perchè fate tanti figli?

Mi hanno chiamato alle ore 21 perchè una donna sola giace nella sua baracca in travaglio di parto e non riesce a camminare.
Parto con l’ambulanza e percorro circa 15 chilometri sulla strada sterrata che collega Chaaria a Nkabune, passando per Mbajone.
E’ buio pesto ed incontro solo pochi pedoni che camminano nelle tenebre senza bisogno di una torcia elettrica. 
Mi sono sempre chiesto come fanno a non inciampare ed a capire dove stanno andando.
Arrivo in una baracca desolata, sulla cima di una collinetta. 
L’abitazione è completamente isolata, almeno da quel che posso capire nel buio della notte.
Ne cortile vedo un nugolo di bambini ed alcune donne che si prendono cura di loro.
Evidentemente non possono entrare in casa (costituita da un monolocale), mentre la mamma sta per dare alla luce l’ennesimo fratellino.
Nei dintorni non vedo alcun uomo: non me ne stupisco perchè so che, secondo la tradizione locale, il parto è un evento assolutamente femminile, ed i maschi non ci si devono immischiare. 
Chiedo in giro chi sono tutte quelle donne, e mi viene riferito che sono delle vicine di casa accorse per dare una mano: evidentemente le tenebre brulicano di altre abitazioni che la mia povera vista non riesce a scorgere.

Associazione Outsider


Incontro con gli Autori
Giovedì 22 gennaio 2015 alle ore 18,00

L’Associazione Outsider organizza: OUT’S BOOK – Incontro con gli Autori

con la presentazione del libro

“Troppo fard per la RAI.... o troppo poco”
di Giuliana Cutrona edizioni Zedde.

L’autrice presenterà il suo libro e verrà proiettato il video tratto dal reality “Super Senior” andato in onda su RAI3 e dallo spettacolo teatrale “Dalla vita in sù” rappresentato al Teatro Brancaccio di Roma.

Verranno letti da Ada Masucci alcuni brani del racconto.

Associazione di volontariato Outsider
Via Cottolengo, 14 10152 Torino
segreteria.outsider@gmail.com
tel. 011.5225555 fax 0115225554



Giornata di formazione a Torino

TORINO : SABATO 28 febbraio - DOMENICA 1 marzo 2015

- Piccola Casa della Divina Provvidenza, Via Cottolengo 14 - 

PROGRAMMA DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO PER iL SERVIZIO NEI CENTRI MISSIONARI DI CHAARIA (KENYA) E TACHINA (ECUADOR)

Direzione corsi: D.ssa M. CARELLO - D.ssa ML. FERRANDO
Orario generale: Mattino 08.30 /12.00 - Pomeriggio 13.30 / 17.30 

SABATO MATTINO - Parte Generale -

Sezione AFRICA – Sezione ECUADOR

08.30 Registrazione firma frequenza

08.30 - 11.30 Presentazione della Piccola Casa L.Marchisio

Presentazione Missione Tachina B. Castellino

Presentazione Missione Chaaria ML. Ferrando 

11.30 - 12.00 Servizio Buoni Figli G. Gavello/L.Melchio

Il nuovo ecografo per la nuova maternità

Ringraziamo di cuore i generosi benefattori che hanno reso possibile l'acquisto di un nuovo e moderno ecografo per il nostro ospedale e per la nuova maternità.
E' una modernissima macchina di marca HITACHI-ALOKA, ed è dotata anche di doppler, color doppler e power.
Con questo nuovo strumento pensiamo di poter ulteriormente migliorare il servizio che intendiamo offrire alle nostre mamme che a noi si affidano nel momento della nascita dei loro bambini.
Certamente, trattandosi di una macchina complessa, dotata di sonda convex, lineare, cardiologica e transvaginale, sarà a disposizione di tutti i pazienti dell'ospedale.
Un sincero ringraziamento a chi ci sostiene economicamente e, con generose offerte, ci permette di far crescere il nostro ospedale anche tecnologicamente.
Che il Signore benedica tutti i nostri benefattori, a cui promettiamo la nostra povera preghiera.

