Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

sabato 6 maggio 2017

Le mamme non riposano mai

Le mamme sono persone eccezionali.
Lo penso da sempre, perche' devono essere continuamente a disposizione dei loro figli, di giorno e di notte, sette giorni alla settimana.
Spesso poi sono anche mamme lavoratrici che fanno un turno di lavoro sotto padrone e poi tornano a casa solo per continuare a sgobbare: cucinare, lavare, riordinare la casa, prendersi cura del marito e non solo dei figli.
Le contemplo spesso qui in reparto di pediatria, e le vedo perennemente impegnate con I loro figli malati: c'e' la flebo da sorvegliare, poi l'infermiera da chiamare se per caso si dimentica della terapia; quindi bisogna allattare, cambiare I pannolini e magari anche giocare con il piccolino quando sta meglio.
Alla sera dopo cena e' frequente passare dalla pediatria e vedere tutte le mamme sedute sul letto con il bimbo attaccato al seno ed intente a cantare in coro le loro preghiere di fine giornata. 
Non hanno bisogno di un prete che le guidi...cantano benissimo e fanno lunghe preghiere spontanee che sono in parte implorazione per la guarigione dei loro bambini ed in parte ringraziamento per I miglioramenti registrati. 
E' bello sentirle cantare. 
Non smettono neppure quando vai a visitare qualche piccolo paziente piu' grave, quasi che con la loro preghiera ti possano aiutare nel tuo lavoro terapeutico.
Anche di notte sovente non dormono. Puoi arrivare in pediatria per una emergenza a qualunque ora della notte e sempre trovi qualcuna di loro intenta a prendersi cura del proprio bambino. 


Poi le rivedi al mattino, pimpanti ed attente ai nuovi bisogni dei figli ammalati, e ti chiedi come caspita facciano...davvero le mamme non riposano mai.
Le mamme hanno una marcia in piu', un'energia interiore infinita che viene da Dio e dal dono stesso della vita.
Contemplare le donne in pediatria, vederle completamente donate ai loro figli malati, e' per me un continuo stimolo a fare lo stesso per tutti I miei pazienti. Le mamme sono infatti il mio modello e l'esempio di dedizione che ogni giorno mi sforzo di imitare.

Fr Beppe

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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