Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 31 maggio 2016

Apericena a Milazzo

E' stata un'altra serata molto intensa, in cui tantissimi amici siciliani si sono stretti attorno a me e Chaaria, ed in cui, insieme a Mariapia Bonanate, ho potuto presentare il libro "Polvere Rossa" ad un uditorio attento e recettivo. Molti avevano già letto entrambi i nostri libri e sono venuti solo per salutarci e per conoscerci.
Gli intervenuti erano molto motivati: parecchi di loro erano membri dell'Associazione Matumaini che lavora principalmente per il Congo-Kinshasa; altri facevano parte di Associazioni impegnate in Etiopia e altrovei nei Paesi in via di sviluppo.
E' stato indubbiamente molto forte per me parlare di Africa a pochi passi dai porti in cui la Guardia di Finanza trasporta gli scafisti scampati alla morte nel Mediterraneo; è stato emozionante incontrare medici e volontari impegnati direttamente nel servizio verso questa
"umanità dolente" dei barconi, e farlo proprio davanti a quella striscia del Mediterraneo che è diventata un enorme cimitero di migranti ed il teatro di indicibili sofferenze.
Mi sono sentito in comunione con loro, cercando di pensare il nostro lavoro in Africa, come un complemento della nobile opera umanitaria di accoglienza che essi compiono quotidianamente in Sicilia, come anche in Calabria ed a Lampedusa.

lunedì 30 maggio 2016

Sicilia: Progetto lettura a Barcellona (ME)

Il volo è andato benissimo.
Aereo pienissimo ed in perfetto orario.
E’ stato bello per me partire per questa esperienza siciliana insieme a Mariapia Bonanate, che sarà con me per le presentazioni in Sicilia.
Io presenterò solo a Milazzo, ma lei anche a Lipari domani.
Grazie all’Associazione Matumaini di Milazzo che ci ha accolti con affetto e con tante attenzioni: Biagio e Chiara erano già all’aeroporto di Catania ad attenderci per portarci a destinazione.
L’albergo riservato per noi stupendo, certamente al di sopra delle nostre aspettative; il pranzo con Carmen, Charlotte e la famiglia di Biagio un vero momento di accoglienza ed amicizia; la pizza con Paolo e sua moglie un momento importante anche per programmare future collaborazioni nell’ambito del volontariato a Chaaria.
Il primo appuntamento della nostra testimonianza in Sicilia si è svolto in una scuola superiore di Barcellona (quella in provincia di Messina), dove abbiamo incontrato i ragazzi del biennio per presentare sia la missione di Chaaria e sia i libri “Ad un passo dal cuore” e “Polvere Rossa”.

Bentornata in Italia, Simona!

Buonasera fratel Beppe!
Con piacere, e senza BBC, ti informo che sono tornata a casa sana e salva!
Vorrei ringraziarti per avermi concesso di vivere questa esperienza... ma insieme a te vorrei riuscire a ringraziare tutto il personale dell'ospedale che mi ha fatto sentire veramente parte di una grande équipe. 
Sempre disponibili per spiegarmi cosa fare e come farlo, mantenendo il sorriso.
Mai nessuno mi ha fatto sentire inadeguata o di troppo. Ricorderò la lezione per saper accogliere al meglio le mie future colleghe.
Non voglio rubare tempo prezioso a te che sei così impegnato. 
Spero che i tuoi incontri siano fruttuosi.
Un caro saluto anche a fratel Giancarlo!
Grazie e buon lavoro... di cuore!!
ASANTE SANA!

Simona

domenica 29 maggio 2016

Presentazione del libro "Polvere rossa" a Milazzo

La presentazione del libro a Milazzo sarà la mia unica presenza in Sicilia in questo breve tour italiano.

La presentazione di terrà lunedì 30 maggio alle ore 18.30 a Villa Amalia, via Panoramica a Milazzo.
Spero che anche i volontari di Chaaria del Catanese possano venire a Milazzo. 
L'orario dovrebbe favorire anche coloro che poi devono viaggiare dopo l'incontro.
Ringrazio di cuore Carmen Fallettta e l'Associazione Matumaini per aver organizzato e sponsorizzato l'evento.
I diritti d'autore dei libri venduti saranno completamente devoluti all'ospedale di Chaaria.
Presto pubblicheremo anche locandina.