Fr Beppe Gaido


venerdì 16 gennaio 2015

Una diagnosi un pò anomala

Dieci giorni fa si era presentata nel nostro ospedale una giovane donna che lamentava febbre e dolori addominali. Aveva sulla faccia delle lesioni che ricordavano molto il lupus vulgaris della tubercolosi, ma diceva di averli da molto tempo.
L'ecografia addominale ha dimostrato la presenza di una grossa massa solida a livello ciecale ed una serie di linfonodi paraortici dilatati.
Abbiamo pensato ad un tumore intestinale con metastasi peritoneali, anche se la donna aveva soltanto 30 anni età.
Eravamo indecisi se tentare l'intervento oppure se dichiarar la malata inoperabile. Le abbiamo rivelato la nostra ipotesi diagnostica ed anche la prognosi che ci pareva davvero infausta. 
Lei ha accettato in modo stoico la notizia del possibile cancro in fase avanzata, ma ci ha detto che non avrebbe avuto i mezzi finanziari per andare a Nairobi al fine di iniziare la chemioterapia.
Ci turbava la febbricola, ed anche il fatto che i globuli bianchi non erano aumentati nonostante l'ipertermia.
Eravamo indecisi tra il tentativo eroico di un intervento chirurgico e la scelta della terapia palliativa.

giovedì 15 gennaio 2015

Impotenza

Spesso ci sentiamo impotenti ed inutili. Ci chiediamo seriamente che senso ha avuto curare la malaria di un bambino, sapendo benissimo che poi sarebbe morto lo stesso al prossimo attacco. 
A volte ci sentiamo come dei nani che cercano di arginare le falle di una diga infilando il pollice nei buchi del muro: che senso ha lottare quando non hai mezzi; che senso ha inseguire una diagnosi quando alla fine sai benissimo che non avrai nè soldi nè strumenti per offrire una cura: vedi tutti quei giovani che muoiono di cancro o di insufficienza renale o cardiaca, sai che altrove sopravviverebbero e ti senti un verme... eh sì, perchè se a me venisse il cancro, certo sarei trasferito in Italia e lì riceverei tutte le terapie dell’ultima ora.
Quanto sono lontano dall’ideale del Cottolengo che avrebbe voluto essere ricoverato semplicemente in uno dei letti dei suoi poveri.

Fr Beppe Gaido


Diario del Kenya

Non so quando ho iniziato a fantasticare sull’Africa. Due miei cugini ci sono stati, ed uno tuttora ci va spesso per lavoro ma no, non credo che il mio desiderio sia partito da loro. Forse un documentario in televisione, una lettura, chissà.
Fatto sta che, anche prima di laurearmi, mi ritrovavo spesso a navigare su Internet per cercare associazioni di volontariato con le quali poter partire; passavo ore tra un sito e l’altro, a leggere esperienze di chi già c’era stato, come si era trovato, a guardare foto di incantevoli paesaggi. Tutto ciò fino a quando la mia collega e amica Serena, anche lei col medesimo sogno, mi ha fatto conoscere l’associazione Karibu Africa Onlus, il gruppo di volontari sardi derivato dall’associazione Cottolengo di Torino. Io e Serena abbiamo superato un colloquio e partecipato ai loro incontri per capire meglio di cosa si trattasse. Sempre più convinte, abbiamo iniziato il lungo iter di vaccinazioni-passaporto-ricerca di informazioni-acquisto di materiale vario.
La paura c’era, e tanta. La lontananza dalla famiglia, dall’ambiente in cui vivo, dalle mie abitudini. I tantissimi chilometri che ci avrebbero diviso. Il lavoro, sicuramente diverso. La stanchezza fisica e mentale di lavorare gran parte del giorno. E poi le malattie, le infezioni, l’igiene, il parlare una lingua diversa…insomma, una marea di pensieri! Senza quasi rendermene conto, mi sono trovata quasi trascinata alla data di partenza.
Il viaggio è stato lunghissimo, ma da là è iniziata la mia grande avventura.

mercoledì 14 gennaio 2015

Ritmi sostenuti

Gennaio è già di per sè un mese molto intenso, con una marea di pazienti sia ambulatoriali che in regime di ricovero.
La contemporanea presenza di un chirurgo generale e di un ortopedico sta stirando al massimo le nostre risorse e sta mettendo a dura prova la nostra resistenza fisica.
La lista operatoria quotidiana è davvero immensa con interventi lunghissimi ed impegnativi, soprattutto per l'ortopedico.
Si inizia al mattino alle 8 e si finisce spesso alle 9 di sera, ma sovente non si riesce a terminare la lista perchè sempre ci sono le emergenze, la pressione dei nuovi pazienti ambulatoriali, il normale lavoro dell'ospedale, la maternità, ecc.
Pur operando fino a 15 pazienti al giorno, abbiamo liste di attesa in reparto di oltre 10 pazienti: speriamo comunque che la settimana prossima la pressione dei nuovi ricoveri diminuisca e che pian piano riusciamo a smaltire la folla che è accorsa alla notizia che a Chaaria avevamo l'ortopedico.
Succede così tutte le volte che viene Luciano, ma stavolta sembra che il numero di pazienti sia davvero quasi insostenibile: indubbiamente bisognerà pensare ad altri ortopedici che possano venire a Chaaria a dare una mano a Luciano, in modo da poter avere lo specialista almeno a mesi alterni. Il bisogno ortopedico e traumatologico è infatti quasi infinito... soprattutto perchè i prezzi dell'ortopedia sono inavvicinabili.

