Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 10 novembre 2016

La festa di saluto ai Buoni Figli

Come ormai tradizione da molti anni, Francesca ha oggi preparato una festa per i Buoni Figli, al termine del suo periodo di volontariato a Chaaria.
Ha preparato dolci e pizza per loro; ci sono state bibite e danze per far sentire ai nostri ragazzi quanto vogliamo loro bene.
Anche questo pomeriggio, Francesca ed alcune delle volontarie presenti hanno regalato momenti di gioia semplice ed intensa ai nostri ragazzi.
Veder partire Francesca per i ragazzi è sempre molto triste, una tristezza alleviata comunque dalla certezza che certamente tornerà nuovamente a maggio.

Fr Beppe



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