Fr Beppe Gaido






sabato 28 maggio 2016

L'affetto della "Provincia granda"

Ieri sera il mio tour di presentazione del libro "Polvere Rossa" mi ha condotto a Busca, in provincia di Cuneo.
Oltre ai miei familiari, sempre fedeli compagni in questi incontri, è venuta con me anche Marialuisa, come moderatrice.
La Dottoressa Nadia Chiapello, insieme ai membri di una locale associazione di volontariato per l'Africa, ci ha accolti per la serata: il teatro civico di Busca era praticamente gremito sia di volontari ed amici, sia di persone che volevano conoscere qualcosa di Chaaria per la prima volta.
E' stato un evento simile a quello vissuta al SERMIG, anche se con numeri leggermente più piccoli: anche a Busca comunque ci sono stati calore ed amicizia, oltre che forti emozioni e grande condivisione.
Ho rivisto, nella serata di ieri, ex volontari di Chaaria e compagni di scuola che non incontravo da anni; vicini di casa e persone interessate semplicemente a conoscere qualcosa di più dell'Africa..

venerdì 27 maggio 2016

L'abbraccio di Torino

Ieri sera presso il SERMIG abbiamo vissuto momenti intensi di comunione e di profonda emozione.
Certamente più di 200 persone hanno affollato il capiente salone, che comunque è risultato insufficiente ed ha quindi costretto molti a sedersi sul pavimento ed anche ad ascoltare in piedi.
Le Suore Paoline erano presenti con 300 copie del libro POLVERE ROSSA, che alla fine della serata erano tutte esaurite. Sono state vendute anche varie copie di AD UN PASSO DAL CUORE.
E' stato bello per me salutare ed abbracciare molti ex volontari ed amici. E' stato entusiasmante conoscere tanta gente che non è mai venuta a Chaaria ma che già mi conosceva o tramite la lettura del libro, oppure attraverso blog e facebook.
Il video di Nadia proiettato sul maxischermo ha creato un clima intimo e commosso ed ha introdotto tutti alla misteriosa bellezza di Chaaria e del suo servizio incondizionato.
Marialuisa Ferrando, moderatrice della serata, ha espletato il suo compito in modo esemplare, introducendo alla platea sia Mariapia che il sottoscritto, e condividendo poi le sue sensazioni ed il suo vissuto a Chaaria.
Lino Marchisio ci ha ricordato l'importanza del volontariato e del continuo sostegno economico per una realtà sempre in crescita come quella di Chaaria.

mercoledì 25 maggio 2016

Una serata meravigliosa

A Cagliari è stato un bagno di folla.

Il ristorante era troppo piccolo per contenerci tutti.
C'erano volontari veterani, nuovi aspiranti per Chaaria, ma anche tanta gente che voleva conoscermi ed acquistare il libro.
C'erano pure le suore cottolenghine di San Sperate ed amici di Nuoro, di Sassari e di Bosa.
Il locale prescelto è stato comunque accogliente e raccolto, ed il servizio alberghiero è stato ottimo.
La serata aveva due parti separate ed intersecanti l'una con l'altra: da una parte era una mostra fotografica di stupendi "bianchi e neri" realizzati dal volontario Nicolò, quando è stato a Chaaria nel luglio scorso; dall'altra si è trattato di una cena a buffet durante la quale
c'è stata la presentazione del libro POLVERE ROSSA.
Le gigantografie di commoventi "primi piani" sono state esposte e vendute, a favore di Chaaria.
Per la presentazione, ho parlato per un'ora, di fronte ad un uditorio attento ed estremamente interessato: non si sentiva una mosca volare e la commozione era percepibile e quasi palpabile.
Il video di Nadia ha poi completato le emozioni di una serata davvero forte e toccante.

martedì 24 maggio 2016

Alcune immagini dell'incontro a Cagliari...



“Il puro amore paterno non ha bisogno di parole”: un testimone speciale

Com’è l’amore paterno? Un medico di una missione africana, ogni giorno a contatto con genitori e bambini malati, lo racconta definendolo con parole che toccano il cuore.

Care unimamme, è da tempo che volevamo parlarvi di un uomo e di un luogo che sta facendo tanto, anzi tantissimo per i meno fortunati. Lui è Beppe Gaido e il luogo è il Chaaria Mission Hospital, un ospedale che si trova in Kenya.
Abbiamo scoperto Chaaria grazie ad Andrea Caschetto e all’operazione alla testa di Daudi, un bimbo di 9 anni, fatta a tramite Africa Milele onlus, una piccola onlus che fa tantissimo per i bambini africani. Infatti questa onlus, essendo in Kenya, si appoggia per alcuni interventi alla missione di Chaaria, la piccola “città della gioia e dell’amore”, come la descrive lo stesso Beppe, un frate della congregazione del Cottolengo.
Beppe oltre ad essere un frate è anche un medico chirurgo ed ha fondato questo ospedale nel lontano 1997: da piccolo dispensario negli anni è divenuto ambulatorio e poi ospedale, un vero e proprio punto di riferimento per l’intera zona.


