Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

sabato 28 marzo 2015

Malattia psichiatrica a Chaaria

Il numero di malati con disturbi gravi del comportamento e’ certamente elevato. Non sono in grado di fare dei paragoni e di sostenere che siano piu’ numerosi qui che in Europa.
Dalla tabella seguente si evince che praticamente ogni giorno siamo di fronte a qualche caso del genere. Il numero delle ammissioni potrebbe essere anche piu’ elevato, ma a volte cerchiamo di resistere alle richieste di ricovero da parte dei parenti, perche’ non ci sentiamo una struttura sufficientemente attrezzata. A volte questi malati sono violenti nei confronti degli altri. Altre volte richiedono un totale isolamento che non possiamo offrire. Spesso poi distruggono le struttura anche muraria dell’ospedale, o magari scappano di notte quando il personale e’ ridotto. Per loro ci vorrebbe un numero di infermieri ben superiore a quanto possiamo offrire.
Altro rischio che corriamo quando ammettiamo in reparto questi malati e’ di dover ricorrere a sedazioni eccessive che in pratica servono piu’ a noi per calmarli ed evitare la violenza, che non a loro stessi, per guarire. Onestamente, poi, il fatto di non avere uno psichiatra nel nostro staff limita enormemente le nostre capacita’ diagnostiche.



PERCENTUALE MALATI
PSICHIATRICI IN AMBULATORIO
20-30%
PERCENTUALE MALATI PSICHIATRICI NEI REPARTI
25-40% 
Nella maggior parte dei casi si tratta di malattie psichiatriche gravi. Mi manca una vera classificazione, ma nella tabella seguente ho cercato di indicare i problemi piu’ frequentemente rilevati. Non ho incluso nella tavola la demenza senile, che comunque e’ comune nei nostri reparti: ricoveriamo infatti molti anziani dopo ictus, a motivo di fisioterapia o per la cura di ulcere da decubito.
Un paziente con una situazione organica grave normalmente presenta una triade abbastanza tipica di sintomi:
Perdita di autostima (esempio: ‘son buono a nulla’)
Visione negativa della vita presente (esempio: ‘la mia vita non ha significato’)
Mancanza di speranza per il futuro (esempio: ‘non c’e’ piu’ niente per me in futuro’)


DISTURBI ORGANICI PIU’ FREQUENTEMENTE RILEVATI

  • Delirio, il piu’ delle volte secondario a malaria cerebrale. Quasi sempre regredisce con la terapia
  • In rari casi il delirio persiste, fino a stati di demenza
Abuso di sostanze
 Non abbiamo quasi mai notato disturbi mentali secondari all’assunzione di miraa. Invece il fumare bangh (un oppiaceo) o l’assunzione di bevande alcooliche che lo contengono porta spesso a disturbi allucinatori gravi, e a turbe del comportamento di tipo aggressivo
Schizofrenia e disturbi psicotici
 Sono comuni, e spesso hanno un andamento familiare. Frequenti sono i casi di psicosi post partum che poi non regrediscono. Questi pazienti hanno sovente deliri a sfondo religioso (vedere il diavolo) o con allucinazioni visive o uditive di tipo violento (qualcuno mi vuol uccidere)
Disordini del tono dell’umore
 Comune e’ lo stato depressivo. Ma non mancano i malati con disturbi bipolari (ciclotimia o psicosi maniaco-depressiva)

Oltre ai problemi organici sono anche comuni le nevrosi con sintomi psicosomatici, che il paziente riferisce come dolore generalizzato e poco definibile (la classica panalgia dell’ipocondriaco).
Il cliente psicosomatico e’ il piu’ difficile da aiutare perche’ richiedera’ farmaci in continuazione e non migliorera’ mai. Spesso avra’ gia’ assunto cosi’ tante medicine che e’ lui stesso a dire al medico: “questo no. L’ho gia’ preso e non mi ha fatto niente”. Si tratta di persone che dopo un po’ di tempo cambieranno medico, magari con l’idea che in quell’ospedale non sono stati capaci di comprenderlo.
Esempi dei sintomi psicosomatici piu’ frequenti a Chaaria:
Dolore (mal di schiena, dolore toracico, mal di pancia e cefalea)
Stato di perenne affaticamento
Vertigini
‘Attacchi epilettici’, che pero’ non sono tali ad un occhio esperto; sentirsi debole fino a svenire.
Sindrome del colon irritabile; sintomi che simulano un’ulcera peptica.
Esagerato dolore premestruale  e dolore pelvico cronico

PROBLEMI LEGATI ALLA TERAPIA
In fatto di medicine siamo abbastanza mal messi, in quanto i farmaci a disposizione solo pochi

Stabilizzatori dell’umore
Aloperidolo (Serenase) in compresse e fiale.
Lo abbiamo anche in forma depot da iniettare una volta al mese

  .
Lo usiamo in caso di ciclotimia e delirio

Carbamazepina (Tegretol)
Oltre che come farmaco antiepilettico lo usiamo come stabilizzatore dell’umore in sindromi maniaco depressive

Sodio valproate (Depakin)
Come profilassi della ciclotimia oltre che come farmaco anticomiziale


Ansiolitici
Benzodiazepine in compresse e fiale
Disturbi ansiosi insonnia
Sindrome da astinenza da alcoolici


Antidepressivi
Amitriptilina compresse
Stati di depressione
 Neurolettici
Clorpromazina (Largactil) in compresse e fiale.
Prometazina in compresse e fiale
 Nei casi di delirio grave e di violenza verso gli altri

Si tratta comunque sempre di pazienti difficili, e spesso scoraggianti soprattutto perche’ spesso smetteranno la terapia dopo la dimissione ed i casi di recidiva saranno moltissimi.

Fr Beppe



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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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