sabato 5 luglio 2008

Ringraziamento da parte di Grace Gacheri


Carissimi amici,

oggi scrivo a nome della nostra infermiera Grace, che, non conoscendo l’Italiano, mi ha chiesto di farmi interprete dei suoi sentimenti.

Prima di tutto vuole esprimere pubblicamente il suo ringraziamento a Francesco, Erika ed Anna che con le loro offerte le hanno permesso di completare il suo corso di studi come Registered Nurse.

Se non fosse per questi grandi amici italiani, lei non avrebbe mai potuto portare a termine i suoi studi. Grace assicura che prega molto Dio perchè ricompensi questi suoi grandi benefattori.

Lei è anche molto felice di aver trovato lavoro qui da noi al Cottolengo Mission Hospital.

Il più grande dono che Dio le ha fatto in questi ultimi tempi è però un’altro: le ha donato un marito, ed un mese fa anche una meravigliosa bambina che si chiama Gatwiri e che Grace vuole presentare a tutti voi. Vi mando la sua foto, scattata il giorno in cui è venuta per le vaccinazioni.

Ecco come i volontari non solo aiutano il nostro Centro, ma contribuiscono anche al benessere di molta gente che gravita attorno alla Missione.

Ciao, Beppe


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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