domenica 22 maggio 2016

Il servizio di maternità

La maternità di Chaaria ha una storia che inizia nell'ottobre 1998, quando facemmo il primo parto perchè le donne rifiutavano di andare via quando dicevamo loro che non offrivamo tale servizio.
Negli anni questo settore dell'ospedale è andato gradualmente crescendo con numeri di parti veramente importani ed al momento superiori al migliaio ogni anno.
Dal 1998 al 2004 siamo stati in grado di offrire soltanto servizi di maternità non complicata, in quanto, come medico internista, io non ero in grado di fare un cesareo.
I cesarei sono iniziati nel 2004 e sono andati crescendo in numero, anche in quanto l'attività chirurgica ha trasformato Chaaria in un centro di riferimento per molte strutture rurali che a noi trasferivano i casi complicati e con necessità di intervento.
La cosa più significativa è che dal 1998 ad oggi ci sono state solo tre morti materne nel periodo perinatale. L'ultima morte, dovuta ad eclampsia, risale a più di cinque anni orsono.
Questo implica che nell'ultimo quinquennio la nostra mortalità materna è stata dello 0%, ed anche prima ci è stata sempre molto vicina.

sabato 21 maggio 2016

Le pangate di notte

Sono una delle emergenze più frequenti con ci dobbiamo misurare, soprattutto nei week end.
Spesso capita di ricevere di notte persone massacrate da ferite multiple in molte parti del corpo.
L’emorragia è in genere massiva, il paziente sovente viene da molto lontano ed è quindi frequente trovarsi di fronte a persone già in stato di shock emorragico.
Bisogna quindi prima di tutto pensare di stabilizzare le condizioni generali, con infusione di liquidi endovena e spesso anche con trasfusione urgente.
Il malato poi è imbrattato di sangue dappertutto, e ricoperto da ingenti quantità di terriccio, essendo naturalmente caduto a terra dopo il ferimento.
Occorre tagliargli i vestiti di dosso, denudare il paziente, lavarlo abbondantemente con acqua e sapone, magari dopo averlo sedato un po’, perchè ogni movimento del corpo gli provoca un grandissimo dolore. 

venerdì 20 maggio 2016

Presentazione del libro "Polvere rossa" a Tortona




Le fondamenta

Ecco lo stato attuale dei lavori. Abbiamo iniziato a scavare le fondamenta e presto iniziaremo con la gettata di cemento.
Di cuore ringraziamo i donatori che stanno rendendo possibile anche questo nuovo progetto edilizio di miglioramento per il nostro ospedale.
La nuova struttura sarà un po' incastrata tra gli uffici e la nuova sala operatoria, ma lo spazio è quello che è, e noi lo vogliamo sfruttare al massimo.
Grazie di cuore a Fr Giancarlo che si sobbarca anche questo nuovo peso per il bene della nostra missione.
Un particolare ringraziamento ai nostri generosi benefattori.

Fr Beppe



giovedì 19 maggio 2016

Viva la Sardegna!

Grazie di cuore, carissimi amici sardi per il periodo stupendo ed estremamente impegnativo che abbiamo vissuto insieme.

Sono stati 19 giorni di fuoco in cui comunque alla fine siamo riusciti ad operare tutti...per il rotto della cuffia e con tanta stanchezza.

Grazie a Luciano per il lavoro instancabile in sala operatoria, in reparto ed in ambulatorio.

Un grazie sincero a Francesca per l'amore che ha profuso a piene mani sui nostri Buoni Figli.
Grazie a Nietta, internista ritornata a Chaaria dopo una assenza di 5 anni: Nietta è stata una presenza importantissima e molto utile nella difficile gestione di reparti davvero troppo pieni.
Un abbraccio a tutti, ed un arrivederci a presto, visto che il 24 maggio già li rivedrò per la presentazione del libro POLVERE ROSSA a Cagliari.

Fr Beppe


mercoledì 18 maggio 2016

East african medical journal

Sono estremamente grato al redattore della rivista medica EAMJ, perchè ancora una volta un nostro lavoro è stato accettato per la pubblicazione sulla rivista per il prossimo numero di giugno 2016.
Quando l'articolo sarà pubblicato, lo potrete leggere per intero andandolo a cercare online sul sito del giornale (East African Medical Journal). Adesso vi faccio venire la curiosità con una parte dell'abstract.
Per quel poco che lo letto, mi pare di poter dire che si tratti del primo caso del genere descritto in letteratura.
Nella bibliografia si trova soltanto un caso simile in un articolo da noi citato nelle fonti, in cui però ad erniare sono la tuba e l'ovaio di sinistra.
Non ho trovato altri "case reports" di ernia femorale contenente l'utero stesso.
Anche questo è un piccolissimo contributo scientifico che Chaaria offre alla comunità scientifica internazionale.
Ringrazio di cuore il Dr Carlo Lanza, mio fedele coautore ed editor.

Fr Beppe Gaido


martedì 17 maggio 2016

Anche loro sono come noi!

