Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

mercoledì 22 aprile 2015

Il matrimonio di Mercy

Mercy è una nostra infermiera che lavora nel dipartimento di maternità e pediatria.
Molti volontari (e forse soprattutto le ostetriche che con lei hanno collaborato più direttamente), hanno apprezzato la sua delicatezza, la sua bontà, la sua semplicità e l'amore verso i pazienti.
Mercy è anche una delle migliori cantanti durante la Messa domenicale in ospedale, e spesso l'abbiamo ammirata come solista quando ci canta il salmo responsoriale.
Personalmente le sono molto affezionato e la stimo tantissimo. Penso che lei sia una delle persone davvero positive per il nostro ospedale.
Sabato scorso per Mercy è stato un giorno speciale perchè, nella chiesa di Nkubu, si è sposata con il suo amato consorte.
In tanti dall'ospedale hanno voluto essere presenti al matrimonio, per esprimerle il nostro affetto e tutto il bene che le vogliamo.
E' stata una bella festa, ed a Mercy auguriamo una vita felice di amore, di gioia e di tante soddisfazioni.
Ora Mercy è in licenza matrimoniale e la rivedremo tra più di un mese.

Fr Beppe Gaido




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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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