martedì 11 novembre 2008


Ciao caro Beppe,

ti scrivo, mi spiace via posta elettronica e non cartacea, la lettera che avrei voluto lasciarti. Spero che tu riesca a leggere questa mail che ho tentato di mandarti domenica ma forse non è arrivata.
Erano ormai 5 anni che desideravo venire in Africa a fare volontariato e vorrei averlo fatto prima. Sono stata tanto tanto fortunata:

con i Buoni Figli che mi hanno accolta con calore e con affetto, con cui ho condiviso giornate stupende mi hanno regalato tutto: sorrisi e dolcezza e amore;
con le volontarie che hanno condiviso la mia stessa esperienza, Lorena e Valentina, che, con sensibilità e pazienza, mi hanno inserito nel centro dei Buoni Figli;

con le persone che lavorano fisse nel centro, Giacinta, suor Cecilia e suor Lucy, che lavorano con passione e dedizione
con gli altri volontari con cui ho condiviso tutti gli altri momenti della giornata, le simpatiche ed attive Katia e Milena, ho avuto la fortuna di conoscere una persona colta come Max da cui è stato possibile "abbeverarsi" su qualunque argomento, la dolcezza e la simpatia di Davide, che mi ha sopportato da prima della partenza! La mia compagna di stanza Pinuccia che mi ha accolto con affetto e mi ha reso sempre partecipe delle sue esperienze quotidiane e che trova il lato comico in ogni cosa, Laura che con affetto materno si occupa di tutti.
con i Fratelli: la disponibilità di Wilson, i consigli saggi di Godfrey, il canto di Albert, i discorsi e le battute di Godfrey, il grande aiuto di Simon nel centro, la dolcezza di Richard, la simpatia di Steve.
In particolare ringrazio te, Beppe perché tutto questo non sarebbe stato possibile. Chaaria è una missione in cui tutti si sentono bene perché tu crei un clima sereno, familiare, che permette di condividere esperienze ed emozioni.
Ringrazio Dio di aver potuto conoscere una persona come te che con passione, amore, intelligenza e sensibilità riesce a coniugare tutte le incombenze che ha e ad essere sempre disponibile, con attenzione ed affetto, per tutto e per tutti. Il sesto senso è l' amore per gli altri, che permette di vedere oltre e di fare ciò che razionalmente non si pensa di poter arrivare a fare e tu ne hai il dono.
Ringrazio Dio di avermi fatto vivere tutto questo, di poter conservare questa luce che mi avete dato e di poterla diffondere il più possibile.
Se devo essere sincera penso di aver ricevuto molto molto più di quello che ho dato.

Grazie di cuore, con affetto
Valentina


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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