Essere chiamato a servire i poveri ed i malati lontano dal proprio ambiente, in una cultura diversa ed in una realta’ certamente piu’ difficile della nostra, porta spesso a idealizzarli. 
A volte immaginiamo virtu’ che in realtà loro non hanno... poi, stando qui per anni, ci si rende conto che sono persone come tante. Spesso chi e’ nato in Occidente da una famiglia relativamente agiata (e si sente quasi in colpa per questo), ritiene che i poveri siano brava gente, per il semplice fatto di essere poveri. In seguito, una delusione dopo l’altra ci porta a comprendere che i poveri non sono necessariamente brava gente, neppure quelli che hanno sofferto molto. 
E’ ovvio, se ci si pensa a mente fredda: essi sono capaci di qualunque cosa, proprio come noi. Possono essere rozzi, falsi e vigliacchi, proprio come noi... anche se moltissimi sono estremamente buoni, e sicuramente ci precederanno nel Regno dei cieli. 
Ma la coscienza che il loro svantaggio non li rende migliori e non li mette su di un piedistallo, ci aiuta a servirli con un sano senso della realta’ e con la doverosa coscienza che noi missionari (come anche i volontari che ci aiutano) dobbiamo fare ogni cosa prima di tutto per Dio.

lunedì 16 maggio 2016

Amore di un padre

Non è così frequente vederli, ma direi che ultimamente non è più neppure tanto raro.
Vengono in ospedale con un bambino piccolo affetto da malaria cerebrale o da polmonite.
A volte il figlio ha un problema chirurgico e deve essere operato: in questi casi di solito la mamma non viene in ospedale con il figlio ammalato perchè è a casa con un bambino più piccolo da allattare, o magari perchè è malata lei stessa; raramente capita di incontrare un marito abbandonato dalla moglie e non ancora risposato: un vero "single father".
In questi casi non possiamo ricoverare i bambini ed il genitore in pediatria, perchè questo è un ambiente rigorosamente femminile.
Ricoveriamo papà e bimbo nel reparto uomini: i bimbi accompagnati in ospedale dal papà dormono quindi nel camerone degli adulti.
Questi papà sono in genere molto buoni ed affettuosi, e direi che fanno concorrenza alle tante mamme che abbiamo in pediatria.
Mi sorprendo a volte ad osservarli mentre contemplano con occhi pieni d'amore il loro figlioletto ammalato, mentre vigilano con attenzione sul flusso delle gocce di chinino che fluisce nelle vene dei loro piccoli, mentre coccolano il figlio in preda a qualche dolore dopo un intervento chirurgico.

domenica 15 maggio 2016

Incontentabili

Questo è a volte il sentimento che mi assale, con una punta di scoramento, quanto davvero ti sacrifichi dal mattino alla sera per i pazienti, e poi, invece di un grazie, ti ricevi una lista di lamentele.
E' normale in questi giorni lavorare tantissimo ed operare dal mattino alle sette alla sera dopo le 19.
Di maratona in maratona, e passando da un chirurgo ad un ortopedico che vengono a Chaaria per fare il massimo, è ormai diventata routine operare anche il sabato e la domenica.
Quasi non ricordo quale sia l'ultima domenica in cui non abbiamo operato!
Altra cosa piuttosto costante in questo periodo è di non riuscire a finire la lista operatoria, vuoi perchè gli interventi sono tanti; a volte si complicano e diventano più lunghi del previsto, e vuoi per le innumerevoli emergenze che si intrufolano e ci sballano i piani di lavoro.
Ieri sera alle 19 è successa ancora una volta una scena molto frequente che mi pesa molto sul cuore ogni volta che capita.
Avevamo operato tanto ed i casi erano andati tutti bene: avevamo anche salvato la vita di una persona con una gravidanza extrauterina, che ovviamente non era in lista ma aveva avuto precedenza assoluta all'intervento.

sabato 14 maggio 2016

Iniziati i lavori

Dopo lunghe tribolazioni per avere l'approvazione del progetto da parte delle autorità sanitarie locali, oggi sono iniziati ufficialmente i lavori di costruzione del nuovo laboratorio analisi ed ambulatorio per HIV.
La foto allegata dà l'idea di dove la nuova costruzione sarà collocata: tra la sala operatoria e gli uffici amministrativi dell'ospedale.
Dal disegno tecnico si deduce che si tratta di una struttura a due piani: il piano terra sarà un complesso di ambulatori che costituiranno il nuovo CCC (comprehensive care clinic) di Chaaria e sarà gestito dalla Comunità di Sant'Egidio con il progetto DREAM.
Il laboratorio analisi sarà al primo piano: sarà spazioso ed adeguato per le esigenze diagnostiche sia dell'ospedale che del progetto DREAM.
Ringrazio di cuore Fr Giancarlo che ha seguito con competenza la realizzazione del disegno, le pratiche di approvazione ed ora anche l'inizio dei lavori. Sinceramente ammiro le sue capacità ed il suo acume in tutto quello che riguarda le problematche edilizie.
Un sincero ringraziamento va poi all'Associazione Volontari Missioni Cottolengo che già ha fatto moltissimo per la raccolta dei fondi necessari alla costruzione.

