giovedì 4 marzo 2010

Campagna mondiale contro la diarrea

Ogni anno, nei paesi piu’ poveri del mondo 1,9 milioni di bambini sotto i cinque anni (circa 5000 al giorno) muoiono per malattie associate alla diarrea. Un bambino nato nell’Africa sub-Sahariana ha cinquecento volte piu’ probabilita’ di morire di diarrea rispetto a un bambino occidentale perche’ ha una maggiore probabilita’ di disidratazione. Circa un bambino ogni 200 colpiti da diarrea, muore per questa malattia.
La diarrea e’causata da germi che vengono ingoiati, in particolare i germi fecali. Questo accade principalmente dove c’e’ una raccolta delle feci impropia, scarse pratiche di igiene o mancanza di acqua potabile. La dimostrazione di questo fatto e’che i lattanti  sono raramente colpiti dalla diarrea.
Piu’ di 2,6 miliardi di persone non hanno ancora accesso a servizi igienico-sanitari adeguati, e 1,1 miliardi di persone non hanno possibilita’ di accedere in modo regolare ad acqua pulita e a servizi igienico-sanitari. La crisi idrica e igienico- sanitaria e’ un problema che riguarda i poveri: oltre 660 milioni di persone prive di servizi igienico-sanitari infatti vivono con 2 dollari o meno al giorno, e oltre 385 milioni vivono con 1 dollaro o meno al giorno. I tassi di copertura per i servizi igienico- sanitari inoltre sono molto piu’ bassi di quelli relativi all’acqua, perfino per i gruppi a piu’ alto reddito: un quarto del 20% piu’ ricco della popolazione nei paesi in via di svilippo non ha accesso a servizi igienico-sanitari.
La presenza di wc con sciacquone riduce il rischio di morte del neonato del 59%, rispetto al neonato che vive in una casa priva di servizi igienico-sanitari adeguati.
I bambini indeboliti da frequenti episodi diarroici possono essere piu’ frequentemente colpiti da infezioni opportinistiche ( come polmonite), e rimanere fisicamente e mentalmente ritardati per il resto della loro vita. L’unico modo per prevenire queste situazioni e’ il miglioramento delle condizioni ambientali e il facile accesso ad adeguate fonti di acqua pulita.
Negli ultimi 10 anni la diarrea ha ucciso piu’ bambini della totalita’ dei caduti in tutti i conflitti della storia moderna a partire dalla seconda mondiale; in Cina, India e Indonesia muoiono a causa della diarrea il doppio delle persone che muoiono di AIDS. Nel 1998 inoltre 308 mila persone sono morte a causa delle guerre in Africa, ma piu’ di due milioni (sei volte tanto) sono morte di diarrea. Il semplice gesto di lavarsi le mani con acqua e sapone puo’ ridurre l’incidenza della diarrea del 30%; in seguito all’introduzione dellA “Iniziativa per Lavarsi le Mani”, in Guatemala, del 1998 per esempio, ci sono stati 322 mila casi in meno di diarrea all’anno. Una migliore qualita’ dell’acqua inoltre riduce l’incidenza di diarrea nei bambini del 15-20%, ma un’igiene migliore che consista nel lavarsi le mani e manipolare gli alimenti in maniera corretta la riducono del 35%; inoltre, la corretta eliminazione degli escrementi dei bambini la riduce di circa il 40%.

Consumo d’acqua nel mondo

Nel mondo sono piu’ di un miliardo (1/6 della popolazione complessiva) le persone che non hanno accesso ad acqua pulita, quasi due miliardi e mezzo ( 2/5 della popolazione mondiale) invece coloro che non hanno accesso a servizi sanitari adeguati. A morire per mancanza di accesso all’acqua potabile, per servizi sanitari inadeguati e per mancanza di igiene sono 2,2 milioni… per lo piu’ bambini. La distanza media percorsa dalle donne in Africa e Asia per procurarsi l’acqua e’ di 6 chilometri; il peso portato sulla testa per arrivare con l’acqua  nelle loro dimore e’ l’equivalente del massimo consentito per un bagaglio aereo (20 chili). Ma qual’e’ il consumo giornaliero di acqua nei paesi in via di sviluppo? In media in Africa, Asia e America Latina le persone usano 10 litri al giorno d’acqua, contro la media di un inglese che usa 135 litri d’acqua al giorno. Uno scarico di acqua del nostro bagno consuma la stessa quantita’ d’acqua usata mediamente da una persona nei paesi in via di sviluppo in una intera giornata per bere, lavarsi, pulirsi e cucinare. Si stima che circa il 25% della popolazione delle citta’ nei paesi in via di sviluppo usa acqua comprata da venditori privati, a prezzi enormemente piu’ alti dell’acqua di rubinetto.
Le malattie causate dall’acqua (conseguenza della concomitanza di mancanza di acqua potabile e livelli sanitari inadeguati) costano all’economia indiana 73 milioni di giorni lavorativi all’anno.
In ogni istante 1 miliardo e mezzo di persone soffrono di infezioni da vermi parassiti contenuti negli escrementi umani e nei rifiuti solidi ambientali. I vermi intestinali possono essere controllati tramite un migliore livello sanitario, migliore igiene e acqua pulita. Questi parassiti possono portare a malnutrizione, anemia e crescita ritardata, a seconda della gravita’ dell’infezione.

Fr Beppe




Fonti
1)    IISMAS
2)    INMP
3)    2ND INTERNATIONAL CONGRESS ON DERMATOLOGICAL CARE FOR ALL. ETHIOPIA. NOVEMBER 2007

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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