Il Centro per disabili ( chiamati Buoni Figli da S. Giuseppe Cottolengo ), è nato un po’ come sfida in un contesto sociale e culturale in cui il disabile non è valutato e considerato come persona.
Sorto negli anni ‘84/’85 insieme al dispensario, tale Centro si proponeva di dare una risposta a quella povertà che ancora oggi, insieme all’emergere di “ nuove povertà”, non trova una risposta soddisfacente all’interno del Paese. Nato per ospitare 25 ragazzi portatori di handicap sia fisici che mentali, con il tempo e spinti dalla continua richiesta di assistenza, tale servizio ora è in grado di aiutarne 50. Per meglio comprendere il problema è richiesto uno sforzo per tentare di entrare nella cultura africana.
In Kenya, più che da noi, all’interno della famiglia è importantissimo mettere al mondo una nuova vita, e ancor di più se questa nuova vita è un bambino maschio. Se però il bambino che nasce è maschio ed è disabile, vuol dire che una maledizione è entrata in quella famiglia per cui l’abbandono e l’isolamento diventa quasi normale.
Non è detto che istituzionalizzare una persona con disabilità risolva il problema, anzi, si corrono parecchi rischi, ma l’assistere e dare testimonianza che un disabile ha la stessa importanza della persona sana vuol dire andare contro corrente e sfatare alcuni modi di pensare e di agire radicati da generazioni. Come abbiamo, visto il Centro offre una accoglienza a 50 disabili, raccolti dai villaggi circostanti e presentati inizialmente o dai vicini o dal Missionario della zona. E’ una eccezione che sia la famiglia a chiedere aiuto, in quanto è umiliante per essa ammettere di avere un figlio disabile.
Al Centro, oltre a soddisfare i bisogni di prima necessità in coerenza con quello che il Santo Cottolengo proponeva, si cerca di garantire al disabile tutto ciò che l’assistenza spirituale e materiale può offrire nel contesto africano. Un servizio riabilitativo con una piccola attività occupazionale portata avanti dall’inserimento di una delle nostre suore cottolenghine viene offerta tutti i giorni ai ragazzi su cui è possibile operare. La metà dei ragazzi, divisi in gruppi, frequentano giornalmente lezioni scolastiche; con i ragazzi più gravi si cerca di lavorare in gruppo facilitando il gioco e la comunicazione.
L’attività catechistica viene offerta due volte alla settimana con la possibilità della frequenza alla S. Messa al mercoledì e alla domenica. Una volta al mese, con la presenza di un nostro Sacerdote cottolenghino, viene offerta la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione. L’assistenza sanitaria, essendo il Centro integrato con l’ospedale, viene offerta ogni qualvolta ce ne sia bisogno dall’ospedale stesso, per cui possiamo dire che anche in questo si cerca davvero di offrire al disabile tutta quell’assistenza necessaria per rendergli la vita meno difficile e più accettabile. Ci vogliono anni e tanta costanza anche da parte nostra, per comprendere ed aiutare a far capire che veramente voler il bene di queste persone è un impegno da portare avanti ogni giorno con costanza. Siamo convinti che, tra le povertà ancora non sradicate, quella della disabilità dia spazio ad una risposta autenticamente cottolenghina e possa oggi testimoniare l’AMORE gratuitamente ricevuto e gratuitamente dato.
Fr. Lorenzo
A nome di tutti coloro che operano nel Centro
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