Dalla vite alla vita...



venerdì 13 maggio 2016

La ragazza sta bene

L'abbiamo operata ieri di sostituzione di valvola e derivazione ventricolo-peritoneale.
Le sue condizioni sono oggi molto buone.
E' sveglia e vispa e pare non avere alcun dolore.
Si alimenta normalmente e non ha crisi epilettiche.
Dopo alcuni giorni di osservazione post-operatoria, inizierà la seconda parte del nostro progetto su di lei: ha infatti una certa deformità dei piedi che inizialmente pensavamo di correggere chirurgicamente con Luciano.
L'ortopedico ci ha però detto che i piedi torti della bimba non sono dovuti a patologie di interesse chirurgico e che quindi l'intervento non è indicato.
La bimba è stata poi visitata da Sr Adriana, fisioterapista di Tuuru, la quale invece è convinta di poterla aiutare molto con la riabilitazione e con l'aiuto di sussidi ortopedici.
In settimana quindi trasferiremo la piccola paziente a Tuuru per un lungo ciclo di riabilitazione motoria, e davvero speriamo che possa iniziare a stare in piedi e deambulare.
Insieme al Dr Nyaga, a Sr Adriana, al Dr Luciano di cuore ringrazio i benefattori che sponsorizzano completamente questa avventura chirurgico-riabilitativa per la nostra ragazza.

giovedì 12 maggio 2016

Neurochirurgia a Chaaria


Anche oggi va iscritto tra le pietre miliari di Chaaria.
Abbiamo infatti eseguito due interventi neurochirurgici nella nostra sala operatoria: il primo non è del tutto nuovo per noi; si tratta della perforazione cranica per ematoma subdurale. Lo avevamo già fatto altre volte qui a Chaaria, sia con il Dr Nyaga e sia anche autonomamente. L'intervento di oggi è andato benissimo ed il paziente questa sera è già cosciente.
Oggi però, per la prima volta nella storia del nostro ospedale, il Dr Nyaga ha sostituito un drenaggio ventricolo peritoneale in una bambina di tredici anni con grave idrocefalo.
Il drenaggio precedente andava cambiato perchè malfunzionante.
Tale procedura neurochirurgica, eseguita in modo ineccepibile e con la consueta umiltà che caratterizza il Dr Nyaga, oggi ha certamente fatto storia qui a Chaaria.
Fino a poco tempo fa non ce lo saremmo neppure sognato!
L'intervento è stato realizzato in anestesia generale, alle 7 di questa mattina, al fine di non interferire troppo con la lunghissima lista ortopedico-ginecologica che caratterizza questo periodo del nostro ospedale.
E' andato tutto benissimo e la bambina è ora sveglia e completamente cosciente.
E' sempre un'emozione grande per me quando riusciamo ad aggiungere un tassello in più nell'aiuto che diamo alle persone che si affidano a noi.

mercoledì 11 maggio 2016

Ritmi quasi sostenibili

La situazione lavorativa è davvero estrema.
La pressione delle persone da operare, soprattutto per l'ortopedico, ma anche per la chirurgia generale e per la ginecologia è davvero altissimo.
Siamo stremati ma cerchiamo di rispondere a tutti quelli che si rivolgono a noi per i loro bisogni di salute.
Oggi sono quasi incapace di scrivere sia per l'ora tardissima che per la grave stanchezza fisica, ma vi voglio accennare ad una delle belle storie che hanno costellato la nostra giornata.
Una donna aveva una frattura di femore mai guarita e mai operata da circa dieci anni.
Perchè mai guarita? Semplicemente perchè non era stata operata...e perchè mai operata? Ovviamente perchè non aveva soldi.
Queste sono le tristi situazioni che incontriamo tutti i giorni.
Camminava con stampelle rudimentali, senza poter appoggiare l'arto a terra. Infatti il femore era diviso in due monconi separati, ciondolanti ed estremamente mobili.
Mi chiedo come abbia potuto vivere così per tutto quel tempo.

martedì 10 maggio 2016

L'ospedale e la Chiesa

Nella tradizione del Cottolengo uno dei pensieri forti che è stato portato avanti nel corso dei decenni è quello che la Piccola Casa è come una grande cattedrale in cui ci sono tanti altari quanto sono i letti degli ammalati.
Nella stessa linea di pensiero alcuni testi classici di spiritualità cottolenghina affermano che nella Piccola Casa o si è ostie (nel senso che si è immolati come dei Cristi in croce sul letto della malattia), oppure ostie si ha tutto il giorno tra le mani (perchè si serve Cristo presente nei sofferenti).
Sono affascinato da tale ideale,e questi pensieri mi aiutano moltissimo nel mio faticoso impegno quotidiano.
Anche di Chaaria io penso che sia una grande cattedrale con tanti altari quanti sono i letti dei malati; anche qui ogni giorno vedo l’ostia immolata in un bambino che soccombe alla malaria cerebrale, o in un cinquantenne che si sta spegnendo come una candela e muore letteralmente di fame perchè un tumore dell’esofago gli impedisce di nutrirsi, oppure in una ragazza devastata dall’AIDS, scheletrica ma ancora bellissima.
Lo so e lo sento che ogni letto è un altare su cui un povero Cristo è in croce, anche se lui non sa di essere per me l’immagine più viva e forte del Salvatore.

