Vorrei dirvi alcune parole su ciò che Chaaria non è, al fine di aiutare i volontari a fare una esperienza il più positiva possibile, evitando false attese e frustrazioni. Molte volte infatti nelle precedenti lettere abbiamo insistito su ciò che si fa, su quello che abbiamo migliorato, sulle nuove costruzioni o terapie in atto…Ora è forse meglio parlare un poco di tutto quello che non si riesce a fare qui alla Missione.
2) A Chaaria la visita ai villaggi circostanti e alle altre Missioni cottolenghine sarà organizzata ogni qualvolta ci sarà possibile, tenendo conto delle necessità primarie del nostro servizio.
3) Chaaria è una esperienza totalizzante in cui spesso i ritmi di lavoro sono continui ed estenuanti, di conseguenza non c’è molto tempo libero. E’ però bene ripetere che ognuno contribuirà nella maniera a lui più congeniale. C’è chi vuole dare tutta la propria giornata al servizio, e c‘è chi ha bisogno di spazi più estesi di recupero fisico, spirituale e psichico. Ognuno potrà organizzarsi liberamente i propri orari.
4) Chaaria è una esperienza di vita comunitaria e di condivisione totale tra Fratelli della Comunità e volontari: si vive sempre insieme, si lavora insieme, si mangia insieme. Questo richiede una buona dose di adattamento e di pazienza reciproca, perché ognuno è diverso e porta con sé pregi e difetti: i Fratelli non sono perfetti, così come non lo sono i volontari. Si tratta dunque di saper stare insieme, prendendo da ognuno ciò che è buono e perdonando ciò che possiamo definire imperfezione o difetto. Per stare bene insieme è importante un buon spirito di adattamento e la capacità di non giudicare.
5) Chaaria è soprattutto una esperienza di vita in cui cerchiamo di volerci bene e di servire i poveri mettendo a loro disposizione tutto quello che siamo e tutto quello che abbiamo. Stando qui per un po’ si riscoprono valori spesso dimenticati, come quello della povertà e della vita semplice, senza troppe possibilità di comunicazione con l’Europa, senza sprechi e senza televisore. Il nostro sforzo è quello di diventare una famiglia per tutti i poveri che serviamo e incontriamo, e allo stesso tempo quello di creare rapporti di amicizia significativi con tutti i volontari che vengono a darci una mano.
6) Noi crediamo fortemente che valga la pena spendere la propria vita ed anche la propria salute a servizio di coloro che sono meno fortunati di noi. Crediamo che servire i piccoli e gli abbandonati è servire Gesù, ed è allo stesso tempo una ottima strada per la purificazione e per la santità personale e comunitaria.
Dopo questo lungo elenco di punti in cui ho cercato di spiegare ciò che Chaaria non è, vorrei dire a tutti coloro che desiderano venire da noi, che sono i benvenuti: quello che possiamo promettere fin da ora è la nostra amicizia ed il nostro calore fraterno, il nostro aiuto per un graduale inserimento e la condivisione delle nostre esperienze e della nostra giornata. A tutti i volontari promettiamo un cuore caldo che li accoglierà a braccia aperte, non nasconderà che ci sono anche dei difetti e dei problemi qui in Missione, ma sarà sempre aperto all’amicizia verso tutti.
Soprattutto possiamo promettere che a Chaaria i volontari troveranno tantissimi poveri veramente bisognosi e malati, e saranno loro la ricompensa per ognuno. Davvero i poveri sono coloro che ci riempiono il cuore e alla fine dell’esperienza ci fanno esclamare: "Ero venuto per donare qualcosa e invece mi rendo conto di aver ricevuto molto di più di quanto ho effettivamente dato".
Ciao! pregate per noi e per la nostra comunità e, se ne avete la possibilità, venite a condividere qualche tempo con noi, per aiutarci a completare il "nostro sogno per Chaaria".
Fr Beppe Gaido
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