lunedì 17 novembre 2008

Emergenza al nido


“Piove sempre sul bagnato”. Dopo la brutta esperienza appena conclusa con la piccola di Tuuru, e’ ora la volta di Patrick, l’orfano portatoci qualche tempo fa da Rita di Materi.
Patrick.JPGE’ stato bene per parecchio tempo, raggiungendo i 4 Kg di peso corporeo. Ma poi ha cominciato a non mangiare piu’, e da alcuni giorni ha una diarrea paurosa. E’ disidratato e vomita. Stiamo facendo tutto quello che possiamo. Lo abbiamo testato per la malaria o per infestazioni intestinali, ma e’ negativo.
Patrick pero’ e’ scheletrico e diventa sempre piu’ emaciato. Ora pesa solo 2100 grammi. L’ho messo in regime di latte in formula specifico anche per le allergie e le intolleranze proteiche, in caso avesse sviluppato qualche problema di malassorbimento. Speriamo in bene. E’ un momento difficile al nido e siamo un po’ scoraggiati. Nelle ultime ore la diarrea sembra ridursi e nutriamo la speranza di salvare questo nostro piccoletto. Anche Silvia e’ malata. Ha la malaria, ma lei e’ gia’ piu’ grandicella e penso che ce la possa fare.
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Foto di Patrick
E’ arrivata anche una nuova orfanella. Ha tre giorni di vita. Non mi sono sentito di dire di no, anche se la tentazione era forte, visto gli ultimi insuccessi. Speriamo che la nuova bimba cresca forte e robusta.
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L'orfanella appena arrivata

Oggi abbiamo anche salutato Laura, infermiera di Torino che e’ rimasta con noi per quasi un mese. Siamo stati bene con lei, abbiamo lavorato molto e ci siamo fatto ottima compagnia. Anche Lauretta e’ stata attivissima nel campo delle medicazioni, dei decubiti e di tutte le pratiche piu’ necessarie ai pazienti gravissimi ed alettati. Laura e’ stata speciale soprattutto perche’ riusciva a parlare Italiano con tutti i pazienti che poi la capivano anche, soprattutto perche’ lei usava il linguaggio dell’amore. Era molto affettuosa con tutti loro e distribuiva bacini sulla fronte a vecchietti e vecchiette, che all’inizio non capivano, ma poi hanno iniziato ad apprezzare e a comprendere quello che lei voleva loro dire.
Anche tu ci mancherai, cara Laura. Auguri per il tuo futuro, e speriamo di rivederci se Dio vuole.
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Foto di Silvia
Un caro saluto a tutti,

Fr Beppe Gaido

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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