Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 29 giugno 2015

Bellezze naturali attorno a Chaaria



Nei dintorni di Chaaria ci sono almeno 9 cascate.
Normalmente i volontari visitano quella nei pressi della scuola elementare di Mbajone perchè è la più vicina e la più facilmente accessibile.

Le cascate che propongo oggi ai lettori si trovano invece a Njuthine, un altro villaggio a 9 chilometri da Chaaria.
Sono anch'esse molto suggestive ed immerse in un paesaggio bellissimo. Per raggiungerle bisogna affittare un matatu perchè andarci a piedi sarebbe troppo lungo.
E' comunque una gita che si può fare in un pomeriggio domenicale, partendo alle 14 e ritornando con calma prima del buio. Queste sono le bellezze naturali che ci circondano e che si possono ammirare anche senza pagare tutti quei soldi che invece ci vogliono per entrare in un parco nazionale.
L'unica cosa che consiglio ai volontari che ci vorranno andare è di non provare ad entrare in acqua perchè ci sono i coccodrilli.
Possiamo naturalmente aiutare nel reperire il matatu ed un autista disponibile ed onesto.

Fr Beppe




domenica 28 giugno 2015

Quando le complicazioni si danno l'appuntamento

Ci sono dei periodi della vita in cui ci si sente come perseguitati dalla sfortuna. Sembra in quelle occasioni di essere sotto l'influenza di una cattiva stella, o, se si vuole, di qualche forma di malocchio.
Pazienti ricoverati per patologie all'apparenza non gravi che ti sfuggono dalle mani e muoiono senza che neppure tu riesca a comprenderne il motivo; operazioni che hai fatto centinaia di volte che inspiegabilmente vanno male; malati che non si risvegliano più dopo l'anestesia.
Sono questi i periodi in cui l'autostima vacilla e ci si sente come dei nani di fronte ad una diga che si sta sgretolando e ti cade addosso.
Alla sera vai a letto con il cuore pesante e non riesci a prendere sonno; il cuscino diventa duro come il legno, le lenzuola ruvide come la cartavetro; ti giri e rigiri nel letto, il cuore batte forte e te lo senti in gola. La mente non trova pace e non vuole abbandonarsi nelle braccia di Morfeo: che cosa avrò sbagliato? Cosa avrei dovuto fare di diverso? Sarebbe stato meglio che non operassi?
Al mattino ti alzi spossato e confuso; ritorni in ospedale dove ti ritrovi davanti gli stessi pazienti complicati, quelli che non stanno andando come vorresti. Essi ti guardano a volte disperati, quando toccano con mano che che loro condizioni generali peggiorano; a volte speranzosi quando vedono un tubo che non dreana più pus o altre materiale cattivo dall'interno del loro corpo; tutti comunque guardano a te con fiducia, con un sacco di attese e di aspettative, perchè tu sei il dottore bianco e quindi devi risolvere le loro situazioni.
A volte ti senti sopraffatto e pare che la forza interiore ti abbandoni; non ce la fai più ad essere sempre il punto di riferimento finale: vorresti avere qualcuno a cui riferire i casi che non sai gestire o quelli in cui il decorso diventa irto di complicanze. Ma sei solo e sei in posizione apicale. La decisione ultima è sempre la tua, e talvolta questo pesa davvero come un macigno sul cuore.
Spesso, quando un malato mi muore subito dopo un intervento per cause che non mi so spiegare, io mi impongo di dare di persona la notizia ai parenti: una specie di "catarsi" o di "autoflagellazione" che comunque in genere mi fa bene... mi serve quando i parenti non capiscono e mi trattano male, perchè mi ricolloca in una posizione di umiltà; mi fa molto bene quando (come mi è successo oggi) si dimostrano riconoscenti e mi ricordano che "il medico cura, ma solo Dio può decidere quando guarire e quando no".
Quando le complicazioni si rincorrono una dietro l'altra, mi viene da pensare chiaramente che anche questo fa parte del nostro mondo, ontologicamente imperfetto: invecchiano le case ed infine crollano se non si fa manutenzione; le auto vanno bene finchè sono nuove, ma poi cominciano a mostrare i denti cattivi, ed un giorno o l'altro andranno rottamate. Noi medici siamo un po' come i muratori od i meccanici: cerchiamo sempre di riparare i guasti; a volte ci riusciamo ed altre no...ma avere a che fare con una vita umana porta con sè sofferenze, angosce e sensi dicolpa indicibili quando la riparazione non riesce.
"I fallimenti del medico sono sepolti sotto terra" dice un cinico proverbio, ma io penso che siano sepolti anche nel profondo del cuore del medico stesso che ogni volta perde qualche anno di vita insieme al paziente che è andato in Paradiso.
E poi c'è la tentazione di scoraggiarsi: siccome questo intervento è andato male, io non mi sento più di farlo... eppure ne hai fatti centinaia prima, ed erano andati bene. E se cedo a questa tentazione, quante persone potrebbero non beneficiare dalle mie competenze mediche e chirurgiche! Quante persone potrebbero morire non perchè l'intervento è andato male, ma perchè non è stato fatto?
Ho in reparto una ragazza di 25 anni che ho già operato tre volte: sembrava una gravidanza extrauterina, ed invece in addome ho trovato materiale necrotico che ho raccolto e mandato per biopsia. Era un coriocarcinoma: un tumore molto maligno. Ora questa ragazza è disperata perchè il materiale necrotico in addome si riforma sempre e continua a causare deiscenza della ferita che si riapre completamente ad una settimana dall'intervento precedente. Lei mi guarda implorante ogni volta che mi avvicino al suo letto. Io cerco di fare buon viso a cattiva sorte, ma in realtà non so più cosa fare per lei.
Nel reparto uomini ho un uomo operato di tumore allo stomaco; anche lui è stato "riaperto tre volte", ma la sua situazione peggiora invece di migliorare: stasera mi ha chiesto se lo vedevo meglio. Io ho mentito e gli ho detto di sì, ma so che domani non saprò cosa dirgli quano lo troverò peggiorato.
Queste sono un po' le mie angosce degli ultimi tempi. E' un momento duro, pieno di complicazioni, di dolore e di sconfitte. Ho bisogno di forza e di tanta preghiera per non cadere nella trappola dello scoraggiamento e della paralisi emotiva.


