sabato 31 maggio 2008

L’Africa non è poi così lontana…


Progetto Adotta un pulcino, aiuta un bambino
Huruma Center


due mesi fa, grazie alla collaborazione di Angela (amica ed insegnante capace di mettere la passione al servizio della professione, avendone naturalmente in mente il senso etimologico e sociale) 47dda9f3ff152d735ace9a6f6028e6eb.jpgsiamo riusciti ad organizzare una presentazione del progetto “Afrikalba per Huruma” presso “l’Istituto Comprensivo di Iseo”, rivolgendoci ai ragazzi di terza media. Come tutti gli eventi simili che l’hanno preceduto, in alcuni istituti di Firenze, Vicenza ed Empoli, l’incontro con i ragazzi è stato ricco di emozioni, domande, sorrisi, vigorosa partecipazione e tanta curiosità. Nei giorni seguenti, spinta da un’idea nata proprio nei ragazzi che hanno preso parte all’iniziativa (circa 80), Angela ha messo in moto la macchina burocratica per realizzare un piccolo progetto; ognuno dei ragazzi d’Iseo voleva, nel suo piccolo, entrare con un gesto concreto nella vita dei propri “compagni di classe” africani. Da qui è nato il progetto “Una nidiata di pulcini per Huruma”, grazie al quale 109 € sono in viaggio verso l’Africa che, detto tra noi, non è poi così lontana! Ad ognuno di loro va il mio profondo grazie,
Mariano

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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