Ha già iniziato la sua attività e la porta avanti con grande entusiasmo. Certo, anche per lei il primo impatto non è stato semplice in quanto la lingua sempre costituisce un grosso scoglio da superare: i nostri dipendenti parlano un Inglese che ha pronunce molto diverse da quelle che ci aspettiamo; molti dei pazienti poi non sanno neppure l'Inglese, e con loro bisogna dialogare in Kiswahili o in Kimeru. Come Anna stessa ammette, il piccolo dizionarietto che lei ha scaricato dal blog, non le permette una facile comunicazione con i malati.
Comunque il linguaggio dell'amore e quello del sorriso sono universali, e con essi si può sempre giungere al cuore della gente: sono queste le armi vincenti di Anna, che associa alle sue capacità tecnico-professionali, un approccio veramente empatico e solare verso le persone che hanno bisogno dei suoi trattamenti.
Per scelta operata di comune accordo, lei si occupa prevalentemente dei ricoverati in reparto, in quanto il fatto di vederli tutti i giorni, facilita l'intesa ed il dialogo. Lavorare con clienti ambulatoriali ci è sembrato troppo complesso per i problemi sopra esposti.
Anna collabora anche alla fisioterapia di mantenimento per i ragazzi handicappati del nostro centro, che certo hanno bisogno di stimoli, per non diventare sempre più rigidi e spastici, e soprattutto per conservare le abilità acquisite.
Come tutte le donne poi, anche Anna si dedica con impegno alla cura dei bimbi orfani, che sempre hanno bisogno di attenzioni materne.
Grazie Anna.
I Fratelli e le Suore di Chaaria

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