martedì 13 gennaio 2015

A congenital condition

A 4 year-old child from Marsabit has been admitted in Chaaria due to severe malnutrition and dehydration. The small patient was in fact vomiting everything and was not passing stool.
Communication with the child and his father was very difficult because of language barrier: actually both were talking only Borana and they did not understand either English or Kiswahili. Sometimes we have been communicating though the help of other patients of the same tribe but able to speak Kiswahili. Some other times we have been using signs language: for instance, when trying to explain to the father the need of operation, Dr Khadija has been using a knife and showing with the mouvements that we wanted to cut the abdomen of the child.
According to what we managed to understand, the vomiting had been on-off for years, since the early days of life of the child.
The general conditions were actually quite poor; there was anemia and important electrolyte imbalance: we have therefore transfused and tried to correct hypokalemia and hyponatremia by all possible means.
Later we have performed barium meal and barium enema: the barium meal and follow through indicated the presence of duodenal stricture, although later on during the test there was contrast media found in the small intestine. The barium enema was suggestive of irritable bowel syndrome.

lunedì 12 gennaio 2015

Un nuovo orfanello per Chaaria

Lo abbiamo accolto stamattina.
Ce lo ha portato Sr Anselmina di Nkabune, a cui la famiglia si era rivolta.
E' un maschietto nato il 23 dicembre scorso nei pressi di Maua in una maternità rurale.
Sua mamma è morta di parto e pochissimo sappiamo del padre che sembra essere un adolescente della zona che non aveva intenzioni serie con la madre del bimbo.
Al momento non sappiamo se qualcuno della famiglia della madre defunta lo accoglierà quando sarà più grande o se, dopo i mesi di "svezzamento" a Chaaria, il piccolo andrà ad abitare all'orfanotrofio di Nkabune... questa parte sociale normalmente la affidiamo completamente a Sr Anselmina.
Il bimbo è già stato battezzato e si chiama Bonface: lo vedete dormire saporitamente nel suo nuovo lettino qui a Chaaria.
Gli diamo il benvenuto nella nostra famiglia e gli apriamo il nostro cuore.

Fr Beppe


domenica 11 gennaio 2015

Il minimo comun denominatore

Mi dice un volontario con cui ho una lunga storia di amicizia e di confidenza:
“Oggi mi sembra che le motivazioni che portano una persona a scegliere di fare del volontariato siano così disparate che sia praticamente impossibile descriverle tutte. 
C’è chi parte da una motivazione di fede e che invece è completamente agnostico e lo fa per solidarietà umana. 
Ci sono persone che si dedicano al volontariato per portare il loro contributo a società più svantaggiate, ed altri che intendono rispondere ad emergenze umanitarie. 
Ci sono anche persone che lo fanno per se stessi: qualcuno per ritrovare se stesso e la parte migliore di sè in un momento di crisi; altri sperano che un’esperienza totalizzante di servizio li possa aiutare a risolvere dei problemi esistenziali o dei conflitti che si portano dentro”.
Ho pensato tanto a quanto questo mio amico mi ha detto e sono pienamente d’accordo con lui, ma allo stesso tempo mi sembra che una cosa le si debba dire, almeno per il volontariato a Chaaria:
“Hai completamente ragione, ma credo che, parlando di volontariato a Chaaria, dovremmo aggiungere anche un’altra motivazione, che io metterei un po’ come “conditio sine qua non” per una bella esperienza di servizio sia per il volontario che per noi: parlo della voglia di aiutarci e di collaborare positivamente con noi che qui lavoriamo tutto l’anno. 


