Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 20 novembre 2014

Dr. Nyaga in Chaaria Mission Hospital

It is with sincere gratitude that I want to appreciate the presence of Dr Elias Nyaga in Chaaria for our first operation of “burr hole in the skull” of a patient with extensive subdural hematoma, secondary to a fall.
It is the first operation of the kind in our hospital and we feel that even today is a pivotal moment and a milestone in the growth of our hospital.
Dr Nyaga is a senior surgeon in the “Meru Level 5 Hospital” and in the government of Meru County. His kind consideration for our facility marks an important step in the growing esteem and cooperation between the Health Authorities of the Country and our mission hospital.
 I express my heartfelt gratitude to Dr Khadija as well, because she has been very active in organizing the operation and she has been the link between us and Dr Nyaga.
The operation has been performed at 7a.m. today, because of the busy schedule of Dr Nyaga later in the day. Our team was ready, waiting for him. As from 6.45a.m.
Dr Khadija has helped Dr Nyaga during the operation which has been performed under general anaesthesia and was very successful.


mercoledì 19 novembre 2014

Dai primi parti a Chaaria, alla costruzione della nuova maternità

Quando a marzo 1998 arrivai dalla Tanzania, ero impaurito e onestamente incapace.
Sapevo qualcosa di Medicina Interna e poco di malattie Tropicali.
La Ginecologia e l’Ostetricia, tanto importanti per un medico in Africa, erano per me delle branche alquanto sconosciute.
Fr Lodovico mi diceva comunque che di un reparto di maternità a Chaaria non ce ne sarebbe stato bisogno perchè le donne preferivano partorire a casa.
La realtà dei fatti risultò però subito molto diversa dal quadro presentatomi dal nostro decano.
Udito che a Chaaria era arrivato un medico “bianco”, le donne in gravidanza cominciarono a fioccare, chiedendo di poter partorire nella nostra struttura.
Noi però non avevamo pianificato di iniziare con la maternità.
A tutte le donne dicevamo che il nostro era solo un dispensario, e che non avevamo servizi di ostetricia. Ma le donne africane hanno una concezione quasi onnipotennte del medico: il dottore, soprattutto se bianco, deve saper fare tutto!
E quindi non se ne andavano; stavano sedute al cancello e partorivano per terra.

Concerto Natalizio 2014



L’Associazione Volontari Mission Hospital Cottolengo Chaaria-Kenya onlus 

il Coro “G.F.Haendel”

di Trofarello, direttore Gabriele Manassi

la Banda musicale “Santa Cecilia”
di Trofarello, direttore Enea Tonetti

Maestro Gianni Conrotto al piano


Invitano al Concerto Natalizio

Sabato 13 dicembre ore 16.00

nella Sala Teatro 
della  Piccola Casa della Divina Provvidenza

Ingresso libero e gratuito



Per chi volesse partecipare alla cena dopo il concerto: offerta  € 10    
Il ricavato delle offerte verrà devoluto:
A) costruzione nuovo laboratorio analisi Hospital Cottolengo Chaaria
B) acquisto strumentazione palestra di fisioterapia per gli anziani di Tachina
 
Per informazioni e approfondimenti rivolgetevi a Luca Audero ai seguenti recapiti: Email l.audero@libero.it   -  Tel. 346-3974885
 
L'occasione sarà propizia per fare una rimpatriata, rivederci e ripartire tutti insieme per il prossimo decennio.
Nel frattempo vi chiedo il favore di divulgare la notizia. 
Arrivederci al concerto






martedì 18 novembre 2014

Un altro piccolo passo avanti

Si chiamerà “Sr Oliva Block”.
Abbiamo deciso di dedicare la nuova maternità a Sr Oliva perchè in lei vediamo un esempio da imitare e perchè nei suoi decenni di missione in Kenya si è dedicata sempre con passione al servizio della maternità.
In vita Sr Oliva è stata una grande sostenitrice del progetto di costruire a Chaaria un reparto dedicato esclusivamente alla maternità.
Ci farà bene ripensare a Sr Oliva ogni volta che entriamo nel nuovo dipartimento.
Accanto alla porta d’ingresso abbiamo anche affisso la targa dedicata ai nostri benefattori: all’Associazione Volontari Missioni Cottolengo, a “For-a-Smile”... ed a tutti i nostri sostenitori che hanno voluto rimanere nell’anonimato.
Proprio ieri inoltre sono arrivati i nuovi materassi, mentre i letti, ordinati a Nairobi, non ci sono stati ancora consegnati.
L’impianto elettrico e quello idraulico sono completi. 
Inoltre è già operativo un sistema solare per l’illuminazione in caso di mancanza di energia elettrica.
Nella prossima puntata vi faremo vedere il nido dove oggi stiamo intallando le nuove incubatrici.

