Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 11 luglio 2012

Piccole soddisfazioni


Questa sera, tra le 19 e le 20.30, la lezione magistrale dell’Ordine dei Medici di Meru e’ stata nuovamente affidata a Chaaria. E’ la terza volta nel 2012 che il nostro ospedale e’ chiamato a presentare un argomento di fronte a tutti i medici del Meru.
Onestamente la cosa mi fa molto piacere perche’ significa che sta iniziando la stima verso di noi non solo come posto in cui non si manda mai via nessuno per carenza di soldi, in cui le terapie sono molto a buon prezzo e si e’ aperti ventiquattr’ore al giorno per sette giorni la settimana.
Questi inviti a parlare in assemblee importanti dal punto di vista formativo e scientifico (gli ECM sono obbligatori anche qui), a mio parere indicano il riconoscimento della seria ricerca scientifica e del costante sforzo di aggiornamento che ha caratterizzato Chaaria sin dagli albori dell’ospedale... ora ci conoscono anche i medici e non solo i tantissimi pazienti che affollano il nostro ospedale.
Negli anni scorsi avevamo gia’ avuto inviti come relatori a seminari nazionali organizzati dal MEDS (Mission for essential Drugs and Supplies), ma questi erano comunque incontri a cui partecipavano solo gli ospedali missionari.
Gli inviti all’Ordine dei Medici hanno certamente una pregnanza molto maggiore, in quanto ad ascoltare ci sono anche tutti i colleghi ed i primari delle strutture governative.
L’argomento di oggi e’ stato quello pubblicato sul blog l’altro ieri, e cioe’ le infezioni da elminti che per noi rimangono una realta’ soprattutto nei villaggi piu’ remoti. Ringrazio ancora la dottoressa Chiapello che sempre mi assiste nella preparazione del materiale didattico.
Altro piccolo momento di soddisfazione l’ho vissuto ieri quando ho ricevuto una mail dal Dr Christopher Lovell, editor della rivista internazionale “Community Dermatology”: l’insigne collega londinese mi comunicava che il nostro “case report” sul Collodion Baby e’ stato accolto dalla rivista e sara’ pubblicato nel prossimo numero. Non posso esprimere la gioia che ho provato! Chaaria apparira’ su una rivista medica internazionale!
Sempre ho in me queste due tensioni: da una parte essere una struttura di eccellenza soprattutto nel servizio ai piu’ poveri e bisognosi, e dall’altra mantenerci vivaci e “produttivi” pure nel campo della divulgazione scientifica, della ricerca clinica ed epidemiologica, e della formazione medica in genere.
Queste piccole soddisfazioni ci danno forza di continuare nel nostro lavoro accademico: oltre alla lezione del giovedi’ a cui siamo fedeli da piu’ di un decennio, ora teniamo anche un seminario al mese per gli infermieri di Tuuru.
La ricerca e lo studio sono certamente ulteriori impegni nella gia’ congestionata giornata-tipo di Chaaria che spesso non ti lascia neppure dormire alla notte; ma per me e per i clinical officer, sono senza dubbio stimoli all’aggiornamento ed al mantenerci giovani e possibilmente all’avanguardia (nei limiti propri della nostra latitudine e delle risorse economiche dell’ospedale).

Fr Beppe Gaido

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