domenica 7 settembre 2008

Ciao, sono Lina...


… sono a Chaaria da venerdi’. Ci sono venuta soprattutto perche’ ho bisogno di soldi. Non sono ricoverata al Cottolengo Mission Hospital, ma ho ottenuto ospitalita’ presso i Fratelli. Sono stata al Kenyatta, dove mi hanno un po’ rimproverata per il ritardo con cui mi sono presentata per la radioterapia. Io pero’ ho fatto loro capire che non e’ semplice decidere per un trattamento che certamente ti togliera’ la vista per sempre. Ora comunque sono persuasa, ed andro’ avanti fino alla fine.

Sono venuta da Beppe perche’ devo nuovamente pagare un bel po’ di soldi. Mi hanno richiesto una nuova TAC del cranio ed un’altra della colonna cervicale. Poi dovro’ sottopormi a sedute di radio, tutte a pagamento. Mi hanno detto di presentarmi tutti i giorni, dal lunedi’ al venerdi’. Inoltre due volte alla settimana incontrero’ l’oncologo, ed anche lui mi fara’ vedere una parcella.
Lo so che costo un sacco, e capisco Beppe che si preoccupa dei soldi che vanno via cosi’ velocemente... ma io sono onesta al centesimo. Questo denaro lo uso solo per la cura e per i trasporti a Nairobi o a Chaaria.
Tra l’altro la radioterapia si fara’ in regime ambulatoriale, per cui si e’ presentato il problema dell’alloggio. Affittare una stanza vicino all’ospedale sarebbe costato tantissimo: 1500 scellini al giono per persona. E pensate che io ci vedo pochissimo e non posso muovemi da sola per la capitale, per cui devo avere sempre mia sorella insieme. Si parlerebbe quindi di 3000 scellini al giorno, senza contare i pasti.
Devo pero’ dire un grazie veramente sentito al Cottolengo di Nairobi-Langata e a Sr Carla in particolare, che dietro la richiesta di Beppe, ha accettato di ospitare sia me che mia sorella per tutta la durata della radio. In tal modo le spese si ridurranno di molto. Dovro’ solo pagare il matatu da Karen fino al Kenyatta. Il Cottolengo infatti ci offre sia vitto che alloggio.
Grazie anche a Fr Lorenzo che martedi’ mi portera’ a Langata dove mi sistemero’ per poi iniziare questa nuova avventura il giorno seguente.
Grazie a tutti voi che mi aiutate economicamente, e mi sostenete moralmente. Lo so che le mie aspettative di vita non sono le piu’ rosee, ma se dovessi farcela, sappiate che avrete la mia eterna riconoscenza. E se poi dovessi soccombere, dal Paradiso non potro’ mai dimenticarmi di voi.
A questo mio ringraziamento si unisce la mia mamma, che, come potrete immaginare, e’ completamente devastata. Dio vi benedica.

Lina e Beppe

252238560.JPG


Nessun commento:


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


Guarda il video....