mercoledì 31 dicembre 2008

Buon Anno 2009 da Chaaria

Carissimi amici,

scrivo questa lettera per augurare a tutti voi un esaltante nuovo anno. A nome di tutti i Fratelli, di tutto lo staff di Chaaria e di tutti i poveri che ci avete aiutato a servire, giunga ad ognuno di voi la nostra amicizia, la nostra stima e riconoscenza, ed il nostro ricordo nella preghiera.
Natale e capodanno sono feste di famiglia, in cui tutti ci sentiamo più buoni: e voi siete parte della nostra grande famiglia, e ci avete aiutato molto nel nostro sforzo di essere buoni con tutte le persone in difficoltà.

Il 2008 è stato un anno intenso, pieno di ideali da realizzare, di impegno e di lavoro; è stato un anno di successi e di sconfitte, come sempre avviene nella vita umana, finchè siamo su questa terra.
Non ho ancora preparato lo specchietto con i dati numerici completi delle nostre prestazioni. Spero di farlo entro la fine di gennaio, magari presentandoveli pure in grafico.
Anche se i numeri non possono dire tutto, vi voglio con gioia comunicare che il numero di pazienti assistiti quest’anno è stato superiore all’anno precedente: i servizi ambulatoriali si sono mantenuti più o meno costanti, mentre invece il numero dei ricoveri ospedalieri è aumentato.
Sono aumentati i parti, i ricoveri per patologie chirurgiche anche complesse (oggi ho fatto l’operazione numero 1480), i ricoveri a scopo riabilitativo (la fisioterapia è stata senza dubbio un grande successo per la nostra missione), quelli per i malati di AIDS in stadio terminale.
E’ invece diminuito il numero di ricoveri per malaria e il numero delle trasfusioni, soprattutto nell’età pediatrica. Anche questo è un dato positivo che premia i nostri sforzi nel campo preventivo (soprattutto la distribuzione gratuita delle zanzariere)
Quest’anno c’è stato un grande movimento di piccoli orfani, che sono stati ospitati presso di noi per i primi 6 mesi della loro vita, e quindi sono stati trasferiti nell’orfanotrofio di Nkabune.
Molti degli orfani più grandicelli hanno avuto periodi limitati di ricovero per varie patologie intercorrenti, e sempre sono stati curati gratuitamente.
Anche gli “street boys” dell’HURUMA CENTRE hanno usufruito di cure mediche gratuite nel nostro ospedaletto. Con la vostra generosità abbiamo potuto pagare le rette scolastiche a tutti i ragazzi di “Huruma”.
Un settore in cui il nostro servizio ha avuto dei problemi quest’anno è stato quello dell’odontoiatria: con tutto ciò, oggi ho estratto l’ultimo molare alle ore 18 ed il paziente era il numero 4041 dall’inizio dell’anno.
Altra novità è rappresentata dal fatto che vari villaggi situati molto lontani da Chaaria si sono organizzati con mezzi propri, per venire al Cottolengo Mission Hospital, in giorni stabiliti: essi arrivano su Land Rovers stipate con 20 o 30 persone, ed attendono anche tutto il giorno per poter vedere il dottore e sottoporsi agli esami strumentali e di laboratorio.
E’ una attività molto esigente, perché questi gruppi ormai vengono quotidianamente, e si aggiungono al consueto numero di 300 persone che normalmente attendono le nostre prestazioni ambulatoriali. Comunque, noi crediamo che sia importante dare il meglio di noi stessi e sacrificarci per servire bene tutte quelle persone che afferiscono al Cottolengo per avere una risposta ai loro problemi.
Un grande successo per il nostro ospedaletto è stata la Fisioterapia, che lavora a pieno ritmo, tanto per migliorare la qualità di vita dei Buoni Figli, quanto per assistere pazienti ambulatoriali e degenti in Ospedale.
Molti ora conoscono anche questo aspetto del nostro servizio, e vengono a chiederci un aiuto per problemi legati a paralisi, deformità, esiti di fratture, gravi forme di reumatismo.
L’ecografia è senza dubbio un settore di grande rilievo nell’attuale sviluppo del nostro ospedale: tramite tale tecnica abbiamo migliorato le nostre possibilità diagnostiche e terapeutiche, ed abbiamo permesso a molta povera gente di accedere a tale esame diagnostico spesso troppo costoso. Ancora ringrazio il Dott Barberis ed il Dott Peter Norbert Kuffmann che ci hanno donato un nuovo e moderno ecografo.
Nel campo dell’ostetricia l’ecografia ci ha permesso di prevenire molte complicazione del parto e ci ha consentito diagnosi sicure nel campo dell’aborto spontaneo e dei vari problemi della gestazione. Abbiamo anche tentato piccoli interventi eco-guidati, come l’aspirazione di ascessi epatici o pelvici.
Le circoncisioni sono state nuovamente in aumento dopo alcuni anni di ribasso; il numero di pazienti che si rivolgono a noi per la tradizionale circoncisione maschile è stato veramente altissimo soprattutto nei mesi tradizionali di aprile e dicembre.
Noi offriamo alla nostra gente un servizio asettico ed altamente professionale e siamo molto felici che un numero sempre maggiore di genitori apprezzino questa possibilità di prevenzione di malattie spesso trasmesse con la pratica tradizionale.
Il Centro Buoni Figli è stato inoltre disponibile più volte per l’accoglienza a tempo determinato di persone in difficoltà: abbiamo ricoverato handicappati mentali per un mese o due, al fine di dare un po’ di respiro ad una madre esausta; abbiamo ospitato degli orfani, durante i mesi delle vacanze scolastiche; abbiamo accolto disabili provenienti da molto lontano, offrendo loro la possibilità di “un periodo di vacanza” fuori dal loro ambiente.
In tutte queste attività siamo stati sempre validamente coadiuvati dai volontari che costituiscono un grandissimo dono della Divina Provvidenza per la nostra comunità.
Essi ci aiutano nel nostro servizio, ringiovaniscono il nostro modo di lavorare con nuove idee, ritornano in Italia e continuano a lavorare per noi organizzando raccolte di fondi ed attività di sensibilizzazione.
Il volontariato è senza dubbio un elemento importante ed un forte aiuto per il nostro Centro; è una realtà di cui siamo molto contenti e che vogliamo potenziare ed incoraggiare sempre di più.
A conclusione di questa lettera sento il dovere di dire grazie a tutti per le offerte che con generosità continuate ad inviarci tramite l’associazione: esse sono ossigeno per la nostra carità, e ci permettono di aiutare un numero sempre maggiore di poveri e bisognosi; inoltre ci consentono di incrementare sempre più le possibilità diagnostiche e terapeutiche del nostro ospedale.

