venerdì 11 luglio 2008

Confronto tra attività di maternità nel primo semestre 2007 e 2008

Carissimi tutti,
la maternità è senza dubbio un settore centrale del Cottolengo Mission Hospital. E' anche uno dei più esigenti, considerando soprattutto che il 99% delle chiamate notturne riguardano complicazioni di carattere ostetrico.
Come graficamente indicato sotto, il numero delle mamme che hanno deciso di partorire da noi è rimasto costante. 4 pazienti in più nel 2008 rispetto all'anno precedente se si considera il totale dei casi.
Quello che è avvenuto, è un netto incremento percentuale del numero dei cesarei. Cosa vuol dire questo? siamo diventati troppo interventisti?
Io credo che la spiegazione sia diversa: Chaaria ha assunto un ruolo sempre più importante come ospedale di riferimento di molte maternità rurali (sia missionarie che governative), e le persone che afferiscono a noi sono sempre più casi in sè complicati: per esempio pregressi cesarei, malposizioni fetali, mamme con gravidanze prolungate o complicate da pressione alta, diabete o altro.

C'è anche da considerare che queste maternità rurali spesso ci "trasferiscono" pazienti in condizioni critiche: sovente capita che queste mamme siano state ricoverate altrove per molte ore, e poi vengano portate da noi, magari di notte, quando l'unica alternativa è la chirurgia.
C'è poi da considerare l'HIV: in questa condizione si sconsiglia il parto naturale, ed anche queste donne vengono incoraggiate di rivolgersi a noi.
Questo penso sia il motivo del 37% di cesarei registrato nel 2008
Ma al di là di tutto ringrazio il Signore perchè il 99.9% di questi parti sono stati un successo ed abbiamo otenuto un neonato bello e sano. Inoltre abbiamo zero mortalità per quanto riguarda la mamma, sia in sala parto che in sala operatoria.

Ciao. Un abbraccio.
Beppe
d154a44e9eed6978cf070a1991836f11.jpg

Nessun commento:


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


Guarda il video....