lunedì 17 novembre 2014

Passata da Chaaria come una meteora

Ntinyari è arrivata a Chaaria ieri mattina, portata a spalle dalla mamma.
Ha 11 anni di età, ma in faccia ne dimostra settanta.
La faccio sdraiare su una barella, ma, quando è in posizione orizzontale, la bambina non riesce proprio a respiare.
Dobbiamo celermente tirar su la testiera del lettino per permetterle di non soffocare davanti a noi.
Adesso ntinyari respira, seppur con fatica, e la posso quindi visitare con più calma. Ha la faccia gonfia come una luna piena; sul collo si apprezzano le giugulari stremamente turgide. Ha un addome globoso come se fosse incinta di almeno otto mesi. Le gambe sono edematose e trasudano goccioline d’acqua.
La pressione arterisa è bassa ed appena percettibile, con la massima al di sotto dei 100 mmHg.
La cute è fredda e tappezzata da una gelida rugiada di sudore.
Le metto un fonendo sul torace e sento un soffio cardiaco rude, mentre i toni sono lontani ed appena percettibili.

domenica 16 novembre 2014

Ancora abruptio

Ireen ha avuto aborti ripetuti del secondo trimestre e per questo le avevo fatto un cerchiaggio cervicale alla 16 settimana dell’attuale gravidanza, che tra l’altro l’ecografia aveva scoperto essere gemellare.
Arrivata però alla trentesima settimana, Ireen ha cominciato ad avere contrazioni sempre più frequenti e sempre più resistenti alle medicine prescritte a domicilio. Da vari giorni quindi era con noi in ospedale, a riposo a letto e con terapia aggressiva per via endovenosa.
Ieri notte ha avuto un modesto sanguinamento genitale, accompagnato però da tachicardia e riduzione dei valori pressori.
L’emocromo eseguito d’urgenza ha documentato la perdita di ben 4 grammi di emoglobina dal controllo precedente.
L’ecografia poi mi ha permesso di assicurarmi che i gemelli erano entrambi vivi, anche se il battito cardiaco iniziava ad essere irregolare. Quello però che ha colpito il mio sguardo è stata la presenza di due grossi ematomi: l’uno retroplacentare ed il secondo appena al di sopra della cervice, mantenuta chiusa dal cerchiaggio.
Era nuovamente un caso di “abruptio placentae”, cioè un distacco di placenta... il terzo in una settimana!

sabato 15 novembre 2014

Ah, baby quanto mi costi!

Ann è ricoverata in travaglio per partorire il suo figlioletto primogenito.
E’ giovane e bellissima; alta come una somala, ha una carnagione di un marroncino chiaro; i suoi capelli lunghissimi sono raccolti in fittissime treccine che esaltano le delicate fattezze del suo viso.
E’ stata molto cooperante in sala parto sin dalle prime doglie, ma il suo travaglio ha incontrato alcune difficoltà: la cervice si è dilatata bene fino ai cinque centimetri, ma poi si è inchiodata lì, senza dare segni di voler lasciare che il bimbo fosse partorito.
Le contrazioni continuavano forti e frequenti, ma il travaglio era in una condizione di stallo..da alcune ore eravamo bloccati e non vedevamo progressi sul partogramma.
Il battito cardiaco fetale però rimaneva sempre buono e fortunatamente non dava segni di sofferenza. Inoltre la testolina era molto bassa nel canale del parto, a testimonianza del fatto che non eravamo di fronte ad un ostacolo osseo alla discesa.
Alle ore 17, quando ormai tale situazione durava da un bel po’ di ore, ho deciso di provare con del buscopan in vena: a volte funziona e rilascia la muscolatora del collo, senza bloccare le contrazioni uterine. Non volevo farle il cesareo e speravo che avrebbe partorito normalmente
Mi sono posto come termine ultimo di attesa le ore 21.

venerdì 14 novembre 2014

Tradizione e prevenzione


Come normalmente accade dopo l’esame di maturità, anche quest’anno è iniziata la grande stagione delle circoncisioni maschili, e, come al solito, il nostro ospedale è in prima linea per offrire tale pratica tradizionale in modo asettico e professionalmente corretto... ed a prezzi veramente bassi.
Già da molti anni abbiamo deciso di dare il nostro contributo in tale momento rituale della vita degli adolescenti, soprattutto a scopo preventivo: dell’HIV prima di tutto ma anche delle epatiti virali. 
La circoncisione maschile tradizionale è infatti ancora gravata da una certa incidenza di infezione da HIV e da virus delle epatiti B e C, a motivo dell’uso di strumenti non sterili. 
Oltre a queste complicazioni di eziologia virale, la pratica tradizionale è gravata anche da infezioni batteriche post-operatorie (con pus e deiscenze della ferita), e di emorragie (a volte tanto gravi da richiedere trasfusione e reintervento di legatura del vaso sanguinante).

giovedì 13 novembre 2014

Tra gli ultimi scritti di Fr. Lodovico

Anche se pieno di acciacchi, riesco a tirare avanti benino, allegro in Domino, felice di aver speso la mia vita nel servizio dei poveri, a gloria di Dio, convinto che in religione non siamo chiamati per fare ma per essere. Essere autentici testimoni della bontà di Dio Padre.
Per grazia e divina bontà sono convinto di essere fortunato perchè con  questa mia vita di preghiera (da quasi  5 anni in forma eremitica) vivo il coronamento consolante e gioioso della mia lunga stagione di vita naturale. Posso così collaborare alla “laus perennis”, il primo e più importante lavoro della Piccola Casa”.
Pur accompagnato da patologie croniche come l’artrite reumatoide, distrofia generale invalidante, ridotta capacità respiratoria, dolico-colon... ora anche reflusso gastro-esofageo, cerco di valorizzare tutto e tutte le occasioni di sofferenza “ad majorem Dei gloria” e per la salvezza della povera umanità.
Tutto questo costituisce una vera consolazione e conforto.

