Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

domenica 8 maggio 2011

Milan Club Chaaria

Carissimi amici del blog,
il sottoscritto, quale presidente, vicepresidente, segretario ed unico membro del Milan Club Chaaria, desidera condividere con i lettori la propria gioia sfrenata per il conseguimento della sicurezza matematica per il diciottesimo scudetto.
All'interno del nostro club l'unico esponente presente e' totalmente preso dalla febbre rossonera, che e' una malattia contratta durante l'infanzia e da cui non e' ancora riuscito a guarire.
So che ci sono altri Chaaria Milan Clubs sparsi per la Penisola, e mi unisco idealmente:
a quello di Santena (Torino), il cui presidente e' il Dr Giuseppe Farnese;
a quello di Bollate (Milano), il cui presidente e' Dr Max;
ed a quello di Catania, la cui presidentessa e' la dottoressa Salvina.
Naturalmente offriamo le nostre condoglianze a chi lo scudetto quest'anno non lo ha vinto, ma sinceramente vogliamo ripetere il nostro FORZA MILAN

Fr Beppe 


Nessun commento:


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


Guarda il video....