lunedì 20 novembre 2017

Le nostre consolazioni

In periodi in cui si sperimentano tante difficolta' ed a volte anche la cattiveria della gente nei nostri confronti;  in momenti in cui ci si sente a terra perche' la gente punta il dito su quello che hai sbagliato, dimenticando tutte le cose buone che hai fatto e tutti i tuoi successi terapeutici...fa molto bene prendere coscienza di risultati come quello che condivido con i lettori. 

Bambino Samburu poverissimo affetto da frattura di femore ed operato a Chaaria con chiodo endomidollare. 

Lastra a sei mesi che dimostra la completa guarigione del focolaio di frattura. 

Bambino che sorride perche' non sente male quando cammina e quando gli chiediamo di rannicchiarsi. 

Bimbo capace di piegare le ginocchia senza problemi e ben oltreni 90 gradi di flessione.

Successo terapeutico completo ed una boccata di ossigeno in un momento un po' depresso per il sottoscritto.
E' vero che c'e'sempre chi punta ai nostri fallimenti, ed e' altrettanto vero che ben pochi ci diranno "bravi" per i nostri successi, ma questo bimbo per me oggi e' un raggio di sole in una giornata un po' buia e depressa.

domenica 19 novembre 2017

Trend

La parola inglese trend non e' piu' misteriosa alla maggior parte dei lettori.
Significa semplicemente andamento, spesso riferito a dati statistici.
Oggi mi soffermo brevemente su alcuni trends riguardanti il volontariato a Chaaria.
La prima osservazione deriva dal numero totale di volontari che non sembra affatto diminuire, ma bensi' aumentare.
Questo fa un po' da contraltare al fatto che tutte le associazioni di volontariato in Italia come all'estero registrano un calo di adesioni.
I volontari a Chaaria vengono in tanti ed onestamente ad alcuni devo dire di no perche' siamo troppo pieni.
Da anni per esempio a Natale eravamo pressoche' vuoti, mentre quest'anno abbiamo il pienone.
Un altro dato significativo del 2017 e' il ritorno degli italiani. Negli ultimi anni avevamo notato una notevole deflessione dei volontari italiani, paragonati a quelli stranieri. Quest'anno invece gli italiani sono ritornati in massa.
Anche il numero degli stranieri pian piano aumenta: la Polonia e' una fonte pressoche' continua di volontari. Nel 2017 abbiamo registrato la prima presenza massiccia dall'Estonia. Inoltre abbiamo avuto varie persone dalla Spagna e dal Regno Unito.

sabato 18 novembre 2017

Ancora tripletta

Non e' un evento davvero eccezionale per Chaaria, ma e' pur sempre molto emozionante.
Anche a settembre scorso ne avevano avuta una. Sapevamo di questa tripletta da alcuni giorni.
La donna era ricoverata in maternita' e le abbiamo fatto l' ecografia subito dopo l'ingresso.
La presentazione era complessa in quanto un feto era trasverso, uno era podalico e l'altro cefalico.
La donna non era completamente a termine...era infatti sulle 34 settimane, ma il pancione era enorme. 
Non riusciva neppure a stare coricata e spesso le mancava il fiato anche per sforzi minimi. 
Le sue gambe cominciavano a diventare gonfie.
Le abbiamo parlato e le abbiamo detto che non sarebbe mai riuscita ad arrivare al termine di gravidanza. 
Le abbiamo proposto la terapia per la maturazione polmonare dei bimbi ed abbiamo programmato il cesareo per oggi.
Date le presentazioni dei nascituri, il parto spontaneo era fuori discussione...d'altra parte la donna era anche primipara.
Stamattina poi ha iniziato a contrarre ed il cesareo e' diventato urgente.
A causa del pancione enorme, temevamo molto per la spinale che invece e' venuta bene e senza darci problemi.

venerdì 17 novembre 2017

Appello

Come I volontari di Chaaria sanno, in ospedale abbiamo due sale operatorie: quella grande e nuova in cui si fanno le chirurgie elettive, la chirurgia maggiore e l'ortopedia; e poi la cosiddetta sala vecchia o sala piccola in cui ci smazziamo quasi tutte le emergenze, i cesarei e le chirurgie che per occupazione dell'altra sala, non possiamo eseguire da nessun altra parte.
La sala vecchia e' quella storica, in cui abbiamo lavorato sin dal 2002. Fino al 2012 e' stata l'unica sala operatoria dell'ospedale, pur non essendo piu' grande di un cucinino italiano.
Entrambe le sale sono continuamente occupate durante tutta la giornata, fino a molto tardi.
Le emergenze notturne generalmente le facciamo in sala piccola, che ci pare piu' gestibile con poco personale.
La sala grande ha delle luci bellissime che tutti gli ospedali ci invidiano e che a tutt'oggi sono reputate le migliori di tutto il Meru. Per quelle luci, perfettamente funzionanti dal 2012, siamo profondamente grati dall'associazione di Cagliari che a suo tempo ci mando' l'ingente somma necessaria per l'acquisto.
Le luci della sala vecchia invece sono state da sempre raffazzonate ed improvvisate come meglio potevamo. 