Fr Lodovico Novaresio

mercoledì 12 novembre 2014

Patient with special needs as noted on 7th November 2014 home visit.

On Friday 7th November 2014 we conducted 7 home visits and of the seven home visits, two of the patients visited attracted more of our attention.


Phenias


Seven year old child enrolled in our facility as from 25th February 2014. At time of enrolment the child had features of TB. Was evaluated and after relevant tests were done, the child was put on anti-TBs and HAART initiated the same month but at different dates.

Improvement was noted initially but later the weight remained constant. Then we noted that his mother had stopped to attend the clinic with the child for two months but could only report to collect drugs alone. This prompted our need to pay a home visit on 7/11/2014 and here are our findings.

martedì 11 novembre 2014

Prima visita guidata all’interno della nuova maternità

Entrando dalla porta d’ingresso ci si trova in un corridoio che servirà sia come disimpegno che anche come stazione infermieristica per l’accoglienza della cliente e per la raccolta dei dati anagrafici.
Quando la mamma sarà accolta, essa verrà poi visitata nella stanza  di cui vedete la porta alla fine del corridoio. In tale ambulatorio metteremo anche l’ecografo.
Se la donna sarà giudicata da ricoverare, essa accederà quindi alle docce, dove potrà lavarsi e cambiarsi, indossando la divisa dell’ospedale.

Da qui passerà poi nella sala “ante-natale”, dove continuerà a travagliare nel proprio letto.
Quando il parto si farà vicino, la porteremo in sala parto, che, come vedete, è molto grande ed ospiterà tre lettini da travaglio, per cui tre mamme potranno partorire nello stesso momento.
Dopo che il bimbo è venuto alla luce la mamma sarà poi accompagnata nella stanza “post-natale”.
Se il bimbo fosse troppo piccolo, pretermine o con problemi di salute, adiacente alla stanza “post-natale” abbiamo anche un piccolo nido in cui collocheremo le nuove incubatrici.


lunedì 10 novembre 2014

La malattia psichiatrica

Sto scrivendo l’esito della venticinquesima ecografia della giornata e sto aspettando che Makena mi chiami per il prossimo cesareo: Jesse già sta facendo la spinale alla paziente. Improvvisamente la sala di attesa si anima di un vociare convulso. Rapidamente il rumore si sposta nel corridoio dell’out-patient, dove si sentono anche suoni di percosse e schiaffi, di sedie trascinate e di bicchieri frantumati al suolo.
Decido di chiedere scusa al malato che sto assistendo e di correre a vedere: si tratta di un uomo, sporco di terra dalla testa ai piedi, imbrattato di sangue a causa di una ferita che continua a perdere dalla fronte (evidentemente è stato colpito da un bastone). L’uomo si dimena e urla frasi sconclusionate. Vuole liberarsi dalle corde che gli legano mani e piedi, e quasi lo fanno cadere ogni volta che tenta un passo un po’ più lungo, mentre tutti lo spintonano. Vorrebbe picchiare tutti: i suoi accompagnatori ed anche lo staff dell’ospedale. Non potendo farlo, sputa in faccia a coloro che non rispettano una certa distanza di sicurezza... nel frattempo continua a ripetere affermazioni a carattere religioso in cui invoca Gesù di aiutarlo contro i nemici che lo circondano.


domenica 9 novembre 2014

Joshua ed il linfoma di Burkitt

La storia di Joshua a buon ragione fa parte di quei primi tempi in cui tutto ci sembrava epico e pionieristico.
Credo che fosse la fine del 1998 quando Fr Maurizio mi disse che mi avrebbe accompagnato a vedere un caso terribile in una capanna vicina al villaggio di Giaki.
Rammento che ero convalescente da uno di quegli attacchi malarici che nei miei primi anni d’Africa, mi stroncavano completamente: avevo assunto amodiaquina, poi fansidar e quindi chinino, ma la mia “goccia spessa” era sempre positiva per alta densità di malaria. Disperato, mi ero quindi affidato alla dose terapeutica di Lariam (5 compresse nell’arco di 24 ore): il test per il plasmodio si era in effetti negativizzato, ma gli effetti collaterali erano tremendi (capogiro fortissimo da non reggermi in piedi ed insonnia persistente). Avevo chiesto a Maurizio di guidare lui, ed anche scendendo dall’autovettura avevo rischiato più volte di cadere perchè avevo la sensazione che tutto attorno a me girasse.