Fr Beppe

sabato 27 giugno 2015

Le studentesse a casa per il week end

In questo week end abbiamo avuto la gioia di rivedere le nostre studenti.
Naomi è venuta a casa in una pausa degli esami che sta sostenendo presso la sua scuola per segretaria.
Mamasharon ha avuto due giorni di vacanza dopo aver terminato gli esami del secondo trimestre del corso per tecnica di sala operatoria.
E' stata una gioia grande rivederle e poter condividere insieme qualche momento di serenità. Entrambe rientreranno a scuola lunedì mattina. 
Per Mamasharon il cammino non è lunghissimo in quanto le lezioni teoriche finiranno a dicembre; ad esse seguirà un tirocinio pratico di quattro mesi che essa ha già deciso di fare qui a Chaaria nella nostra sala operatoria. Per cui praticamente riprenderà a lavorare con noi a dicembre.
Per Naomi il cammino è molto più arduo in quanto la sua scuola dura tre anni, ed al momento sta frequentando il primo. Ma Naomi è molto determinata. Insieme a Naomi ed a Mamasharon, rinnoviamo la nostra riconoscenza verso i benefattori che, con le loro offerte, stanno concedendo ad
entrambe di arrivare al traguardo di un titolo di studio che tanto le aiuterà nella vita: dopo la scuola entrambe saranno infatti più sicure di sè ed avranno un'autostima certamente rafforzatata dagli sforzi e dai sacrifici che ora stanno facendo ora.
Che Dio benedica abbondantemente i nostri benefattori!


Fr Beppe Gaido

venerdì 26 giugno 2015

La morte di Fratel Domenico Carena

Questa mattina alle 11, nella Piccola Casa di Torino si è spento Fr Domenico Carena, figura di spicco nella nostra piccola Congregazione.
Fr Domenico è stato superiore generale della famiglia religiosa per due mandati; ha però svolto il suo servizio anche come consigliere generale, vicario generale, maestro di formazione.
Ha collaborato in maniera decisiva alla Approvazione Pontificia dei Fratelli di San Giuseppe Cottolengo; ha fortemente creduto nelle missioni "ad gentes" ed è stato tra i promotori delle missioni cottolenghine in Kenya, India ed Ecuador.
Fr Domenico è stata una figura centrale nell'approfondimento delle fonti storiche riguardanti il nostro Fondatore, San Giuseppe Cottolengo.
Ha lavorato instancabilmente per rendere accessibili gli scritti di e sul Cottolengo ed ha reso pubblici e consultabili moltissimi documenti originali.
A lui dobbiamo molti studi sulla spiritualità cottolenghina, ancora oggi a mio giudizio tra i più belli e coinvolgenti.
La sua biografia del Fondatore rimane per me un punto fermo nella mia formazione, insieme a tanti altri suoi libri su argomenti molto disparati: dall'handicap, ai senza fissa dimora. I suoi "tasselli" di
spiritualità cottolenghina sulla circolare interna dei Fratelli mi hanno nutrito per anni.
Fr Domenico ha poi insegnato a chi non lo ha conosciuto, ad amare e pregare il Beato Fr Luigi Bordino, sia attraverso varie biografie e sia attraverso la cura del periodico "Fr Luigi è una proposta".
Lo voglio anche ricordare quando, già superiore generale, faceva la notte nei reparti maschili il sabato sera, quando usciva alla domenica sera a portare panini e caffè ai "barboni", quando ha aperto casa accoglienza per i senza fissi dimora, e poi quando a Feletto ha ripreso il servizio e la condivisione della vita con i ricoverati, dopo aver concluso i suoi vari mandati come superiore della
Congregazione.
Per me è stato anche il Fratello che mi ha fatto la prima proposta vocazionale cottolenghina nel 1979; quello che mi ha accolto in portineria quando sono arrivato in comunità il 1° settembre 1981; il mio insegnate di spiritualità cottolenghina.
Riposa in pace, Fratel Domenico!
Certo sei stato un uomo davvero eccezionale nelle file della nostra Congregazione, un uomo dalle grandi aperture e dagli orizzonti sconfinati.
Per me rimani un esempio di entusiasmo e di perseveranza, la testimonianza che si può e si deve pensare in grande, un punto fermo a cui far riferimento nella nostra famiglia religiosa.


