Il mio rientro a Chaaria è stato veramente duro, come d'altra parte mi aspettavo. Tantissimi pazienti erano stati rimandati in attesa del mio rientro... così ieri e oggi abbiamo avuto un pienone incredibile, senza tempo neppure per respirare. Il volo Ethiopian Airlines mi ha portato velocissimamente da Roma all'Africa. In poche ore è come se avessi cancellato con un colpo di spugna tutto quel mondo favoloso che Roma per me rappresenta. Non più le luci della facciata della Basilica di San Pietro, non più le scale mobili dei musei vaticani, non più il clima inconfondibile di Trastevere by night, ma tantissimi pazienti, interventi chirurgici, bambini gravissimi a cui non trovi una vena.
Ho trovato due bravissimi chirurghi di Cagliari: Enrico, che è ginecologo, e Luciano che è ortopedico. Insieme abbiamo già fatto più di 20 interventi in due giorni.
Anche Gianni è molto impegnato e sta mettendo le zanzariere ai letti dei pazienti.
I ritmi sono serratissimi perchè i medici sardi stanno solo fino al 18 giugno e dobbiamo fare quante più operazioni possibile. Oggi abbiamo finito in sala dopo le 21, e la giornata è stata non stop... che bello tutto questo. E' piacevole quando alla sera non riesci più a tenere gli occhi aperti, ma ti rendi conto che la tua giornata non è stata inutile.
Poco fa sono nati due gemelli: li ho fatti nascere io perchè l'infermiere era impegnata con un altro parto. Erano due femminucce. Che bello essere al servizio della vita, ed essere disponibile 24 ore al giorno... non hai più tempo per pensare, non hai più tempo per andare in crisi, non c'è più spazio per la malinconia perchè tutta la tua vita è mangiata per una nobile causa.
Sono molto contento che il Regno di Sardegna stia rinascendo qui a Chaaria: io, Lorenzo, Lodovico e Gianni piemontesi; Enrico e Luciano sardi... una miscela storicamente ben collaudata.

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