giovedì 16 novembre 2017

Una volta al mese, al martedi' per i diabetici ed al giovedi' per gli ipertesi, abbiamo una clinica speciale in cui alcuni dei clinical officers sono completamente dedicati all'assistenza di questi pazienti.
Per quel giorno a loro offriamo gli ambienti dove normalmente si svolgono la clinica antenatale e le vaccinazioni dei bambini. Tali attivita' continuano anche in quelle giornate, ma le ricollochiamo in maternita'.
Sia per diabete che per ipertensione, si tratta di cliniche ambulatoriali e quindi rivolte soprattutto a pazienti stabili che necessitano solo controlli, aggiustamenti terapeutici, consigli ed incoraggiamento per portare avanti terapie a volte costose e soprattutto destinate ad essere assunte per sempre.
I pazienti che non vanno bene con la terapia o solo molto gravi, ovviamente vengono ricoverati e possono rivolgersi all'ospedale ogni giorno.
In quelle cliniche ci sono anche dei volontari, per lo piu' pazienti stessi che si sono resi disponibili per compiti di counseling e di spiegazioni circa la dieta e le modifiche delle abitudini di vita, tanto importanti per queste due patologie sempre piu' frequenti anche in Africa.

mercoledì 15 novembre 2017

Se si corre invano

Arriva paziente coinvolto in un bruttissimo incidente stradale...sono passate le 19.30 e siamo molto stanchi, ma ci attiviamo subito.

Lo visitiamo immediatemente.
Gravissimo taglio sulla testa che espone una evidente frattura cranica. Ferite lacero-contuse del volto che appare edematoso e sfigurato. Occhi gonfi e chiusi... da pugile.
Condizioni generali critiche, direi da rianimazione.
Gli infermieri dell'ambulatorio si fanno in quattro per la rianimazione, con l'ossigeno ed i pochi farmaci che abbiamo a disposizione.
La pressione non c'e'...il paziente e' in shock, forse emorragico.
Prendergli una vena e' un incubo, ma alla fine ce la facciamo. Attraverso di essa preleviamo il sangue per le prove crociate.
Ho un po' di Revivan che mi aveva donato Nietta...ne approfitto, e parto subito con l'infusione endovena.
Spero che la Dopamina mantenga il circolo, riprenda la pressione, prevenga l'insufficienza renale acuta, e ci permetta di fare le prove crociate e poi di trasfondere sangue (per fortuna ne abbiamo!!!).
Sto pensando di portarlo in sala per suturare la brutta ferita ed arrestare anche l'emorragia che continua. domani faremo la TAC per verificare la possibilita' di emorragie endocraniche sotto la rima di frattura ossea: il paziente e' infatti in coma profondo.
Ma lui non ce la fa. La situazione precipita rapidissima.

Fanfara Brigata Alpina Taurinese


martedì 14 novembre 2017

Far fuoco con la legna che abbiamo

Oggi c’e’ stato un momento incredibile di stress, creato da una situazione surreale che purtroppo a Chaaria si verifica piuttosto spesso, a causa delle nostre carenze strutturali di fondo.
Abbiamo due sale ed entrambe erano occupate: in sala grossa avevamo una difficile frattura, mentre in sala piccola era programmata una isterectomia.
Mi ero appena cambiato per entrare in sala ad operare l'isterectomia quando sono stato approcciato da Sabina, che aveva in mano una cartella della maternita’: “Doctor, questa mamma ha un distress fetale; il battito non e’ buono ed il liquido e’ tinto di meconio. Non ci sono speranze per un parto naturale... bisogna operarla al piu’ presto!”
Appena ricevuta la notizia mi sono precipitato in sala per cercare di fermare Mbabu, ma sono entrato quando ormai la paziente era stata “spinalizzata”. L'anestesista mi ha semplicemente detto: “ormai e’ tardi. Anche in sala grande l'intervento era all'inizio.
Non possiamo invertire l’ordine degli interventi. Se avessimo tre sale, e soprattutto molto piu' personale, potrei lasciare una infermiera qui con la malata a seguire la spinale, ed io potrei anestetizzare e fare il cesareo nell’altra sala, mentre ginecologo ed ortopedico potrebbero continuare nei loro interventi. ... ma cosa possiamo dire?! 
Questa e’ la nostra situazione di lavoro, e la dobbiamo accettare. Preghiamo solo che l’isterectomia sia breve, e che il feto abbia la forza di aspettarci rimanendo in vita...la frattura e' cosi' complessa che certamente finira' dopo l'isterectomia”.

lunedì 13 novembre 2017

Caleb

Era stato accolto nel reparto orfani in data 13 giugno 2017.
La madre era una nostra paziente affetta da leucemia.
Nonostante le nostre terapie, e nell'impossibilita' per la famiglia di trovare soldi a sufficienza per la chemioterapia, la donna purtroppo mori' quando il figlio aveva circa due mesi di eta'.
Nonostante gli sforzi compiuti dal papa' di venire oggi a prendere suo figlio con gli abiti della festa, egli proviene da una situazione molto povera.
Alla morte della moglie non trovo' nessuno nel parentado che fosse disponibile a prendersi cura del piccolo.
Egli quindi chiese a noi di accogliere suo figlio per almeno quattro mesi, in modo da dargli il tempo di organizzare chi si sarebbe preso cura di lui.
Quel genitore e' stato di parola.
Oggi e' venuto a riprendersi la sua creatura che abbiamo vestito con abitini sgargianti, donatici dagli amici di Karen Blixen Restaurant.

