Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

lunedì 19 maggio 2014

Piove oltre il tempo previsto

La stagione delle piogge è iniziata tardi, verso la metà di aprile quando tutti pensavano che sarebbe saltata del tutto.
Poi però si è messo a piovere e, seppure le precipitazioni non siano state molto abbondanti, è stata nel complesso una stagione con piogge regolari ed in quantità sufficiente: pioveva di notte e durante il giorno avevamo un bel sole che scaldava la terra e favoriva il germogliare delle sementi.
Normalmente la stagione delle piogge non va oltre la fine di aprile, ma quest’anno si sta prolungando anche a maggio: praticamente quasi tutte le sere verso le 21 abbiamo un bell’acquazzone che dura una o due ore.
Questo è molto positivo per la campagna, perchè il granoturco ed i fagioli, seppur seminati in ritardo, possono giungere a maturazione. 



Il foraggio per le mucche è abbondante e così pure di conseguenza la produzione di latte. Inoltre questo tipo di temporali non rovina molto le strade che rimangono percorribili per i nostri pazienti.


La comunità di Chaaria











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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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