Fr Beppe Gaido

giovedì 25 giugno 2015

Gli estremi si incontrano a Chaaria

Grazia, Rosella e Roberto stanno facendo di tutto per trovare la quadra nella alimentazione dei bimbi pretermine: il piu' piccolo pesa cira 500 grammi, mentre il piu' grandicello al momento arriva a circa 1800 grammi.
Nella stanza accanto, dove normalmente giacciono le donne cesarizzate il primo giorno dopo l'intervento, la nostra Eunice sta offrendo alla mamma il suo primogenito: un maschione di 4 chilogrammi che abbiamo fatto fatica ad estrarre dalla breccia operatoria, tanto era enorme.
Facendo due passi, si entra in sala parto, dove il clima e' mesto perche' una paziente ha appena partorito un feto morto: era una morte annunciata, in quanto l'ecografia lo aveva sentenziato poche ore prima.
Il travaglio che ne era seguito era stato un tempo tremendo, in cui la mamma aveva pianto disperata, non tanto per le doglie del parto, quanto per la "mortale angoscia" di aver portato in grembo un bimbo per nove mesi, solo per poi vederlo ormai cadavere.


mercoledì 24 giugno 2015

Una terribile forma di peritonite tubercolare

La paziente era stata da noi operata ad aprile scorso per dei fibromi uterini. Essendo una donna giovane che ancora voleva figli, abbiamo eseguito la miomectomia, lasciando l’utero in sede.
Due settimane fa, si è ripresentata in ospedale con dolori lancinanti al bassoventre, ed una obiettività addominale di resistenza lignea solo ai quadranti inferiori.
L’ecografia dimostrava una fomazione complessa (in parte liquida ed in parte solida) dietro l’ultero e nello scavo del Douglas. Il test di gravidanza era negativo, ma l’ipotesi di gravidanza ectopica rimaneva alta nella nostra lista di diagnosi differenziali, in quanto sono molto frequenti i falsi negativi.
Entrati in sala abbiamo trovato unsa situazione veramente complessa: non si trattava di una gravidanza extrauterina, e non c’erano neppure aderenze sull’utero causate dalla precedente miomectomia.
Nello scavo del Douglas c’era invece una ingente quantità di pus e di materiale necrotico. Il sigma, il cieco, l’appendice ed il colon destro erano ricoperti di fibrina ed arano inglobati unaa massa necrotica. L’utero invece sembrava normale.

martedì 23 giugno 2015

The importance of ultrasonography in a rural hospital

A 70-year-old female patient was admitted in our hospital for severe abdominal distention. She complained about a progressive increase of abdominal volume since several months before. She was admitted for the first time in July 2013 and was discharged after 22 days with diagnosis of “ascites and suspect of multiple liver masses”. 
 During that admission an abdominal tapping was performed draining 2 liters of cloudy fluid with high viscosity. A sample was sent for cytology, the cytology result read: “interpretation of this specimen is made difficult by the fact that some autolysis has taken place but shows macrophages and chronic inflammatory cells”. 
The laboratory investigations didn’t show any significant alteration and the general conditions were quite good. The provisional diagnosed was of liver cirrhosis, and she was discharged on treatment with a high dose of diuretics. 

She came back on 25th February 2014 still complaining of abdominal distention, which was asymptomatic; her blood pressure was 100/60 mmHg, the general conditions quite good. There was no jaundice, nor edema of the lower limbs, nor lung crackles. 
The heart activity was normal. Visiting the patient we have noticed the presence of huge abdominal distension, which was tender; there was also evidence of collateral veins on the abdominal wall. 

Discorso del Santo Padre

INCONTRO CON GLI AMMALATI E I DISABILI
DISCORSO DEL SANTO PADRE

Chiesa del Cottolengo 
Domenica, 21 giugno 2015 

Cari fratelli e sorelle,

non potevo venire a Torino senza fermarmi in questa casa: la Piccola Casa della Divina Provvidenza, fondata quasi due secoli fa da san Giuseppe Benedetto Cottolengo. Ispirato dall’amore misericordioso di Dio Padre e confidando totalmente nella sua Provvidenza, egli accolse persone povere, abbandonate e ammalate che non potevano essere accolte negli ospedali di quel tempo.
L’esclusione dei poveri e la difficoltà per gli indigenti a ricevere l’assistenza e le cure necessarie, è una situazione che purtroppo è presente ancora oggi. Sono stati fatti grandi progressi nella medicina e nell’assistenza sociale, ma si è diffusa anche una cultura dello scarto, come conseguenza di una crisi antropologica che non pone più l’uomo al centro, ma il consumo e gli interessi economici (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 52-53).

lunedì 22 giugno 2015

Turn over presso i nostri orfani

Dopo oltre sei mesi di permanenza con noi, oggi abbiamo salutato Bonface che è stato accolto a Nkabune da Sr Anselmina, la quale ci ha invece lasciato un’altra piccola “perla”: è nuovamente un maschietto.
Si chiama Brian Muthuri, ed ha appena due mesi. E’ figlio di una ragazza madre, morta di recente dopo breve malattia. Brian a casa ha solo una nonna psichiatrica. Sappiamo che è originario del Tharaka.
Lo accogliamo con gioia a Chaaria, perchè troppo piccolo per Sr Anselmina ed il suo orfanotrofio.
Sarà con noi per almeno sei mesi, finchè la suora si sentirà di riprenderlo. 
Certamente per Brian non ci sono prospettive di reinserimento in famiglia.

domenica 21 giugno 2015

Tubercolosi della colonna vertebrale

Abbiamo ricevuto un giovane paziente di circa 35 anni con paraparesi insorta repentinamente. Insieme ad essa era progressivamente comparso anche un gibbo a livello della dodicesima vertebra lombare.
La lastra della colonna è stata per noi dirimente in quanto abbiamo documentato sia un crollo del corpo vertebrale di T12, e sia la presenza di un ascesso perivertebrale (radiologicamente visibile) a livello delle vertebre toraciche.
Abbiamo anche eseguito la proteina C reattiva e la VES che erano vertiginosamente elevate.
Abbiamo quindi concluso che si tratta di tubercolosi vertebrale con ascesso ossifluente (morbo di Pott), ed immediatamente abbiamo iniziato la terapia anti-tubercolare. Abbiamo anche provveduto a fornire al paziente un busto di protezione per evitare ulteriori crolli e maggiori danni al midollo spinale.
La nostra speranza è che la terapia medica riduca l'effetto massa dell'ascesso e che, prevenendo ulteriori crolli vertebrali, noi possiamo salvare questo giovane della carrozzina. Appena avremo delle chiare aree di colliquazione certamente provvederemo alla incisione e
drenaggio dell'ascesso stesso.