domenica 12 novembre 2017

La maratona ortopedica continua

Partito Luciano, abbiamo accolto Riccardo e Giancarlo (del CUAMM), che sono arrivati ieri ed immediatamente si sono messi al lavoro.
Pure oggi abbiamo operato e credo che abbiamo aiutato molte persone con fratture anche parecchio complesse.
La cosa bella e' che ormai la gente sa che a Chaaria si fa buona ortopedia, che non facciamo pagare niente per gli impianti necessari, e che non diciamo di no a nessuno per motivi economici.
Questo da una parte ha significato un aumento esponenziale del numero di pazienti ortopedici, ma dall'altra ha anche voluto dire che la gente non va piu' in ospedali dove vengono solo tenuti in parcheggio finche' pagano esose cifre di denaro per l'intervento...ma vengono direttamente a Chaaria.
Oggi abbiamo operato una frattura di femore in un paziente che aveva avuto incidente di mototaxi ieri.
Operare una frattura fresca e' molto piu' agevole perche' i monconi sono facili da ridurre e non c'e' formazione di callo osseo.
L'intervento in genere non dura piu' di un'ora, il malato puo' camminare l'indomani e viene dimesso in quinta giornata post-operatoria.

sabato 11 novembre 2017

La salute ed i soldi

Un paio di settimane fa sono stata colpita da un colpo di panga all’arto superiore destro, durante un litigio per un po’ di legna da ardere.
Subito dopo l’incidente mi sono accorta che la mia mano era penzoloni e che non riuscivo ad estendere le dita.
I miei familiari mi hanno aiutata con il primo soccorso: mi hanno legato uno straccio stretto stretto sulla ferita e poi abbiamo iniziato il lungo viaggio verso l’ospedale.
Arrivati presso la struttura governativa non abbiamo potuto ricevere alcun servizio perche’ la sala operatoria non funzionava a motivo dello sciopero.
Siamo quindi ripartiti, ed abbiamo speso ancora soldi per il mototaxi che ci portava in un altro ospedale.
Siamo arrivati ad un ospedale missionario che non cito.
Li’ gli infermieri non scioperavano, ma il problema erano i soldi. Me ne hanno chiesti cosi’ tanti per poter andare in sala che io ho dovuto desistere. Intanto la mia mano continuava ad essere penzoloni e mi faceva un male dell’accidente.
Era notte e sono tornata a casa senza ricovero e senza neppure un analgesico. Non ho chiuso occhio per il male.
Il giorno seguente, ricordando lo sciopero, siamo andati direttamente a cercare ospedali missionari in varie localita’, ma in due di essi mi sono sentita la solita raggelante risposta: “no soldi... no ricovero... no sala operatoria!”
I giorni sono passati ed io non avevo ne’ la forza ne’ il denaro per ritentare. Mi ero quasi rassegnata a perdere la mano.

venerdì 10 novembre 2017

Emozioni

E' difficile spiegare Chaaria.
E' quasi impossibile comunicare le sensazioni forti ed I sentimenti contrastanti che la vita qui ti riserva ogni giorno.
Chaaria e' la percezione di aver aiutato una persona che era arrivata in ospedale disperata perche' senza soldi...ma questo non conta per noi e l'aiuto lo doniamo sempre.
E' la commozione di vedere un fratturato che contempla soddisfatto la sua lastra ed e' contento e senza dolore dopo l'intervento.
E' la gioia di vedere Baraka che torna a casa con suo padre, dopo l'ennesimo intervento per le sue tremende ustioni. 
Chinha visto Baraka all'inizio deslle terapie, oggi non lo riconosce piu'.
Chaaria e' pensare che James e' nigeriano, ma e' approdato proprio a Chaaria per farsi curare le deformita' causategli dal fuoco e dalla sua vita difficile.
Chaaria e' un bambino che si e' fratturato il gomito cadendo da un albero, ma ora mangia tranquillo e senza dolore dopo l'operazione.
E' suor Anna che trascina tutti con il suo entusiasmo incontenibile ed il suo amore per I malati.
Chaaria e' tanto lavoro dietro le quinte di chi si sacrifica nel silenzio e nel nascondimento sia per l'amministrazione, sia per la manutenzione o per servizi generali.
Chaaria e' anche una casa di preghiera, perche' , senza la forza che ci viene dal Signore, non potremmo davvero farcela a mantenere questi ritmi.

