venerdì 25 dicembre 2009

Tanti Gesù Bambini a Chaaria


Appena prima della Messa della notte Santa siamo stati chiamati urgentemente per un cesareo, che ha portato alla luce il primo Gesu' bambino del 2009: si trattava in realta' di una femminuccia, venuta al mondo con qualche problemino, ma ora completamente ristabilita (nella foto ha un ago cannula in vena, ma gia' glielo abbiamo tolto).
Ci sono poi state altre 8 nascite tra la notte e la giornata di Natale... e chissa' quante ancora prima di mezzanotte.
La bimba che vedete nella foto con un tubicino dell'ossigeno nel naso, e' nata con parto naturale subito dopo la mezzanotte, e la madre, volendo darle un nome natalizio, ha pensato di chiamarla Stella.
La sala parto e' poi sempre stata oggi un vero campo di battaglia: nove nascite il giorno in cui ricordiamo la venuta di Gesu'... e tutte avvenute senza troppi problemi. Abbiamo fatto un altro cesareo in serata, ma tutti gli altri bimbi sono nati spontaneamente. Sembra essere il momento delle donne... visto che oggi abbiamo dato alla luce 8 femmine ed un solo maschietto.


Ciao. Ancora Buon Natale.









Fr Beppe

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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