Fr Beppe

sabato 20 giugno 2015

Che frustrazione!

Era stata operata cinque giorni fa in emergenza a motivo di una occlusione intestinale.
Le sue condizioni erano pessime già allora.
Abbiamo scoperto che era HIV positiva appena prima di entrare in sala, ma la malata non ne sapeva nulla e quindi non era in terapia antiretrovirale. Questo puntava ovviamente ad uno stato immunitario molto compromesso.
Infatti, anche a vederla in faccia, appariva emaciata, febbrile e molto sciupata, nonostante la giovane età.
In sala abbiamo trovato una situazione molto complicata: le anse del tenue erano enormemente dilatate a causa di un tumore sulla valvola ileo-cecale. Abbiamo dovuto fare una amputazione del cieco ed una anastomosi ileocolica.
Era però risultato impossibile richiudere la parete addominale a causa dell’enorme distensione del piccolo intestino.
Bisognava cercare di mungere il contenuto del viscere verso lo stomaco, dove un sondino nasogastrico lo avrebbe drenato fuori. Durante questa manovra però, il tenue, molto debole a causa della dilatazione, si è improvvisamente perforato e molto materiale fecale ha contaminato la cavità peritoneale. 

venerdì 19 giugno 2015

Una condizione rara in questa parte del Kenya

Il paziente è stato ricoverato una settimana fa con importante emottisi.
Nella anamnesi patologica remota c'era storia di tubercolosi polmonare trattata nel 2010.
Per prima cosa ci siamo quindi orientati verso una recidiva tubercolare ed abbiamo quindi eseguito la ricerca dei bacilli acido-alcool resistenti nell'escreato. Il risultato di tali test è però stato negativo per tre volte.
Data l'età del paziente (intorno ai 45 anni), abbiamo quindi pensato alla possibilità di carcinoma del polmone, anche se non c'era anamnesi positiva per fumo di sigaretta.
La lastra del torace non ha però dimostrato masse che potessero far pensare a neoplasia polmonare broncogena; evidenziava invece cavità nel campi superiori.
Data la negatività della ricerca dei BAAR, ci siamo però anche posti altre domande: potrebbero essere semplicemente delle cavità dovute a bronchiectasie secondarie al precedente episodio specifico? Potremmo essere invece davanti ad un quadro di aspergillosi polmonare in paziente sieronegativo?
Data l'imponenza dell'emottisi e la necessità di fare qualcosa per il nostro ammalato, ci siamo quindi convinti che una TAC del torace sarebbe stata davvero necessaria.
Con sorpresa le cavità si sono riveralte di apparenza molto particolare (guardate la foto), ed il radiologo non ha pensato all'aspergillosi ma a cisti da echinococco.
I test sierologici di conferma sono per noi molto difficili da eseguire, ed in più essi non sono molto sensibili nè specifici.

giovedì 18 giugno 2015

I nostri Buoni Figli ammalati

In questi ultimi giorni Mururu ha avuto una brutta broncopolmonite che ci ha portati a tenerlo in ospedale per qualche giorno. 
Ora sta meglio ma ha ancora una tosse brutta e produttiva. E' stato dimesso...enaturalmente già chiede di andare a casa.
Mwiti invece, che, come molti sanno, è affetto da una grave forma di elefantiasi ad entrambe le gambe, ha contratto una brutta flebite. 
Lo abbiamo messo in terapia, ma non siamo riusciti a ricoverarlo in ospedale in quanto egli ha rifiutato veementemente. 
Il suo caratteraccio avrebbe comunque reso molto difficoltosa la convivenza con gli altri pazienti. 
Anche Mwiti sta ora migliorando e pensiamo che sia scongiurato il rischio di embolia polmonare.
Ad entrambi auguriamo di ristabilirsi completamente.

fr Beppe

Incontro con Fr. Beppe a Milazzo


Venerdì 10 luglio alle ore 19.00 a Milazzo (Messina) Fr Beppe presenzierà ad un apericena, nel corso del quale racconterà la vita nella missione di Chaaria.
L'incontro si svolgerà a Milazzo (MS) contrada Baronia n.340 (zona Capo) presso la struttura Gigliopoli.
Modera l' incontro la volontaria Carmen Falletta.

Lino Marchisio


mercoledì 17 giugno 2015

Normale amministrazione

E' ormai notte fonda. Ricevo un'ennesima emergenza quando penso di poter andare a dormire.
Si tratta di una donna che era caduta a terra la sera precedente alle ore 19, riportando una ferita profonda sulla fronte e sulla palpebra destra, probabilmente a causa di un grosso sasso.
La paziente e’ arrivata cosi’ tardi nel cuore della notte, perche’ i suoi familiari non hanno trovato un matatu ed hanno dovuto camminare fino a Chaaria. Nonostante le condizioni precarie, la donna ha percoso circa 14 chilometri a piedi. Ora e’ fredda e non ha pressione. La suturo velocemente per fermare il sangue che ancora scorre abbondante.
Fortunatamente non vedo fratture ossee attravero la profonda lacerazione dei tessuti. Il problema e’ che la donna sta peggiorando ed abbiamo bisogno di infondere liquidi. 
Insieme alle infermiere diamo del nostro meglio per trovare una vena, ma sono tutte collassate. 
La mamma sta andando in shock, e noi la stiamo a guardare impotenti.
Provo la giugulare, ma anche questa sembra scomparsa a causa del polso sempre piu’ flebile... non c’e’ verso; non riesco a incannularla. 