lunedì 9 maggio 2016

Madri stoiche (dedicato a tutte le mamme del mondo)

Catherine viene dal Tharaka. Ci e’ stata inviata per anemia grave e per assenza di battito cardiaco fetale. Lei e’ forte, in quanto le hanno detto tutto, ma riesce ad essere composta e stoica. Non parla di spiriti maligni e continua a ripetere: “Kazi ya Mungu” (e’ la volonta’ di Dio).
La sua emoglobina e’ 4 grammi, ma, con nostra sorpresa, lei cammina e non lamenta grandi problemi, se non una tachicardia severa con cuore che galoppa ad oltre 140 al minuto.
Le faccio un’eco, soprattutto per decidere il da farsi. Sono infatti combattuto tra una revisione della cavita’ uterine ed un parto pilotato con oxitocina.
Ma questa volta il monitor mi presenta un’immagine dolce a vedersi: il battito e’ presente e vivace. Il feto e’ di circa quattro mesi, ed e’ per questo che nel dispensario di partenza non avevano sentito l’attivita’ cardiaca, mentre la mamma ancora non era cosciente dello scalciare del piccolo. Le ho dato la notizia, che l’ha fatta saltare sul lettino ed esultare con un forte: “Alleluya, God is great!”.
Ma allora perche’ e’ anemica. E’ magra, ma non sembra particolarmente denutrita.
“Hai avuto perdite ematiche negli ultimi mesi?”
“Neanche una volta!”
“Ma allora come mai?”

domenica 8 maggio 2016

I miracoli della chirurgia tropicale

Ann ha 32 anni e si presenta in ospedale con una grossa tumefazione della loggia renale sinistra. E’ in preda ad una terribile sofferenza.
Sembra un dolore della fossa iliaca sinistra più che della massa che le sporge dalla schiena: infatti cammina piegata a novanta gradi perchè la posizione eretta per lei è troppo dolorosa.
E’ così sofferente che le scappano parole forti, come per esempio: “sto morendo! Questa volta proprio non ce la faccio!”
Se il male non fosse dal lato sinistro, con irradiazione alla gamba sinistra, direi che la sintomatologia potrebbe farmi pensare ad un ascesso peri-appendicolare.
Faccio l’ecografia sulla massa del fianco e mi rendo conto che è liquida, seppur contenente un materiale denso che potrebbe essere sangue o pus.
Penso immediatamente ad un ascesso dello psoas, che da noi non è così raro.
La posizione antalgica con cui la paziente cammina è possibilmente dovuta all’irritazione dei muscoli della parete addominale.
Con una siringa faccio un prelievo diagnostico che conferma la natura liquida della massa.
Quello che aspiro lo mando immediatamente in laboratorio, al fine di ottenere un’accurata diagnosi differenziale con la tubercolosi della colonna con ascesso ossifluente, che è anch’essa frequente nella nostra casistica. Il pus che ho ottenuto sembra comunque quello classico che i vecchi libri di patologia generale chiamavano “bonum et laudabile”...onestamente non credo che sia TBC.

sabato 7 maggio 2016

Il container dell'Associazione Volontari Missioni Cottolengo

Oggi abbiamo finalmente ricevuto la spedizione organizzata dall'Associazione dei volontari di Torino.
Anche questa volta si è trattato di un lungo e meticoloso lavoro di documentazione da parte del presidente Lino Marchisio, dei volontari che lo hanno coadiuvato in Italia, e di fratel Giancarlo qui in Kenya.
Abbiamo ricevuto un buon numero di carrozzine e deambulatori.
La sitiazione delle carrezzella di Chaaria è da tempo drammatica, sia in ospedale che dai Buoni Figli. Quanto abbiamo ricevuto oggi ci aiuterà tantissimo a colmare la grave carenza di cui stiamo soffrendo da molto tempo.
I deambulatori saranno molto utili per i malati che hanno bisogno di fisioterapia; ci sono comunque anche alcuni dei nostri Buoni Figli che ne possono fare buon uso.
Il container contiene anche materiale per la fisioterapia della missione di Tuuru.
Nel container c'era anche un prezioso ecografo che che ci sarà davvero molto utile.
Di cuore ringrazio la Divina Provvidenza per il prezioso materiale ricevuto oggi.
Ringrazio tutte le persone che si sono spese per la buona riuscita della spedizione: Lino Marchisio, Luca Audero e consorte, Valentina Patriarca, Sr Betty... e sicuramente molti altri che non conosco, ma che il Signore non dimenticherà di certo.

