mercoledì 10 settembre 2008

Lettera da Fabrizio, Serena e Samuele

Caro Fratel Beppe,

è da un po’ di tempo che non ci sentiamo e spero che le attività a Chaaria continuino bene; abbiamo seguito da distante le vicende del Kenya l’inverno passato tramite le mail che scrivevi.

Ti scriviamo questa lettera per raccontarti qualcosa che ci è capitato recentemente.
Lo scorso anno io e Serena avevamo deciso di cercare un secondo figlio/a e in effetti dopo poco si è fatta strada una bimba che dopo una travagliata gravidanza (anche con ricovero di un mese e mezzo) è nata lo scorso 11 luglio alle 00.15 all’Ospedale Sant’Anna di Torino e alla quale abbiamo dato il nome di Enrica; una bimba prematura di 7 mesi e un pezzo di 1.890 kg di buono stato di salute; è stata ricoverata all’Ospedale Regina Margherita di Torino in incubatrice ma la domenica 13 luglio, purtroppo alle 13.40 ha avuto una crisi ed è volata in Paradiso; i medici che l’hanno curata hanno effettuato manovre di rianimazione per ben 2 ore senza esito positivo: alla fine erano sconvolti perché non capita spesso che perdano un piccolo prematuro così facilmente; hanno parlato di CID (coagulazione intravascolare diffusa) e di possibile infezione (forse da Escherichia coli) ma gli accertamenti stanno continuando.
Noi siamo arrivati in ospedale a cose fatte: il mondo ci è crollato addosso e proprio non c’è l’aspettavamo! Il trauma psicologico è stato fortissimo! Era domenica 13 luglio ed era S.Enrico (forse un segno di Dio?!)
Difficile ricercare risposte concrete e tutto questo!
Allora, al posto di ricevere fiori per la sepoltura abbiamo pensato a te e a tutta la Missione di Chaaria raccogliendo un piccolo importo (1200 Euro) che abbiamo versato all’Associazione. Sapendo che Enrica ci guarda ora dal Cielo e pensando a tutte le bimbe e i bimbi che nascono ogni giorno a Chaaria, speriamo di poter dare un contributo concreto, soprattuto nelle cure per l’AIDS e malaria.
Un saluto e un abbraccio.

Fabrizio, Serena e Samuele


PS: un caro saluto a Paul Kinoti e sua famiglia e a Fratel Lorenzo della fisioterapia (con cui
avevamo collaborato nel 2002).


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Carissimo Fabrizio e Serena,

la vostra mail mi ha commosso fino alle lacrime. Mi dispiace tanto non averla ricevuta prima (per motivi strani di informatica) e non esservi stato vicino da subito. Il vostro dolore è immenso. Lo posso solo immaginare. Lo intuisco stando dalla parte dei medici rianimatori che non ce l'hanno fatta. Forse non riesco a comprendere tutta la profondità del vostro dolore, perchè quella bimba non mi era passata nel corpo e nel cuore, come invece ha fatto con voi, suoi genitori. Quello di cui sono certo è che la vostra bambina ora vi guarda dal Paradiso e vi protegge. Mi avete veramente commosso con il vostro gesto così umano ed eroico. Grazie a nome di tutti i poveri bambini di Chaaria per la vostra generosa offerta. Un abbraccio forte ed una preghiera.

Fr Beppe


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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