La scena che ci attendeva era incredibile: la casa era poverissima, il padre non c’era (e, come ebbi in seguito occasione di comprendere meglio, non c’era quasi mai, in quanto dedito all’alcoolismo). A tirare avanti la baracca era la mamma, e l’attività principale era il commercio di banane. Vivevano in effetti in un bellissimo bananeto.


sabato 8 novembre 2014

Come ai tempi del nostro Santo

Chi conosce un po’ la vita di San giuseppe Cottolengo, può ricordare molti episodi in cui il Santo toccava con mano l’intervento della Divina Provvidenza: a volte succedeva che la suora della cucina venisse a dirgli che non c’era nulla da cucinare per i ricoverati; il Cottolengo rimaneva però fiducioso... ed un carro di viveri arrivava prima dell’ora del pranzo.

Altre volte sucecdeva che qualche creditore strapazzasse il nostro Santo in portineria esigendo di essere pagato immediatamente. A nulla valevano le richieste del Cottolengo per ottenere una dilazione del pagamento. Il Santo sapeva che nella cassetta dell’elemosina in chiesa non c’era nullaperchè aveva già controllato in precedenza, ma ugualmente mandò qualcuno  a ricontrollare: stavolta era piena di offerte, sufficienti per poter estinguere il debito.
Certo, quelli erano tempi eccezionali, dovuti alla fede eroica del nostro Santo ed alla sua carità senza misura: i miracoli avvenivano perchè lui davvero era completamente abbandonato alla Provvidenza di Dio Padre e si spendeva per i poveri fino al sacrificio della vita.


venerdì 7 novembre 2014

L'aderenza alla terapia e lo scoglio dell'analfabetismo

L’aderenza alla terapia è molto importante in moltissime condizioni patologiche che richiedono l’assunzione di farmaci per lungo tempo: pensiamo al diabete, all’ipertensione arteriosa o all’insufficienza cardiaca.
Nel caso di malattie infettive, l’aderenza è essenziale al fine di contenere il problema della resistenza agli antibiotici (mi riferisco per esempio alla tubercolosi, quando i pazienti devono assumere la dose quotidiana per 6 mesi)
Il caso dell’HIV è ancora più significativo, in quanto l’aderenza alla terapia è l’unico modo a nostra disposizione per cercare di contenere il problema della resistenza che il virus ha in sè, a motivo della facilità con cui avvengono mutazioni.
Si dice che saltare la terapia per pochi giorni, già possa offrire al virus una finestra di opportunità per eludere l’azione dei farmaci antiretrovirali.
Spiegare come assumere i farmaci con fedeltà non è molto difficile quando il paziente è andato a scuola ed è motivato a curarsi: egli ha infatti gli strumenti per comprendere e la determinazione per mettere in pratica.
I problemi più grossi li abbiamo con le persone illetterate e provenienti da aree rurali e depresse: normalmente la loro vita non è scandita dall’orologia; sovente poi non sanno leggere, e bisogna usare dei segni iconografici per far loro capire gli orari di assunzione o il numero di pillole.
Da tempo abbiamo in uso delle bustine di nylon in cui è disegnato un sole nascente, un sole pieno, un sole calante ed una mezzaluna, a significare l’alba, il mezzogiorno, il tramonto e la notte. Usiamo questo stratagemma per far capire ai clienti analfabeti quando devono assumere la terapia. Il numero di compresse lo indichiamo con delle crocette al di sotto del disegno che indica l’orario.


giovedì 6 novembre 2014

Terapie miracolose

Ripensando a tutti questi anni trascorsi a Chaaria, mi viene da pensare ad alcune terapie che davvero hanno operato dei miracoli davanti ai nostri occhi.
Certamente il primo farmaco miracoloso in cui mi sono imbattuto è stato il chinino... miracoloso soprattutto nei bambini: è stata un’esperienza entusiasmante e ripetuta più volte quella di ricevere bimbi in coma per malaria cerebrale, che poi alla terza dose di chinino in vena già mangiavano tranquillamente seduti sul letto, mentre l’indomani mattina inseguivano altri bambini ricoverati nella stessa stanza. 
Quante volte ho visto questo miracolo, anche se nella mia mente sono rimasti di più i casi in cui non ce l’abbiamo fatta ed i piccoli pazienti sono morti.
La seconda terapia miracolosa è senza dubbio la trasfusione di sangue, soprattutto nei bambini con anemia da malaria: li vedevamo morire a frotte con emoglobine vertiginosamente basse, prima che iniziassimo a trasfondere. Morivano davanti ai nostri occhi senza che noi potessimo fare alcunchè per loro. 

