mercoledì 8 ottobre 2008

Facciamo un punto sulla situazione...


Carissimi amici,

i mesi di agosto e settembre sono stati particolarmente pieni e ricchi di cose belle ed esaltanti.
Prima di tutto, abbiamo avuto la gioia di aver molti volontari dall’Italia: abbiamo lavorato molto insieme e ci siamo fatti buona compagnia. Soprattutto siamo riusciti spesso a ricreare condizioni ottimali di fraternità e di collaborazione. Abbiamo riscoperto la gioia di un bicchiere di birra insieme, o di una chiacchierata alla sera prima di andare a dormire, magari dopo un’emergenza in sala a mezzanotte. Abbiamo sì faticato molto, ma siamo anche stati contenti tra noi e ci siamo arricchiti a vicenda.
Anche in questo periodo il lavoro non è mancato, così come i casi veramente pietosi e poveri. Se qualcuno dei volontari appena passati avesse voglia di mandarmi una paginetta con le sue impressioni ed emozioni, questo sarebbe sicuramente bello. Potremmo arricchire il blog e renderlo sempre di più un forum in cui ognuno contribuisce a far crescere la sensibilità ai problemi e ai valori dell’Africa. Credo che il significato di un giornale telematico sia proprio questo: darci la possibilità di comunicare per far conoscere ed amare quelle parti del mondo che soffrono maggiormente.
Desidero ringraziare tutti coloro che hanno voluto mandare un aiuto economico, che sarà usato con coscienza nel servizio dei Poveri e nei settori indicati specificamente dai donatori. Mi commuove sempre quando un volontario viene e mi fa vedere la lista dei colleghi di lavoro che hanno contribuito ad una raccolta fondi, con un’idea chiara in testa: “almeno sappiamo dove vanno a finire”. Mi commuove soprattutto quando vedo tutte quelle banconote da 5 Euro e penso che qualcuno davvero fa fatica a tirare avanti anche in Italia, ma non vuole venire meno a quanto il cuore gli suggerisce nel campo della solidarietà.
Grazie anche a tutti coloro che hanno scritto sia per mail che per posta tradizionale: una lettera è metà dell’amico, dice un proverbio kiswahili, intendendo dire che, se l’amico lo puoi godere pienamente soltanto quando puoi stare con lui, è anche vero che il rapporto epistolare è di una importanza grandissima, soprattutto nelle nostre condizioni in cui si vive lontani e si sperimenta un certo isolamento. Grazie quindi di tutto: dei soldi, delle medicine, degli strumenti, dei libri, dei DVD e di tutte le lettere che mi hanno riempito il cuore di gioia. Sto cominciando a rispondere e chiedo perdono a chi non ha ancora ricevuto la mia risposta: prometto che scriverò con calma a tutti.

PS: Per il resto va abbastanza bene, soprattutto se si cerca di fare tutto per il Signore. Se ci si aspetta umana riconoscenza, si rimane molto depressi e delusi. E’ indubbio che qui ci siano molti poveri, ma è pur vero che ci sono anche dei disonesti che solo pensano a ‘fregarti’ …
Noi cerchiamo di aiutare tutti e quando veniamo ingannati pensiamo che il nostro cuore è pulito perchè noi lo abbiamo fatto con retta intenzione.
Il nostro Buon Figlio Simon Kamau ora riposa in pace nel cimitero di Chaaria: abbiamo celebrato la Messa di funerale ieri alle ore 15, e poi lo abbiamo tumulato non lontano dal suo vecchio amico Fr Giovanni Bosco.

Ciao. Beppe


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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