martedì 16 giugno 2015

Sette passi

Usciti di sala dopo una giornata tremenda, oggi ci attendeva una scena veramente angosciante: un bambino di nove mesi in preda a continue convulsioni senza febbre. L’infermiere già aveva fatto del valium, ma non c’era alcun segno di miglioramento. Le condizioni respiratorie erano pessime: il piccolo aveva un forte broncospasmo ed una inspirazione assolutamente difficoltosa. Il fonendoscopio sul suo trace raccoglieva suoni inquietanti, simili al ribollimento di una pentola a pressione.
Ho subito notato il braccio destro estremamente gonfio e praticamente paralizzato. In corrispondenza dell’avambraccio c’era una piccola escara nera.
Il bambino era troppo grave per sentire dolore, anche quando schiacciavo vicino a quella ferita per vedere se ne fuoriusciva del liquido.
Ho guardato la mamma, ma, prima che potessi formulare la domanda, essa mi ha detto che ha sentito il figlio piangere forte circa tre ore prima, quando già erano a letto. Quasi immediatamente il piccolo ha cominciato ad essere scosso da crisi comiziali incalzanti... ed era la prima volta in suo figlio, diceva la donna disperata.
Dopo aver acceso la lampada a petrolio per assistere il piccolo, la donna ha visto sul muro un grosso ragno nero e peloso come un topo.

lunedì 15 giugno 2015

Papa Francesco al Cottolengo di Torino




My experience in Cottolengo Mission Hospital Chaaria

I remember one evening when I was having dinner with younger colleagues in Meru during a KMA meeting, one of the colleagues causally said 'The doctors in Chaaria are quacks.' 
I was so hurt and shaking from head to toe in anger . 
I took it so personally and gave him a piece of my mind. I almost shed a tear, I didn't know that I had come to own Chaaria that much. I asked him to go ahead and give me ten reasons why he had generalized Chaaria to be a substandard hospital; he couldn't point on any single reason despite thinking hard. 
My final conclusion is that he had inherited that ideology from his seniors. He had never been to Chaaria, couldn't point at any single patient we had mismanaged yet he had gotten used to the ideology that Chaaria must be substandard because the prices are too cheap. 
I feel very sorry for the doctors who have refused to change this school of thought. Instead of doing blame games, we would be of much help to the citizenry by having collaborations, consultations and referrals among one another.

My boss Dr. Gaido always tells me that our 'Big-Brother' is our patients. They still come despite discouragements from medics in town.
They came from as far as Mandera and still spread word for the good job we do.

Formazione di Torino

La formazione prevista nei giorni 27 e 28 giugno non verrà effettuata per inderogabili impegni professionali e personali di alcun docenti.
La data futura della formazione e della selezione è confermata per i giorni 24 e 25 ottobre a Torino.
Buona serata.

Lino Marchisio

domenica 14 giugno 2015

A retroperitoneal abscess

Charity got an intrauterine fetal death at term in March. She delivered a macerated still birth apparently without complications.
She was therefore discharged with a short course of amoxyl in order to prevent puerperal sepsis.
Unfortunately she was admitted again a month later with symptoms and signs of acute peritonitis. She was taken to theater where the surgeons have found a huge amount of pus in the peritoneum. The pus was sucked and the abdominal cavity washed.
At this point it was possible to notice that pus was coming out of a laceration of the posterior parietal peritoneum, in front of the left psoas muscle.
The surgeons tried to probe the laceration with fingers in order to break down the internal septations and to allow the pus to flow freely out of the abscess. A drainage tube was inserted into the abscess and another one into the peritoneal cavity.
The recovery after operation was quick but the drainage tubes have continued to collect pus for about 2 weeks.
Eventually we were able to remove the tubes and to discharge the patient. Unfortunately a month later Charity was admitted again because the small wounds left by the drainage tubes had opened again and foul smelling pus was draining again.

sabato 13 giugno 2015

Jambo Africa


Segnaliamo il blog Jambo Africa.
Notizie, fatti e commenti da e per il Continente Nero a cura di Marianna Micheluzzi.




Parlando del più e del meno a Chaaria

Ela è arrivata da poco dalla Polonia. E’ di Varsavia. Stasera si sentiva particolarmente giù.
“Oggi e’ una giornata nera. Ho cercato di vedere un po’ tutti, ma i malati sono troppi, e penso di aver fatto proprio niente. Sono molto inesperta. 
Ti focalizzi su un problema e ne dimentichi molti altri, probabilmente proprio quelli che poi alla fine uccideranno il paziente. Guarda Wilson: a 15 anni di eta’ e’ morto tra le nostre mani, e non siamo riusciti a fare nulla per salvarlo. 
Sembrava una leucemia e lo stavamo trasfondendo in attesa che i suoi parenti decidessero il viaggio a Nairobi per la chemio. Poi pero’ hai fatto l’ecocardio, e hai visto quel cuore enorme e quel versamento pericardico. Aveva la leucemia o uno scompenso cardiaco?
E poi l’hai visto stamattina prima che morisse? La pancia e’ diventata dura e sovradistesa: aveva forse un addome acuto?”
“ Cara Ela, a dirti il vero non lo so neppure io. La sua anemia estrema (1.8 di emoglobina) potrebbe in se’ stessa essere la causa dello scompenso cardiaco... ma non ne sono certo! 