giovedì 9 novembre 2017

Luciano ed i suoi

Ancora domattina si iniziera' alle 7 in sala operatoria perche' Luciano vuole operare tutti i pazienti del suo intenso periodo a Chaaria. Non vuol lasciare neppure uno ai nuovi ortopedici che arriveranno nel week end.
Operera' dalle 7 alle 13 e poi partira' per Nairobi.
Abbiamo lavorato tantissimo e servito tantissima gente, con situazioni molto difficili.
Quest'anno ringrazio Luciano particolarmente per essere stato nuovamente mio mentore. C'erano molte cose che avevo in qualche modo imbastito a San Francisco sui lembi muscolari e cutanei, ma il tempo era stato breve, troppo breve.
Con Luciano abbiamo fatto lembi, e lui, come sempre, e' stato bravissimo e paziente nell'insegnarmi, darmi confidenza e rendermi autonomo.
Negli Stati Uniti avevo intuito anche nuove pratiche chirurgiche per la terapia dellle fratture complesse di ginocchio e di femore prossimale, usando il chiodo di Sign e placche particolari da loro prodotte.
Mi erano sembrate tecniche geniali ma molto ardite e difficoltose.
Con Luciano invece sono riuscito a mettere in pratica queste tecniche con successo e questo per me e' stato galvanizzante, al pensiero che ancora stiamo imparando ed ancora possiamo crescere nell'aiuto che diamo ai nostri pazienti fratturati.

mercoledì 8 novembre 2017

Don Chisciotte

In un momento storico in cui sembra che gli ideali sbiadiscano, noi a Chaaria vogliamo credere che invece e' importante avere un sogno che guida le nostre azioni ed i nostri pensieri.
Il nostro e' un sogno di servizio incondizionato per tutte le persone che sono nel bisogno, un servizio che non conosca limiti all' impegno, se non quelli imposti dal nostro numero limitato e dalla nostra natura umana.
Vorremmo afre sempre di piu', e sempre meglio.
Quello che facciamo tutti i giorni ancora non ci basta perche' troppe sono le aree in cui non riusciamo ancora ad aiutare gli altri.
Noi crediamo che sia importante dare la nostra vita per i malati e per i poveri. Siamo convinti che sia importante sacrificarci per chi ha bisogno, aprire loro le porte a tutti quelli che sono nel bisogno.
Il servizio incondizionato e' un tarlo costante ed un impegno quotidiano.
In un momento in cui la medicina sembra essere sempre piu' guidata dall'interesse economico, noi vogliamo credere che invece si debba lavorare gratuitamente per chi ha bisogno.

martedì 7 novembre 2017

Tempo pieno

Abbiamo davvero tanti problemi per trovare la quadra nella alimentazione dei bimbi pretermine: il piu’ piccolo pesa cira 500 grammi, mentre il piu’ grandicello al momento arriva a circa 1800 grammi.
Nella stanza accanto, dove normalmente giacciono le donne cesarizzate il primo giorno dopo l’intervento, la nostra Eunice sta offrendo alla mamma il suo primogenito: un maschione di 4 chilogrammi che abbiamo fatto fatica ad estrarre dalla breccia operatoria, tanto era enorme.
Facendo due passi, si entra in sala parto, dove il clima e’ mesto perche’ una paziente ha appena partorito un feto morto: era una morte annunciata, in quanto l’ecografia lo aveva sentenziato poche ore prima. 
Il travaglio che ne era seguito era stato un tempo tremendo, in cui la mamma aveva pianto disperata, non tanto per le doglie del parto, quanto per la “mortale angoscia” di aver portato in grembo un bimbo per nove mesi, solo per poi vederlo ormai cadavere.
Sono impatti duri per la nostra psicologia. A volte ci si vorrebbe estraniare da un tale concentrato di umano.
Ma la pediatria non ci risparmia sentimenti analoghi; e’ vero che tanti piccoli si riprendono e vanno a casa, ma il nostro cuore viene attratto da chi non ce la fa... sempre per la vecchia storia che “fa piu’ rumore un albero che cade di una foresta che cresce”.

lunedì 6 novembre 2017

Sciopero finito

Dopo oltre quattro mesi di inattivita' riaprono le strutture pubbliche, dal momento che gli infermieri hanno dichiarato la fine dello sciopero che durava da oltre quattro mesi.
Per adesso non abbiamo ancora sentito la differenza ed il carico di lavoro pare inalterato: sappiamo per esperienza che ci vogliono almeno due settimane perche' la situazione pian piano ritorni alla normalita'.
Onestamente sono calate le donne in travaglio, ed i maternita' si lavora un po' meglio; l'ambulatorio, seppur intenso, non e' piu' cosi' demenziale come lo e' stato per gli ultimi quattro mesi, per cui riusciamo a dare piu' attenzione ai singoli pazienti.
I reparti pero' al momento rimangono congesti all'inverosimile.
Due pazienti per letto e' ancora la norma.
Inoltre nel grande magazzino sotto la sala operatoria, ancora abbiamo molti uomini che domono per terra su materassi di emergenza...e vi assicuro che a volte e' un lavoraccio aiutare un paziente operato per frattura di femore a mettersi "a letto"...sente male lui e la nostra schiena si spezza.
Anche la futura cappella dell'ospedale permane pienissima di donne in attesa dei dolori del parto...nonostante il calo in maternita' siamo infatti ancora ben al di sopra della media stagionale di Chaaria.

domenica 5 novembre 2017

Anna Rita

Oggi in ospedale abbiamo celebrato la Messa in suffragio di Anna Rita, volontaria di Chaaria appartenente al gruppo Karibu Africa di Cagliari.
Anna Rita aveva appena 53 anni ed e' morta per un ictus avvenuto dopo una lunga serie di complicanze di salute.
Ricordiamo con commozione il suo amore per i Buoni Figli, dove ha prestato servizio per due volte nel corso degli ultimi anni.
Aveva poi avuto seri problemi di salute ed aveva temporaneamente interrotto il volontariato qui a Chaaria, continuando pero' in modo attivissimo nella raccolta fondi per noi. Anna Rita organizzava eventi e preparava dei piccoli oggetti che poi venivano venduti a nostro favore.
Ora e' in cielo.
La ricordiamo nella sua semplicita' di volontaria umile ed assolutamente dedita ai valori del servizio che sono il cuore di Chaaria.
Condoglianze sincere alla sua famiglia, ed una preghiera mesta per lei.

