sabato 23 gennaio 2010

Parti cesarei a Chaaria nel 2009

FETAL DISTRESS              154
CPD                                    105
ISS                                          7
PROLONGED LABOUR       28
PREVIOUS SCAR                70
MALPRESENTATION           22
PRE ECLAMPSIA                 10
POST-DATISME                   13
DIVERSE                              22


TOTALE                               431


Abbiamo cercato di suddividere i cesarei eseguiti l’anno scorso a Chaaria, per grandi indicazioni.
La ragione principale per cui abbiamo optato per una soluzione chirurgica e’ stata quella del malessere o distress fetale, cioe’ tutte le condizioni in cui un prolungamento del travaglio sarebbe potuto risultare nella morte del piccolo. I mezzi a nostra disposizione per il follow up non sono molti, in quanto non abbiamo un cardiotocografo, e ci dobbiamo basare unicamente sulla rivelazione estemporanea del battito cardiaco fetale con la trombetta (o stetoscopio ostetrico tradizionale). Se l’attivita’ cardiaca rallenta, accelera o diventa irregolare, l’ostetrica riferisce la paziente al medico per ecografia.
Altro mezzo e’ rappresentato dall’osservazione del liquido amniotico dopo rottura delle membrane: un liquido tinto di meconio per noi e’ una indicazione di distress, e il grado di colorazione del meconio stesso correla con la serieta’ del malessere fetale.
Seconda causa di cesareo in ordine di importanza e’ la disproporzione cefalopelvica (CPD): cioe’ la rilevazione di bacini ossei con configurazione tale da non permettere la nascita. Può essere un canale troppo ristretto, o magari deforme (per esempio a causa di una polio). Da questo punto di vista abbiamo a disposizione due o tre manovre per cercare di misurare i diametri della pelvi. La decisione è comunque sempre molto difficile, e non priva di errori.
Al terzo posto le previous scars, cioe’ le cicatrici da pregresso cesareo: molte cicatrici infatti sono dovute la disproporzione cefalopelvica. Ma anche nei casi in cui il cesareo era stato eseguito per altre ragioni (come una malpresentazione), spesso le gravidanze ravvicinate (magari dopo un solo anno) portano ad un aumento esponenziale del pericolo di rottura d’utero durante il travaglio: al minimo segno di pericolo in questo senso, noi consigliamo alla malata di non continuare con il tentativo di parto naturale dopo cesareo.
Il prolongued labour invece racchiude tutte quelle situazioni in cui travaglio dura troppe ore, con rischio di malessere fetale e di complicazioni materne. Per decidere se il travaglio e’ prolungato, normalmente facciamo uso del partogramma, come anche nei reparti italiani. In caso il follow up ci suggerisca che abbiamo già dato troppo tempo, le opzioni a nostra disposizione sono varie, a seconda della ragione del ritardo: si puo’ incrementare le contrazioni con ossitocina; si puo’ far ricorso alla ventosa ostetrica o al forcipe quando le indicazioni lo permettono… oppure si corre per il cesareo.
Le malpresentazioni che ci portano in sala operatoria sono di diverso tipo: la piu’ importante e’ la posizione traversa del bimbo. Inoltre anche il podalico nella primigravida e’ per noi indicazione al cesareo; le multipare invece le lasciamo travagliare. Ci sono poi altre situazioni, come il caso del feto con presentazione di faccia, o con la fronte al pube della madre. Abbiamo avuto un caso di gemelli siamesi uniti per tutto il corpo, ma non sono sopravvissuti dopo la nascita.
Il postdatismo si riferisce a quelle volte in cui, per motivi sconosciuti, non si instaura il travaglio dopo i normali 9 mesi di gestazione: generalmente proviamo prima con l’induzione delle contrazioni usando misoprostol e ossitocina. In caso di fallimento del parto medico, entriamo in sala.
La pressione alta e’ molto pericolosa in gravidanza. Talvolta poi si associa a gonfiore su tutto il corpo e proteine nelle urine (preeclampsia). Se poi, ai sintomi sopra elencati si aggiungono crisi epilettiche continue parliamo di eclampsia.
Queste complicazioni possono uccidere sia mamma che bambino e la loro gestione e’ spesso molto difficile. Quando la gravidanza e’ a termine, la cosa migliore da fare e’ un cesareo, che salvera’ la vita del bambino, e, rimuovendo la placenta, portera’ ad un graduale miglioramento delle condizioni della madre. A volte si tratta di cesarizzare una donna in coma, con stato di male epilettico, ed in edema polmonare… sono momenti estremamente duri, soprattutto se capitano di notte.
Pochi sono stati i tagli eseguiti in donne HIV positive (ISS nel grafico), allo scopo di prevenire la trasmissione materno-infantile del virus. Le ragioni le abbiamo gia’ discusse nel post di qualche settimana fa dal titolo: “più interventi e meno cesarei”… per cui non mi sto a ripetere.
Tra i 22 casi classificati come DIVERSE, abbiamo inserito le cause piu’ rare: ascessi nel canale del parto, condilomi acuminati, emorragie ante-partum (placenta previa, abruption), gemelli con presentazione sfavorevole, rotture e pre-rotture d’utero.


Fr Beppe

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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