mercoledì 5 novembre 2014

Progetto Dream: notizie e sviluppi

Con la presenza a Chaaria del Dr Gianni Guidotti che oggi abbiamo salutato al suo rientro in Italia, nuovi passi avanti sono stati fatti nella nostra collaborazione con la comunità di Sant’Egidio.
In pochi giorni il Dr Guidotti ha fatto un capillare lavoro di ri-motivazione del personale della clinica per l’HIV; ha cercato di razionalizzare maggiormente le attività della persona dedicata al counseling, che deve occuparsi anche di prevenzione nella sala d’attesa dell’ospedale dove i nostri pazienti devono a volte aspettare per ore ed ore ed hanno quindi tempo di ascoltare degli interventi di tipo formativo.
La cosa più significativa dell’attuale missione del Dr Guidotti è stata l’assunzione di una nuova infermiera per il nostro C.C.C. (comprehensive care clinic): essa fa parte dello staff di DREAM (Sant’Egidio) e si occuperà principalmente della clinica per l’HIV, ma nei momenti liberi potrà aiutare nei vari dipartimenti dell’ospedale a seconda dei bisogni.
La nuova infermiera è Harriet Karimi. E’ di Chaaria e circa dieci anni fa aveva già lavorato con noi per un periodo, subito dopo la scuola.

martedì 4 novembre 2014

Happy birthday, dear Nadia!

Carissima Nadia,
Con tantissima amicizia vogliamo augurarti buon compleanno ed assicurarti la nostra preghiera ed il nostro grandissimo affetto.
Speriamo che questa piccola sorpresa sul blog e su facebook ti possa dare un po’ di gioia...non abbiamo altri doni da mandarti a parte queste poche parole, ma lo sai quanto sei importante per noi.
Ti auguriamo ogni bene nel Signore e sempre ci sentiamo debitori per tutto quello che fai per noi giorno dopo giorno: siamo pienamente coscienti che a motivarti è sempre stato il grande bene che vuoi a noi ed a Chaaria. Grazie per il blog, grazie per lo stupendo video che hai preparato, grazie per le innumerevoli iniziative che hai organizzato per noi.
Con queste poche parole vogliamo solo dirti che anche noi ti vogliamo bene e che sei molto presente nei nostri pensieri e nei nostri cuori qui a Chaaria: non sei “ad un passo dal cuore”; ci sei proprio dentro! .
Tu ami dire che non sei altro che il nostro calamaio.
Noi vogliamo dirti che invece sei molto di più: sei una nostra carissima amica che ogni giorno ci sostiene con l’affetto e con l’aiuto concreto; sei una volontaria fedele che per noi lavora quotidianamente tutto l’anno. 

lunedì 3 novembre 2014

La stagione delle piogge

Per i contadini è certamente una benedizione, visto che in molte parti del Kenya non piove da più di un anno e circa un milione di persone sono alla fame e sopravvivono solo grazie agli aiuti alimentari del governo.
Penso soprattutto al Turkana, dove ci sono dei morti di fame e stenti, e dove anche il bestiame sta soccombendo alla mancanza d'acqua. Me lo dicono i pazienti che vengono dal Nord: affermano che la situazione è tremenda.
Per noi che dobbiamo gestire la missione e l'ospedale la stagione delle piogge è comunque sempre un periodo difficilissimo: la corrente elettrica è davvero precaria e normalmente siamo senza energia elettrica per ore ed ore sia di giorno che di notte (anche ora i generatori stanno rombando; io non posso andare a letto perchè aspetto che le infermiere del turno di notte finiscano di distribuire le medicine prima di spegnere i gruppi autogeni e lasciare l'ospedale alla luce fioca dei pannelli). I generatori sono allo stremo e di notte è la norma ormai avere solo i pannelli solari, a meno che ci sia un'emergenza in sala.
Le strade sono impraticabili e sovente non riusciamo a spostarci perchè ci impantaniamo nel fango: le compere, un trasferimento ad un altro ospedale, andare a prendere il sangue alla banca, fare i raggi per i nostri malati a Meru... tutto diventa problematico e difficoltoso.

Il Cottolengo Mission Hospital: dalla Sardegna al Kenya per garantire cure e assistenza ai più poveri

Scritto da: Tottus in Pari in Argomenti vari

A Chaaria, in Kenya, non ci si ferma mai. Le emergenze sono numerose e continue. Ogni giorno, alla porta del Cottolengo Mission Hospital, bussano tra le 300 e le 350 persone. Sono adulti, bambini orfani, mamme con neonati al seguito, disabili. Tanti di loro – per paura, poca informazione o, semplicemente, perché non hanno risorse economiche – arrivano in ospedale quando infezioni e malattie sono in stadio avanzato. La maggior parte dei pazienti non può permettersi di pagare le cure o un intervento nelle altre strutture sanitarie keniote. Beppe Gaido, fratello del Cottolengo di Torino, medico specialista in Malattie infettive, non lascia mai nessuno fuori dalla struttura, anche a costo di far condividere un letto a due pazienti. Direttore sanitario e amministrativo dell’ospedale e della missione dal 1998, Fratel Beppe si occupa senza sosta del Cottolengo Mission Hospital Chaaria. 
 Il missionario può contare sul supporto e sul prezioso aiuto di medici, infermieri, odontoiatri, ostetriche e fisioterapisti che, ogni anno, partono da tutta Italia e si organizzano in gruppi per trascorrere le loro ferie tra i reparti e la sala operatoria di Chaaria.

domenica 2 novembre 2014

An article on the East African Medical Journal

On the November issue of the East African Medical Journal, there will be a case report written by me and Dr Carlo Lanza, a dear friend of mine living and practicing in Switzerland.