Fr Beppe e Fr Giancarlo


sabato 4 novembre 2017

Buon compleanno Nadia

Carissima Nadia,
nel giorno del tuo compleanno vogliamo esserti vicini e vogliamo augurarti ogni bene.
Abbiamo pregato per te e ti abbiamo tenuta nel cuore.
Per noi sei una sorella ed una amica stupenda. Per Chaaria sei una presenza costante, un aiuto quotidiano, una collaboratrice insostituibile.
Quello che hai fatto per noi in questi anni attraverso il blog, instagram e twitter ha delle ramificazioni incredibili che hanno portato ad una conoscenza sempre piu' vasta di Chaaria e del suo operato.
Attraverso il blog ci hai permesso di condividere con migliaia di persone il nostro sogno per Chaaria.
Tramite il blog sono arrivate decine di richieste di volontariato, ed un numero incalcolabile di offerte e donazioni. 
Sei stata l'iniziatrice e la vera anima della nostra storia sui social media. 


venerdì 3 novembre 2017

Shantel

La piccola e' stata con noi dal 3 maggio 2017 fino ad oggi.
Ci era stata portata dai nonni.
Sua mamma era una ragazzina di 15 anni, morta subito dopo il parto.
Del papa' non ci sono tracce.
Oggi la nonna e' venuta a riprendersela con l'intenzione di farla crescere in una famiglia normale.
Abbiamo riconsegnato la piccola Shantel alla sua famiglia in buone condizioni.
In questi mesi e' cresciuta bene e non ci ha mai dato problemi di salute.
Siamo felici che possa trovare una sua famiglia, e le auguriamo un futuro pieno di amore e di gioia.
Il reparto orfani e' stato strapieno in questi mesi molto particolari per Chaaria, ed un bimbo in meno da accudire e' certamente anche un piccolo sospiro di sollievo per il nostro personale.
Dall'inizio di novembre abbiamo aggiunto un membro allo staff degli orfanelli, proprio al fine di offrire loro un servizio di qualita'.

Fr Beppe

giovedì 2 novembre 2017

Per favore, scriviamoci...

Carissimi medici, che vi preparare a venire a Chaaria, mentre vi ringrazio anticipatamente per aver deciso di spendere un periodo della vostra vita per lavorare con noi, oso chiedervi (se fosse possibile) che ci conoscessimo un po’ di piu’... prima del vostro arrivo, e non solo nell’istante in cui mettete piede a Chaaria.
Se infatti rimanete fino all’ultimo soltanto dei nomi, con associato un orario di arrivo a Nairobi, una compagnia di volo, ed un titolo professionale, puo’ risultare difficile ingranare velocemente con un lavoro efficiente e ricco di soddisfazioni, al vostro arrivo a Chaaria.
Vi faccio alcuni esempi:
Se io sono al corrente che arrivera’ un neolaureato in Medicina, e con lui/lei non ho mai dialogato, a parte il normale lavorio di conoscenza reciproca che per noi si ripete ogni mese, io faro’ scattare in me anche l’opinione che il suo habitat naturale sara’ con i malati gravi del reparto di medicina. 
Non pensero’ infatti di offrirgli l’ambulatorio, troppo complesso sia per motivi linguistici che per ragioni culturali. E neppure mi passera’ per l’anticamera del cervello che lui/lei possa essere interessato primariamente alla ginecologia o alla chirurgia.
Magari questo puo’ creare in lui/lei delle frustrazioni perche’, per esempio, ha frequentato gli ultimi due anni in “gineco”, e non gli interessa o non gli piace la medicina interna. 

mercoledì 1 novembre 2017

Ancora attaccato

Erano le 18 questa sera quando e' arrivato il nuovo attacco...ed ancora avevamo vari interventi da fare; infatti in sala abbiamo finito alle 20.45.
La dottoressa che lavora con me mi dice che un collega l'ha chiamata perche' mi facesse giungere notizia del fatto che e' al corrente di tantissimi interventi eseguiti a Chaaria che non sono andati bene e che hanno causato complicazioni importanti per i pazienti.
L'accusatore sostiene che la cosa e' giunta perfino all'Universita' di Nairobi.
La mia collega ha chiesto piu' volte al medico accusatore di parlarmi direttamente ma lui ha rifiutato.
Ha scelto di colpirmi alle spalle, come spesso gia' e' successo in passato.
Sono personalmente ferito da questo ricorrente atteggiamento di professionisti che tirano la pietra e nascondono la mano.