sabato 10 gennaio 2015

Se vogliamo avere un futuro

Io credo che, se continuiamo a voler bene ai poveri, a dar loro la priorità, a sacrificarci per loro giorno dopo giorno, la gente continuerà a credere in noi e la nostra opera continuerà ad essere significativa.
I poveri sono il nostro parafulmine e, finchè il nostro cuore appartiene a loro, la nostra azione ed il nostro servizio saranno stabili e duraturi, perchè costruiti sulla roccia e benedetti da Dio.
I problemi cominceranno quando le nostre giornate saranno “vuote” di poveri, quando avremo tanto tempo libero per pensare a noi stessi e poco tempo da dedicare agli altri, quando non ci sacrificheremo più per il nostro prossimo.
Vedere l’ospedale pieno è per me sempre una gioia, non tanto perchè soffro di megalomania, ma piuttosto perchè sinceramente ritengo che, se la gente ci apprezza e si fida di noi, ciò significa che anche Dio è contento di quello che facciamo. Un ospedale deserto mi porterebbe a dubitare che forse il Signore mi stia mandando un messaggio per farmi capire che c’è qualcosa che non va.
Anche i nostri sostenitori saranno con noi finchè ci vedranno donati completamente, mangiati letteralmente dal servizio e dalla stanchezza; se cominceremo ad evitare la fatica, le persone scomode, i lavori pesanti, i servizi che richiedono impegno continuo per ventiquattr’ore al giorno, allora anche i benefattori  pian piano diminuiranno, e noi ci troveremo soli.
Il Cottolengo ci chiedeva di professare il “servizio” come un quarto voto, e tale servizio al povero doveva essere “fino al sacrificio della vita”: umilmente penso che questa dimensione ancora la viviamo in pieno e che questo sia in effetti il segreto di Chaaria.

venerdì 9 gennaio 2015

Una giornata campale per l'oculista

Oggi a Chaaria il nostro oculista Joseph Murithi ha vissuto una giornata di fuoco, in quanto abbiamo organizzato un "medical camp" in cui gli occhiali sarebbero stati distribuiti gratuitamente.
Ciò è potuto avvenire sia grazie al continuo supporto del Prof Corsini e dei suoi studenti di Reggio Emilia, e sia grazie ad una donazione ricevuta dalla fondazione "Redemptoris Missio" di Poznan (Polonia) qui rappresentata dai volontari Dr Michal e Dottoressa Ania.
Nella giornata odierna sono stati visitati 150 clienti, di cui 90 hanno ricevuto occhiali gratuiti: due occhiali di altissima complessità e potenza erano stati preparati a Reggio Emilia su prescrizione del nostro oculista, mentre 88 occhiali con lenti a potenza predefinita sono stati distribuiti ai pazienti, dopo che l'oculista stesso ne aveva misurato la vista.
Gli altri clienti odierni avevano problematiche diverse, come glaucoma, cataratta, congiuntivite retinopatie diabetiche, ipertensive o da HIV: tutti hanno ricevuto le terapie del caso.
E' stato un esercizio molto faticoso che ha impegnato Joseph, Michal, Ania e due dei nostri infermieri per tutto il giorno (dalle 8 alle 18, non stop).

giovedì 8 gennaio 2015

I fibromi uterini

Sono certamente molto piu’ frequenti nella donna “di colore” che in quella “bianca”.
Ci sono dati secondo cui il 90% delle donne africane avra’ almeno un fibroma all’eta’ di 29 anni.
I problemi legati ai fibromi sono vari: i piu’ comuni sono le emorragie mestruali eccessive, i dolori addominali, e, nella giovane, l’infertilita’ o gli aborti a varie eta’ gestazionali.
A Chaaria spessissimo ci dobbiamo confrontare con uteri cosi’ grandi che giungono fino al torace. 
Se si tratta di donne oltre la quarantina, con un numero adeguato di figli, naturalmente proponiamo loro l’isterectomia (cioe’ l’asportazione dell’utero insieme ai fibromi). Ma normalmente la giovane non vuole tale intervento, in quanto a tutti i costi desidera avere almeno un figlio.
Noi spieghiamo loro che la miomectomia non e’ un intervento con rischi inferiori a quelli dell’isterectomia; inoltre cerchiamo di far capire che non e’ assolutamente detto che dopo l’operazione si riesca ad avere un bambino effettivamente. 
Siamo molto chiari sul fatto che, dopo l’intervento, esse devono attendere almeno due anni prima di programmare un’eventuale gravidanza. Pur con tutti questi dettagli scoraggianti, molte giovani donne insistono per l’intervento.