I am very grateful to the editorial board of the Journal for considering our short article and for publishing it: it is the second time that I have the honour of writing on the East African Medical Journal.
I am especially grateful to my dear friend, Dr Carlo Lanza, for the great help he has given me in editing the material I had presented to him. It is another example of collaboration beyond borders, of which I am very proud.
The article will be available in paper and also online.
In 2014 Cottolengo Mission Hospital has been able to publish 3 articles on international medical journals: two were dealing with dermatological issues and were published on the Community Dermatology Journal, while the present one concerns urological challenges, as you can see from the abstract I have attached in the photo.
The academic and scientific efforts are always an integral part of our commitment in Chaaria, and I hope to be able to publish even more next year… and I always count on the help of my friend Dr Lanza.

Dr Br Giuseppe Gaido




sabato 1 novembre 2014

La Shamba

Shamba in kiswahili significa campo e con questo termine vogliamo riferirci a tutta l’attività agricola che copre una superficie di circa 7 ettari (la proprietà consta di 15 ettari, di cui 8 circa coperti da fabbricati o aree occupate).
Valore della shamba. Di primo acchito può sembrare che la shamba possa essere un hobby per qualcuno, in realtà non è così.
Nelle realizzazione missionarie, un piccolo orticello o un grande terreno hanno un ben definito scopo di promozione umana per l’annuncio del Vangelo, essendo una realtà indispensabile per la sopravvivenza della povera gente.
Storia della shamba di Chaaria. Per inserire i Fratelli Cottolenghini e tutto il complesso realizzato a Chaaria, 12 famiglie si sono spostate; così come 5 famiglie hanno lasciato il loro spazio per la costruzione della struttura attualmente occupata dal posto di polizia.
I Fratelli Cottolenghini si sono insediati a Chaaria il 1° agosto 1984, su un terreno offerto dalla diocesi di Meru, poi rimunerato completamente dalla Piccola Casa di Torino.
Configurazione del terreno. I nostri fabbricati e connessi coprono una superficie di oltre 8 ettari; il rimanente è a conduzione agricola diretta dai Fratelli fin dal 1984.

venerdì 31 ottobre 2014

I primi passi di Chaaria verso l'ospedale

Era il 1998 e da poco avevamo dimesso Karimi ed il suo neonato Pasqualino.
Ci sembrava che avremmo potuto fare molto di più per la nostra gente: il successo appena ottenuto ci aveva galvanizzati ed un servizio puramente ambulatoriale cominciava a starci stretto.
Quel letto volante che avevamo usato per la nostra prima malaria cerebrale era ancora in dispensario, ma non aveva un posto fisso perchè ogni martedì dovevamo usare quella stanza per le vaccinazioni dei bambini, e quindi dovevamo smontarlo.
Abbiamo quindi deciso di collocarlo in modo definitivo nell’angolo vicino al caminetto che ancora oggi è visibile in dispensario e dentro al quale abbiamo ora posto le batterie dei pannelli solari.
E’ comunque rimasto vuoto per poco tempo perchè ci siamo trovati quasi subito davanti ad un’altra emergenza: si trattava di Monica, una povera mamma di Kathwene a cui Fr Maurizio aveva pagato la radioterapia al Kenyatta National Hospital di Nairobi per un carcinoma spinocellulare del cuoio capelluto.
La radioterapia era andata male e la teca cranica si era praticamente liquefatta, lasciando sul capo di  Monica un cratere enorme.
La poveretta veniva a farsi medicare in dispensario.

giovedì 30 ottobre 2014

Moments of prayer with the brothers

The volunteers are always welcome to pray with us, if they wish:
1) At the moment the morning Mass is in the Parish from Monday to Saturday, unless we inform you of different arrangements in case of a priest visiting our community. The mass starts at 6.50 am. The Masses can be in English, Kiswahili or Kimeru.
2) If you like, from Monday to Saturday we have Morning Prayer in our chapel at 6.30 am (on Sundays morning prayer is personal).
3) In the evenings we have rosary at 7.15 pm, followed by Evening Prayer. Only on Friday this timetable changes because we pray at 6.15 pm in the chapel of the sisters.
4) On Sunday we propose Mass with the patients in the hospital at 9 am, but the volunteers can choose also the Masses of the Parish (at 7 am in English and at 10.30 am in Kimeru). On Sunday evening there is adoration from 6.45 pm un to 8 pm
5) Every 1st Wednesday of the month we have Mass for hospital staff at 8 am in the pharmacy room of the outpatients (where we also have classes on Thursdays).
6) The chapel is always open 24 hours a day for personal prayer for whoever wishes.
The community prayers in our chapel are always in English

