Questa nostra situazione abitativa contrasta in modo duro con lo stile di vita delle popolazioni dedite alla pastorizia che si trovano a pochissima distanza da noi.
Oggi ho visto distese brulle, senza piu' un filo d'erba. Tra gli arbusti, secchi pure loro, si aggirano mandriani semivestiti, con vistose collane al collo e con immensi buchi alle orecchie. Li vedi anche in lontananza nel paesaggio desertico. Sembrano imbambolati...guardano il vuoto, mentre scarse mandrie denutrite vagano alla ricerca di un filo d'erba. Le capre si arrampicano sugli arbusti rinsecchiti, cercando una improbabile fogliolina. Tra queste figure di altri tempi, nella steppa brulla e pianeggiante si innalzano torri di polvere sollevata qua e la' dal turbinare del vento. Le loro case sono di fango e paglia. Molte manyatte sono costruite con rami e basta. Vedo dei bambini piccolissimi, che invece di andare a scuola, rincorrono poche capre smunte, a piedi nudi e coperti a mala pena da quattro stracci.
Osservo donne con il seno scoperto che allattano bambini senza curarsi della loro nudita' e con l'occhio spento e fisso verso l'orizzone. Sembra che in questa zona gli abitanti siano rimasti ancorati a stili di vita arcaici che nulla hanno a che fare con il progresso. Ci sono pochi campi coltivati a mais, ma nessuno lo ha raccolto perche' non si e' formata alcuna pannocchia a causa della siccita'.
Tutto questo, pur sembrando lontano anni luce, accade a pochi chilometri dalla sede del nostro incontro.
Invece nella cittadina dove ci troviamo la vita e' molto diversa: ci sono belle auto che girano, per strada, la gente usa il telefonino e si veste bene. Ci sono ragazzine truccate e giovani uomini che passeggiano in cravatta e doppiopetto.
E' strano ma in questo momento, ed in questa zona della mia Africa sento ancora piu' fortemente la forbice che divide i ricchi ed i poveri. Mi sento chiamato verso i poveri, anche se con tristezza devo ammettere che spesso il mio stile di vita e' quello di un ricco. Io non sono povero! Anche ora sono seduto davanti ad un computer e sicuramente avro' carne per cena. Nei piani del convegno c'e' anche una visita di alcune ore ad un parco nazionale: chissa' se quei bambini sporchi di polvere e puzzolenti come le capre hanno mai visto un leone dal vero o una giraffa.
E' sempre importante uscire qualche volta dal proprio ambiente, per riprendere coscienza di tali cose e scegliere nuovamente di essere il servo dei poveri, totalmente a loro donato, anche con il sacrificio della vita.
Chiedo a Dio di darmi questa determinazione e di mantenermi fedele a tale impegno.
Fr Beppe
PS: al convegno ci hanno detto che l'ipertrofia prostatica ed il cancro della prostata sono in grande aumento e che il distretto di Meru e' purtroppo una zona ad alto rischio. Ancora a questo riguardo devo ringraziare Dio per la presenza dei volontari. Dopo il convegno inizieremo un periodo intenso di prostatectomie con il dott Pietro prima e con il dott Max poi.
1 commento:
Queste osservazioni mi fanno venire in mente una battuta, di cui però non ricordo l'autore. "In verità l'unica vera divisione del mondo non è tra bianchi e neri, belli o brutti, progressisti o conservatori, eccetera: l'unica divisione sostanziale è tra ricchi e poveri".
Già.
ugodoc
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