Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

venerdì 24 giugno 2016

Concerto pro-Chaaria presso il Cottolengo di Biella


Di cuore ringraziamo gli amici e sostenitori della "Associazione C.R.E.S.CO." che per noi organizzano un evento presso la Piccola Casa di Biella il 10 luglio 2016.
Li ringraziamo per l'amicizia e la stima che nutrono nei nostri confronti; soprattutto li siamo loro riconoscenti perchè credono nel sogno che ci portiamo nel cuore per Chaaria: far crescere un ospedale per i poveri e per quelli che altrimenti non potrebbero permettersi di farsi curare.
Certamente quello dell'oculistica e della chirurgia oftalmica sono per noi da anni un sogno nel cassetto che pian piano forse sta prendendo forma, dopo tante false partenze, speranze e delusioni.
Tanto per cominciare, nello stesso giorno in cui, nella Chiesa Grande del Cottolengo di Biella, si terrà il concerto a nostro favore, a Chaaria arriveranno per la prima volta degli oculisti kenyani ed americani per una tre giorni di operazioni gratuite: si dedicheranno principalmente alla cataratta ma visiteranno tutti i tipi di malattia oculistica.
Ringraziamo certamente questi amici che verranno a Chaaria ad "operare gli occhi" per la prima volta (sono sponsorizzati da una Chiesa Protestante Americana), ma ringraziamo di cuore anche gli organizzatori del concerto di Biella, gli ospiti della Piccola Casa, i musicisti ed i cantanti che saranno i protagonisti del concerto.
Ringraziamo di cuore anche Padre aldo Sarotto per aver ospitato il concerto nel Cottolengo di Biella.
Siamo profondamente riconoscenti per aver scelto Chaaria (ed il suo progetto oculistico) come destinatari della raccolta fondi.
Ai lettori che vivono dalle parti di Biella chiediamo di intervenire numerosi ed a tutti esprimiamo il nostro grazie.

Fr Beppe





BIELLA GOSPEL CHOIR 
BIELLA COTTO ANGELS 

Associazione C.R.E.S.CO. 

Hanno il piacere di invitarVi al concerto tenuto dal Coro Biella Gospel Choir, che vedrà anche la partecipazione degli ospiti della Piccola Casa di Biella 

domenica 10 Luglio 2016 ore 16.00 

BIELLA - Cottolengo - Chiesa Grande 

L’evento è promosso dall’Associazione C.R.E.S.CO, ha come nalità il sostegno alla crescita e allo sviluppo di comunità locali nei paesi di tutto il mondo, con priorità alle aree in via di Sviluppo, nella logica della autonomia. L’attività si concretizza in azioni Sviluppo di microprogetti, anche tramite eventi di scambio tra soggetti di paesi diversi. 

Le o erte raccolte durante il concerto verranno devolute all’Ospedale di Chaaria – Meru – Kenya, per la realizzazione dell’ambulatorio di oculistica.


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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