Lettera di Luciano

Cari amici. Ancora una volta mi trovo a Chaaria per svolgere il mio periodo di volontariato. Chaaria oggi è una creatura che cresce ed evolve così velocemente tanto da sorprendere anche me, che mi ritengo un veterano, ogni volta che ci ritorno.
La crescita non riguarda solamente le strutture che vengono costruite  ex novo o ristrutturate rapidamente ma, ciò che è accresciuto fortemente, è l’afflusso  dei pazienti e la conseguente risposta sanitaria che essi ricevono.
In questo momento, a causa del perdurare dello sciopero negli ospedali pubblici del circondario, l’ospedale è strapieno oltre misura.
Sicuramente dai 140 posti disponibili in ospedale si è passati a raddoppiare il numero dei posti letto e normalmente vediamo due pazienti per posto letto  e molti pazienti sistemati in giacigli di emergenza in tutti gli ambienti disponibili.
Tantissimi pazienti disperati raggiungono Chaaria in cerca di una risposta sanitaria adeguata, affetti da varie patologie in particolare internistiche, chirurgiche, ginecologiche e traumatologiche.
Si può capire senza fatica cosa può significare questo sovraccarico  di pazienti per Fratel Beppe, Fratel Giancarlo e tutto il personale di  Chaaria che si trovano in continua emergenza 24 ore su 24.


lunedì 30 ottobre 2017

Ann

Me la vedo davanti, distesa su una barella. E’ cosciente e sente un dolore tremendo. E’ tutta imbrattata di terra e fango… forse e’ caduta piu’ volte, e si e’ poi rialzata per tentare di sfuggire alla furia omicida dello sposo.
Sel dorso delle dita dei piedi e’ tutta escoriata, e probabilmente e’ anche ‘rovinata’ su qualche roccia.
Ma quello che sconvolge maggiormente e’ vedere le orribili ferite da machete. Ce ne sono almeno sei sulla testa: sono tutte molto profonde, ed attraverso la rima del taglio si intravvede la teca cranica, anch’essa trapassata dal peso enorme di quell’accetta omicida.
Un fendente l’ha colpita alla base del cranio a destra, e le ha ‘pelato via’ i muscoli del collo, dandole un grottesco aspetto da spaventapasseri… e’ come se il capo ora sia retto da una specie di bastone molto esile.
Ma la vera mostruosita’ di questa scena deriva dagli arti superiori..


domenica 29 ottobre 2017

Un momento di relax

Anche oggi e' stata una giornata veramente dura, sia per me che per i volontari, con sala operatoria intensa per il Dr Luciano Cara e con tanti cesarei che ci hanno tenuti impegnati fino alle 21.30. Pure i reparti sono pienissimi.
Il Signore ci ha pero' concesso una breve pausa, tra le 18,30 e le 19,30...siamo usciti tutti insieme per una birra e per un momento di svago e di relax. 
E' stato molto bello e ci ha permesso di conoscerci meglio e di avere uno scambio di idee praticamente impossibile nel vortice dell'ospedale.
Al momento a Chaaria abbiamo 10 volontari, tra cui 6 provengono dalla Sardegna, 2 dal Regno Unito, 1 dall 'Estonia ed 1 dalla Polonia.
E' un bel gruppo di volontari, molto motivato ed entusiasta.
E' bello conoscerci ed apprezzarci nella diversita' delle nostre origni e delle nostre culture.


Sono le 23


E' stato un sabato tremendo sia dal punto di vista ortopedico che ostetrico.

Luciano ha operato non-stop dalle 8 di stamane alle 20 nella sala grande.
Noi ci siamo barcamenati con tanti cesarei ed altre operazioni nella sala piccola.
La sala parto oggi e' stata indescrivibile, con parti a ripetizione: in varie occasioni abbiamo avuto otto donne che hanno partorito in contemporanea...tre sui lettini e cinque per terra su una traversa.
La stanchezza e' tanta, ma poi alle 23 arriva il regalo di Mukothima.
Donna in coma con segni di addome acuto.
L'ecografia dimostra una gravidanza ectopica gia' rotta con abbondante versamento ematico in addome.
La donna e' sporchissima e bisogna prima di tutto lavarla: non puo' entrare in sala cosi'!
Mentre gli infermieri fanno questo servizio, io lavoro in laboratorio per i gruppi e le prove crociate.
Per l'anestesia scegliamo ketamina e valium e la gestiamo in tandem io e Tim, il volontario di Londra.
L'intervento e' difficile. La donna ha una cicatrice pregressa che  rende tutto piu' complicato. Con la ketamina, la paziente spinge e si agita a causa degli incubi, ed e' difficile fare la salpingectomia.


