Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 8 aprile 2011

Gente di Chaaria

Ringraziamo di cuore i volontari che ci hanno lasciati, dopo un periodo di ottimo servizio e di condivisione con la nostra comunita'.
Un sentito ringraziamento al Dr Michele Sau, chirurgo generale ed endoscopista digestivo: la sua opera e' stata preziosissima sia in sala operatoria, che in endoscopia, che in ambulatorio. Per un mese ha lavorato alacremente con noi al servizio dei malati. Lo ringraziamo per il lavoro infaticabile, per le cose che ha fatto al posto mio aiutandomi qualche volta a tirare il fiato (vedi le tantissime gastroscopie), per gli interventi che sarebbero stati impossibili senza di lui e per le nuove tecniche insegnateci.

Un commosso grazie ad Ezio che, con l'umilta' che sempre lo caratterizza, e' diventato anche questa volta il "servo" dei malati piu' gravi, con la abnegazione che ben conosciamo in lui. Li ha lavati, li ha nutriti, li ha portati in bagno, ha spinto le loro carrozzelle fino alla fisioterapia, e' stato il loro commissioniere. 
Con i malati Ezio si e' sempre fatto capire, anche senza l'Inglese, perche' lui sa coniugare bene i due verbi amare e servire. 

E poi Giulia che e' stata una presenza stupenda ed encomiabile per oltre due mesi. Giovane dottoressa in Medicina, Giulia ha saputo abbinare l'umilta' alla grande voglia di rendersi utile al massimo delle sue possibilita'. Giulia e' stata una presenza davvero centrale nel reparto di Medicina, collaborando sia con il dott Visentin che con il sottoscritto, e mettendosi a completa disposizione anche per tutti quei lavori che per noi sarebbero stati impossibili a causa del sovraccarico di lavoro. 
Giulia dimetteva, apriva le cartelle, visitava i pazienti tutti i giorni, ne ascoltava i problemi e cercava di risolverli... se non ci riusciva, veniva da noi ed umilmente chiedeva lumi. 
Ci ha anche aiutato spesso in ambulatorio, ogni volta che eravamo con l'acqua alla gola e boccheggiavamo a causa del torrente in piena dei nostri malati (oggi per esempio abbiamo finito alle ore 23, e non ci siamo concessi neanche il tempo per la cena). Giulia non si e' mai tirata indietro, e non si e' presa un momento libero neppure durante i week end, quando comunque spendeva la sua giornata per e con i malati. Non mi ha mai detto di no neppure per le molte emergenze notturne. 
Giulia mi manchera' molto... e gia' mi sento destabilizzato nella gestione dei reparti, senza la sua presenza costante e fedele. Grazie davvero di tutto, Giulia.

Ancora un grazie a tutti e tre per lo stupendo lavoro compiuto.
Oggi poi abbiamo accolto altri tre volontari del gruppo Karibu Africa di Cagliari... ma ve li presentero' piu' avanti.

Fr Beppe Gaido


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