Bro Beppe and Brothers


mercoledì 29 ottobre 2014

La morte che sempre ci sfida e ci scoraggia

Sono le 4.45 del mattino. Non ho dormito quasi nulla grazie all’ameba che ha causato un cataclisma all’interno della mia pancia: mi sono rigirato nel letto per ore tra i crampi, aspettandomi sempre la prossima occasione per correre sul water.
Le mie condizioni generali non sono delle migliori, quando improvvisamente suona il cicalino: “Doctor, Peninah vuole che tu venga ad aiutarla in maternita’, ma non si tratta di cesareo…”
Mi alzo svogliatamente e mi dirigo verso l’ospedale. Mi rattrista udire il rombo del generatore: siamo di nuovo senza luce.
Peninah non e’ in sala parto, ma in room 20. E’ alle prese con una giovane donna gravida, con convulsioni continue. Le ha gia’ praticato del valium in vena, e le tremende scosse che deformano la sua bellezza diciottenne si stanno riducendo, anche se il respiro e’ davvero terribile: sembra ormai in edema polmonare.
“La pressione arteriosa e’ alle stelle”, ansima Penina, chiaramente in preda al panico.
“Da quanto tempo e’ in ospedale?”.
“E’ arrivata da pochi minuti e non sappiamo nulla di lei perche’ e’ giunta sola, ed ora e’ incosciente”.

martedì 28 ottobre 2014

Momenti pionieristici

Le due foto di archivio che oggi propongo ai lettori si riferiscono all'aprile 1998.

Ero arrivato a Chaaria dalla Tanzania da poco più di un mese; era la stagione delle piogge e spesso mancava la luce come anche stasera...
ma allora il vecchio generatore scassato ci lasciava spesso a piedi e dovevamo usare le lampade a petrolio.
Non avevamo alcun letto in quanto Chaaria era solo un dispensario: la paziente nella foto si chiama Karimi; aveva partorito a casa il giorno del venerdì santo e poi era andata in coma.
L'avevano portata a noi ed io avevo fatto l'esame della malaria che era risultato positivo per un'alta densità di parassiti: si trattava quindi del mio primo caso reale di malaria cerebrale in una puerpera.
Per il passato la malaria era stata per me un grosso argomento di studio a Londra, ma in pratica non avevo mai visto nessuno con una malaria cerebrale vera.
La mia prima reazione era stata quella dell'autodifesa, ed avevo detto a Fr Maurizio che bisognava trasportare mamma e bambino a Nkubu perchè noi non eravamo attrezzati per emergenze del genere.

lunedì 27 ottobre 2014

Dr. Khadija has been seconded to Chaaria Mission Hospital

It is with heartfelt gratitude to the County Government of Meru that I have received the news that Dr Khadija has been seconded to Chaaria.
I am honestly overjoyed and humbled by the consideration the County Government has shown towards us.
I will personally write to all the officials in the County who have approved and facilitated the secondment.
They have really encouraged me much with this very important help.
I am also very grateful to Dr Khadija who has collaborated with Chaaria for some time already on a locum base in her free time and leave: I praise Dr Khadija for being very knowledgeable, committed and simple.
I have always appreciated her skills as a doctor, because she knows really a lot; I have enjoyed working with her because she likes collaboration and she respects everybody in our staff; I have seen how much she cares for the patients and I am sure she believes with me that being a doctor is first of all a mission of service towards the suffering humanity.  

domenica 26 ottobre 2014

Suggestioni sul servizio

Pur sempre lontano dalla realizzazione dei miei ideali, oggi, leggendo il libro di Don Antonio Nora sulla spiritualita’ cottolenghina, mi sono sentito toccato da varie suggestioni, che possono anche sembrare anacronistiche, ma che a mio giudizio conservano tutta la loro attualita’ e la loro forza trainante.
Il primo elemento riguarda la tesi del nostro Santo sul fatto che i poveri sono i nostri padroni. Qualcuno ha interpretato questa frase dicendo che il Cottolengo intendeva dire semplicemente che dobbiamo trattarli come se fossero i nostri padroni. Altri invece sostengono che il Fondatore volesse esprimere il concetto nella sua verita’: i poveri sono realmente i nostri padroni... con la conseguenza che noi siamo soltanto dei servi.
Onestamente io sposo la seconda interpretazione, e credo che il Cottolengo mi voglia dire che tutto quello che faccio, deve essere sempre per i poveri, che sono la ragion d’essere della nostra vita. Studio e mi tengo aggiornato per loro. Lavoro giorno e notte per loro. Mi prendo due ore di riposo la domenica pomeriggio per tornare ricaricato e dare loro il meglio, senza il pericolo di diventare “schizzato” ed irritabile.
Il Cottolengo su questo e’ molto chiaro, quando ci dice che “per i poveri dobbiamo essere disponibili ad insozzarci nella immondezza anche fino al collo”, e quando ci ripete che “e’ una bella cosa sacrificare la salute ed anche la vita per i piu’ poveri”.

