mercoledì 16 luglio 2014

Ci ho ripensato

Carissimi lettori del blog,sono commosso dalle molte manifestazioni di stima per i miei scritti che per otto anni sono apparsi sul blog.
Grazie a tutti coloro che mi hanno chiesto di scrivere nuovamente.
Avevo deciso di smettere sia per motivi personali e sia anche perchè pensavo che ormai io fossi diventato noioso e ripetitivo, ma le vostre email mi hanno convinto a ripensarci.
Ho capito che il blog è importante per moltissimi lettori sia in Italia che all'estero; ho compreso che i miei scritti hanno fatto del bene a tanta gente e che ancora possono farne.
E' proprio per voi cari lettori che ho deciso di scrivere ancora; è per tutti coloro che apprezzano le storie che racconto e che mi seguono quotidianamente.
Siete voi, con il vostro affetto che mi avete fatto ripensare alla mia decisione.
Grazie che mi leggete sul blog. Naturalmente continuo anche su facebook.
Grazie che mi volete bene.

Fr Beppe Gaido

1 commento:

Antonella Russo ha detto...

che bello fratel Beppe! sono contenta di sapere che continuerò così a leggere della vita Cottolenghina in Africa...e a pregare (non che non lo avessi fatto se la decisione fosse rimasta quella iniziale, sia chiaro!)... buon cammino e ... Deo gratias!


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


Guarda il video....