venerdì 12 giugno 2015

Jonah

Today it is the last day of work in Chaaria for Jonah Gitobu, our senior clinical officer in charge of the male ward and of the diabetic clinic.
Jonah has been employed by the County Government and he is to report on Monday in a facility located near the Meru National Park.
The loss of Jonah is really a big one for the hospital: he was so good and upright as a person, so knowledgeable and skillful as a clinician, that we will really miss him much.
Jonah had also special training in diabetes and he was following our outpatient-clinics for that condition. Ireen will now take over, but we will feel the absence of Jonah.
On top of that he has been so good in managing the inpatients department, that for me he was like a medical officer…many times I was the one asking him advice on some medical conditions.
We will miss him even in the outpatients where he was of great help either for nurses or for other clinical officers or for Dr Khadija and me.
To replace him, the management committee has called Erick Kebira, a clinical officer we know very well because he has been here for internship in the past. He has already reported on duty 2 days ago.

giovedì 11 giugno 2015

Il grazie dei malati è tonificante

Amina Guyo e’ una vecchia signora di Marsabit approdata a Chaaria per un grave prolasso uterino. 
Non conosce una parola di kiswahili e quindi risulta estremamente difficile sia per me che per lo staff comunicare con lei.
La visitiamo indicandole le posizioni da assumere con i gesti, e poi decidiamo di operarla. Per il consenso informato dobbiamo aspettare l’orario di visita e comunichiamo con lei con la mediazione del figlio.
Amina non sceglie la sospensione od il cerchiaggio uterino: decisamente opta per l’isterectomia.
Fare la spinale e’ stato un altro momento difficile che ha messo a dura prova la pazienza degli anestesisti. L’intervento pero’ e’ andato molto bene, e siamo riusciti a fare una buona isterectomia totale con sospensione della vescica. 
Nel post-operatorio non ci sono stati problemi ed Amina e’ tornata a casa ieri, dopo aver tolto tutti i punti. Con mia sorpresa, mi sono trovato sulla tastiera del computer una lettera firmata da lei: evidentemente l’aveva scritta il figlio, in quanto lei e’ illetterata. 
La lettera e’ commovente. Ha ringraziato tutti per il modo in cui l’abbiamo accolta e trattata dal primo giorno. 

mercoledì 10 giugno 2015

Condoglianze al dr. Guidobaldi

Carissimo Franco,
sappiamo quanto tu sia legato alla tua mamma e comprendiamo il tuo sgomento ed il tuo dolore per la sua dipartita.
L'età non conta! La mamma è sempre la mamma, e perderla è una tragedia a tutte le età!
Ti siamo vicini con l'affetto e con la preghiera, anche se non possiamo essere presenti al funerale per motivi geografici.
Siamo certi che dal cielo la tua mamma ti sarà ancor più vicina, ed asciugherà le tue lacrime.
Grazie anche perchè, nonostante questo grande dolore che ti ha improvvisamente visitato, tu verrai comunque a Chaaria tra una decina di giorni per la tua sesta esperienza di volontariato.
Sentite condoglianze e grazie per la tua amicizia.
Grazie anche per il bene che vuoi a Chaaria.

Fr Beppe e Fr Giancarlo


martedì 9 giugno 2015

I falsi denti

Mi trovo davanti all’incubatrice osservando un neonato ustionato dalla testa ai piedi.
La mamma e’ vicina a me e piange: “Non vedi che non sta migliorando? Ora ha anche una diarrea verdastra!”
“Lo so, ma e’ essenziale che il bimbo rimanga qui in ospedale, perche’ ha bisogno del calore umido della macchina, degli antibiotici e delle flebo”.
“No, voi medici non potete capire. Questo bimbo non guarira’ mai, se non andiamo dal traditional doctor a fargli asportare i falsi-denti”.
“Ti prego di non farlo... i denti falsi non esistono, e se vai da quei fattucchieri, ti obbligheranno a pagare un sacco di soldi, e faranno del male al tuo bimbo. Useranno dei chiodi caldi e faranno dei buchi nelle gengive a livello dei canini. 
Il tuo bambino soffrira’ inutilmente, e non guarira’ certo dalla ustione grazie a questa tortura. Quel colore bianco che vedi sulle arcate dentarie, rappresenta solo la presenza delle gemme da cui i dentini si formeranno. 
Non c’e’ proprio nulla da togliere... senza quelle gemme, la dentizione sara’ alterata e tuo figlio potrebbe crescere con tutti i denti storti”.
Purtroppo e’ stato un dialogo tra sordi. La donna ha firmato la cartella, usando l’impronta digitale del pollice, e si e’ portato via un bimbo in condizioni veramente instabili. 

lunedì 8 giugno 2015

Mutilazione genitale femminile

Per motivi legati all’infertilità, oggi ho dovuto visitare una giovane e bellissima ragazza del Nord: agile, alta e snella nel suo lungo vestito nero, essa traspirava un’aura fascinosa di mistero. 
Dai suoi occhi vivaci che non hanno mai visto un’aula scolastica, traspariva una mente brillante ed intelligente, pur se tarpata da motivi economici e sociali.
E’ venuta a Chaaria con il marito, dopo un lungo viaggio iniziato in un’arido villaggio non molto lontano da Isiolo.
Da anni è sposata, ma non riesce ad avere un bambino: cosa del tutto devastata nella cultura africana.
Sono scovolto quando la visito, aiutato dalla mia infermiera: inspiegabilmente mi viene da piangere e guardo Mama Sharon senza proferire una parola. 
Lei risponde con una triste occhiata complice e non proferisce verbo: la nostra paziente ha infatti una mutilazione genitale tremenda; le sono stati amputati completamente gli organi esterni. Quello che rimane è solo una lunga cicatrice scura ed inquietante.
No riesco neppure ad immaginare come per lei sia possibile anche solo urinare.
Spero di poterla aiutare ad avere un bambino, ma già sospetto che il tessuto cicatriziale che mi trovo davanti provocherà lacerazioni disastrose al momento del parto.

