Il blog mi mette in contatto con tantissima gente, anche con persone splendide che non sono mai state a Chaaria, ma condividono con noi tanti ideali e tanti sogni.
Che bello parlare con loro dei problemi, delle aspettative e dei traguardi del Terzo Mondo! Che bello sentirmi in profonda sintonia con tanti che sono davvero impegnati nella lotta alla disuguaglianza che separa i Paesi ricchi da quelli poveri! E’ una piacevole sorpresa leggere mail che mi parlano di decine di attività di “commercio equo e solidale”. Mi sono reso conto che la sensibilità ai problemi dei popoli in via di sviluppo aumenta e diventa capillare in un’ampia fascia di giovani e meno giovani.
Rimane poi sempre vero che l’impegno di servizio verso i più poveri è un messaggio che tutti possono comprendere: davanti alla sofferenza ingiusta di un bambino che muore di malaria, il credente e l’agnostico si danno la mano e si mobilitano per l’aiuto.
Tanti messaggi che ricevo mi aiutano a prendere sempre più coscienza che siamo in tanti a credere e a lottare per un futuro più giusto a tutte le latitudini. E’ una specie di cordata in cui tutti siamo uniti: alcuni di noi sono concretamente presenti in Africa, in India o in America Latina, e si impegnano direttamente contro la miseria; altri fanno un lavoro non meno importante dall’altra parte della cordata: rimangono in Italia, ma sensibilizzano le masse, ci aiutano nella raccolta fondi e nelle attività di conoscenza e divulgazione. Noi, in “missione”, lavoriamo anche a nome di tutti coloro che con le loro attività ci procurano i fondi per tirare avanti ed incrementare le nostre strutture ed i nostri equipaggiamenti; voi in Italia ci aiutate a non provare solitudine, a sentirci parte di una rete di solidarietà che è ben più grande di Chaaria o di Tachina.

Grazie al blog posso spesso parlare con persone eccezionali, veramente impegnate nel bene, in vari settori ed in molti Paesi. Pensando a tutta questa gente che si dà da fare nel silenzio, sovente ripeto a me stesso: “Come è ricca la nostra società se sappiamo guardare alla foresta che cresce senza far rumore”.
Dobbiamo rafforzarci in questa consapevolezza per non soccombere di fronte al clima culturale dominante dove è di casa il disimpegno e l’individualismo. Dobbiamo unirci e disseminare le nostre idee di solidarietà per la promozione dei poveri. Siamo davvero una grande cordata, e noi abbiamo un enorme bisogno di voi.
Sia Dio la vostra ricompensa.
Fr Beppe Gaido
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