giovedì 7 gennaio 2010

Abigail di nuovo a scuola



Oggi mi sento molto triste perche’ devo ricominciare la scuola. Le vacanze sono state un periodo bellissimo in cui sono sempre stata con la mia mamma. I giorni di Natale e capodanno sono veramente passati in fretta. Di salute sto bene: neanche un attacco di malaria.

Ora, tornando a scuola dovro’ anche riprendere a vivere con la nonna, perche’ la mia mamma abita a Meru, mentre la mia scuola e’ a Chaaria.

Mi pesa tanto star lontano da mia madre.

Ho ricevuto oggi i soldi che i miei genitori adottivi di Roma mi hanno generosamente donato, e voglio che sappiano che, sia io che la mia mamma, siamo loro molto riconoscenti. Offriamo la nostra preghiera, e la nostra amicizia.


Abigail e sua madre Faith

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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