venerdì 27 ottobre 2017

Suona il cicalino

Mi rigiro nel letto illudendomi che non sia vero, ma poi mi devo arrendere all'evidenza perchè la "bestiaccia" continua a gracchiare.
Lo afferro tra le mani mentre con gli occhi guardo disperatamente alla finestra sperando di vedere i segni dell'alba: purtroppo il cielo è nero come la pece.
Rispondo assonnato e Dorothy mi dice di correre in sala parto. Questa non è la frase tipica... e quindi non dovrebbe trattarsi di un cesareo.
Mi cambio rapidamente tra uno sbadiglio e l'altro. L'orologio mi informa che sono le quattro di mattina, ed io mi sento ancor più depresso adesso che so che ore sono.
Arrivato in maternità vengo accolto dal sorriso smagliante di Mercy che mi ragguaglia sulla situazione: donna appena arrivata da una maternità rurale a circa cinquanta chilometri di sterrato. E' stata in secondo stadio di travaglio, e cioè a cervice completamente dilatata dalla mezzanotte. Solo ora è però riuscita a raggiungere Chaaria.
La mamma appare esausta e la sua pressione molto bassa: non mangia infatti da molte ore.
Il battito cardiaco fetale è molto flebile e lento.
La testa del bimbo è quasi fuori ma la mamma non ha la forza di spingere.
Cosa fare?
Non c'è tempo da perdere se vogliamo tentare di salvare quel pupo, ed anche prevenire una rottura d'utero.
Pensare ad un cesareo mi pare improponibile, sia perchè ci vorrebbe troppo tempo a preparare la sala e la paziente, e sia soprattutto in quanto sono certo che l'inevitabile ipotensione causata dalla spinale darebbe il colpo di grazia al piccolo.

giovedì 26 ottobre 2017

Oggi ce l'ho fatta da solo...

Per chi ci segue da un po' di tempo, forse la foto di oggi puo' sembrare la stessa che ho "postato" non piu' di due mesi or sono.

La situazione e' simile, ma il caso e' nuovo; la lastra e' di oggi.
Nuovamente si tratta di un bambino piccolo: oggi un maschietto di tre anni.
Ed ancora si tratta dell'ingestione accidentale di una moneta da 10 scellini...i bambini mettono in bocca qualsiasi cosa.
Due mesi fa, per un caso analogo, avevo deciso di chiamare un otorino perche' venisse qui a Chaaria. Non avevo mai fatto questa piccola procedura, e non avevo la piu' pallida idea di come si facesse!
Lo eravamo andati a prendere a Meru e poi lo avevamo riaccompagnato con la nostra auto.
Il lavoro piu' impegnativo era stato quello di Mbabu che aveva dovuto fare una anestesia generale.
Lo specialista aveva estratto dalla sua valigetta un laringoscopio (uguale a quelli che in sala usiamo per l'intubazione) ed una pinza (praticamente uguale a quella bioptica contenuta nel nostro vecchio rettoscopio rigido).
L'intervento non era durato piu' di un minuto e mezzo: il collega aveva inserito il laringoscopio, aveva visualizzato l'adito esofageo, aveva inserito la pinza ed estratto la moneta. Eravamo tutti entusiasti e gli abbiamo detto che lo avremmo chiamato ancora a Chaaria in caso di necessita'.

mercoledì 25 ottobre 2017

Ambulanze a ripetizione

Questa sera e' delirio totale in ospedale.
Ci sono stati grossi incidenti stradali a causa della pioggia.
Abbiamo gia' ricoverato pazienti trasportati da tre ambulanze provenienti dall'ospedale distrettuale di Meru.
Ci sono fratture, traumi cranici, lesioni varie della cute e dei muscoli. Alcuni pazienti li porteremo in sala gia' domani.
E' una situazione che a volte sa di grottesco: l'ospedale governativo di riferimento e' chiuso per lo sciopero degli infermieri, ma ci sono in servizio i clinical officer ed il personale subalterno.
Riescono in qualche modo a fare un po' di ambulatorio ed a prendersi cura di patologie ambulatoriali, ma tutte le volte che c'e' da ricoverare qualcuno sono alla paralisi perche' sia i reparti, sia la maternita' che le sale operatorie non funzionano.
Ecco quindi che i clinical officers hanno a disposizione questo solo mezzo: siccome gli autisti dell'ospedale non scioperano, richiedono l'ambulanza e riversano a Chaaria i pazienti che non hanno soldi per gli ospedali privati.
E noi siamo disponibili ad accoglierli, anche se i nostri reparti scoppiano e stasera proprio non sappiamo come fare a dare un letto a tutti.

Fr Beppe


martedì 24 ottobre 2017

Oggi nuova pietra miliare

Oggi e' venuto il momento di mettere in pratica alcune delle cose che ci sono state insegnate a San Francisco.
Il nostro paziente aveva una terribile frattura di tibia, con ampia perdita di tessuti molli e di osso.
Da tempo era in fissatore esterno ma l'esposizione e l'osteomielite cronica impedivano la guarigione, nonostante gli antibiotici ad ampio spettro.
L'intervento di oggi e' stato complesso, ed ovviamente soltanto il primo di una lunga serie a cui il paziente si dovra' sottoporre.
Abbiamo rimosso l'osso ormai morto a causa dell'infezione ed abbiamo inserito un chiodo endomidollare di SIGN.
Sul chiodo abbiamo confezionato un involucro di cemento osseo antibiotato che ha riempito l'estesa perdita ossea del paziente.
Abbiamo quindi eseguito un doppio "flap", come insegnatioci al corso negli USA.
La parte superiore della tibia esposta l'abbiamo coperta con un "flap mediale" del muscolo gastrocnemio, mentre quella piu' distale l'abbiamo comperta con la trasposizione del muscolo soleo.
Non abbiamo per adesso eseguito innesto cutaneoche faremo piu' avanti.

