domenica 9 novembre 2008

Saluto di Lorena


Caro Beppe,

come stai?
Oggi è stata proprio una bella giornata perche' ci siamo ritrovati tutti a casa di Catia e Nelson per poter rivivere attraverso i ricordi tutto quello che è stato per noi Chaaria!
C'eravamo io, Silvia, Ezio, Milena, Valentina, Catia e Nelson.
Ti abbiamo scritto una lettera per farti sentire che molto spesso sei nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere!
Di sera, quando arrivo a casa, accendo il computer per leggere il blog e per sapere cosa è successo.
Resto incantata nel leggere le cose che scrivi ed allo stesso tempo capisco che per te, lo scrivere sul blog, è un grande sfogo.
Quando sento che sei giù, mi fa male il fatto che sei dall'altra parte del mondo e che non posso fare niente, però in quei momenti ricorda sempre che per noi sei tanto importante e che in noi potrai sempre trovare un appoggio.

A presto!
Dolce notte!
Un forte abbraccio!
Lorena

Ti lascio con queste righe che mi piacciono molto!


E CRESCENDO IMPARI........

E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent'anni, quando come gladiatori si combatte
il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore
sia tutto o niente...non è quella delle emozioni forti che fanno il "botto"
e che esplodono fuori con tuoni spettacolari....,
la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere
mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose...
e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di
felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai
colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia
dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane
per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole
esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono
commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di
girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia
dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e
libera i pensieri.
E impari che l'amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille
allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si
dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari
che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina,
leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare
il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio
inaspettato, sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che
ami....
E impari che c'è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i
tuoi pensieri, che c'è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E IMPARI QUANTO SIA BELLA E GRANDIOSA LA SEMPLICITA'!

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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