martedì 10 giugno 2008

Il Regno di Sardegna


Il mio rientro a Chaaria è stato veramente duro, come d'altra parte mi aspettavo. Tantissimi pazienti erano stati rimandati in attesa del mio rientro... così ieri e oggi abbiamo avuto un pienone incredibile, senza tempo neppure per respirare. Il volo Ethiopian Airlines mi ha portato velocissimamente da Roma all'Africa. In poche ore è come se avessi cancellato con un colpo di spugna tutto quel mondo favoloso che Roma per me rappresenta. Non più le luci della facciata della Basilica di San Pietro, non più le scale mobili dei musei vaticani, non più il clima inconfondibile di Trastevere by night, ma tantissimi pazienti, interventi chirurgici, bambini gravissimi a cui non trovi una vena.

A Roma sono stato quasi sempre seduto ad ascoltare conferenze, e quasi mi sembrava di aver già perso tutta la dimestichezza con i malati. Però ci ha pensato Chaaria a farmi ritrovare la manualità in poche ore.
Ho trovato due bravissimi chirurghi di Cagliari: Enrico, che è ginecologo, e Luciano che è ortopedico. Insieme abbiamo già fatto più di 20 interventi in due giorni.
Anche Gianni è molto impegnato e sta mettendo le zanzariere ai letti dei pazienti.
I ritmi sono serratissimi perchè i medici sardi stanno solo fino al 18 giugno e dobbiamo fare quante più operazioni possibile. Oggi abbiamo finito in sala dopo le 21, e la giornata è stata non stop... che bello tutto questo. E' piacevole quando alla sera non riesci più a tenere gli occhi aperti, ma ti rendi conto che la tua giornata non è stata inutile.
Poco fa sono nati due gemelli: li ho fatti nascere io perchè l'infermiere era impegnata con un altro parto. Erano due femminucce. Che bello essere al servizio della vita, ed essere disponibile 24 ore al giorno... non hai più tempo per pensare, non hai più tempo per andare in crisi, non c'è più spazio per la malinconia perchè tutta la tua vita è mangiata per una nobile causa.
Sono molto contento che il Regno di Sardegna stia rinascendo qui a Chaaria: io, Lorenzo, Lodovico e Gianni piemontesi; Enrico e Luciano sardi... una miscela storicamente ben collaudata.
Ciao. Beppe

PS. domani è il compleanno di Sr Anna Derossi che fa per noi tantissimo.

Auguri Sr. Anna da tutta la famiglia del blog!
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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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