Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 23 dicembre 2014

Pamela e Sharon

E’ stato molto difficile quest’anno seguire queste due ragazze e la loro madre. Sono successe tante cose, quasi tutte non molto belle.
Partiamo da Pamela: a motivo del fatto che rifiutava di andare a scuola ed invece si dedicava alla prostituzione minorile, in cambio di qualche dolce ed un po’ di cibo, le autorità di polizia di Chaaria hanno deciso di portarla in un istituto di correzione e rieducazione (non so dove... forse a Nairobi)... dopo alcuni mesi però, per ragioni che non conosco bene, Pamela è stata dimessa ed è tornata a casa dalla madre. 
Abbiamo cercato di rimandarla alla scuola elementare di Chaaria, ma essa ha rifiutato nuovamente ed è addirittura scappata da casa per molti mesi (nessuno sapeva dove fosse!).
Adesso è tornata, e mi ha promesso che rimarrà a casa con la madre senza più sparire, e che andrà nuovamente a scuola a gennaio.
Sharon è più piccola e per adesso sembra solo una bambina di “slum”, sempre sporca e sempre in giro per strada con altri bambini della sua età e condizione sociale. Non ho sentito niente per adesso che la colleghi a giri di malaffare o di pedofilia. Normalmente va a scuola, anche se qualche volta “taglia”.
Il problema rimane la mamma, che davvero è mentalmente disorganizzata e non riesce nè a prendersi cura di se stessa, nè tantomeno a seguire queste due bambine.
Durante l’anno che si sta chiudendo abbiamo fatto il cesareo ad una giovane donna che non aveva soldi: al momento della dimissione, la gente di Chaaria mi ha detto che si trattava di una sorella più grande di Pamela e Sharon, e che quindi anche per lei avrei dovuto coprire io tutte le spese. 



Di questa figlia maggiore quella donna non mi aveva mai detto nulla, ed onestamente non penso che sia venuta a trovarla in ospedale nel post-operatorio!
Sempre quest’anno ho pure ricoverato la mamma di Pamela e Sharon per una revisione di cavità uterina dovuta ad aborto incompleto: chi era il padre di quel bambino non nato nessuno lo sa... certo è che questa donna è proprio un’irresponsabile e non è davvero un modello per queste due bambine che cerchiamo di seguire con la collaborazione del parroco, del preside e di alcuni vicini.
E’ ovvio che Pamela e Sharon purtroppo a casa trovano un ambiente di miseria non solo economica ma anche morale ed intellettuale.
Ringrazio comunque i generosi benefattori che ci hanno permesso di assicurare loro il cibo, i vestiti (anche se poi quella donna non li lava e spesso li perde o li vende), il pagamento delle spese scolastiche e l’assistenza medica sia ambulatoriale che ospedaliera.
Sono molto riconoscente ai donatori che si sono dichiarati disponibili ad aiutarci anche per il 2015.
Che il Signore li ricompensi e li benedica.
A loro dico io il grazie che la mamma di Pamela e Sharon non sa esprimere. Ogni giorno cerco di ricordare a me stesso che il Vangelo ci chiede di aiutare e di non giudicare i poveri.


Fr Beppe Gaido


Nessun commento:

Guarda il video....