venerdì 6 maggio 2016

Estenuante e gratificante

Questa penso sia la parola più adatta per esprimere la nostra situazione lavorativa a Chaaria.
Stiamo vivendo una nuovamente maratona, stavolta ortopedica e di "chirurgia della mano", dopo quella chirurgica: i pazienti arrivano a decine tutti i giorni, e le patologie sono complesse e spesso difficili da risolvere: fratture inveterate e scomposte da moltissimo tempo, fratture esposte, malformazioni congenite (come ginocchia vare o valghe, e pieni torti), tantissime contratture da ustione che necessitano di chirurgia plastica.
Si tratta di interventi lunghissimi, a volte eseguiti con aghi e fili finissimi e con la necessità di lenti di ingrandimento sugli occhiali: riattaccare tendini rotti da colpi di machete, ricostruire nervi lacerati da fratture e mai prima riparati, fare innesti cutanei e plastiche a zeta, separare dita congenitamente congiunte, ecc.
Altre volte le operazioni richiedono invece molto forza, per togliere calli ossei formatisi in posizioni anomale e per ridurre fratture inveterate.
Tra un intervento e l'altro poi c'è la marea di pazienti ambulatoriali ed i tanti problemi internistici in reparto.
La sensazione è quella di essere un grillo che salta continuamente dalla sala operatoria, al reparto, all'ambulatorio
Estenuanti sono anche i ritmi del ginecologo Filippo e dell'anestesista Paolo: Paolo ha interventi dal mattino alle sette fino a volte alla sera alle 21.
La maternità normale e complicata, le innumerevoli pazienti con patologie e problematiche ginecologiche hanno reso la permanenza del ginecologo a Chaaria una maratona parallela a quella che si sta svolgendo con l'ortopedico.

giovedì 5 maggio 2016

Presentazione del libro Polvere rossa a Busca

Il 27 maggio 2016 alle ore 20.30 a Busca, presso il teatro civico, piazza del teatro si organizza la presentaione del libro Polvere Rossa.

Interviene alla presentazione anche Fratel Beppe Gaido, autore del libro.
Spero che tale presentazione sia gradita soprattutto ai volontari della provincia di Cuneo.
Ringrazio di cuore la dottoressa Nadia Chiapello che ha organizzato tale evento.
Spero di poter salutare molti amici anche in quella serata.
Grazie a coloro che potranno intervenire e grazie a tutti coloro che ci supportano anche con la diffusione del libro i cui proventi vanno completamente per la missione di Chaaria.

Fr Beppe





mercoledì 4 maggio 2016

Profondo nero

Sto facendo un brutto sogno che non ricordo. Cio’ di cui conservo la percezione e’ che si trattava di una scena concitata e ansiogena. E’ gia’ passata la mezzanotte, e sto passando attraverso le prime fasi REM della notte che mi auguro calma e riposante.
Ed invece il cicalino gracchia ripetutamente. Io mi muovo come uno zombi, facendo fatica, per qualche minuto, a capire che stavo sognando e che ora mi trovo nella mia camera alla ricerca disperata dell’abat jour. Finalmente lo trovo, ma il pulsante non da’ alcun segnale di vita: “ah gia’, il black out!”. Non e’ un’operazione semplice neppure raggiungere il cercapersone, ma lo identifico sia grazie alla posizione familiare sul comodino, sia sotto la guida della piccola lucina rossa che lampeggia su di esso.
Stavolta non è un caso di maternità, ma un bambino molto anemico che ha bisogno di trasfusione. Devo scendere in ospedale per fare gruppo e prove crociate.
Ma ecco che si presentano nuovi ed inaspettati problemi. Fuori non c’e’ la luna e mi circonda il buio assoluto. Tento di cercare le ciabatte, ma non e’ un’impresa facile. “Dove sara’ la mia pila?”. 
A tentoni arrivo al tavolo, che setaccio palpando qua e la’, finche’ la trovo. Esco di camera, ma e’ davvero tutto nero. Quando e’ buio, e’ buio davvero in Africa!