domenica 7 giugno 2015

L'Eucaristia nella spiritualità Cottolenghina

I documenti del Concilio ci dicono che l’eucaristia è l’apice e la sorgente della nostra preghiera e della vita della Chiesa, che trova in essa l’origine della sua energia spirituale
Gesù presente e vivo nel sacramento è la fonte della storia di ogni uomo: nell’Eucaristia la nostra vita viene trasformata e continuamente redenta. 
Ogni nostra attività apostolica nasce dall’Eucaristia, che ci inserisce nell’amore di Cristo, il quale ha dato se stesso come sacrificio per la nostra salvezza.
Oggi è la festa del Corpus Domini e desidero condividere alcune meditazioni che ho preparato sull’importanza dell’eucaristia per noi, figli di san Giuseppe Cottolengo. Possono sembrare meditazioni lontane dalla realtà di Chaaria, ma in realtà non lo sono affatto, perchè è nell’eucaristia che noi fratelli troviamo il centro unificatore, la forza e l’aiuto per un servizio incondizionato al povero.


sabato 6 giugno 2015

Today so many operations

We are very grateful to Dr Nyaga who has come even today to support us in Chaaria.
It has been a very successful day in which we have done so many operations: two challenging thyroidectomies, a laparatomy due acalasia (Dr Nyaga has performed a cardiomyotomy), the excision-biopsy of a tumour of the parotid gland, a mastectomy due to carcinoma of the breast in a male patient, a punch biopsy in a woman with suspect carcinoma at the cervix of the uterus, a ultrasound guided needle biopsy on a suspicious abdominal mass just below the spleen… and of course an emergency caesarean section.
The day in theater started at 7 am and we have been busy all through up to later than 6 pm, when the caesarean section ended.
We are helping so many patients through the generous and free collaboration of Dr Nyaga!
They are normally people with many financial problems and we are so happy to be the place where they go when all the other options have been exhausted.

venerdì 5 giugno 2015

Ciò che conta è amare

Più passa il tempo e più mi convinco che il primo apostolato a cui sono chiamato e’ quello di voler bene: voler bene ai malati che sono chiamato a servire senza risparmiarmi; voler bene ai confratelli della mia comunita’ che spesso non la pensano come me e con i quali la vita potrebbe anche portare a inevitabili tensioni; voler bene a quella gente che in passato potrebbe avermi fatto del male, ad occhi aperti o inavvertitamente.
Altra importante testimonianza è quella del perdono vicendevole. Come Cristiani siamo invitati sempre a “voltare pagina: e’ inevitabile avere delle “differenze di vedute” o anche dei veri e propri scontri.
Ma l’importante e’ credere che tutti possono cambiare e ravvedersi: come posso migliorare io, devo dar credito anche al prossimo di aver le potenzialita’ per una autentica conversione.
Perdonare e dimenticare? Certo questo e’ quanto ci chiede il Signore Gesu’... ma onestamente ne siamo davvero capaci? E’ possibile non ricordare le offese ricevute?
Io non reputo di essere arrivato a questa vetta di ascetismo: le offese purtroppo me le ricordo fin troppo bene! Magari fossi capace di scordarmele e di cancellare tutto come si fa con un computer semplicemente premendo un tasto.

Concerto di chiusura della stagione 2014/2015


Cari amici, 
ho il piacere di invitarvi al concerto di chiusura della stagione musicale di Quarta Suona, l’Orchestra della Circoscrizione IV del Comune di Torino, in programma per martedì 9 giugno alle ore 21 presso l’Auditorium del Cottolengo (ingresso da via Cottolengo 12). 
In scaletta musiche di: Antonio Vivaldi, Luis Bacalov, Henghel Gualdi, Astor Piazzolla, Nicola Piovani, Fabrizio De Andrè e molti altri.
L’ingresso è gratuito; tuttavia sarà possibile, con un offerta libera, sostenere una delle tante attività della Piccola Casa. 
I ricavati della serata verranno destinati al sostegno del progetto "DONA UN PASTO" rivolto alle 450 persone tra indigenti e famiglie in situazioni di fragilità sociale che ogni giorno si rivolgono alla mensa di Casa Accoglienza.
Per maggiori informazioni allego alla presente mail la locandina dell'evento. 
Cordialmente,

Fratel Marco Rizzonato


Martedì 9 Giugno 2015, ore 21.00
Auditorium del Cottolengo
Via Cottolengo n.12 - Torino

giovedì 4 giugno 2015

La crescita della chirurgia a Chaaria

Nell’ultima settimana abbiamo avuto diverse possibilità di confrontarci con le nostre reali capacità in chirurgia.
Dopo la partenza di Luciano abbiamo avuto una concentrazioni di casi chirurgici molto impegnativi.
Ci sono stati due gastrectomie parziali dovute a carcinoma dell’antro gastrico: si trattava di pazienti in situazioni simili a quelle degli operandi di Luciano. 
Non avevano avuto la possibilità di intervento chirurgico per ragioni economiche e si erano rivolti a Chaaria per ricevere aiuto: non era quindi possibile mandarli in un’altra struttura...eravamo l’ultima spiaggia.
In entrambi i casi abbiamo applicato la tecnica mostrataci più volte a Chaaria da Pietro, e gli interventi sono andati bene entrambi.
In due giorni successivi abbiamo poi ricevuto dal Tharaka tre pazienti con addome acuto: il primo era un giovane di appena 16 anni con chiari segni di occlusione e risentimento peritoneale. Data l’età del ragazzo e la sitomatologia ho pensato ad una peritonite secondaria ad appendicite. 
La situazione però era totalmente diversa, ed abbiamo trovato un enorme volvolo del colon attorno ad un perno all’altezza delle flessura epatica. E’ stato difficilissimo capire il modo in cui l’intestino si era “attorcigliato”, ma, quando eravamo prossimi alla disperazione, siamo riusciti a derotarlo. Ora il ragazzo sta bene.

