Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 6 ottobre 2016

Ci voleva anche lo sciopero!

Da ieri siamo in emergenza totale.
Inaspettatamente tutte le strutture governative sono entrate in sciopero.
Un numero inverosimile di pazienti è stato trasportato a Chaaria con ambulanze del governo e con mezzi propri.
La nostra situazione è al tracollo.
Non abbiamo posti letto. L’ospedale era già strapieno prima dello sciopero!
I reparti scoppiano.
I corridoi sono strapieni di pazienti che non sappiamo dove mettere.
Abbaimo finoto i letti di emergenza ed anche i materassi. Dove li metteremo? Per terra?
La stragrande maggioranza necessita di intervento chirurgico, per lo più ortopedico: già eravamo in overbooking con le operazioni ortopediche; ora siamo al collasso totale. Operiamo dalle 7 di mattina alla sera alle 21 in entrambe le sale ma ancora non basta.
Per non parlare della maternità che letteralmente scoppia.
Ieri notte tre cesarei, e credo che stanotte ce ne aspettiamo altrettanti, a giudicare dal fatto che in prima serata già abbiamo avuto un’emergenza!
Ieri notte abbiamo dormito 4 ore e siamo stremati...e penso che stanotte non sarà molto diversa.


Non abbiamo più lenzuola nè coperte. Non riusciamo a cucinare per tutti. Gli infermieri sono tirati al massimo e certo non riusciamo ad offrire una assistenza di alta qualità in questi giorni!
Mentre vi scrivo abbiamo 25 pazienti senza letto e quattro ambulanze cariche di malati ancora in attesa di essere accettati...il fatto è che non abbiamo neppure barelle dove sistemarli, in attesa di trovare per loro un letto.
Pensateci in questa situazione che non sappiamo per quanto durerà.
Pensateci stremati e tirati al massimo della sopportazione fisica...ma certi di essere in frontiera ad aiutare chi altrimenti non saprebbe proprio dove andare.
In questo sforzo ed in questa situazione tremenda sempre ho l’aiuto insostituibile di Fr Giancarlo che si fa in quattro per far funzionare il nostro ospedale che è quasi al collasso, ma anche orgoglioso di essere una risposta per tanti malati più che mai abbandonati in questo momento di crisi.

Fr Beppe


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