sabato 25 ottobre 2014

Ebola preparedness

Although no case of Ebola has been reported in the Country, the Government of Kenya, through the Ministry of Health considers the issue of Ebola a national priority.
On top of the measures already put in place and of which I have given previous communication on the blog and on facebook, the Government has now organized nationwide seminars aimed at creating awareness and preparedness among health workers, in the unfortunate event of a future epidemic.
Last week a seminar has been held in Embu, and Cottolengo Mission Hospital has been invited to attend.
We have chosen our Clinical Officer Jonah Gitobu Mworia to join the event, with the specific duty of coming back to Chaaria and to disseminate the information he got to all the other staff members during our thursday classes. The staff members will thereafter create awareness among the patients attending our hospital.
I know Jonah to be a very good teacher and I am sure he will perform the duty perfectly.
I am very grateful to the County Government of Meru, and particularly to Dr Wangombe of the disease control department, for calling me personally and officially inviting Chaaria Mission Hospital to the event.

venerdì 24 ottobre 2014

La riunione dei volontari a Torino

Con questo breve scritto intendo sinceramente dire grazie a tutte le persone coinvolte nell’organizzazione delle giornate di formazione  per i volontari a Torino, nei giorni di domani e domenica.
Ringrazio di cuore l’Associazione Volontari Mission Cottolengo per il continuo supporto verso la nostra missione di Chaaria.
Esprimo la mia riconoscenza a tutti i “volontari veterani” che faranno da docenti ed accompagnatori nelle due giornate di formazione. So che qualcuno ha passato le notti per preparare delle presentazioni “power point” aggiornate ed accattivanti.
Ringrazio anche tutti gli aspiranti volontari che sacrificheranno il loro week end e parteciperanno alla formazione.
Grazie al Presidente Lino Marchisio ed a tutto il Consiglio Direttivo dell’Associazione.
Intendo ripetere che sono totalmente in linea con quanto l’Associazione porta avanti sia nel campo della selezione e sia in quello della formazione dei nuovi volontari.
Come responsabile dell’ospedale di Chaaria non posso che ringraziare tutti per l’aiuto economico, lavorativo ed emotivo ricevuto dall’Associazione per gli ultimi dieci anni.

Un tramonto a Chaaria....





giovedì 23 ottobre 2014

Le ustioni - Njagi

Sono per noi una delle emergenze più frequenti ed insieme più scoraggianti.
Sovente ci troviamo di fronte a bambini ustionati molto profondamente e su estese percentuali della superficie corporea.
Le ustioni sono sempre da considerare casi con prognosi molto riservata, soprattutto in età pediatrica.
Le prime ore dopo il ricovero sono quelle in cui il nostro compito è rianimare i pazienti che rischiano di morire a causa dello shock e della disidratazione: si tratta quindi di somministrare dosi eroiche di infusioni endovenose elettrolitiche, sempre bilanciando il fabbisogno idrico con il rischio di sovraccarico.
Altro punto basilare è poi lottare contro le infezioni che sono sempre alle porte, avendo l’ustione aperto delle ampie superfici corporee all’ingresso dei germi: ci dobbiamo affidare agli antibiotici e sovente ad ampie toelette chirurgiche con rimozione del tessuto necrotico.
La medicazione quotidiana della zona ustionata è spesso un calvario di dolore fisico per il malato e di stress psicologico per l’infermiere. 
E’ infatti angosciante dover medicare ogni giorno un bambino che urla disperato per almeno mezz’ora durante le tue azioni cliniche; un bambino che poi impara rapidamente quello che gli farai anche l’indomani e che quindi inizia a piangere ancora prima che tu entri in camera. Tu sei il cattivo che provoca dolore,  e non c’è modo che tu ti possa avvicinare senza suscitare le sue grida. Il paracetamolo e quel po’ di valium che pratichiamo preventivamente prima della medicazione aiutano onestamente ben poco a calmare il dolore.

mercoledì 22 ottobre 2014

Padre Lino e Don Paolo

Ringraziamo di cuore il Superiore Generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza per averci visitati qui a Chaaria.

Padre Lino Piano è in Kenya e Tanzania per una visita alle comunità cottolenghine ed ha un'agenda molto stipata, ragion per cui non si ferma mai più di un giorno (o al massimo due) nello stesso posto.
A Chaaria ha dedicato una giornata intera e qui ha trascorso anche la notte; ciò gli ha permesso di rendersi conto di persona di tutti i miglioramenti che abbiamo apportato sia alla struttura che al servizio negli ultimi due anni (infatti l'anno scorso non era riuscito a passare da Chaaria). Ha visitato con ammirazione la "nuova" sala operatoria anche all'interno, in quanto non l'aveva ancora vista finita.
Si è complimentato per la nuova maternità che gli è parsa bella e funzionale.
Con Padre Lino abbiamo discusso anche di problematiche importanti per il futuro della nostra missione e per la sua sostenibilità.
Abbiamo sentito la sua presenza paterna ed il suo affetto per noi e per Chaaria. Siamo riusciti a condividere insieme pranzo e cena, in quanto siamo stati miracolosamente risparmiati dalle emergenze in quei due momenti comunitari.
Stamane abbiamo celebrato insieme l'Eucaristia, ed è stato un momento bello e commovente (la Messa in Cappella per noi è ormai una rarità, e sempre partecipiamo all'Eucaristia in parrocchia).

Guarda il video....