mercoledì 3 giugno 2015

Solo Dio è eterno... ma quel che conta è il presente...

Sento oggi più che mai che l'incredibile espansione dell’ospedale dove arrivano, anche da molto lontano, migliaia di persone per farsi operare e curare, corrisponde a un disegno direttamente gestito dal cielo.
Per questo, quanto sto scrivendo, sotto la spinta emotiva dello stupore che si prova di fronte a un “miracolo”, vuol essere un canto di ringraziamento a Colui che ha trasformato questo sogno in realtà.
Parto dal Vangelo, dove leggiamo che più una persona fa fruttificare i talenti ricevuti, più Dio lo benedice con altri doni. 
Queste parole di Gesù mi hanno incoraggiato a sfruttare al massimo, per il bene degli altri, le capacità che mi sono state donate. 
A non fermarmi mai, nonostante le mie paure e limiti, a osare sempre per cercare di aiutare chi si trova in condizioni precarie di salute e bussa al nostro ospedale.
San Giuseppe Cottolengo diceva che le opere di carità sono come una piramide rovesciata. Parte da un punto insignificante e si dilata sempre di più verso l’alto, sfidando tutte le leggi della fisica, perché poggiate solo e unicamente sulla Divina Provvidenza.
Affidandosi a questa sua sconfinata e granitica fede, ha aperto servizi che sono durati, a volte, meno di un anno. 
Li ha iniziati, spinto dal suo zelo senza limiti, ma quando si è accorto che non erano sostenibili, è andato oltre.

martedì 2 giugno 2015

I laboratori occupazionali e la scuola speciale

Sono un’attività molto importante del centro dei Buoni Figli attraverso la quale cerchiamo di sviluppare al massimo le potenzialità dei nostri ragazzi.
Di tale settore si occupa Sr Joan insieme a Jacinta; spesso con esse collaborano anche i volontari.
In orari particolari i ragazzi vengono divisi in gruppi selezionati in base al diverso livello di deficit intellettivo, e si organizza la scuola speciale: si insegna inglese, kiswahili, un po’ di aritmetica, catechismo, canto. 
Per i più gravi le lezioni possono essere costituite semplicemente dall’assemblaggio di materiale “lego”.
Durante le ore dedicate alle attività occupazionali Sr Joan coordina lavori di confezionamento di collanine e rosari che sono effettivamente fatti dai nostri ragazzi con minimo aiuto da parte degli operatori; inoltre i nostri Buoni Figli collaborano attivamente anche al prezioso lavoro di piegare le garze per l’ospedale prima della sterilizzazione.
Coloro che sono un po’ più dotati ci aiutano invece in attività di utilità sociale all’interno della missione, come l’agricoltura o la cucina centrale. 

lunedì 1 giugno 2015

Incontri sulla strada Chaaria-Meru

Quando vai o ritorni da Meru, sulla "Mati Road", ti può capitare di imbatterti in grosse mandrie di cammelli che a passo felpato scendono da Meru verso il Tharaka.
Sono accompagnati da un buon numero di pastori che li incoraggiano a camminare ed a non farsi attirare troppo dalla vegetazione che costeggia la strada.
Nella stagione delle piogge i cammelli fanno fatica a procedere sulla nostra strada, perchè sono nati per il deserto, ed il nostro fango argilloso si attacca ai loro zoccoli, rendendoli sempre più pesanti.
Quando proprio non ce la fanno più ad andare avanti, si accovacciano per la strada e non c'è verso di farli spostare: anche se devi passare con la macchina, devi trovare sentieri alternativi perchè i cammelli non si alzeranno per nessun motivo, neppure se gli vai contro con il veicolo in moto. Neppure i mandriani sanno quando deciderà di alzarsi: lo farà solo quando il fango attaccato agli zoccoli sarà seccato e si sarà staccato completamente.
Il loro viaggio è iniziato molto più a Nord di Chaaria: a Isiolo o addirittura a Marsabit. Quando possono, i pastori seguono strade non asfaltate perchè ci sono meno autovetture che possono spaventare i loro animali. 

domenica 31 maggio 2015

Vederei bambini morire

L’infermiere mi dice di andare in ambulatorio per la rianimazione di una bambina: respirava appena ed i polmoni erano pieni di rantoli. Il suo torace pareva una pentola in ebollizione. 
La febbre era altissima e la bimba del tutto incosciente. Non sembrava anemica e la glicemia era normale.
In corridoio la mamma piangeva disperatamente, come se gia’ sapesse come sarebbe andata a finire!
Noi facciamo tutto quello che possiamo, ma la povera creatura ci spira tra le mani... Venivano da Manthi, villaggio poverissimo a 12 chilometri da Chaaria: la piccola era stata dimessa da poco piu’ di due settimane, dopo una grave malaria cerebrale associata a meningite. In tale occasione avevamo anche fatto il test HIV che era risultato positivo.

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