venerdì 1 agosto 2008

Il mio amico Carlo


Oggi è l'ultimo giorno per i volontari di luglio. E' stata una esperienza bella e coinvolgente con tutti. Un cenno a parte merita Carlo, un mio carissimo amico da circa 25 anni. Abbiamo studiato insieme all'università; ci siamo poi ritrovati a Londra dove abbiamo anche condiviso la stessa abitazione, ed ora, in un continuo di amicizia veramente inossidabile, ci siamo rivisti ed incontrati qui a Chaaria, dove Carlo è venuto a trovarmi per una settimana. In questi pochi giorni abbiamo condiviso la vita per 24 ore al giorno, abbiamo parlato molto ed abbiamo riscoperto che la vera amicizia supera il tempo... ci sembrava di esserci lasciati il giorno precedente anche se molti anni erano passati.
L'amicizia, l'amore fanno parte dell'eternità, e quando si sperimenta tale dono raro, si assapora un po' di questa dimensione al di fuori del tempo.
Ciao. Beppe.

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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