lunedì 4 agosto 2008

Lettera dal mio amico Carlo


Carissimo Pino,


grazie per aver creato questa bellissima opportunita', questo regalo non solo per i poveri e i pazienti che ti circondano, ma anche per la gente di qui, che ne ha bisogno di un confronto con la realta' Global...nel vero senso della parola.OrsettiBlu.gif
A un amico come me tu e Chaaria avete insegnato molto. Penso che la consapolevolezza del dono ricevuto aumentera' con il tempo.
Le bellissime parole che hai messo sul web mi hanno toccato in fondo al cuore: ne sono commosso e orgoglioso. Sei un grandissimo amico, come sempre.
Ciao Pino, ti abbraccio.

Carlo


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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