Grazie davvero di cuore a tutti voi!
Chiediamo a tutti voi il dono della preghiera per il nostro Centro: sappiamo chiaramente che senza l’aiuto di Dio non possiamo fare nulla.
Cerchiamo quindi di essere fedeli al Signore, non soltanto servendolo nei più poveri, ma anche cercando il suo volto nella preghiera personale e comunitaria. Aiutateci anche voi in questo nostro cammino di preghiera che sostiene la nostra carità.
Ancora desidero augurare a tutti un buon un felice anno nuovo!

Fr Beppe Gaido
e Comunità Cottolenghina in Chaaria (Fratelli e Suore)


annonuovo


Vi proponiamo lo stralcio di una letterina ricevuta oggi da FR. Beppe.

Caro fr Beppe, [...].

Avevo promesso di venire in Africa come tanti probabilmente e come tanti non l'ho ancora fatto. L'idea e la volontà ci sono ma gli intoppi sono sempre troppi. Poi all'improvviso un giorno si risolveranno e ti chiederò i ragguagli precisi del "come arrivare".
Leggo spesso il blog.

Per Natale [...]
abbiamo deciso , mio marito ed io, di mandare i soldi necessari a Faith, la ragazza che vuole studiare come tecnico di laboratorio sperando di vedere presto il suo diploma completato. Le auguriamo di attuare il suo sogno che può aiutare tante altre persone nella sua Africa.
Un abbraccio forte a te e sappi che mille persone ti leggono come me e ti sono vicine in ogni momento del giorno e della notte (a turno!).

Buon nuovo anno.



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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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