martedì 3 maggio 2016

Lettera da un veterano

Eccomi ancora a Chaaria per l’ennesima volta. Il viaggio è stato come sempre  stancante e lungo ma stavolta a renderlo ancora più faticoso  si è aggiunta la  situazione dell’ultimo tratto di strada  per raggiungere Chaaria, completamente distrutto  e pieno di  enormi voragini dovute al prolungarsi delle  piogge incessanti che vi sono in questo periodo. 
La bravura del nostro driver, Joseph, ci ha comunque condotto agevolmente ed in sicurezza  a destinazione.
Oramai, dopo esservi stato numerose volte, mi posso  anche considerare un veterano ma, nonostante ciò, ogni volta Chaaria riesce ancora a stupirmi e confondermi lasciandomi, al rientro in Italia,  un senso   perdurante di malinconia ed un forte desiderio  di tornare presto lì a svolgere il mio servizio  verso tutte le povere persone  che vi si rivolgono, collaborando con Fr. Beppe, Fr. Giancarlo e tutto lo staff della missione.
Sono arrivato nel primo pomeriggio di venerdì 30 aprile  ed oggi, dopo solamente due giorni, mi sembra già di essere qui  da tanto tempo, ed anzi mi sembra di non essermi mai allontanato da Chaaria che avevo lasciato lo scorso febbraio.

lunedì 2 maggio 2016

E così anche Pietro è partito

Lo abbiamo salutato oggi pomeriggio, ma stamattina ha ancora operato.
Instancabile ed estremamente efficiente e giovanile alla sua veneranda età.
Davvero non dimostra gli anni che ha, e, da come lavora, sembra molto più giovane di me.
Dal giorno in cui Pietro è arrivato abbiamo fatto 252 interventi chirurgici, molti dei quali estremamente complessi e lunghi.
Tale dato include anche un certo numero di piccoli interventi che abbiamo eseguito in endoscopia digestiva ed alcune agobiopsie ecoguidate, ma in tutto suggerisce una media di 9 interventi al giorno per tutti i 28 giorni della sua presenza a Chaaria.
Infatti, a parte ieri che era la festa del Cottolengo, abbiamo sempre operato anche alla domenica.
Il sabato da tempo è lavorativo per Chaaria e si opera fino a sera.
La cosa strana è che siamo sempre noi a non riuscire a star dietro ai ritmi di Pietro, e non viceversa: alla sera alle 19 in sala è arzillo come al mattino alle 8.
E' instancabile ed incredibilmente veloce. Basti pensare che una sua tiroidectomia sempre dura meno di un'ora.

domenica 1 maggio 2016

Festa esterna di San Giuseppe Cottolengo

Ha piovuto a dirotto tutta la notte e questo ci ha fatto temere che la festa sarebbe stata un buco nell'acqua: strade tremende e praticamente impraticabili, in generatore ad oltranza perchè la luce in questi giorni è davvero erratica, tanto fango anche nel cortile dei buoni figli dove la celebrazione si doveva svolgere.
Poi, pian piano ha smesso di piovere.
Alle 10.30, con mezz'ora di ritardo sulla tabella di marcia, la Santa Messa è iniziata. Dapprima eravamo molto pochi, ma poi pian piano la gente è arrivata, nonostante il fango.
Il cortile progressivamente si è riempito, e la celebrazione è stata solenne e molto sentita.
Hanno celebrato il nostro parroco, Father John Ntoiti, e Don Giovanni Tortalla che poi ha fatto una bellissima omelia in kimeru sulla vita e spiritualità di San Giuseppe Cottolengo.
La messa è durata tre ore e mezza, secondo i costumi locali per i giorni solenni. Ne è seguito un breve rinfresco per tutti i parrocchiani con bibite e biscotti.
Nella festa di oggi c'è stato anche spazio per la solidarietà, in quanto abbiamo proposto la donazione di sangue: la risposta della gente è stata inaspettatamente positiva ed abbiamo raccolto 49 sacche di sangue...hanno donato anche i volontari.

sabato 30 aprile 2016

Vorrei avere 100 braccia per servire tutti i poveri e i malati del mondo (San Camillo de Lellis)

Carissimi,
ho deciso di scegliere questo titolo, perchè è una frase stupenda, una in cui mi trovo perfettamente a mio agio e che costituisce per me non un ideale raggiunto ma una tensione quotidiana. 
Anche io come san Camillo vorrei avere 100 mani perchè mi rendo conto che i bisogni sono così tanti che spesso due non bastano. 
Vorrei avere un cuore più grande, perchè a volte mi sento meschino e non so ascoltare con la dovuta attenzione, non so dimenticare me stesso per fare spazio agli altri nel bisogno, divento nervoso e irritabile quando il lavoro mi soverchia. 
Desidererei essere capace di dormire solo due ore per notte su una sedia, come faceva il Cottolengo, per essere sempre pronto alla chiamata dei suoi poveri... ma poi mi rendo conto che non ce la faccio, che spesso ho un senso di rifiuto verso i pazienti, che vorrei essere ascoltato piuttosto che ascoltare sempre e solo i problemi degli altri. 
Comunque è importante tenere alti gli ideali e ringraziare che ci siano giganti come San Camillo o come il nostro Padre Fondatore che ci stimolano a non essere mai soddisfatti di noi stessi, e ci ripetono: “...più cuore in quelle mani, fratello!”.

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