Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

giovedì 27 novembre 2014

Cottolengo: Porte aperte

Carissimi amici, 
in occasione dell'avvicinarsi del Natale il Cottolengo di Torino apre le porte alla città: dal 6 all'8 dicembre vi aspettiamo in via Cottolengo 12 con orario continuato dalle 9,30 alle 19.
Nel corso del pomeriggio di sabato 6, presso il Salone “Madre Nasi” (ingresso da Via S. Pietro in Vincoli 12), a partire dalle ore 18, gli attori di RadioSpazioTeatro presenteranno “Le figurine di Natale”: 100 personaggi, cinque attori in vena di improvvisare e un drammaturgo inquieto, Alberto GozziGli attori che scambieranno queste figurine teatrali col pubblico sono: Roberto Accornero, Francesco Benedetto, Francesco Gargiulo, Eleni Molos e Anna Montalenti. Nel corso della serata il programma andrà dipanandosi imprevedibilmente, a seconda delle richieste e degli umori della platea: non mancheranno Babbi Natale, poesie da recitare davanti al presepe e doni da mettere sotto l’albero proposti con l’ironia che caratterizza le produzioni di RadioSpazioTeatro.
Tra un racconto e l’altro verrà allestito un aperitivo solidale: si potranno degustare i vini dell’azienda Agricola Icardi Cav. Pierino accompagnati dai formaggi a km 0 gentilmente offerti da alcune aziende agricole locali.

All'interno del Punto Incontro (ingresso da via Cottolengo 12) verrà allestita una mostra di foto inedite tratte dall’Archivio Storico del Cottolengo, intitolata “La città nella città”: l'esposizione porterà il visitatore alla scoperta della vita e degli ambienti suggestivi della Piccola Casa nel secolo scorso. Un momento per ripercorrere un viaggio lungo 180 anni all'insegna della condivisione e del sostegno al prossimo.
Nel corso di tutto il weekend sarà inoltre possibile fare tappa ai punti ristoro che offriranno diverse specialità gastronomiche e ai mercatini natalizi allestiti nei vari padiglioni che esporranno i manufatti provenienti dalle sedi missionarie del Cottolengo nel mondo (India, Kenya, Tanzania, Ecuador) o realizzati dalle persone con disabilità nel corso dei laboratori artistici organizzati nella casa di Torino: tante idee utili per il Natale ormai alle porte!
I ricavati delle numerose iniziative che si alterneranno nel corso del fine settimana saranno devoluti per finanziare il Progetto “MAMA MAMA”, dedicato alle oltre 4800 mamme che in Kenya vivono in condizioni di estrema povertà e che ogni anni il Cottolengo assiste dall'inizio della gravidanza sino al compimento dei due anni di età del bambino.

Vi aspettiamo numerosi per questo appuntamento solidale.

FAR BENE FA BENE AL CUORE, ANCHE A NATALE.





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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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