Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 17 dicembre 2014

Buon Natale a tutti i lettori

La novena di Natale è iniziata ieri, anche se onestamente devo dire che, con la congestione tremenda che abbiamo in ospedale, finora non sono riuscito a parteciparvi neppure una volta. 
Spero di riuscire a parteciparvi almeno una volta prima del 25 dicembre.
Vorrei oggi cogliere l’occasione per augurare a tutti i lettori un Natale sereno e colmo delle grazie del Signore.
Prego che il mistero dell’incarnazione, del Dio che si fa uno di noi, possa portare a tutti gioia e consolazione, nel considerare che non siamo mai soli perchè “il Verbo si è fatto carne, ed è venuto ad abitare in mezzo a noi”.
A Chaaria vivremo il mistero del Natale nel modo più incarnato e più vero: lo vivremo cioè con i nostri malati per cui siamo felici di dedicare tutte le nostre energie e la nostra stessa vita. Se riusciremo e non ci saranno emergenze, parteciperemo alla messa di mezzanotte in parrocchia...se no, la nostra messa di Natale sarà al fianco della persona che dovremo servire in emergenza.
Il giorno di Natale la messa la vivremo in ospedale, come tutte le domeniche, in un abbraccio spirituale con i nostri malati che vogliamo servire non solo “nei bisogni del corpo, ma anche in quelli dell’anima”, come ci insegna il nostro Santo fondatore.



Se Dio vuole, e non ci sono emergenze, a Natale condivideremo la cena con le suore e con i quattro volontari ora presenti (due di Torino e due di Poznan in Polonia), e ci scambieremo un piccolo dono in semplicità. Tutto sarà molto semplice: non ci sarà il panettone, ma abbiamo imparato a farne a meno da molti anni. Speriamo di imparare a volerci bene sempre di più: questa penso sia l’essenza del Natale.
Dai Buoni Figli già abbiamo ultimato il presepio e forse faremo anche l’albero di Natale: questi saranno probabilmente gli unici segni esterni del periodo natalizio in tuttta Chaaria.
Natale è anche il momento opportuno per ripetere il nostro grazie a tutte le persone che quest’anno ci hanno aiutato con le generose offerte economiche, con l’affetto, con il servizio di volontariato, con la stima e con il sostegno morale.
Personalmente dico grazie anche a tutti coloro che hanno acquistato e promosso il libro “ad un passo dal cuore” che ancora adesso ci sta aiutando a completare gli ultimi tocchi della nuova maternità.
Il Signore conceda ad ognuno di voi quanto il suo cuore desidera.
Buon Natale!


Fr Beppe Gaido e comunità






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