Caro Fratel Beppe,
è da un po’ di tempo che non ci sentiamo e spero che le attività a Chaaria continuino bene; abbiamo seguito da distante le vicende del Kenya l’inverno passato tramite le mail che scrivevi.
Lo scorso anno io e Serena avevamo deciso di cercare un secondo figlio/a e in effetti dopo poco si è fatta strada una bimba che dopo una travagliata gravidanza (anche con ricovero di un mese e mezzo) è nata lo scorso 11 luglio alle 00.15 all’Ospedale Sant’Anna di Torino e alla quale abbiamo dato il nome di Enrica; una bimba prematura di 7 mesi e un pezzo di 1.890 kg di buono stato di salute; è stata ricoverata all’Ospedale Regina Margherita di Torino in incubatrice ma la domenica 13 luglio, purtroppo alle 13.40 ha avuto una crisi ed è volata in Paradiso; i medici che l’hanno curata hanno effettuato manovre di rianimazione per ben 2 ore senza esito positivo: alla fine erano sconvolti perché non capita spesso che perdano un piccolo prematuro così facilmente; hanno parlato di CID (coagulazione intravascolare diffusa) e di possibile infezione (forse da Escherichia coli) ma gli accertamenti stanno continuando.
Noi siamo arrivati in ospedale a cose fatte: il mondo ci è crollato addosso e proprio non c’è l’aspettavamo! Il trauma psicologico è stato fortissimo! Era domenica 13 luglio ed era S.Enrico (forse un segno di Dio?!)
Difficile ricercare risposte concrete e tutto questo!
Allora, al posto di ricevere fiori per la sepoltura abbiamo pensato a te e a tutta la Missione di Chaaria raccogliendo un piccolo importo (1200 Euro) che abbiamo versato all’Associazione. Sapendo che Enrica ci guarda ora dal Cielo e pensando a tutte le bimbe e i bimbi che nascono ogni giorno a Chaaria, speriamo di poter dare un contributo concreto, soprattuto nelle cure per l’AIDS e malaria.
Un saluto e un abbraccio.
Fabrizio, Serena e Samuele
PS: un caro saluto a Paul Kinoti e sua famiglia e a Fratel Lorenzo della fisioterapia (con cui
avevamo collaborato nel 2002).
Carissimo Fabrizio e Serena,
la vostra mail mi ha commosso fino alle lacrime. Mi dispiace tanto non averla ricevuta prima (per motivi strani di informatica) e non esservi stato vicino da subito. Il vostro dolore è immenso. Lo posso solo immaginare. Lo intuisco stando dalla parte dei medici rianimatori che non ce l'hanno fatta. Forse non riesco a comprendere tutta la profondità del vostro dolore, perchè quella bimba non mi era passata nel corpo e nel cuore, come invece ha fatto con voi, suoi genitori. Quello di cui sono certo è che la vostra bambina ora vi guarda dal Paradiso e vi protegge. Mi avete veramente commosso con il vostro gesto così umano ed eroico. Grazie a nome di tutti i poveri bambini di Chaaria per la vostra generosa offerta. Un abbraccio forte ed una preghiera.
Fr Beppe

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