mercoledì 13 gennaio 2010

Alex, Manu & Marianna

Ed ancora una volta “è l’ora dell’addio” per chi parte e per noi che restiamo. Nel nostro cuore il solito miscuglio di amarezza e nostalgia per le persone che ci lasciano, unito però alla gioia per quanto insieme abbiamo vissuto e realizzato. E’ stato un gruppo veramente positivo, e l’esperienza vissuta con loro è stata entusiasmante, corroborante ed anche divertente. Abbiamo lavorato tanto, ma siamo pure stati bene insieme… a parlare, a ridere, a confrontarci ed a condividere sia su argomenti seri che su tematiche più rilassanti. Ad Alex e Manu il nostro ringraziamento per il lavoro svolto con i pazienti del settore odonto. A Marianna il grazie per la disponibilità con cui si è presa cura dei pazienti del reparto, che ha aiutato e servito sia come medico che come infermiera: grazie, Marianna per la disponibilità e l’umiltà con cui ci hai aiutati a far medicazioni e ad imboccare i non-autosufficienti, oltre che a prescrivere le loro terapie! A Manu grazie per la grande dedizione, e per la pazienza usata soprattutto con i bambini, che sono ovviamente l’osso duro da convincere quando si tratta di far loro aprire la bocca per una estrazione o per una otturazione. Ad Alex grazie per essere stato poco dentista e molto tuttofare: ti ringraziamo per esserti reso disponibile ad aiutarci in sala operatoria (non per niente sei un rinomato chirurgo orale!!!), in reparto per i decubiti e le medicazioni, ed al computer come blogger di Chaaria. Con tutti abbiamo condiviso la voglia di collaborare ancora in futuro, sia con attività di supporto e collaborazione in Italia, sia con una futura “rimpatriata a Chaaria”. Dio vi benedica. Anche questa volta lo stipendio che vi abbiamo offerto equivale a zero euro. Non è molto , lo so, ma insieme ad esso vi ri-offriamo la nostra preghiera sincera e la nostra amicizia. Ad Alex poi daremo il premio-perseveranza: non si è ancora stancato di noi dopo 8 anni… e speriamo che questa collaborazione continui ancora per molto tempo, almeno fino all’età della pensione.

Fr Beppe

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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