non mi sono dimenticato di Chaaria, ne tantomeno di te. Il rientro a lavoro è stato molto duro, tra l'altro ho provato l'altra parte della barricata e mi sono fatto operare di appendicectomia i primi di luglio. E' stata un'esperienza molto interessante ed istruttiva. Luciano mi ha informato che avresti voluto un commento sui nostri giorni a Chaaria. Aspettavo che lui scrivesse qualcosa e me lo mandasse per aggiungere i miei commenti. Purtroppo tutti gli impegni primariali di Luciano l'hanno distolto da questo compito ma spero che, se la cosa ti interessa ancora, prima o poi ci riesca. Ti anticipo che per me, pur con qualche difficoltà iniziale, è stata un'esperienza bellissima e finalmente quello che cercavo e per cui sono venuto tante volte in Kenya. Il gruppo che tu hai formato, con Makena e Ogembo, mi ha dato tantissimo. Lavorare con voi è stato entusiasmante e i ritmi di lavoro veramente ininterrotti (a parte le mie sigarette e pennichelle pomeridiane per cui tutti mi sfottevano). Ogembo è una persona straordinaria sia per le capacità professionali e per la curiosità scientifica con cui mi chiedeva pareri e consigli (che poi ricordava nei minimi dettagli), sia per le capacità di ascolto e di empatia con i pazienti: mai frettoloso ne impaziente nonostante la mole di lavoro.
Makena era il contatto con il resto del personale e l'organizzatrice dell'attività in generale e in particolare della sala operatoria. La sua allegria contagiosa e fresca aiutava a non sentire la stanchezza e a sdrammatizzare i momenti pesanti. Anche quando era sfinita e si sedeva abbacchiata in un angolo, alla richiesta di operare ancora rispondeva illuminandosi e illuminandoci col suo sorriso: "Ok. No problem doctor!". Che energia e che abnegazione. In sala poi era perfetta e inflessibile. Dava una sicurezza anche nei momenti più cruciali. Che perdita professionale ed umana. Posso immaginare cosa significhi lavorare senza la sua fondamentale e insostituibile collaborazione. Speriamo che questo tempo passi in fretta!
Con te ho avuto un iniziale conoscenza forse fredda e distaccata. Se non fossi sardo direi che lo sei tu. Ci siamo scrutati, studiati e forse alla fine abbiamo aperto un piccolo varco nelle nostre corazze. Ho capito la tua iniziale diffidenza, però devo dirti che un pò mi ha fatto soffrire e arrabbiare. Adesso capisco il peso delle tue responsabilità e quante dolorose delusioni devi aver subito. E' però sempre pesante pagare per gli altri! Mi sarebbe piaciuto parlare più apertamente con te, conoscerci veramente e magari parlare di noi davanti ad una birra senza paura di giudicarci. E' stata bellissima la chiacchierata alla mia partenza. Spero di poterla riprendere al più presto. Devo dirti che ti stimo tantissimo per tutto quello che fai e per come lo fai. Per le tue capacità professionali (spesso autodidattiche) e organizzative, per la tua energia e per la tua capacità di andare sempre avanti nonostante gli insuccessi e la fatica, per il tuo pensare sempre agli ultimi. Spero che la nostra conoscenza possa approfondirsi anche ma non solo per mail.
Ho letto della scomparsa di Guido. Mi è molto dispiaciuto. Casualmente durante una consulenza in un ospedale periferico, ho incontrato una paziente di Cuorgnè che era sua paziente . Mi ha raccontato della sua fine tragica. Quanto è misteriosa e imperscrutabile per noi la mente umana! Scusa ma mi sono lasciato prendere la mano dai ricordi!
Il motivo fondamentale per cui ti scrivo è innanzitutto mandarti la mia mail per qualsiasi necessità e consiglio avessi bisogno (leggendo il blog vedo che non ti fai mancare niente).
Enrico
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