lunedì 23 ottobre 2017

Terminata l'esperienza di tirocinio

Oggi ufficialmente ci siamo accomiatati dal gruppo di studenti di Medicina del quinto anno della Kenya Methodist University (KEMU), che hanno concluso un protratto periodo di tirocinio nel nostro ospedale.
Dapprima li abbiamo accolti solo per l'esperienza ortopedica e poi, per circa un mese, li abbiamo fatto girare nei vari reparti dell'ospedale, nell'ambito del tirocinio assegnato per il loro anno accademico: si sono quindi alternati in ambulatorio, sala operatoria, sala parto, pediatria e reparti di medicina generale.
Credo che i sette ragazzi che sono stati con noi abbiano molto apprezzato la nostra accoglienza, la nostra disponibilita' nei loro confronti, la nostra voglia di condividere le conoscenze e le manualita' della nostra professione.
Sono convinto che l'elevato numero di pazienti, la varieta' degli interventi chirurgici, la congestione estrema della maternita' con i moltissimi parti naturali e cesarei. le patologie spesso difficili e complesse dei reparti, siano stati per loro una grandissima occasione di apprendimento e di crescita professionale.

domenica 22 ottobre 2017

Le gratificazioni del servizio

Oltre all’immancabile stanchezza, la situazione che a Chaaria si protrae da tempo porta con se’ anche un grandissimo valore emotivo ed e’ indubbiamente molto gratificante.
L’ideale di essere al servizio dei poveri e dei malati 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, lo vivi e lo senti in modo inequivocabile, essendo la nostra vita praticamente sempre in ospedale.
Situazioni come quella di oggi in cui la prima chiamata notturna e’ stata all’1.45 ed in cui il lavoro si e’ protratto lungo tutta la domenica, lasciandoci solo il tempo per la messa e per i pasti, sono da una parte stressanti, ma insieme anche molto importanti dal punto di vista motivazionale. 
Sono giornate che hanno in se’ una forza rigenerante.
Oggi ho trascorso quasi tutto il giorno in sala parto.
Tra parti naturali e cesarei, non so neppure quanti ne abbiam fatti nascere: se pero’ va tutto bene (come e’ successo oggi), se vedi le mamme contente e senti i bimbi piangere subito dopo essere venuti al mondo, non senti piu’ neppure la stanchezza. Sei contento di esserci e di aver fatto qualcosa di utile.

sabato 21 ottobre 2017

Problemi oculistici

Come sempre a Chaaria continuiamo con la nostra clinica oculistica mensile, ed e' arrivato il momento di pensare ad un nuovo campo di terapia chirurgica per la cataratta.
E' mia speranza di poter organizzare questo campo per il mese di marzo.
Sono in contatto con un oculista di Maralal, che sarebbe disponibile a venire ad operare a Chaaria. Maralal e' piu' vicina a noi rispetto a Tenwek.
Spero di poter raggrupppare un buon numero di pazienti che lo specialista opererebbe nel corso di due o tre giorni intensivi a Chaaria.
Iniziamo quindi fin da ora a contattare i pazienti ed a formare una lista di attesa.
Grazie di cuore a coloro che ci aiutano economicamente per questo altro ambito del nostro impegno per i poveri.

Fr Beppe


venerdì 20 ottobre 2017

Che strana idea del tempo!

Dice Fede: “Ho dato appuntamento ad un sacco di persone per venerdi’ scorso, ed ho chiaramente detto loro di non saltare la data prescritta perche’ sabato sarebbe stato il mio ultimo giorno lavorativo a Chaaria... ma venerdi’ e sabato non ho visto alcuno dei pazienti a
cui avevo dato appuntamento.
Sono venuti tutti oggi, quando devo partire per Nairobi alle ore 14!
E’ veramente strano che si comportino cosi’... glielo avevo detto che partivo! Oggi poi ci sono cosi’ tanti clienti come non ne ho mai avuti nei giorni scorsi!”
Io mi stringo nelle spalle e sorrido: “purtroppo e’ una cosa ricorrente ed a cui chi lavora qui si deve davvero abituare. Il loro modo di concepire il tempo e’ troppo differente dal nostro, e per noi spesso e’ del tutto incomprensibile... non dico che sia giusto quello che fanno; dico solamente che, o li accetti cosi’ come sono, o qui diventi matto!
Sono certo che per un’altra settimana continuero’ a visitare i pazienti a cui hai dato appuntamento tu e che han deciso di venire quando a loro avrebbe fatto piu’ comodo. Faro’ quello che posso.
Chiamalo fatalismo, o chiamala incoscienza del tempo... fatto sta che e’ cosi’.
Anche per i chirurghi e’ la stessa cosa. Quando essi sono qui, dico sempre loro di ricoverare tutti gli operabili...e poi di fare gli interventi pian piano per chi e’ gia’ in reparto, perche’ se si costruisce una lista operatoria su gente che dovrebbe presentarsi nel giorno prefissato, si rischia di stare con le mani in mano perche’ nessuno e’ puntuale all’appuntamento. 


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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