Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 2 agosto 2017

Un successo terapeutico importante

Grace ha un anno di età- L’abbiamo ricoverata per febbre alta e stato comatoso.
All’ingresso la piccola presentava anche un rigonfiamento molliccio del cuoio capelluto a livello del parietale di destra. Tale rigonfiamento si estendeva anche alla fronte ed all’orbita di destra.
All’esame otoscopico abbiamo notato un timpano destro molto arrossato ma non perforato. L’esame della malaria è invece risultato negativo così come la puntura lombare.
Abbiamo quindi pensato ad un’otite media complicata con mastoidite.
Abbiamo coperto la piccola con del rocephin associato a del cortisone in vena. Abbiamo anche aggiunto del ciproxin in gocce da instillare in entrambe le orecchie.
Con la terapia instaurata, lo stato di coscienza è andato gradualmente migliorando, ma il rigonfiamento del sottocute cranico e dell’occhio non davano segni di decremento... anzi, l’edema dell’orbita era diventato così importante da provocare anche ectropion della congiuntiva palpebrale. Questo fatto ci ha obblligato a praticare medicazioni occlusive della congiuntiva per evitare essiccamento e lacerazione della stessa.


Abbiamo pensato di eseguire una TAC cranica prima di ogni tentativo chirurgico di evacuazione, per essere sicuri dell’origine del pus. La tomografia ha confermato il sospetto di mastoidite, mostrando cellule mastoidee intasate di materiale infiammatorio e non aerate.
Abbiamo perciò sedato la paziente ed abbiamo con prudenza eseguito una incisione sull’area parietale destra, drenando una buona quantità di materiale purulento. 
Dopo tale piccolo intervento la bimba si è sfebbrata e le condizioni generali sono migliorate. Anche l’edema del parietale è scomparso completamente.
La nostra preoccupazione continuava però ad essere l’occhio destro.
Infatti l’edema non tendeva a diminuire ed anzi provocava un certo esoftalmo (protrusione dell’occhio).
Abbiamo chiamato l’oculista il quale dapprima ha pensato ad una raccolta ascessuale dell’orbita in regione retrobulbare: quando già aveva deciso di praticare incisione e drenaggio, ha avuto un ripensamento ed ha insistito perchè facessimo una TAC dell’orbita:
contrariamente a quanto ci aspettavamo non c’era raccolta ascessuale retrobulbare, ma solo importante edema dei muscoli oculomotori, ed era l’edema che provocava lo spostamento in avanti del bulbo.
D’accordo con l’oculista, abbiamo quindi deciso di non incidere ma di continuare con la terapia medica, affidandoci sia all’antibiotico che al cortisone: in effetti, il gonfiore dell’occhio si è gradualmente ridotto.
La piccola Grace può ora chiudere le palpebre senza difficoltà; la congiuntiva non è infiammata e l’esame del fondo oculare appare del tutto normale.
Oggi l’abbiamo dimessa: è cosciente, sfebbrata, con gli occhi sgonfiati e con la ferita dell’incisione guarita.
Una volta tanto sembra che sia andato proprio tutto bene!
Non so perche', ma proprio ora che le cose sono andate tutte bene mi torna tanta nostalgia della mia Stella che invece non ero riuscito a salvare.

Fr Beppe Gaido


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