martedì 9 febbraio 2010

Endoscopia digestiva

Con l’arrivo della dottoressa Marina Gardu abbiamo dato inizio ad un campagna di endoscopie quasi gratuite, con due scopi principali.
Il primo e’ quello di offrire a quante piu’ persone possibile le potenzialita’ diagnostiche che la dottoressa Gardu ci regala, senza tagliare fuori nessuno per motivi economici.
Il secondo e’ quello di eseguire il numero piu’ alto possibile di indagini, a scopo puramente didattico nei miei confronti. Ho infatti ancora molto bisogno di insegnamenti da parte di specialisti del settore. Nel campo della gastroscopia non e’ l’esecuzione tecnica che ancora mi fa problema (riesco cioe’ a inserire il gastroscopio senza grandi difficolta’), quanto il miglioramento delle mie capacita’ diagnostiche alla visione di lesioni specifiche.
Per la colonscopia invece credo di aver ancora molto bisogno del supporto di Marina e degli specialisti che verranno, per imparare il modo migliore di introdurre lo strumento senza causare troppo dolore al paziente.
Posso imparare molto soprattutto grazie alla presenza del teaching che il dott Max Albano ci ha procurato: il teaching e’ un secondo oculare che il discente puo’ usare per guardare l’esecuzione dell’esame in tempo reale.
Endoscopia.jpgDovete infatti sapere che i nostri strumenti sono ancora di tipo molto antico. Non abbiamo un monitor e osserviamo direttamente in un piccolo oculare inserito sul tubo endoscopico. Bisogna essere abituati a strizzare l’occhio per molte ore.
Ma il nostro ringraziamento alla dott.ssa Gardu e a tutto il gruppo dei “volontari sardi” si fa ancor piu’ sentito per il fatto che, in un container da loro completamente pagato, ci sara’ anche una nuova unita’ endoscopica munita di video. Inoltre ci donano anche un secondo gastroscopio a oculare.
Ci sentiamo in qualche modo confusi di fronte a tanta generosita’, ma la accogliamo con gioia.
Ci sono stati donati anche vari strumenti che per il passato non erano in nostro possesso, come aghi per sclerotizzazione di varici esofagee ed anse per asportazione endoscopica di polipi.
Di fronte a tanti doni ed entusiasmo dap arte dei nostri volontari, possiamo rispondere solo con la preghiera e con la promessa di un impegno sempre piu’ totale per il servizio dei poveri e dei malati, per ventiquattro ore al giorno.

Fr Beppe

PS: il nostro ringraziamento si estende a Dolores ed Angela, che, oltre a prendersi cura dei nostri handicappati mentali, ci stanno viziando con una serie infinita di manicaretti e piatti prelibati.

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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