mercoledì 7 gennaio 2015

Stupri di donne e bambine

Sono in ospedale alle 22.45 ed Era mi chiede di visitare con lei una bambina violentata dal padre.
Non ci sono lacerazioni in zona genitale e la cosa mi lascia un po' perplesso. La bimba comunque non è più vergine, quindi è vero quello che dice!. 
La mia infermiera mi dice che la ragione della mancanza di ferite e contusioni sta nel fatto che il padre abusa di lei regolarmente. 
Mi viene da vomitare, ma non mi stupisco più di tanto, in quanto purtroppo casi del genere sono relativamente frequenti, ed a volte pare di cogliere un sottobosco culturale in cui in qualche modo tale cosa è, se non accettata, almeno tollerata. 
La bimba non sta male. La teniamo in ospedale stanotte e facciamo tutti gli esami del caso. Naturalmente riportiamo il caso alla polizia. Qualcosa in me comunque mi suggerisce che quel padre la violenterà ancora in futuro, ed il ciclo vizioso continuerà. 
Nelle ultime 3 settimane i casi di violenza carnale su donne e bambine sono stati molto frequenti. 
Abbiamo avuto una bambina stuprata quattro volte nei quattro mesi precedenti da una persona da lei ben conosciuta... e la madre, presente alla visita, sembrava non saperne nulla o non farci troppo caso. 

martedì 6 gennaio 2015

La morte

Veder morire una persona per cui ti sei impegnato tantissimo e’ sempre una sconfitta gravissima per un medico. Se poi questo malato era giovane e lascia dietro di se’ una piccola creatura orfana ed un consorte affranto, il senso di fallimento diventa doloroso e frammischiato a innumerevoli sensi di colpa: “ho fatto veramente tutto quello che potevo? Dove ho possibilmente sbagliato?”
A questo si aggiunge l’angoscia di dover affrontare i parenti: la paura di non saper far fronte alle loro emozioni; il timore che, in un momento di rabbia, ti accusino anche di cose che non hai fatto.
La profonda depressione che segue la morte di un malato affidato alle tue cure non e’ un segno di “delirio di onnipotenza”: lo sappiamo tutti che in medicina ci sono battaglie perse in partenza, ed altre che hanno alte percentuali di sconfitta. 
Ci rendiamo conto che ogni procedura da noi eseguita ha delle percentuali di mortalita’ che sono ormai conosciute in tutto il mondo e documentate in letteratura. Ma quando quel “per cento” riguarda te e la persona per la cui sopravvivenza stavi lottando, le cose cambiano. Il mondo sembra crollarti addosso. 
A volte fa capolino la tentazione di bloccarsi: “non faro’ mai piu’ quella cosa”. Il tuo cuore lo sa che si tratta di una reazione psicologica infondata e pericolosa... dentro di te senti che sarebbe uno sbaglio buttare nel cestino la patente dopo un incidente stradale... ma la tentazione e’ forte.

L'Epifania di Chaaria

Dopo un’assenza di un anno e mezzo da Chaaria, transitando per Nairobi si è colpiti dalla crescita di numerosi edifici di società  finanziarie e dai grattacieli in fase di ultimazione, che riportano  insegne cinesi; sulla via per Meru si incontrano nuovi centri  commerciali, università ricostruite e tante pompe di benzina; ma dopo  Meru, la strada per Chaaria è sempre la stessa, e a Chaaria Market si  nota solo un lieve aumento del numero delle botteghe, mentre attorno i  poveri lavorano la terra sempre con gli stessi strumenti rudimentali. 
Nel Kenya come altrove, l’aumento della ricchezza si aggrega nelle mani  di pochi, e Chaaria mantiene inalterata la sua vocazione di servizio ai  poveri. 
E’ ben visibile il continuo rinnovamento strutturale della  Missione. 
Rispetto al passato, si sono marcatamente ridotte le presenze  dei volontari. Considerato l’esiguo numero di Fratelli presenti, che  ringrazio di cuore per l’ospitalità (unitamente a Fiorenza), acquistano particolare significato i miglioramenti organizzativi conseguiti dal personale sanitario e dai servizi di supporto: i missionari che, avendo  ad esempio Gesù, hanno proposto dei buoni comportamenti da copiare,  senza imposizioni, con pluridecennale pazienza e dedizione, hanno  creato un terreno fertile che ha prodotto il frutto dell’imitazione. 
E’  così che Chaaria si MANIFESTA SOPRA le contraddizioni dell’Africa.

Dr. Pierantonio Visentin

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