Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 2 febbraio 2015

Grazia e Max

Spesso la nostra attenzione è troppo concentrata sui chirurghi che vengono ad aiutarci, e dimentichiamo le loro consorti che pur vengono a Chaaria con loro per lo stesso numero di giorni, prestando servizi molto utili per la missione, pur se forse meno appariscenti.
Oggi voglio fare amenda nei confronti di Grazia, che è sempre venuta a Chaaria con Max per gli ultimi 8 anni e che forse abbiamo dimenticato un po’ nei nostri post di ringraziamento...tutti presi come eravamo dalle grandi imprese chirurgiche portate a termine con Max.
Grazia comunque a Chaaria non è mai stata solo la “moglie del chirurgo”, ma una volontaria a tempo pieno!
Ha infatti prestato il suo servizio nel dipartimento di sterilizzazione, dove ha collaborato attivamente e positivamente con Giuliana e gli altri membri dello staff nel continuo lavoro di lavatura, disinfezione e sterilizzazione di tutti gli strumenti chirurgici, dei camici e dei teli per la sala operatoria e di tutto il materiale per la sala parto.
Grazia ha aiutato molto anche nella preparazione delle garze sterili, che noi compriamo in grandi rotoli e che bisogna prima tagliare, poi piegare e quindi sterilizzare.


Grazia ha avuto un ottimo rapporto di collaborazione con il nostro staff, e tutti si augurano che ancora possa collaborare con loro l’anno prossimo.
La figura di Grazia in sterilizzazione dimostra come si possa essere utili a Chaaria anche quando non si possiede una professione medica e magari non ci si sente tagliati per il servizio ai nostri handicappati del centro.
E che dire di Max?
Lui  è stato citato alcune volte nei post che ho pubblicato nel mese di gennaio, e quindi i lettori già sono al corrente del periodo davvero intenso che insieme abbiamo vissuto, operando moltissime persone e rendendoci utili a tanti nei loro problemi chirurgici.
Con Max è sempre bello lavorare e collaborare. Ormai tra noi esiste un’intesa profonda ed una grande amicizia.
Sappiamo inoltre che Max continuerà a lavorare per Chaaria tutto l’anno in Italia, sia come membro dell’Associazione e referente per la formazione dei volontari, e sia come attivo “fund raiser” ed “ambasciatore” di Chaaria.
A Grazia e Max va il nostro sincero ringraziamento per quello che hanno fatto per noi e per i nostri malati nel lungo mese della loro permanenza a Chaaria.


Fr Beppe Gaido


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